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Navigando su Internet è davvero difficile rimanere anonimi, anche utilizzando sistemi per nascondere la propria identità, possiamo essere tracciati e trovati.

Questo non significa però che non si possa mantenere l’anonimato quando si vogliono inviare le comunicazioni via email senza farsi scoprire.

Il motivo principale per usare un servizio di posta elettronica anonimo è quello di preservare la propria email principale da tentativi di phishing o spam.

Un’email non rintracciabile può tornare utile per diversi motivi che possono essere legati alla privacy, ad uno scherzo; Per esempio è possibile utilizzarle per interagire in un contesto senza rilevare la tua identità, per inviare un feedback, per commentare particolari servizi senza dover lasciare un indirizzo personale.

 

Indice dei contenuti

  1. Come inviare una mail in anonimo senza doverti registrare
  2. I migliori servizi di posta elettronica crittografati ed anonimi
  3. Come ricevere le mails su un indirizzo di posta usa e getta
  4. Conclusioni

Come inviare una mail in anonimo senza doverti registrare

Hai bisogno di inviare una email senza doverti registrare? Hai bisogno di una casella di posta anonima non facilmente rintracciabile? Ecco la soluzione:

 

AnonymousEmail.me

Tramite questo servizio sarà possibile inviare una mail con un allegato inserendo all’interno di un modulo l’indirizzo del destinatario, l’oggetto ed il contenuto della mails.

E’ possibile ottenere un eventuale risposta scegliendo di fornire un indirizzo e-mail altrimenti non sarà possibile ricevere una risposta.

CyberAtlantis (risorsa non più disponibile)

Anche in questo caso è possibile inviare una mail compilando semplicemente un modulo di contatto ed inserendo l’indirizzo mail del destinatario; questo servizio rimuove l’indirizzo IP dalla tua posta e quindi non potrai essere rintracciato facilmente.

Send Anonymous Email (risorsa non più disponibile)

In questo caso gli indirizzi IP vengono registrati dal sistema. Funziona con un’interfaccia semplice per inserire l’indirizzo, l’oggetto ed il messaggio del mittente e del destinatario. Non sono necessari altri dettagli per inviare la comunicazione anonima via mail.

 

 

I migliori servizi di posta crittografati ed anonimi

Questi servizi di posta elettronica anonimi permettono di inviare messaggi di posta elettronica segreti senza lasciare alcun elemento identificativo o indirizzo IP. Di seguito i migliori servizi gratuiti che ti permettono di inviare le mails in anonimato:

 

Anonymous Email – TorGuard

Questo servizio fornisce una casella di posta anonima con molte funzionalità di privacy e di crittografia; Nella versione gratuita otterrai 10MB di spazio di archiviazione utilizzando la crittografia SSL per la connessione e la crittografia G / PGP per proteggere i messaggi.

The Anonymous Email

Crea un account per inviare e ricevere e-mail registrandoti con un tuo indirizzo email reale, questa sarà l’unica informazione personale richiesta.

Secure Mail

Questo servizio crittografa la tua posta utilizzando una chiave a 4096 bit, che la rende illeggibile da chiunque; non richiede le tue informazioni personali o il tuo indirizzo IP per la registrazione.

GuerrilaMail

GuerrillaMail ti offre un indirizzo e-mail temporaneo usa e getta, autodistruggibile per inviare e ricevere e-mail in modo anonimo su Internet; Le comunicazioni via mail verranno eliminate automaticamente dopo un’ora.

 

 

Come ricevere le mails su un indirizzo di posta usa e getta

Se hai solamente bisogno di un indirizzo mail usa e getta per confermare i collegamenti e non vuoi gestire le offerte o le newsletter, puoi utilizzare i seguenti servizi gratuiti che ti permetteranno di ricevere le comunicazioni via mail su un indirizzo di posta usa e getta.

 

Mailnesia

Questo servizio gratuito ed anonimo permette di visualizzare all’interno di una casella di posta scelta a caso senza il bisogno di doversi iscrivere o di inserire i propri dati.

Inoltre Mailnesia dispone anche di un sistema automatico di clic sui collegamenti di conferma che è utile se si effettuano molte iscrizioni ai servizi web.

myTrashMail

Ottieni un account di posta elettronica aperto e pubblico che viene creato automaticamente dopo aver ricevuto la posta; gli account di posta sono temporanei e verranno eliminati automaticamente dopo un po ‘di tempo.

Spambog

Spambog ti offre una casella di posta elettronica temporanea, anonima e monouso che verrà eliminata automaticamente dopo 7 giorni; potrai ricevere, rispondere ed inoltrare e-mail ma non inviarne una originale.

 

Conclusioni

Conoscevi questi servizi di posta elettronica anonimi? Ne utilizzi altri che non sono elencati? Lasciaci un commento, saremo lieti di poterci confrontare con te.

Alla prossima!

L’installazione CSF Firewall modifica l’accesso di rete al server e può bloccare SSH, pannelli e servizi se porte e whitelist non sono configurate correttamente. Prima di procedere servono accesso console alternativo, backup delle regole, elenco delle porte e verifica della compatibilità con sistema operativo e stack. Le procedure cambiano tra distribuzioni e versioni.

Nota di aggiornamento: CentOS e CSF hanno cicli di vita e compatibilità variabili: verifica supporto e istruzioni ufficiali per il sistema installato.

Precauzioni prima di configurare CSF

La guida seguente è applicabile a chi acquista un VPS SSD o un Server Dedicato non gestito su Xlogic ed è dedicata ai sistemi che eseguono CentOS 6, CentOS 7 e CentOS 8.

ConfigServer Security & Firewall è un popolare firewall SPI (Stateful Packet Inspection) open source, rilevatore di accesso/intrusione e sicurezza, compatibile con la maggior parte dei server Linux.

CSF può essere configurato per bloccare/limitare le porte sul server. CSF include il Login Failure Daemon (LFD), che analizzerà i file di registro e monitorerà i tentativi di accesso non riusciti, come i tentativi di accesso per gli account FTP e di posta elettronica e bloccherà l’IP in base alle regole che hai impostato. CSF offre anche la limitazione della connessione, elenchi di blocchi in tempo reale e monitoraggio della scansione delle porte e molto altro ancora.

CSF può essere facilmente gestito dalla sua GUI, che è completamente compatibile con:

  • CPanel
  • DirectAdmin
  • WebMin / Virtualmin

Per evitare conflitti durante il funzionamento è importante rimuovere il firewall corrente. Se utilizzi un firewall diverso, assicurati di seguire le istruzioni per la disinstallazione del software prima di continuare. Dopo aver completato la routine di disinstallazione, continua con la procedura di installazione di CSF descritta di seguito.

NB: questa guida presuppone che tu abbia familiarità con SSH e la navigazione di base dalla riga di comando. Queste istruzioni si applicano principalmente ai clienti che dispongono di server privati ​​virtuali o server dedicati . Se non si dispone dell’accesso a livello di root, non sarà possibile apportare queste modifiche.

