La checklist dopo il trasferimento di un sito serve a verificare che il nuovo hosting risponda correttamente prima di considerare conclusa la migrazione. Controlla DNS, HTTPS, pagine, database, moduli, email, cron, cache, redirect e monitoraggio; conserva inoltre il vecchio servizio per alcuni giorni, finché tutti i test non risultano positivi.
Il trasferimento dei file e del database è soltanto una parte della migrazione. Un sito può mostrare correttamente la homepage ma avere problemi nelle pagine interne, nell’area amministrativa, nei moduli di contatto, nelle attività pianificate o nella consegna delle email. Questa checklist dopo il trasferimento di un sito aiuta a controllare ogni componente in modo ordinato.
Per la procedura di copia consulta anche Trasferire WordPress a Xlogic senza downtime. Se il progetto comprende caselle di posta, utilizza anche la guida Migrare le caselle email a Xlogic senza perdere messaggi.
Prima del cambio DNS
La verifica più sicura viene eseguita prima del cambio dei nameserver o dei record A. Utilizza il file hosts, un URL temporaneo quando disponibile oppure un sottodominio di prova per aprire il sito sul nuovo server senza coinvolgere i visitatori.
- confronta la Document Root con il dominio configurato;
- verifica che file e database appartengano alla stessa copia;
- controlla la versione PHP e le estensioni necessarie;
- annota IP, nameserver, record MX e configurazione precedente;
- riduci il TTL con anticipo soltanto quando gestisci direttamente la zona DNS;
- conserva un backup dello stato precedente.
Non modificare contemporaneamente DNS, versione PHP, plugin e configurazione della cache: se compare un errore diventa difficile identificare quale variazione lo ha provocato.
Controlla homepage e pagine interne
Apri la homepage, ma non fermarti al primo risultato positivo. Visita pagine, articoli, categorie, ricerca interna, pagina 404, area riservata e URL profondi. Controlla desktop e dispositivo mobile.
- assenza di errori 404, 500, 503 o redirect inattesi;
- immagini, font, CSS e JavaScript caricati;
- menu e collegamenti funzionanti;
- contenuti recenti presenti;
- URL canonici coerenti con il dominio definitivo;
- nessun riferimento al dominio temporaneo o al vecchio percorso.
Usa una finestra anonima per evitare che la cache del browser nasconda file mancanti o redirect precedenti.
Verifica WordPress e il database
Accedi a WordPress e controlla che l’amministrazione sia stabile. Apri le impostazioni dei permalink e verifica che la struttura sia quella prevista, senza salvarla inutilmente se tutto funziona. Controlla utenti, pagine, plugin, temi, widget e impostazioni del sito.
Per un e-commerce verifica prodotti, ordini, clienti, pagamenti, aliquote, spedizioni e disponibilità di magazzino. Confronta l’ultimo ordine sul vecchio server con quello presente nel nuovo database. Se sono arrivati dati durante la migrazione, esegui la sincronizzazione finale prima del cambio DNS.
Non effettuare sostituzioni massive nel database senza una copia. Se devi correggere URL, usa uno strumento capace di gestire i dati serializzati e avvia prima una simulazione.
Prova moduli, login e funzioni dinamiche
Molti problemi emergono solamente quando viene eseguita un’azione. Prova:
- modulo di contatto e ricezione del messaggio;
- registrazione e recupero password;
- login e logout;
- ricerca, filtri e paginazione;
- caricamento di un’immagine di prova;
- invio di un ordine o transazione in ambiente di test;
- integrazioni con CRM, newsletter, API e webhook;
- eventuali aree private o download protetti.
Elimina i dati di prova dopo il controllo e verifica che le notifiche non siano finite nello spam.
Controlla HTTPS e certificato SSL
Dopo il puntamento DNS verifica il certificato per dominio principale, versione con www e sottodomini utilizzati. Il browser non deve mostrare avvisi e le pagine non devono caricare risorse tramite HTTP.
Controlla il redirect HTTP verso HTTPS, evitando catene o cicli. Se usi Cloudflare, verifica anche la modalità SSL e il certificato installato sull’origine. La modalità Full (strict) richiede un certificato valido sul server di origine.
AutoSSL può richiedere tempo dopo l’aggiornamento DNS. Se non viene emesso, consulta AutoSSL non si rinnova.
Verifica DNS, nameserver e propagazione
Controlla da resolver differenti che il dominio punti al nuovo indirizzo. Verifica record A, AAAA, CNAME, MX, TXT, CAA e sottodomini. Un record AAAA rimasto sul vecchio server può far raggiungere a una parte degli utenti l’infrastruttura precedente.
