La propagazione DNS non è un processo unico che avanza lentamente nel mondo: la zona autorevole può aggiornarsi subito, mentre resolver, sistemi operativi e applicazioni continuano a conservare il valore precedente fino alla scadenza del TTL. Per verificare una modifica bisogna distinguere risposta autoritativa, cache ricorsiva e cache locale.
Quando si cambia indirizzo IP, record MX, nameserver o provider DNS, utenti diversi possono ricevere risposte differenti per un certo periodo. La propagazione DNS dipende soprattutto dal TTL pubblicato prima della modifica e dal comportamento delle cache che avevano già interrogato il record.
Che cosa significa realmente propagazione DNS
Il termine viene usato per descrivere il periodo durante il quale vecchi e nuovi valori possono coesistere nelle cache. In realtà il record viene pubblicato nella zona autoritativa; ogni resolver ricorsivo decide poi per quanto tempo conservarlo secondo il TTL.
Un resolver che non aveva mai richiesto il record può vedere subito il nuovo valore. Un altro che lo aveva memorizzato pochi secondi prima della modifica può continuare a usare il precedente fino alla scadenza.
Che cos’è il TTL
TTL significa Time to Live ed è espresso in secondi. Indica per quanto tempo una risposta DNS può restare in cache. Un TTL di 3600 equivale a un’ora; 86400 equivale a un giorno.
Il valore determinante durante una modifica è spesso il TTL precedente. Ridurre il TTL dopo aver già cambiato il record non accorcia la durata delle copie memorizzate in precedenza.
Quanto tempo serve in pratica
Non esiste una durata universale. Per una modifica nella stessa zona autoritativa:
- il nuovo dato può essere disponibile immediatamente sui nameserver autoritativi;
- i resolver che non hanno una cache precedente possono vederlo subito;
- le cache esistenti possono mantenere il vecchio valore fino al TTL;
- alcune applicazioni e reti aziendali possono aggiungere cache proprie.
Cloudflare indica che le modifiche alla propria zona vengono normalmente distribuite globalmente in pochi minuti, ma ricorda che il vecchio record può restare nei resolver fino alla scadenza del TTL precedente.
Cambio record A rispetto al cambio nameserver
Modificare un record A all’interno dello stesso provider DNS è diverso dal cambiare i nameserver presso il registrar. Nel primo caso resta invariata la delega e cambia soltanto il dato della zona. Nel secondo cambia il soggetto autoritativo e intervengono anche cache della delega, record NS e dati del registro.
Durante un cambio nameserver assicurati che la nuova zona contenga già tutti i record necessari: A, AAAA, CNAME, MX, TXT, CAA, SRV e sottodomini. Non ricreare soltanto il record del sito.
Come controllare i nameserver autoritativi
dig NS esempio.it +short
dig +trace esempio.it NSIl primo comando mostra i nameserver ricevuti dal resolver utilizzato. +trace segue la delega partendo dalla radice e aiuta a individuare differenze tra registrar e zona.
Interroga poi direttamente ogni nameserver:
dig @ns1.provider.tld esempio.it A
dig @ns2.provider.tld esempio.it ASe i server autoritativi rispondono con valori differenti, non si tratta di semplice attesa: la zona o la sincronizzazione deve essere corretta.
Come confrontare resolver pubblici
dig @1.1.1.1 esempio.it A
dig @8.8.8.8 esempio.it A
dig @9.9.9.9 esempio.it AOsserva il valore e il TTL residuo. Risposte differenti possono essere normali durante la validità della cache precedente. Ripeti il controllo dopo il tempo residuo indicato.
Come verificare A, AAAA, MX e TXT
Non limitarti al dominio principale:
dig A esempio.it +short
dig AAAA esempio.it +short
dig CNAME www.esempio.it +short
dig MX esempio.it +short
dig TXT esempio.it +short
dig TXT _dmarc.esempio.it +shortDurante una migrazione il sito può puntare correttamente mentre la posta resta sul vecchio provider oppure un AAAA obsoleto continua a servire l’infrastruttura precedente.
Cache del computer e del browser
Anche quando i resolver pubblici mostrano il nuovo record, il dispositivo può conservare una risposta locale. Riavviare il browser non sempre basta. Puoi svuotare la cache DNS del sistema oppure cambiare temporaneamente resolver.
