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Le migliori live chat gratis per siti web e WordPress non sono tutte uguali: alcune offrono conversazioni e operatori senza limiti, altre includono un piccolo piano gratuito con CRM, chatbot o automazioni, mentre le soluzioni self-hosted richiedono un server e competenze tecniche.

In questa guida confrontiamo sei servizi ancora attivi e verificati ad agosto 2026: tawk.to, Crisp, Tidio, HubSpot, Chaport e Chatwoot. Per ogni piattaforma analizziamo piano gratuito, numero di operatori, limiti, installazione su WordPress, privacy e casi d’uso.

Risposta rapida: tawk.to è la scelta più generosa per chi vuole una live chat gratuita senza limiti di operatori o conversazioni; Crisp è adatta a piccoli team che preferiscono un’interfaccia essenziale; Tidio è interessante per e-commerce e automazioni; HubSpot integra chat e CRM; Chaport è semplice per due operatori; Chatwoot è la soluzione più flessibile per chi vuole ospitare i dati sulla propria infrastruttura.

Migliori live chat gratis: confronto rapido

ServizioPiano gratuitoOperatoriPunto di forzaIdeale per
tawk.toGratuito senza limiti sulle chatIllimitatiCompletezza del piano freeSiti, blog e piccole aziende
CrispConversazioni illimitateFino a 2 postazioniInbox semplice e modernaFreelance e micro-team
TidioPiano free con conversazioni limitateDipende dal piano correnteE-commerce, help desk e automazioniNegozi online
HubSpotLive chat e strumenti CRM gratuitiFree tools fino a 2 utentiCRM integratoLead generation e vendite
ChaportChat illimitate e cronologia limitata2 operatoriSemplicitàPiccoli siti e associazioni
ChatwootCommunity Edition self-hostedGestiti sulla propria installazioneControllo dei dati e open sourceTeam tecnici e infrastrutture dedicate

I piani commerciali possono cambiare nel tempo. Prima di installare una chat verifica sempre la pagina prezzi e le condizioni del fornitore, soprattutto per limiti mensili, conservazione dei messaggi, funzioni AI e rimozione del marchio.

Come abbiamo scelto le chat gratuite

Una live chat utile deve permettere di rispondere in tempo reale senza rallentare eccessivamente il sito. Per questa selezione abbiamo considerato:

  • esistenza di un piano gratuito reale, non soltanto di una prova temporanea;
  • limiti su operatori, conversazioni e cronologia;
  • presenza di applicazioni web o mobile;
  • installazione tramite plugin WordPress o codice JavaScript;
  • funzioni offline, ticket, CRM, chatbot e knowledge base;
  • possibilità di disattivare o ritardare il widget;
  • documentazione pubblica e aggiornamento del servizio;
  • strumenti per privacy, consenso e gestione dei dati.

1. tawk.to: la live chat gratuita più completa

tawk.to dichiara gratuito l’utilizzo del software per rispondere direttamente ai visitatori, senza limiti sul numero di agenti, conversazioni o siti collegati. Il servizio monetizza attraverso componenti aggiuntivi, rimozione del branding, agenti esterni e funzioni avanzate.

Il piano gratuito comprende il widget di chat, messaggistica, ticketing, knowledge base, monitoraggio dei visitatori, risposte predefinite e applicazioni per dispositivi mobili. Per WordPress è disponibile un plugin ufficiale che consente di associare il sito alla proprietà creata nel pannello tawk.to.

Vantaggi di tawk.to

  • operatori, chat e siti senza limiti dichiarati;
  • applicazioni web, desktop e mobile;
  • ticket e knowledge base inclusi;
  • widget personalizzabile;
  • plugin ufficiale per WordPress;
  • buona scelta per iniziare senza un budget mensile.

Limiti di tawk.to

  • il marchio del servizio rimane visibile nel piano gratuito;
  • rimozione del branding, AI e servizi con agenti sono componenti separati;
  • la quantità di funzioni può rendere il pannello meno immediato;
  • i dati vengono gestiti da un servizio esterno e richiedono una valutazione privacy.

Consigliata per: siti aziendali, blog, associazioni e team che desiderano molti operatori senza pagare per ogni postazione.

2. Crisp: semplice per freelance e piccoli team

Crisp propone un piano gratuito permanente con widget per il sito, conversazioni illimitate e fino a due postazioni. Gli operatori possono rispondere dal browser o dalle applicazioni mobili e gestire i messaggi in una inbox condivisa.

Il piano free è volutamente essenziale: non include crediti AI, workflow avanzati e molte funzioni di automazione disponibili nei piani superiori. Questa semplicità può essere un vantaggio per chi cerca soltanto una chat ben progettata.