Se utilizzi Cloudflare, i record del sito possono essere Proxied, mentre posta, FTP, SFTP e servizi non HTTP devono normalmente restare DNS only. Consulta Cloudflare con Xlogic.
Durante la propagazione è normale che utenti diversi raggiungano server differenti. Non cancellare il vecchio account finché il traffico non è stabilmente diretto al nuovo hosting.
Controlla invio e ricezione email
Se la posta è gestita sul nuovo server, prova l’invio e la ricezione con una casella esterna. Verifica Webmail, client IMAP, cartelle, quota e messaggi recenti. Controlla MX, SPF, DKIM e DMARC.
Se la posta resta presso un provider esterno, assicurati che il cambio dei nameserver non abbia sostituito i suoi record. Un sito funzionante non dimostra che la posta sia configurata correttamente.
Controlla anche le email inviate dal sito: moduli, recupero password, ordini e notifiche amministrative. Usa Track Delivery per leggere il risultato della consegna.
Verifica cron job e attività pianificate
Controlla i Cron Job in cPanel e gli eventi WP-Cron. I percorsi assoluti possono cambiare tra provider; un comando che richiama una directory precedente continuerà a fallire anche se il sito è online.
- verifica comando, interprete PHP e percorso;
- controlla frequenza e fuso orario;
- evita duplicati tra WP-Cron e cron di sistema;
- controlla importazioni, feed, backup e sincronizzazioni;
- verifica i log dopo la prima esecuzione.
Non impostare frequenze molto ravvicinate senza conoscere la durata del processo.
Svuota e ricrea le cache
Dopo la migrazione elimina le cache generate sul vecchio ambiente e ricreale sul nuovo. Considera:
- cache del browser;
- LiteSpeed Cache;
- CSS e JavaScript ottimizzati;
- Redis o Memcached;
- cache del page builder;
- Cloudflare o altra CDN.
Non attivare contemporaneamente più plugin di page cache. Verifica prima che la pagina venga servita correttamente e poi abilita le ottimizzazioni una alla volta.
Controlla redirect, SEO e strumenti di analisi
Verifica redirect 301, canonical, sitemap XML, robots.txt e tag noindex. Una copia di staging può avere impostazioni che scoraggiano i motori di ricerca. Controlla anche Search Console, Analytics, pixel pubblicitari e strumenti di monitoraggio.
Se il dominio non cambia, normalmente non è necessario inviare una nuova proprietà, ma conviene verificare che sitemap e tracciamenti continuino a rispondere. Se cambia il dominio, serve una procedura SEO specifica con redirect uno a uno.
Monitora log e risorse nelle prime ore
Dopo il cambio DNS osserva error_log, Resource Usage, spazio disco, inode e stato dei servizi. Un problema può emergere solamente quando arriva il traffico reale. Controlla CPU, memoria, I/O ed Entry Processes senza attribuire ogni picco all’hosting.
Se compare un errore 508 consulta Errore 508 Resource Limit Is Reached. Per una diagnosi generale usa la guida Sito lento.
Quando disattivare il vecchio servizio
Conserva il vecchio hosting finché:
- la propagazione DNS è completata;
- non arrivano più modifiche sul vecchio database;
- email e moduli sono stati verificati;
- cron e integrazioni hanno eseguito almeno un ciclo;
- backup e accessi al nuovo account funzionano;
- hai una copia indipendente dei dati precedenti.
Prima della cancellazione scarica ciò che deve essere conservato e rimuovi credenziali non più necessarie. La checklist dopo il trasferimento di un sito è conclusa solamente quando il nuovo ambiente è stato verificato con traffico reale e il rollback non è più necessario.
Fonti tecniche ufficiali
Domande frequenti
Quanto tempo devo mantenere il vecchio hosting?
Mantienilo almeno finché DNS, email, moduli, cron e dati dinamici risultano verificati. La durata dipende dal TTL, dalla propagazione e dal tipo di sito; non cancellarlo subito dopo il cambio DNS.
La homepage funzionante conferma che la migrazione è completa?
No. Devi controllare pagine interne, amministrazione, database, moduli, email, cron, HTTPS, redirect, cache e integrazioni esterne.
Posso testare il sito prima di cambiare DNS?
Sì. Puoi utilizzare il file hosts, un URL temporaneo o un sottodominio di prova, in base alla configurazione disponibile.
Devo svuotare Redis e LiteSpeed dopo il trasferimento?
Sì, quando sono utilizzati. Le cache create sul vecchio ambiente possono contenere percorsi, URL o dati non coerenti con il nuovo server.
Quali dati devo inviare all’assistenza se qualcosa non funziona?
Indica dominio, URL interessato, data e ora, errore completo, screenshot, operazione eseguita e risultato atteso. Non inviare password o chiavi private.