 

<<<  INSTALLAZIONE  >>>

– Installa le dipendenze

Inizia installando le dipendenze richieste per il firewall CSF:

  • CentOS 5/6
yum install perl-libwww-perl

In alternativa, libwww può essere installato utilizzando CPAN:

perl -MCPAN -e 'install Bundle::LWP'
  • CentOS 7
yum -y install wget perl unzip net-tools perl-libwww-perl perl-LWP-Protocol-https perl-GDGraph -y
  • CentOS 8
yum -y install wget perl unzip net-tools perl-libwww-perl perl-LWP-Protocol-https perl-GDGraph -y
  • Installa PERL
sudo dnf -y install @perl

Puoi installare il firewall CSF utilizzando lo script automatizzato. In alternativa è possibile anche l’installazione manuale come descritto di seguito.

INSTALLA CSF FIREWALL

Scarica l’archivio CSF ​​nella cartella /tmp del tuo server utilizzando wget, scompatta l’archivio eseguendo il comando TAR e infine installa CSF avviando lo script di installazione ./install.sh

cd /usr/src
rm -fv csf.tgz
wget https://download.configserver.com/csf.tgz
tar -xzf csf.tgz
cd csf
sh install.sh

Ora puoi rimuovere i files dell’installazione

rm -rf /tmp/csf
rm /tmp/csf.tgz

 

INSTALLA IL MODULO WEBMIN (OPZIONALE)

    • Installa csf come spiegato in precedenza
    • Accedi a Webmin
    • Installa il modulo webmin csf accedendo a:
      Webmin> Configurazione Webmin> Moduli Webmin
    • Seleziona “Da file locale” e inserisci: /usr/local/csf/csfwebmin.tgz
    • Installa il modulo

I plugin per DirectAdmin o cPanel vengono installati automaticamente.

DISABILITA FIREWALLD (CENTOS 7+)

Prima di entrare nel processo di configurazione CSF, la prima cosa che devi sapere è che “CentOS 7” ha un’applicazione firewall predefinita chiamata “firewalld”. Devi fermare firewalld e rimuoverlo all’avvio.

Arresta firewalld immettendo il seguente comando:

systemctl stop firewalld

Disabilita / Rimuovi firewalld all’avvio:

systemctl disable firewalld

 

TEST IPTABLES

Questo test è consigliato per controllare che siano installati i moduli iptables corretti. Il test può essere richiamato emettendo il comando sottostante, o andando alla sezione “test iptables”, che si trova in fondo all’interfaccia grafica di CSF. Se trovi che non tutti i moduli richiesti sono installati, devi lavorare per installarli.

Questa procedura non rientra nell’ambito di questo articolo e potrebbe richiedere una modifica del kernel sul server dedicato.

$ /etc/csf/csftest.pl
Testing ip_tables/iptable_filter...OK
Testing ipt_LOG...OK
Testing ipt_multiport/xt_multiport...OK
Testing ipt_REJECT...OK
Testing ipt_state/xt_state...OK
Testing ipt_limit/xt_limit...OK
Testing ipt_recent...OK
Testing xt_connlimit...OK
Testing ipt_owner/xt_owner...OK
Testing iptable_nat/ipt_REDIRECT...OK
Testing iptable_nat/ipt_DNAT...OK
 
RESULT: csf should function on this server

 

CONFIGURAZIONE CSF

La configurazione dell’installazione del firewall CSF può essere mantenuta modificando i vari file di configurazione con cui viene fornito CSF. Nelle distribuzioni basate su Red Hat Enterprise Linux (RHEL) è possibile trovarle nella seguente posizione:/etc/csf/

I file di configurazione includono:

csf.conf: il file di configurazione principale, contiene commenti utili che spiegano cosa fa ciascuna opzione
csf.allow: un elenco di indirizzi IP e CIDR che dovrebbero essere sempre consentiti attraverso il firewall
csf.deny: un elenco di indirizzi IP e CIDR che non dovrebbero mai essere consentiti attraverso il firewall
csf.ignore: un elenco di indirizzi IP e CIDR che lfd dovrebbe ignorare e non bloccare se rilevato
csf. * ignore – vari file ignorano che elencano file, utenti, IP che lfd dovrebbe ignorare. Vedi ogni file per il suo scopo specifico.

Se modifichi uno dei file sopra elencati, dovrai riavviare csf per renderli effettivi. Se utilizzi le opzioni della riga di comando per aggiungere o negare indirizzi IP, csf lo farà automaticamente per te.

Tuttavia, per l’utente medio è molto più veloce utilizzare la sua interfaccia grafica (GUI) , a cui è possibile accedere dall’interno del pannello di controllo DirectAdmin, CPanel o Webmin / Virtualmin.

Come scritto sopra, CSF fornisce anche un’interfaccia utente web integrata per la gestione del firewall. Leggi come abilitare l’interfaccia utente Web del firewall CSF sul tuo sistema.

$ sudo vim /etc/csf/csf.conf
# 1 to enable, 0 to disable web ui 
UI = "1"

# Set port for web UI. The default port is 6666, but
# I change this to 1025 to easy access. Default port create some issue
# with popular chrome and firefox browser (in my case) 

UI_PORT = "1025"

# Leave blank to bind to all IP addresses on the server 
UI_IP = ""

# Set username for authetnication 
UI_USER = "admin"

# Set a strong password for authetnication 
UI_PASS = "admin"

Dopo aver apportato le modifiche, modifica il file di configurazione /etc/csf/ui/ui.allow e aggiungi il tuo IP pubblico per consentire l’accesso all’interfaccia utente di CSF. Cambia OUR_PUBLIC_IP_ADDRESS con il tuo indirizzo IP pubblico.

$ sudo echo "YOUR_PUBLIC_IP_ADDRESS" >> /etc/csf/ui/ui.allow

Riavvia LFD

$ sudo service lfd restart

Accesso e utilizzo dell’interfaccia utente Web:

Ora accedi all’interfaccia utente di CSF sul tuo browser con la porta specificata. Esempio: https://tuosito.it:1025. Per questo tutorial, ho usato la porta 1025. Ciò richiederà prima l’autenticazione dell’utente.

 

ABILITAZIONE DEL FIREWALL CSF

Il firewall CSF può essere abilitato impostando:

TEST = 0

Questo può essere fatto tramite l’interfaccia GUI o modificando il file di configurazione principale, che si trova in /etc/csf/csf.conf.

Assicurati che la tua configurazione sia corretta. Le impostazioni sbagliate potrebbero bloccarti permanentemente fuori dal tuo server!

TCP_IN AND TCP_OUT / UDP_IN AND UDP_OUT

Di seguito troverai una spiegazione di base per le porte TCP_IN consigliate per le connessioni IN ARRIVO al tuo server web. Queste porte possono essere aperte dalla GUI o dal file csf.conf.

