Come visualizzare e modificare il file .htaccess in cPanel

l file .htaccess permette di applicare alcune configurazioni del server web alla cartella nella quale si trova e alle relative sottocartelle.

Può essere utilizzato, per esempio, per gestire:

  • permalink e riscrittura degli URL;
  • redirect;
  • accesso a file e cartelle;
  • alcune intestazioni HTTP;
  • regole generate da WordPress, plugin e sistemi di cache.

Una regola errata può provocare errori 403, 404 o 500 e rendere il sito non raggiungibile. Prima di modificarlo, crea sempre una copia di sicurezza.

Apache descrive .htaccess come un file di configurazione applicato a livello di singola directory, senza intervenire direttamente sulla configurazione principale del server. Non tutte le direttive sono necessariamente consentite dall’hosting.

1. Accedi a Gestione file

Accedi a cPanel e apri:

File → Gestione file

cPanel consente di visualizzare, modificare, copiare, rinominare e scaricare i file presenti nell’account.

2. Apri la cartella del sito

Per il dominio principale, la cartella del sito è generalmente:

public_html

Un dominio aggiuntivo o un sottodominio può però utilizzare una cartella differente.

Per individuare quella corretta, controlla la document root associata al dominio in cPanel.

Non modificare il primo .htaccess trovato senza aver verificato che appartenga al sito interessato.

3. Mostra i file nascosti

Il nome .htaccess inizia con un punto, quindi il file può essere nascosto.

In Gestione file:

  1. clicca Impostazioni in alto a destra;
  2. attiva Mostra file nascosti (dotfiles);
  3. clicca Salva.

cPanel utilizza precisamente l’opzione Show Hidden Files (dotfiles) per mostrare gli elementi nascosti.

4. Individua il file .htaccess

Apri la document root del sito e cerca:

.htaccess

In un’installazione WordPress si trova normalmente nella stessa cartella che contiene:

wp-admin
wp-content
wp-includes
wp-config.php

Possono esistere altri file .htaccess nelle sottocartelle. Ognuno può applicare regole alla directory nella quale si trova.

Non eliminare o modificare file presenti in altre directory senza averne prima verificato la funzione.

5. Scarica una copia di sicurezza

Prima di modificare il file:

  1. seleziona .htaccess;
  2. clicca Download;

oppure:

  1. seleziona il file;
  2. clicca Copia;
  3. crea una copia chiamata, per esempio:
.htaccess-backup

Annota anche data e motivo della modifica.

Se il sito smette di funzionare, potrai ripristinare rapidamente la versione precedente.

6. Visualizza il contenuto

Per leggere il file senza modificarlo:

  1. seleziona .htaccess;
  2. clicca Visualizza.

Per modificarlo:

  1. seleziona il file;
  2. clicca Modifica;
  3. controlla la codifica proposta;
  4. apri l’editor.

cPanel permette di utilizzare le azioni View ed Edit sui singoli file; scegliendo una codifica errata durante la modifica, il contenuto potrebbe danneggiarsi.

7. Modifica una sola regola alla volta

Prima di aggiungere o rimuovere una direttiva:

  • conserva il backup;
  • identifica il blocco interessato;
  • modifica una sola parte;
  • salva;
  • controlla immediatamente il sito;
  • verifica sia homepage sia pagine interne.

Non cancellare indiscriminatamente blocchi creati da:

  • WordPress;
  • LiteSpeed Cache;
  • plugin di sicurezza;
  • sistemi di redirect;
  • applicazioni installate nel sito.

Alcuni plugin racchiudono le proprie regole tra commenti simili a:

# BEGIN Nome Plugin
...
# END Nome Plugin

Non inserire manualmente altre direttive all’interno di un blocco gestito automaticamente, perché il plugin potrebbe sovrascriverle.