Prima di intervenire, prova una rete diversa o una finestra privata. Una VPN, un router, un antivirus o una rete aziendale possono utilizzare resolver propri.
Come preparare una migrazione riducendo l’attesa
- alcuni giorni prima, riduci il TTL dei record che cambieranno;
- attendi almeno il vecchio TTL affinché la riduzione venga recepita;
- prepara il nuovo server e verifica il sito tramite file
hosts; - copia la zona completa se cambi nameserver;
- effettua la sincronizzazione finale dei dati dinamici;
- modifica il record o la delega;
- mantieni disponibile il vecchio servizio durante il periodo di transizione;
- rialza il TTL dopo la stabilizzazione.
Consulta anche Checklist dopo il trasferimento di un sito.
Errori che sembrano propagazione ma non lo sono
- record modificato nel pannello DNS non autoritativo;
- nameserver misti appartenenti a provider differenti;
- record AAAA errato mentre l’A è corretto;
- DNSSEC con record DS non coerente;
- Cloudflare Proxied che mostra IP Cloudflare;
- virtual host non configurato sul nuovo server;
- cache della pagina o CDN confusa con cache DNS;
- record MX o routing email non aggiornati.
Se il nameserver autoritativo restituisce ancora il valore sbagliato, attendere non risolve il problema: la zona deve essere modificata.
Propagazione con Cloudflare
I record Proxied Cloudflare hanno TTL automatico e restituiscono indirizzi della rete Cloudflare. Cambiare l’IP origine nel pannello non implica che il browser debba mostrare il nuovo IP tramite una normale interrogazione A.
Per posta, FTP, SFTP e servizi non HTTP mantieni normalmente i record DNS only. Consulta Cloudflare con Xlogic.
Quando aprire un ticket
Apri un ticket quando i nameserver Xlogic autoritativi non restituiscono il record configurato, quando la zona differisce tra nameserver oppure quando dopo la scadenza del TTL diversi resolver continuano a ricevere dati errati.
Indica dominio, record, valore vecchio e nuovo, orario della modifica, TTL e risultati dei comandi eseguiti. Non inviare password.
Come leggere il TTL residuo
Il comando dig mostra nella sezione ANSWER un numero che rappresenta il TTL residuo della risposta ricevuta. Se il valore scende da 900 a 300, significa che il resolver sta servendo una copia memorizzata e la eliminerà quando arriverà a zero. Dopo la scadenza effettuerà una nuova richiesta al nameserver autoritativo.
Non confondere il TTL residuo con quello configurato nella zona: un resolver può mostrare un valore più basso perché la cache è già attiva da alcuni minuti. Per conoscere il dato pubblicato, interroga direttamente il nameserver autoritativo.
Verifica anche i resolver del provider Internet
Se il problema compare soltanto su una connessione, individua il resolver usato dalla rete e confrontalo con resolver pubblici. Alcuni router inoltrano le richieste al provider e mantengono una piccola cache interna. Riavviare il router può svuotarla, ma non elimina una copia ancora valida presso il resolver del provider.
Fonti tecniche ufficiali
Domande frequenti sulla propagazione DNS
La propagazione DNS dura sempre 24 o 48 ore?
No. La durata dipende dal TTL precedente, dalla delega e dalle cache coinvolte. Molte modifiche sono visibili in pochi minuti, ma un resolver può mantenere il vecchio dato fino alla scadenza.
Ridurre il TTL dopo la modifica accelera la propagazione?
Non per le copie già memorizzate. I resolver che hanno ricevuto il vecchio record conservano il TTL precedente. La riduzione va effettuata in anticipo e lasciata propagare prima del cambio.
Perché dig mostra il nuovo IP ma il browser apre il vecchio sito?
Il browser, il sistema operativo, il router, una VPN o una CDN possono avere cache proprie. Può anche esistere un record AAAA differente oppure il nuovo IP può servire ancora contenuti vecchi.
Cambiare nameserver è più lento di cambiare un record A?
Può coinvolgere più livelli perché cambia la delega presso il registro. Inoltre la nuova zona deve contenere tutti i record. Non è però corretto attribuire ogni errore a una generica attesa di 48 ore.
Quando posso eliminare il vecchio hosting?
Solo dopo aver verificato che resolver diversi puntino stabilmente al nuovo server, che sito e posta funzionino e che non arrivino più dati sul vecchio ambiente. Mantienilo disponibile durante la transizione.