20,21 Accesso FTP *
22 Accesso SSH
25, 587 SMTP per EXIM per ricevere e-mail
53 DNS (con nome), la porta per i server dei nomi. Entrambe le porte TCP e UDP dovrebbero essere aperte
80, 443 Traffico Apache, http e https
110, 993 Accesso alla posta elettronica POP
143, 995 Accesso alla posta elettronica IMAP
3306 MySQL. Non dovresti aprire questa porta se non vuoi consentire l'accesso remoto a MySQL, poiché la maggior parte degli script MySQL è accessibile localmente
2222 Accesso DirectAdmin
2083 cPanel Accesso tramite una connessione SSL crittografata
2082 cPanel Accesso tramite una connessione non crittografata
2087 cPanel WHM Access tramite una connessione SSL crittografata
2086 cPanel WHM Accesso tramite una connessione non crittografata
10000 Accesso Webmin

* FTP richiede un numero di porta alto casuale se il client è in modalità PORT. Quando si utilizza ProFTP, potrebbe essere necessario aggiungere un intervallo di porte nel file /etc/proftpd.conf per consentire le connessioni ftp, ad esempio: PassivePorts 35000 35999 e quindi aprire tale intervallo di porte nel firewall CSF. Gli intervalli possono essere definiti nel CSF utilizzando i due punti, ad esempio:35000:35999

TCP_IN e TCP_OUT/UDP_IN e UDP_OUT è un elenco separato da virgole di:

# Allow incoming TCP ports
TCP_IN = "20,21,22,25,53,80,110,143,443,465,587,993,995,2222,35000:35999"
 
# Allow outgoing TCP ports
TCP_OUT = "20,21,22,25,53,80,110,113,443"
 
# Allow incoming UDP ports
UDP_IN = "20,21,53"
 
# Allow outgoing UDP ports
UDP_OUT = "20,21,53,113,123"

 

SYSLOG e RESTRICT_SYSLOG

Quando è abilitata, questa opzione registra i messaggi lfd (Login Failure Daemon) su syslog e su /var/log/lfd.log.

Sfortunatamente, è banale per gli utenti finali e gli script eseguiti dagli utenti finali falsificare le righe di registro che sembrano identiche a qualsiasi riga di registro riportata nei registri gestiti da syslog/rsyslog. Puoi identificare questi registri cercando in /etc/syslog.confoetc/rsyslog.conf

Ciò significa che chiunque sul server può attivare in modo dannoso le applicazioni che monitorano questi registri, come lfd fa per le seguenti opzioni:

LF_SSHD LF_FTPD LF_IMAPD LF_POP3D LF_BIND LF_SUHOSIN LF_SSH_EMAIL_ALERT LF_SU_EMAIL_ALERT LF_CONSOLE_EMAIL_ALERT LF_DISTATTACK LF_DISTFTP LT_POP3D LT_IMAPD PS_INTERVAL UID_INTERVAL WEBMIN_LOG LF_WEBMIN_EMAIL_ALERT PORTKNOCKING_ALERT ST_ENABLE SYSLOG_CHECK LOGSCANNER CUSTOM*_LOG

Un utente malintenzionato potrebbe utilizzare questo per attivare e-mail confuse relative a tentativi di accesso riusciti e non riusciti, righe di registro del kernel (comprese le righe di registro di iptables) etc…

Si consiglia di impostare l’opzione RESTRICT_SYSLOG su 3 per limitare chi può accedere al socket unix syslog/rsyslog. Il gruppo predefinito è mysyslog. Un gruppo personalizzato può essere definito in RESTRICT_SYSLOG_GROUP

COMANDI SSH

Ecco alcuni dei comandi più comuni che puoi utilizare:

Nega manualmente un indirizzo IP:

csf -d IPADDRESS

Consenti manualmente un indirizzo IP:

csf -a IPADDRESS

Ricarica tutte le regole del firewall:

csf -r

Aggiorna CSF:

csf -u

Avvia il servizio CSF:

csf -e

Riavvia il servizio CSF:

# CentOS 5 e 6
service csf restart

# CentOS 7
systemctl restart csf.service

Per una panoramica completa di tutte le opzioni della riga di comando, inserisci csf o csf -h sulla riga di comando e riceverai un elenco con tutte le opzioni disponibili:

$ csf --help
csf: v5.17 
 
ConfigServer Security & Firewall
(c)2006-2013, Way to the Web Limited (http://www.configserver.com)
 
Usage: /usr/sbin/csf [option] [value]
 
Option              Meaning
-h, --help          Show this message
-l, --status        List/Show iptables configuration
-l6, --status6      List/Show ip6tables configuration
-s, --start         Start firewall rules
-f, --stop          Flush/Stop firewall rules (Note: lfd may restart csf)
-r, --restart       Restart firewall rules
-q, --startq        Quick restart (csf restarted by lfd)
-sf, --startf       Force CLI restart regardless of LF_QUICKSTART setting
-a, --add ip        Allow an IP and add to /etc/csf.allow
-ar, --addrm ip     Remove an IP from /etc/csf.allow and delete rule
-d, --deny ip       Deny an IP and add to /etc/csf.deny
-dr, --denyrm ip    Unblock an IP and remove from /etc/csf.deny
-df, --denyf        Remove and unblock all entries in /etc/csf.deny
-g, --grep ip       Search the iptables rules for an IP match (incl. CIDR)
-t, --temp          Displays the current list of temp IP entries and their TTL
-tr, --temprm ip    Remove an IPs from the temp IP ban and allow list
-td, --tempdeny ip ttl [-p port] [-d direction]
                    Add an IP to the temp IP ban list. ttl is how long to
                    blocks for (default:seconds, can use one suffix of h/m/d).
                    Optional port. Optional direction of block can be one of:
                    in, out or inout (default:in)
-ta, --tempallow ip ttl [-p port] [-d direction]
                    Add an IP to the temp IP allow list (default:inout)
-tf, --tempf        Flush all IPs from the temp IP entries
-cp, --cping        PING all members in an lfd Cluster
-cd, --cdeny ip     Deny an IP in a Cluster and add to /etc/csf.deny
-ca, --callow ip    Allow an IP in a Cluster and add to /etc/csf.allow
-cr, --crm ip       Unblock an IP in a Cluster and remove from /etc/csf.deny
-cc, --cconfig [name] [value]
                    Change configuration option [name] to [value] in a Cluster
-cf, --cfile [file] Send [file] in a Cluster to /etc/csf/
-crs, --crestart    Cluster restart csf and lfd
-w, --watch ip      Log SYN packets for an IP across iptables chains
-m, --mail [addr]   Display Server Check in HTML or email to [addr] if present
-lr, --logrun       Initiate Log Scanner report via lfd
-c, --check         Check for updates to csf but do not upgrade
-u, --update        Check for updates to csf and upgrade if available
-uf                 Force an update of csf
-x, --disable       Disable csf and lfd
-e, --enable        Enable csf and lfd if previously disabled
-v, --version       Show csf version

 

DIRECTORY FILES

Struttura:

File	Descrizione
/etc/csf/	Files di configurazione
/var/lib/csf/	Files temporanei 
/usr/local/csf/bin/	scripts
/usr/local/csf/lib/	perl moduli e static data
/usr/local/csf/tpl/	email alert templates

Files Configurazione:

File	Descrizione
/etc/csf/csf.conf	Il file di configurazione principale
/etc/csf/csf.allow	Un elenco di indirizzi IP e CIDR che dovrebbero essere sempre consentiti attraverso il firewall
/etc/csf/csf.deny	Un elenco di indirizzi IP e CIDR che non dovrebbero mai essere consentiti attraverso il firewall
/etc/csf/csf.ignore	Un elenco di indirizzi IP e CIDR che il demone di errore di accesso dovrebbe ignorare e non bloccare se rilevato

 

Per concludere:

Assicurati di seguire le raccomandazioni delineate nella pagina “Controlla sicurezza server” dall’interno della GUI di CSF. È anche saggio ricontrollare che tutti i moduli IPtables richiesti siano caricati correttamente andando alla pagina “Test Iptables” nella parte inferiore della GUI di CSF.

 

DISINSTALLAZIONE

cPanel

cd /etc/csf sh uninstall.sh

Direct Admin

cd /etc/csf sh uninstall.directadmin.sh

Server Generici Linux

cd /etc/csf sh uninstall.generic.sh

 

Alla prossima guida.