8. Controlla il file WordPress

Un file .htaccess WordPress standard può contenere un blocco simile:

# BEGIN WordPress
<IfModule mod_rewrite.c>
RewriteEngine On
RewriteBase /
RewriteRule ^index.php$ - [L]
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
RewriteRule . /index.php [L]
</IfModule>
# END WordPress

La configurazione reale può essere differente quando WordPress si trova in una sottocartella, utilizza una rete multisito oppure sono presenti plugin che aggiungono proprie regole.

Non sostituire automaticamente il file esistente con questo esempio senza aver prima controllato la configurazione del sito.

9. Rigenera le regole dei permalink WordPress

Se le pagine interne restituiscono errore 404 ma la homepage funziona, puoi rigenerare le regole dei permalink.

Dalla bacheca WordPress vai in:

Impostazioni → Permalink

Senza cambiare la struttura, clicca:

Salva le modifiche

WordPress proverà ad aggiornare il file .htaccess.

Prima dell’operazione conserva comunque una copia della versione attuale.

10. Verifica se .htaccess causa un errore

Se il sito ha smesso di funzionare subito dopo una modifica:

  1. accedi a Gestione file;
  2. rinomina:
.htaccess

in:

.htaccess-old
  1. ricarica il sito.

Se il sito torna online, una delle regole contenute nel file è probabilmente incompatibile o errata.

Non lasciare il sito senza .htaccess più del necessario. Ripristina la copia funzionante oppure rigenera le regole corrette.

11. Se compare un errore 500

Un errore 500 dopo la modifica può dipendere da:

  • errore di sintassi;
  • direttiva non consentita;
  • modulo non disponibile;
  • caratteri copiati in modo errato;
  • regole duplicate;
  • blocco non chiuso;
  • direttiva PHP non supportata nel file .htaccess.

Ripristina subito il backup e controlla il file:

error_log

Non continuare ad aggiungere altre regole finché il sito non è tornato funzionante.

12. Non gestire PHP tramite .htaccess senza una verifica

Configurazioni come:

php_value
php_flag

non funzionano in tutte le modalità PHP e possono generare un errore 500.

Per modificare parametri PHP utilizza preferibilmente gli strumenti disponibili in cPanel, come:

  • MultiPHP INI Editor;
  • Seleziona versione PHP, quando disponibile;
  • file php.ini o .user.ini, secondo la configurazione del server.

Non copiare direttive PHP da vecchie guide senza verificarne la compatibilità.

13. Non creare redirect duplicati

Prima di aggiungere un redirect nel file .htaccess, controlla che non sia già configurato tramite:

  • Rank Math;
  • plugin Redirection;
  • cPanel;
  • Cloudflare;
  • WordPress;
  • un altro blocco dello stesso file.

Redirect duplicati o incompatibili possono generare:

  • cicli di reindirizzamento;
  • catene multiple;
  • destinazioni errate;
  • errori “troppi reindirizzamenti”.

Utilizza un solo sistema per ciascuna regola quando possibile.

14. Controlla il sito dopo la modifica

Dopo aver salvato:

  1. apri la homepage;
  2. controlla una pagina interna;
  3. verifica l’area amministrativa;
  4. prova eventuali redirect;
  5. svuota la cache LiteSpeed;
  6. controlla in una finestra anonima;
  7. verifica il file error_log.

Se utilizzi una CDN, potrebbe essere necessario svuotare anche la relativa cache.

15. Contatta l’assistenza

Apri un ticket se:

  • il sito restituisce errore 403 o 500;
  • non trovi il file .htaccess;
  • non riesci a modificare o ripristinare il file;
  • il file viene riscritto automaticamente;
  • non sai quale blocco sia responsabile;
  • il sito non torna online dopo il ripristino;
  • devi utilizzare una direttiva e non sai se è supportata.

Indica:

  • dominio interessato;
  • percorso del file;
  • data e ora della modifica;
  • regola aggiunta o rimossa;
  • errore visualizzato;
  • contenuto rilevante di error_log;
  • verifiche già effettuate.

Non inviare password o credenziali complete nel ticket.

Come visualizzare e modificare il file .htaccess in cPanel ultima modifica: 2017-10-03T14:58:35+02:00 da Team tecnico Xlogic

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