In breve: DNS_PROBE_FINISHED_BAD_CONFIG indica che Chrome non riesce a completare la risoluzione DNS con la configurazione disponibile. Verifica se l’errore riguarda un solo browser, un dispositivo, tutta la rete o un solo dominio; poi confronta resolver, DHCP, VPN, proxy, record autorevoli e DNSSEC. Cambiare DNS o svuotare cache è utile solo dopo aver localizzato il livello difettoso.
Indice dei contenuti
DNS_PROBE_FINISHED_BAD_CONFIG: che cosa indica
Prima di aprire un sito, il dispositivo deve tradurre il nome del dominio in un indirizzo IP. Chrome mostra questo codice quando la configurazione DNS o di rete non consente una risposta utilizzabile. Il browser non stabilisce automaticamente se la colpa sia del computer, del router, del resolver o della zona del dominio.
L’errore è diverso da un codice HTTP: la richiesta può non aver ancora raggiunto il web server. Per questo controllare plugin WordPress, cache della pagina o certificato TLS non è il primo passo, salvo che una verifica DNS dimostri che il nome risolve correttamente.

Definire l’ambito
| Prova | Risultato | Ambito probabile |
|---|---|---|
| Altro browser sullo stesso dispositivo | Funziona | Profilo, estensione o impostazione del browser |
| Altro dispositivo sulla stessa rete | Fallisce | Router, DHCP, resolver o connettività della rete |
| Stesso dispositivo su rete mobile | Funziona | Rete locale, VPN, proxy o resolver configurato |
| Altri domini | Funzionano | Zona, delega, DNSSEC o cache del dominio specifico |
| Resolver pubblico alternativo | Risposta diversa | Cache o comportamento del resolver precedente |
Annota orario, rete e dominio esatto, compreso l’eventuale sottodominio. Provare contemporaneamente da browser diversi e da una rete esterna produce una baseline più utile di una sequenza di modifiche non documentate.
Confrontare resolver e risposte
Usa nslookup su Windows oppure dig su macOS/Linux per confrontare il resolver configurato con uno pubblico. Le prove sono di lettura e non modificano il DNS.
# macOS o Linux
dig esempio.it A
dig @8.8.8.8 esempio.it A
dig @8.8.8.8 esempio.it A +dnssec
# Windows
nslookup esempio.it
nslookup esempio.it 8.8.8.8Registra status, Answer, server interrogato e tempi. NXDOMAIN significa che il nome non esiste secondo la risposta ricevuta; SERVFAIL segnala che il resolver non ha potuto completare la risoluzione, spesso per problemi di delega, server autorevoli o validazione DNSSEC; un timeout indica assenza di risposta o blocco del percorso.
Controllare DHCP, VPN, proxy e router
- Verifica quali server DNS il dispositivo ha ricevuto via DHCP e che gli indirizzi siano sintatticamente validi.
- Disattiva temporaneamente una VPN o un proxy soltanto per un confronto controllato; non lasciare disabilitate protezioni aziendali senza autorizzazione.
- Controlla se il router risponde come resolver locale e se riesce a raggiungere il resolver upstream.
- Rinnova la configurazione DHCP solo dopo averne annotato i valori correnti.
- Prova rete cablata e Wi-Fi oppure una rete mobile per separare dispositivo e infrastruttura.
Portali captive, filtri parentali, software di sicurezza e malware possono intercettare le query. Se dns.google nel browser funziona ma le query dirette verso 8.8.8.8 non raggiungono il server previsto, la rete può bloccare o deviare UDP/TCP 53.

Controllare record, delega e DNSSEC
Se fallisce un solo dominio da reti e resolver differenti, esamina la catena autorevole: nameserver pubblicati dal registro, record NS della zona, record A/AAAA o CNAME e coerenza delle risposte tra tutti i server. Dopo un cambio DNS, seriali SOA differenti possono indicare server non allineati.
Con DNSSEC attivo, un record DS al registro deve corrispondere alle chiavi e alle firme correnti. Se la risposta riesce soltanto senza validazione, non disabilitare definitivamente DNSSEC come scorciatoia: correggi DS, DNSKEY, firme o scadenze, poi verifica da più resolver validanti.
Pulire cache solo quando serve
Dopo aver corretto il resolver o la zona, svuota la cache del browser e quella DNS del sistema operativo; riavvia il servizio di rete o il router soltanto se il livello interessato conserva la risposta. La cache autorevole e quella dei resolver rispettano il TTL e non vengono eliminate dal comando locale.
- Chiudi e riapri Chrome oppure usa una finestra pulita per il test.
- Su Windows usa
ipconfig /flushdnsin un prompt con i permessi previsti. - Su macOS e Linux il comando varia per versione e resolver; verifica il servizio effettivamente attivo.
- Ripeti
digonslookupe confronta la risposta, invece di valutare solo il caricamento della pagina.
Verificare la soluzione
- Il resolver configurato risponde con status coerente e indirizzo previsto.
- Resolver pubblici e server autorevoli non mostrano deleghe o seriali discordanti.
- La validazione DNSSEC riesce quando è prevista.
- Il sito funziona da almeno due reti e non soltanto dalla cache del browser.
- Dopo la scadenza del TTL non ricompare la risposta precedente.
Errori da evitare
- Cambiare subito record del dominio quando l’errore riguarda un solo dispositivo.
- Impostare resolver casuali senza annotare la configurazione DHCP originale.
- Confondere un timeout DNS con un errore HTTP del sito.
- Svuotare tutte le cache prima di salvare le risposte utili alla diagnosi.
- Disabilitare DNSSEC in modo permanente senza correggere la catena di fiducia.
Guide Xlogic correlate
Domande frequenti
DNS_PROBE_FINISHED_BAD_CONFIG è sempre un problema del dominio?
No. Può dipendere dal dispositivo, dai DNS ricevuti via DHCP, dal router, da VPN o proxy, dal resolver oppure dalla zona autorevole del dominio.
Cambiare resolver in 8.8.8.8 è una soluzione definitiva?
È soprattutto un test. Se il problema scompare, il resolver precedente o il percorso verso di esso merita ulteriori controlli; va poi scelta una configurazione stabile e conforme alla rete.
Quando devo svuotare la cache DNS?
Dopo aver corretto la configurazione o quando il confronto indica una risposta locale obsoleta. Farlo subito può cancellare una prova utile senza risolvere la causa.
Come riconosco un problema DNSSEC?
Un resolver validante può restituire SERVFAIL mentre la query senza validazione riesce. Occorre controllare catena di fiducia, firme, DS e chiavi della zona.
Conclusione
DNS_PROBE_FINISHED_BAD_CONFIG si risolve più rapidamente restringendo l’ambito: browser, dispositivo, rete, resolver o dominio. Le risposte DNS confrontabili forniscono la prova; pulizia cache e cambio resolver diventano così interventi mirati e verificabili.