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: ConfigServer Security & Firewall.

Domande frequenti

Come evitare di perdere l’accesso SSH?

Inserisci prima il tuo IP in whitelist, verifica la porta SSH reale e mantieni disponibile una console fuori banda.

CSF sostituisce un firewall di rete?

No. È uno strato sul server e può affiancare firewall del provider, WAF e sistemi di protezione DDoS.

Cosa controllare dopo l’installazione?

Porte dei servizi, log, blocchi temporanei, notifiche, aggiornamenti e accesso da reti differenti.

Gli shortcode WordPress sono segnaposto racchiusi tra parentesi quadre che vengono interpretati durante la visualizzazione del contenuto. Possono inserire moduli, gallerie o output personalizzati, ma devono validare attributi ed effettuare escaping dell’output. Gli shortcode legati a un tema possono smettere di funzionare quando il tema cambia.

Gli shortcode di WordPress sono una funzione molto interessante che ti permettono di effettuare delle operazioni con il minimo sforzo.

In pratica chiunque potrà utilizzare gli shortcode di WordPress senza sforzo e soprattutto senza dover conoscere i linguaggi di programmazione.

Per esempio con gli shortcode sarà possibile inserire elementi interattivi, creare layout di pagina complessi e molto altro ancora, lo scopo principale è quello di aiutare ad automatizzare la creazione di contenuti e design.

Tramite questa guida che ti spiega che cosa sono gli shortcode di WordPress e come si utilizzano, scoprirai come lavorare con le API shortcode.

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

WordPress Shortcode: che cosa sono e come si utilizzano

 

Indice dei contenuti

  • Che cos’è uno shortcode
  • Quali sono gli shortcode WordPress predefiniti
  • WordPress shortcode: pro e contro
  • I migliori plugin free per aggiungere shortcode su WordPress
  • Conclusioni

Che cos’è uno shortcode

La traduzione letteraria di shortcode è la seguente: Codice + Breve, questo significa che è un codice che utilizza i tag tra parentesi quadre [ ] per definire il modo in cui viene utilizzato.

Ad esempio, è possibile utilizzare gli shortcode per incorporare cursori, moduli o tabelle dei prezzi ma è anche possibile utilizzarli per creare modelli di progettazione di pagine riutilizzabili.

Ci sono due tipologie di shortcode:

  1. Self-closing Shortcodes: questa tipologia di shortcode non ha bisogno di un tag di chiusura, per esempio lo shortcode gallery non ha bisogno di un tag di chiusura e di conseguenza avremo la possibilità di aggiungere tutto ciò che vogliamo con attributi diversi.
  2. Enclosing Shortcode: questa tipologia di shortcode ha bisogno di un tag di chiusura e generalmente questi shortcode manipolano il contenuto tra i tag di apertura e chiusura.

 

Quali sono gli shortcode WordPress predefiniti

Gli shortcode di WordPress sono stringhe di parentesi quadre ([ ]) che una volta inseriti, si trasformano in qualcosa di affascinante che apparirà sulle pagine, articoli del tuo sito WordPress.

Di seguito vi mostreremo gli shortcode predefiniti di WordPress:

    1. caption: serve ad avvolgere le didascalie intorno al tuo contenuto. È usato principalmente per aggiungere didascalie di immagini, ma si può usare per qualsiasi elemento HTML.
    2. embed: questo shortcode espande la funzione predefinita oEmbed e consente di impostare diversi attributi per i propri embeddings come per esempio quella delle dimensioni massime.
    3. gallery: lo shortcode gallery permette di inserire una galleria di immagini su WordPress, inoltre è possibile utilizzare gli attributi per definire quali immagini devono essere utilizzate e per personalizzare l’aspetto della galleria.
    4. video: questo shortcode incorpora un video e lo riproduce come un semplice lettore, supporta l’incorporazione di video nei formati mp4, webm, m4v, webm, ogv, wmv, flv.
    5. audio: questo shortcode serve ad incorporare i file audio all’interno del sito WordPress e permette di avviare e di stoppare il brano musicale.
    6. playlist: questo self-closing shortcode visualizza una raccolta di file audio e/o video ed è anche possibile impostare la modalità “dark” grazie al suo attributo di stile.

WordPress shortcode: pro e contro

PRO

  • Gli shortcode possono essere forniti in dotazione con un plugin; è importante sapere che con l’aggiornamento di WordPress o con la modifica del tema, gli shortcode continueranno a funzionare come prima
  • La presenza di shortcode in dotazione con un plugin li rende facili da usare su più siti web WordPress
  • Poiché gli shortcode accettano anche gli attributi, gli utenti possono modificare il comportamento dello stesso shortcode modificando semplicemente le opzioni degli attributi
  • Gli shortcode semplificano l’aggiunta di funzioni complesse all’interno del proprio sito WordPress
  • Gli shortcode eliminano la necessità di scrivere script complessi automatizzano il flusso di lavoro di sviluppo
  • Gli shortcode sono più facili da usare rispetto agli script PHP o al codice HTML

CONTRO

  • Gli shortcode non sono uno strumento intuitivo per l’utente finale, soprattutto se ne vengono utilizzati molti su una pagina; in questo caso consigliamo di utilizzarli solo da chi si occupa di sviluppo
  • È difficile capire subito il funzionamento di uno shortcode, non a casa il team di WordPress li ha denominati “mystery meat embed codes”
  • Gli shortcode hanno una sintassi ambigua, per esempio, alcuni di essi supportano la chiusura opzionale, in modo da poterli utilizzare sia come self-closing che come enclosing, o addirittura entrambi, se sono annidati, questo potrebbe confondere l’utente finale
  • Se gli shortcode sono inclusi nel codice di un tema smetteranno di funzionare se verrà cambiato il tema stesso

 

I migliori plugin free per aggiungere shortcode su WordPress

Indice dei contenuti

  1. Shortcodes Ultimate
  2. Display Posts
  3. Tabby Responsive Tabs
  4. Shortcoder
  5. Remove Orphan shortcodes

 

Shortcodes Ultimate

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

Shortcodes Ultimate è il plugin più popolare, utilizzato e completo che sia presente, infatti viene fornito con una raccolta di 50 shortcodes per quasi tutti gli elementi della pagina di cui avrai bisogno comprese colonne, caroselli, cursori e tabelle.

Questo plugin funziona con tutti i temi e con l’editor dei blocchi Gutenberg.

 

Display Posts

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

Display Posts Shortcode è perfetto per chi ha la necessità di inserire liste di articoli definiti in base ai tag, alle categorie ed alle tassonomie.

 

Tabby Responsive Tabs

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

Utilizza questo plugin se non hai bisogno di utilizzare diverse funzioni di shortcode ma vuoi solamente qualcosa che ti aiuti ad organizzare il testo con dei Tab specifici; Tabby Responsive Tabs è un’estensione che permette di creare tab orizzontali e verticali.

 

Shortcoder

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

Il plugin Shortcoder consente di creare codici brevi personalizzati per HTML, JavaScript e altri linguaggi.

A differenza degli altri plugin, Shortcoder permette di far creare all’utente dei shortcodes personalizzati; dovrai semplicemente incolla il tuo codice, assegnare un nome riconoscibile al tuo nuovo shortcode per poi posizionarlo ovunque in una pagina o in un articolo.

Shortcoder è eccellente per posizionare contenuti incorporati, come video e annunci display. Una volta installato, non sarai più limitato ad inserire il codice di incorporamento nei widget ma potrai creare codici brevi per ogni elemento da incorporare ed incollarli nell’editor dei contenuti.

 

Remove Orphan shortcodes

Shortcode WordPress: cosa sono e come usarli

Se non hai più bisogno di un plugin per lo shortcode è necessario eliminarlo ma solitamente rimane del testo nell’articolo che corrisponde al comando impartito dall’estensione che hai appena cancellato.

Per poterlo eliminare definitivamente puoi utilizzare il plugin Remove Orphan Shortcode.

 

Conclusioni

All’interno di questo articolo abbiamo visto che cosa sono gli shortcode e come usarli per permetterti di aggiungere degli elementi sulle pagine e sugli articoli del tuo sito WordPress.

Utilizzi gli shortcode sul tuo sito WordPress? Conoscevi quelli predefiniti della piattaforma WordPress? Se pensi che all’interno di questo articolo non abbiamo inserito delle nozioni importanti o se hai bisogno di maggiori informazioni lasciaci un commento.

 

Alla prossima!

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: WordPress Shortcode API.

Domande frequenti

Dove va registrato uno shortcode?

Preferibilmente in un plugin o mu-plugin, così la funzione non dipende dal tema attivo.

Come si gestiscono gli attributi?

Definisci valori predefiniti, valida i dati ricevuti e applica escaping coerente con il tipo di output.

Gli shortcode funzionano nei blocchi?

Possono essere inseriti nel blocco Shortcode, ma per nuove funzioni complesse può essere preferibile sviluppare un blocco dedicato.

Questa guida raccoglie le principali funzioni WordPress per sviluppatori e, soprattutto, mostra quando usarle in modo sicuro. L’obiettivo non è memorizzare decine di nomi, ma conoscere gli strumenti adatti per query, URL, blocchi, REST API, sicurezza, debug e gestione dei contenuti.

Prima di aggiungere codice a un sito in produzione crea un backup, prova le modifiche in staging e inseriscile in un child theme o in un plugin dedicato. Evita di modificare direttamente WordPress, temi o plugin di terze parti: un aggiornamento sovrascriverebbe il lavoro.

1. get_option() e update_option()

get_option() recupera un’impostazione salvata nella tabella delle opzioni; update_option() la crea o aggiorna. Sono utili per configurazioni globali, ma non per dati temporanei o specifici di ogni contenuto.

$color = get_option( 'xlogic_brand_color', '#008f72' );
update_option( 'xlogic_brand_color', '#087f6b' );

Non caricare automaticamente opzioni molto grandi. Per valori temporanei valuta la Transients API e ricorda che una cache persistente può influire sulla durata effettiva.

2. get_post_meta() e update_post_meta()

I metadati associano valori a post, pagine e custom post type. Passando true come terzo argomento a get_post_meta() si ottiene un singolo valore anziché un array.

$value = get_post_meta( $post_id, '_xlogic_value', true );
update_post_meta( $post_id, '_xlogic_value', sanitize_text_field( $new_value ) );

Sanitizza il dato prima del salvataggio e applica l’escaping corretto quando lo mostri. Un underscore iniziale rende normalmente il campo non visibile nell’interfaccia standard dei campi personalizzati.

3. WP_Query per interrogare i contenuti

WP_Query consente di selezionare post con criteri precisi senza costruire SQL manuale. Limita i risultati e richiedi soltanto ciò che serve.

$query = new WP_Query( array(
  'post_type'      => 'post',
  'posts_per_page' => 5,
  'no_found_rows'  => true,
) );

if ( $query->have_posts() ) {
  while ( $query->have_posts() ) {
    $query->the_post();
    echo '<a href="' . esc_url( get_permalink() ) . '">'
      . esc_html( get_the_title() ) . '</a>';
  }
}
wp_reset_postdata();

wp_reset_postdata() ripristina il post globale dopo un loop secondario. Per query complesse misura l’impatto sul database e verifica se esiste già un’API più specifica.

4. add_action() e add_filter()

Gli hook permettono di estendere WordPress senza modificare il core. Un’azione esegue una funzione in un punto del flusso; un filtro riceve un valore e deve restituirlo, eventualmente modificato.

add_filter( 'excerpt_length', function ( $length ) {
  return 24;
} );

Usa priorità e numero di argomenti soltanto quando necessari. Prefissa nomi di funzioni, classi e opzioni per ridurre collisioni con altri componenti.

5. wp_enqueue_script() e wp_enqueue_style()

CSS e JavaScript vanno accodati con le API di WordPress. In questo modo dipendenze, versioni e posizione di caricamento vengono gestite correttamente.

add_action( 'wp_enqueue_scripts', function () {
  wp_enqueue_style(
    'xlogic-theme',
    get_stylesheet_uri(),
    array(),
    wp_get_theme()->get( 'Version' )
  );
} );

Consulta il riferimento ufficiale di wp_enqueue_script(). Non stampare tag script manuali quando l’API può gestirli.

6. home_url(), site_url() e plugin_dir_url()

home_url() restituisce l’indirizzo pubblico del sito, mentre site_url() riguarda la directory in cui è installato WordPress. Possono essere diversi. Per gli asset di un plugin usa funzioni come plugin_dir_url( __FILE__ ); evita URL scritti a mano.

7. has_block() e render_block()

has_block() verifica se un contenuto contiene un determinato blocco. È utile per caricare asset soltanto dove servono. render_block() renderizza una struttura di blocco, ma i dati devono provenire da una fonte controllata.

if ( has_block( 'core/gallery', $post ) ) {
  // Carica qui gli asset necessari alla galleria.
}

8. register_block_type()

Per i blocchi personalizzati, register_block_type() registra lato server il blocco e i relativi asset. Nei progetti moderni conviene mantenere i metadati in block.json e registrare il percorso della cartella di build.

add_action( 'init', function () {
  register_block_type( __DIR__ . '/build/example' );
} );

9. register_rest_route()

Un endpoint REST personalizzato deve dichiarare metodi, schema degli argomenti, callback e soprattutto permission_callback. Non usare un controllo permissivo per operazioni che leggono dati riservati o modificano il sito.

register_rest_route( 'xlogic/v1', '/status', array(
  'methods'             => 'GET',
  'callback'            => 'xlogic_status',
  'permission_callback' => function () {
    return current_user_can( 'manage_options' );
  },
) );

10. wp_create_nonce() e check_ajax_referer()

I nonce aiutano a proteggere dalle richieste forgiate, ma non sostituiscono autenticazione e autorizzazione. Per un’azione AJAX autenticata verifica il nonce e poi controlla le capability dell’utente.

check_ajax_referer( 'xlogic_action', 'nonce' );
if ( ! current_user_can( 'edit_posts' ) ) {
  wp_send_json_error( array( 'message' => 'Non autorizzato' ), 403 );
}

11. Sanitizzazione, validazione ed escaping

La sanitizzazione normalizza l’input; la validazione decide se è accettabile; l’escaping protegge l’output nel contesto in cui viene stampato. Sono passaggi distinti.

  • sanitize_text_field() per testo semplice;
  • sanitize_email() e is_email() per indirizzi email;
  • absint() per interi non negativi;
  • esc_html() per testo HTML;
  • esc_attr() per attributi;
  • esc_url() per URL;
  • wp_kses_post() per HTML limitato ai tag ammessi nei post.

12. $wpdb->prepare() per query SQL

Quando un’API WordPress non basta, usa $wpdb con query preparate. Non concatenare input utente nella stringa SQL.

global $wpdb;
$row = $wpdb->get_row(
  $wpdb->prepare(
    "SELECT * FROM {$wpdb->posts} WHERE ID = %d",
    $post_id
  )
);

13. wp_safe_redirect()

wp_safe_redirect() convalida il dominio di destinazione ed è preferibile per redirect locali. Dopo l’invio dell’header interrompi l’esecuzione.

wp_safe_redirect( admin_url( 'edit.php' ) );
exit;

14. wp_upload_bits() e media_handle_sideload()

wp_upload_bits() salva byte nella directory upload seguendo la configurazione di WordPress. Per importare un’immagine come allegato, generare metadati e collegarla alla Libreria media valuta media_handle_sideload(). Controlla sempre tipo, dimensione, origine ed errori restituiti.

15. wp_debug_backtrace_summary() e log

Per diagnosticare chiamate inattese puoi usare wp_debug_backtrace_summary() e scrivere informazioni mirate nel log. Non lasciare debug visibile nel frontend e non registrare password, token, cookie o dati personali.

Checklist prima della pubblicazione

  • codice in plugin dedicato o child theme;
  • input validato e sanitizzato;
  • output sottoposto all’escaping adatto al contesto;
  • nonce e capability verificati per azioni sensibili;
  • query limitate e misurate;
  • test con PHP e WordPress usati in produzione;
  • log privo di dati riservati;
  • backup e procedura di rollback disponibili.

Conclusione

Le funzioni WordPress per sviluppatori più utili sono quelle che evitano soluzioni artigianali: API per query, URL, asset, hook, REST e sicurezza rendono il codice più compatibile e manutenibile. Parti dal Code Reference ufficiale, prova ogni modifica in staging e misura il risultato prima di portarlo in produzione.

Il Toolkit di WordPress è ora disponibile gratuitamente per tutti gli Hosting WordPress su Xlogic.

WordPress Toolkit racchiude in un’unica interfaccia la gestione di WordPress, ti consente di installare, configurare e gestire facilmente il sito web semplificando la gestione, automatizzando attività complesse e fornendo una configurazione unificata.

Nota: WordPress Toolkit è disponibile dalla versione di WordPress 3.7 o successiva.

WordPress Toolkit cPanel: disponibile gratuitamente sui piani Hosting WordPress

Puoi accedere all’interno dello strumento WordPress Toolkit attraverso il pannello di controllo cPanel Hosting.

WordPress Toolkit cPanel è accessibile solo tramite il protocollo https:// , quindi per poter accedere dovrai utilizzare il seguente link: https://tuosito.it/cpanel

Oppure potrai accedere all’interno di cPanel tramite la nostra area clienti, cliccando sul servizio WordPress > Accedi a cPanel (come in figura).

Di seguito alcune delle funzionalità principali di WordPress Toolkit:

  • Gestione di plugin e temi di WordPress
  • Clonazione di siti WordPress e creazione di siti di staging
  • Rafforzamento della sicurezza di WordPress con un clic
  • Aggiornamenti intelligenti
  • Aggiornamenti automatici multisito

Nella figura successiva potrai notare gli aggiornamenti consigliati e le operazioni da svolgere per mantenere il sito web sicuro e performante.

Ad esempio cliccando su Sicurezza potrai visualizzare le azioni da compiere per mettere al sicuro il tuo sito web:

NB. La versione di WordPress Toolkit offerta gratuitamente all’interno dei servizi Hosting WordPress è la Lite, al momento non è prevista la versione Deluxe.


 

WordPress Toolkit non è il solo motivo per cui dovresti passare all’Hosting WordPress di Xlogic.

I nostri piani Hosting WordPress sono veloci, performanti e sicuri ed offrono delle funzionalità molto interessanti ed utili ad un ottimo prezzo.

Infatti il nostro piano Hosting WordPress più economico parte da € 64,99 (+iva) l’anno.

All’interno dei nostri pacchetti Hosting WordPress sono incluse:

  • Installazione e configurazione principali plugin WordPress
  • Trasferimento gratuito sito web (files e database)
  • Assistenza dedicata anche via chat sui problemi base di WordPress
  • Risorse dedicate (cpu, ram, inodes, n.processi, n.mail orarie)
  • Backup automatico ed Antivirus avanzato

 

Scopri perché dovresti acquistare un Hosting WordPress su Xlogic

Di seguito entriamo nel dettaglio elencando i servizi compresi sui nostri Hosting WordPress:

Jet Backup

Sistema di backup remoto disponibile in cPanel:

  • Full Account Backup che consente il ripristino completo dell’account o il download del files completo.
  • File Backup con la quale è possibile ripristinare i files desiderati.
  • Cron Job Backups, ripristina i cron Job.
  • DNS Zone Backup, ripristina le zone DNS.
  • Database Backup, consente il ripristino o il download di tutti i database associati all’account.
  • E-Mail Backup, ripristino o download completo delle emails.
  • SSL Cert Backup, ripristino dei certificati SSL.
  • Queue, visualizza i la coda dei download.
  • Snapshots, non disponibile.
  • Settings, in questa pagina è possibile aggiungere il proprio indirizzo email per le notifiche.

I punti di ripristino disponibili sono 14 e vengono effettuati ogni 2 giorni.

Imunify Security

Imunify Security è il nuovo software di sicurezza della Xlogic che ha l’obiettivo di pulire il sito web da Malware e Virus.

  • Imunify rileva tutti i tipi di malware in tutti i tipi di file – Non importa se i vostri siti web sono basati su PHP (come WordPress, Joomla e Drupal), o realizzati con il classico HTML statico. Le nostre avanzate tecniche di de-offuscamento consentono di rilevare il codice dannoso nascosto nei file utilizzando la crittografia o la codifica.
  • Imunify è una protezione anti-malware efficace – Può rilevare e notificare molti metodi di attacco: back door, web shell, virus,  script di “black hat SEO”, pagine di phishing e molti altri. È quindi possibile intervenire per pulire manualmente i file infetti e proteggere i siti Web.
  • Imunify pulizia automatica. Imunify permette di rimuovere con un solo clic qualsiasi codice malevolo o virus, di cui oltre il 97% può essere pulito automaticamente.
LiteSpeed Web Cache Manager
Lscache è un plugin per WordPress che viene installato dal nostro sistema Litespeed sul tuo sito web, le caratteristiche:
  • Cache Privata
  • Cache del Browser
  • ESI
  • Gruppi vari
  • Ottimizzazione Database
  • Ottimizzazione immagini
  • Lazy Load
  • CDN
  • etc…..

LSCache permette di aggiungere in Cache le pagine del sito web aumentando la velocità di apertura delle pagine di circa il 50%.

Conclusioni

Concludiamo questo articolo illustrandoti le risorse assegnate ai nostri piani Hosting che potrai visualizzare tramite questa pagina:

https://xlogic.org/comparazione-hosting.html

Hai bisogno di maggiori informazioni? Scrivici subito una mail o contattaci via chat, saremo lieti di poterti fornire il supporto e l’assistenza di cui hai bisogno.

Alla prossima!

Per proteggere un sito WordPress servono più livelli: aggiornamenti tempestivi, plugin affidabili, autenticazione a più fattori, privilegi minimi, backup esterni verificati, HTTPS e monitoraggio. Nascondere la versione o cambiare l’URL di login può ridurre rumore automatico, ma non sostituisce patch, controllo degli accessi e protezione dell’infrastruttura.

Nota di aggiornamento: Le configurazioni devono essere adattate al sito e testate: non applicare frammenti di codice o regole server senza backup.

Bisogna prestare molta attenzione alla sicurezza del proprio sito WordPress, per far questo è necessario adottare degli accorgimenti per ridurre al minimo il rischio di far compromettere il proprio sito.

All’interno di questa guida ti forniremo le migliori tecniche, strategie e consigli che potrai utilizzare per proteggere il tuo sito WordPress.

 

Indice dei contenuti

Scelta del miglior Provider Hosting

Certificato SSL: utilizza il protocollo HTTPS per le connessioni criptate

Backup WordPress

Protezione DDoS

Versione PHP aggiornata

Previene L’Hotlinking

Consigli su come aumentare la sicurezza del tuo sito WordPress

  1. Utilizza sempre l’ultima versione dei plugins e del CMS WordPress
  2. Metti in sicurezza il file wp-config.php
  3. Nascondi la versione di WordPress
  4. Aggiungi i più recenti Header HTTP di sicurezza
  5. Rafforza la sicurezza del Database

Plugin sicurezza WordPress

  1. Come impostare l’autenticazione a due fattori
  2. Come limitare i tentativi di accesso su WordPress
  3. Come modificare l’URL di accesso di WordPress
  4. Come disattivare XML-RPC
  5. WordPress Multisite: come monitorare tutte le modifiche effettuate

Conclusioni

 

Scelta del miglior Provider Hosting

E’ molto importante scegliere un Provider Hosting affidabile per la propria attività dove i server devono essere sempre aggiornati ma soprattutto devono essere di ultima generazione e sicuri.

Per esempio i nostri Server vengono costantemente aggiornati con i software di sicurezza e con il sistema operativo più recente e vengono giornalmente testati e scansioni alla ricerca di eventuali virus e vulnerabilità.

Inoltre su tutti i nostri Server utilizziamo CageFS della CloudLinux che fornisce un ambiente di Web Hosting più sicuro in quanto permette di isolare su un Server Condiviso non solo gli utenti ma anche i singoli siti WordPress.

Questo significa che se malauguratamente un sito web di un cliente subisse un attacco Hacker o prendesse un virus o malware, non potrebbe mai manifestarsi sull’intero Server Condiviso ma rimarrebbe bloccato all’interno di quella determinata zona.

Xlogic offre anche un antivirus avanzato (Imunify Security) che viene offerto gratuitamente all’interno dei servizi di Hosting WordPress.

Imunify Security mantiene la sicurezza del sito WordPress effettuando queste operazioni:

  • Imunify rileva tutti i tipi di malware in tutti i tipi di file – Non importa se i vostri siti web sono basati su PHP (come WordPress, Joomla e Drupal), o realizzati con il classico HTML statico. Le nostre avanzate tecniche di de-offuscamento consentono di rilevare il codice dannoso nascosto nei file utilizzando la crittografia o la codifica.
  • Imunify è una protezione anti-malware efficace – Può rilevare e notificare molti metodi di attacco: back door, web shell, virus,  script di “black hat SEO”, pagine di phishing e molti altri. È quindi possibile intervenire per pulire manualmente i file infetti e proteggere i siti Web.
  • Imunify pulizia automatica. Imunify permette di rimuovere con un solo clic qualsiasi codice malevolo o virus, di cui oltre il 97% può essere pulito automaticamente.

Per maggiori informazioni consulta questa guida: Antivirus Imunify Security

 

 

Certificato SSL: utilizza il protocollo HTTPS per le connessioni criptate

Uno dei modi più trascurati ma importanti per poter proteggere il tuo sito web è legato all’installazione di un certificato SSL permetterti di farlo girare attraverso il protocollo https://

Perché è importante avere un certificato SSL valido e funzionante?

  1. Maggiore sicurezza, il protocollo https:// ha lo scopo principale di mantenere una connessione sicura
  2. SEO e Google, se un sito web non ha un certificato SSL attivo, viene penalizzato da Google
  3. Credibilità e fiducia, un visitatore si sente più sicuro se viaggia su un sito in https://

Su Xlogic viene installato automaticamente e gratuitamente un certificato SSL della Comodo su tutti i domini e sottodomini che puntano sui nostri server.

 

Backup WordPress

E’ essenziale effettuare costantemente i backup del proprio sito web, ci sono diversi plugin di backup WordPress che svolgono questa funzione come Duplicator, BackWPupUpDraftPlus, BackupWordPress e molti altri.

Oltre ai plugin di backup WordPress è anche possibile effettuare il backup direttamente dal pannello di controllo del Provider Hosting (se previsto), per esempio con Xlogic avrai la possibilità di effettuare e ripristinare i backup manualmente direttamente da cPanel (backup manuale cPanel).

Oppure puoi dimenticarti di effettuare i backup e puoi iniziare a dormire sogni tranquilli con lo strumento di backup automatico di Xlogic.

Mi riferisco a JetBackup che è incluso all’interno dei piani Hosting WordPress ed effettua automaticamente un backup dell’intero account (sito, files, cartelle, configurazioni, mails) e che l’utente può ripristinare tramite cPanel in due semplici click.

Per maggiori informazioni consulta questa guida: Backup automatico sito web JetBackup

 

Protezione DDoS

Gli attacchi DDoS ci sono sempre stati e sono una tipologia di attacchi dove vengono utilizzati più sistemi per colpire un singolo sistema generando un attacco Denial of Service (Dos).

Per fermare senza alcun problema un attacco DDoS, consigliamo di utilizzare un Plugin come Sucuri oppure se stai utilizzando il CDN Cloudflare potrai utilizzare il proprio servizio di sicurezza.

Ti ricordiamo che su Xlogic hai la possibilità di incaricare i nostri tecnici a configurare gratuitamente Cloudflare, questo significa che oltre ad abilitare ed a configurare la CDN, imposteremo i sistemi di sicurezza come per esempio questo per la protezione DDoS.

 

Versione PHP aggiornata

Una delle cause principali per cui un sito web viene bucato è legata alla versione PHP impostata; più la versione utilizzata è vecchia e più sei esposto ai rischi in quanto stai utilizzando una versione che non è più aggiornata e non è più sicura.

Per verificare la versione PHP puoi installare il plugin Display PHP Version, altrimenti se il tuo Provider Hosting utilizza cPanel come pannello di controllo, può verificare e gestire la versione PHP in questo modo.

cPanel > Select PHP Version

Come proteggere un sito WordPress: guida completa

 

Verifica la versione PHP ed aggiornarla nel caso fosse vecchia (in questo caso una versione datata è per esempio le 5.6)

 

Come proteggere un sito WordPress: guida completa

 

Dopo aver scelto la versione PHP, potrai gestire i parametri attraverso questa pagina:

 

Come proteggere un sito WordPress: guida completa

 

 

Previene L’Hotlinking

Per HotLinking intendiamo quando qualcuno utilizza per esempio un immagine sul proprio sito web attraverso il collegamento e non caricandola direttamente sul proprio Server.

In questo modo l’immagine verrà visualizzata su quel sito web ma verrà consumata la banda del sito collegato dove è presente l’immagine originale.

Per prevenire l’HotLinking basta semplicemente accedere all’interno del file .htaccess ed inserire questo codice:

RewriteEngine on
RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^$
RewriteCond %{HTTP_REFERER} !^http(s)?://(www\.)?tuosito.it [NC]
RewriteRule \.(jpg|jpeg|png|gif)$ http://dropbox.com/hotlink-immagine.jpg [NC,R,L]

Se stai utilizzando un CDN consulta questa guida:

  • Protezione HotLinking con Cloudflare

 

Consigli su come aumentare la sicurezza del tuo sito WordPress

 

  • Utilizza sempre l’ultima versione dei plugins e del CMS WordPress

Un modo importante per rafforzare la sicurezza di WordPress è quello di mantenere sempre aggiornati i plugins, i temi e la versione del CMS stesso.

L’aggiornamento viene effettuato dagli sviluppatori per migliorare la sicurezza e per risolvere eventuali Bug; ecco, è proprio questo il motivo per cui dovresti sempre aggiornato tutto, perché tramite i Bug gli hacker ed i malware potrebbero riuscire ad accedere all’interno del tuo sito web.

1. Consigliamo di installare solamente i Plugin considerati attendibili, quindi con tanti download attivi ed un feedback positivo

2. Consigliamo di installare i Plugin solo se vengono recentemente aggiornati

 

  • Metti in sicurezza il file wp-config.php

Il file di configurazione è uno tra i files più importanti di WordPress in quanto contiene le chiavi per accedere all’interno del sito, nonché il database, l’utente e la password.

 

Che cosa puoi fare per mettere in sicurezza il file di configurazione di WordPress?

1. Sposta il file wp-config.php

Solitamente il file di configurazione si trova all’interno della root principale del sito, nel caso di Xlogic, si trova su: home/nomeutente/public_html/wp-config.php

Per spostarlo e nasconderlo puoi copiare il contenuto all’interno di un altro file e poi devi modificare il percorso di destinazione, per far questo devi inserire il seguente codice all’interno del file wp-config.php:

'/home/nomeutente/wp-config.php'

2. Cambia i permessi

I permessi dei files e delle cartelle devono essere rispettivamente settati a 0644 e 0755, ma per non far accedere nessun all’interno del file ti consigliamo di settore il permesso a 0440 o 0400.

Scopri come modificare i permessi dei files e delle cartelle da cPanel

  • Nascondi la versione di WordPress

Se nascondi la tua versione di WordPress nessuno potrà mai sapere se il tuo sito è stato aggiornato oppure no, in caso contrario offriresti un biglietto di benvenuto al malintenzionato.

Per nascondere la versione di WordPress apri il file functions.php ed inserisci il seguente frammento di codice:

function wpversion_remove_version() {
return '';
}
add_filter('the_generator', 'wpversion_remove_version');

Inoltre è necessario cancellare anche il file readme.html perché anche la viene indicata la versione di WordPress.

 

  • Aggiungi i più recenti Header HTTP di sicurezza

Per rafforzare maggiormente il proprio sito web ti consigliamo di utilizzare le intestazioni Header HTTP relative alla sicurezza che indicano al browser come comportarsi quando gestisce il contenuto del sito web.

Esistono moltissime intestazioni ma le più importanti sono queste:

Per chi volesse approfondire il discorso è possibile consultare questo articolo interessante scritto da KeyCDN: HTTP Security Headers

 

Security Headers: Effettua il Test con questo strumento gratuito che ti mostrerà quali Header di sicurezza HTTP sono al momento attivi per quel determinato sito web.

 

  • Rafforza la sicurezza del Database

Consigliamo sempre di utilizzare un nome diverso dal proprio sito web, quindi se il tuo sito web si chiama giochi computer, di default il database si chiamerà probabilmente wp_giochicomputer.

Questo non va bene, chiama il database in un altro modo utilizzando un nome di fantasia (es: wp_ciaociao) oppure utilizzando diversi caratteri e numeri senza alcuna logica (es: wp_sgvhgi3443)

Inoltre consigliamo anche (in fase di installazione e di configurazione) di non utilizzare il prefisso wp_ ma di cambiarlo con un altro prefisso che non sia quello standard.

 

Plugin sicurezza WordPress

 

Come impostare l’autenticazione a due fattori

Non importa quanto sia sicura la password di accesso su WordPress, c’è sempre il rischio che qualcuno la possa scoprire e che di conseguenza possa accedere all’interno del sito.

Quindi ti consigliamo di impostare l’autenticazione a due fattori per il tuo sito WordPress che prevede un processo in due passaggi che non basta inserire la password per accedere, ma viene richiesto anche un codice tramite SMS, chiamato o su un’applicazione che riceverai sul tuo numero di telefono personale.

In questo modo non sarà possibile in alcun modo accedere su WordPress senza aver eseguito i due passaggi.

1. Installa il plugin di autenticazione a due fattori su WordPress, come ad esempio Google Authenticator (Mini Orange 2 Factors)

2. Installa sul tuo cellulare l’app Google Authenticator su AndroidiOS che ti fornirà ogni volta che accederai su WordPress il codice da inserire

 

Come limitare i tentativi di accesso su WordPress

Per limitare i tentativi di accesso su WordPress ti consigliamo di installare il plugin WP Cerber dalla quale sarà possibile impostare facilmente la durata del blocco, i tentativi di accesso e whitelist e blacklist degli IP.

 

Come modificare l’URL di accesso di WordPress

Per cambiare il proprio URL di accesso (nomesito.it/wp-admin) puoi installare il plugin WPS Hide Login ed inserire il percorso che preferisci.

 

Come disattivare XML-RPC

Tramite XML-RPC è possibile che il sito subisca degli attacchi hacker, per ridurre al minimo questo rischio, ti invitiamo ad installare il plugin su WordPress per disattivare completamente XML-RPC.

Scarica il Plugin WordPress: Disable XML-RPC

 

WordPress Multisite: come monitorare tutte le modifiche effettuate

Se lavori su una rete WordPress MultiSite oppure se hai un sito multi-autore, ti consigliamo di installare il plugin WP Activity Log che ha la funzione di assicurare la produttività degli utenti e che consente agli amministratori di vedere tutto ciò che viene modificato (es: accessi, modifiche ai temi, modifiche password, modifiche widget, aggiornamenti WordPress, nuova creazione articoli e pagine).

 

Conclusioni

Hai qualche consiglio importante da darci sulla sicurezza di WordPress che non è stato menzionato su questa guida? Se fosse cosi, ci piacerebbe che ci scrivessi un commento.

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Alla prossima!

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: WordPress Hardening.

Domande frequenti

Qual è la misura più importante?

Aggiornare rapidamente core, plugin e temi riduce l’esposizione a vulnerabilità note. Deve essere accompagnato da backup e test.

Cambiare l’URL di login rende WordPress sicuro?

No. Può diminuire alcuni tentativi automatici, ma non corregge vulnerabilità e non sostituisce 2FA, password forti e limitazione dei privilegi.

Quanto spesso verificare i backup?

La frequenza dipende da quanto cambia il sito. È essenziale provare periodicamente un ripristino, perché un backup non verificato potrebbe essere inutilizzabile.