Vantaggi di Crisp

  • conversazioni illimitate nel piano gratuito;
  • fino a due operatori;
  • interfaccia pulita e facile da utilizzare;
  • notifiche push e applicazioni mobili;
  • integrazioni e-commerce di base indicate nel piano free;
  • passaggio ai piani superiori senza cambiare piattaforma.

Limiti di Crisp

  • solo due postazioni nel piano gratuito;
  • AI e automazioni avanzate non sono incluse;
  • email condivisa, ricerca interna e altre funzioni richiedono un piano a pagamento;
  • alcune integrazioni possono richiedere configurazioni aggiuntive.

Consigliata per: freelance, professionisti e micro-imprese che vogliono una inbox moderna e non hanno più di due persone dedicate alla chat.

3. Tidio: live chat, help desk e automazioni

Tidio combina live chat, help desk, integrazioni social, flussi automatici e strumenti AI. Il piano gratuito rimane disponibile, ma applica limiti alle conversazioni conteggiate e alle automazioni.

La pagina ufficiale dedicata alle chat gratuite indica un numero limitato di conversazioni fatturabili mensili, oltre a una quota iniziale o limitata per funzioni AI e Flows. Poiché questi valori possono cambiare, è importante controllare il listino nel momento dell’attivazione.

Per WordPress è disponibile un plugin ufficiale. Tidio è particolarmente orientato all’e-commerce e può essere utile quando la chat deve anche raccogliere lead, rispondere a domande frequenti o collegarsi a canali social.

Vantaggi di Tidio

  • live chat e help desk nello stesso pannello;
  • plugin WordPress ufficiale;
  • strumenti per chatbot, Flows e assistente AI;
  • integrazioni e-commerce e social;
  • interfaccia adatta a supporto e vendita.

Limiti di Tidio

  • il piano gratuito limita le conversazioni gestite;
  • le quote AI e automazioni sono ridotte;
  • le funzioni premium vengono abilitate durante la prova e poi disattivate;
  • il costo può crescere con volume e funzionalità.

Consigliata per: negozi WooCommerce, Shopify e siti che vogliono provare automazioni senza partire da una piattaforma complessa.

4. HubSpot: chat gratuita collegata al CRM

HubSpot Live Chat è interessante soprattutto per l’integrazione con il CRM. Le conversazioni possono essere associate ai contatti e utilizzate nei processi commerciali, di marketing e assistenza.

HubSpot dichiara disponibili gratuitamente la live chat e il chatbot builder senza carta di credito. Il pacchetto gratuito di base è previsto fino a due utenti; automazioni, reporting e funzionalità avanzate appartengono ai prodotti a pagamento.

Vantaggi di HubSpot

  • CRM gratuito integrato;
  • cronologia del contatto centralizzata;
  • live chat e strumenti per chatbot;
  • utile per acquisire e qualificare lead;
  • plugin WordPress e numerose integrazioni.

Limiti di HubSpot

  • il piano gratuito è pensato per un numero ridotto di utenti;
  • le funzioni avanzate sono distribuite tra diversi Hub;
  • il pannello è più articolato di una semplice chat;
  • può essere sovradimensionato per chi vuole soltanto un widget.

Consigliata per: aziende che desiderano collegare ogni conversazione a contatti, opportunità e attività commerciali.

5. Chaport: essenziale e facile da configurare

Chaport offre un piano gratuito permanente per due operatori. Il servizio dichiara chat illimitate e una cronologia conservata per un periodo limitato, attualmente indicato in 60 giorni nelle pagine dedicate al piano free.

Dopo la registrazione viene normalmente attivata una prova delle funzioni superiori; al termine l’account viene riportato automaticamente al piano gratuito, senza obbligo di acquisto.

Vantaggi di Chaport

  • due operatori gratuiti;
  • chat illimitate;
  • interfaccia semplice;
  • applicazioni web, desktop e mobile;
  • configurazione rapida del widget;
  • passaggio automatico al piano free dopo la prova.

Limiti di Chaport

  • cronologia gratuita limitata nel tempo;
  • massimo due operatori nel piano free;
  • chatbot, canali aggiuntivi e automazioni avanzate richiedono piani superiori;
  • ecosistema meno ampio rispetto alle piattaforme più grandi.

Consigliata per: piccoli siti, associazioni e attività con due persone che rispondono ai messaggi.

6. Chatwoot: live chat open source e self-hosted

Chatwoot è una piattaforma open source per assistenza multicanale. La Community Edition self-hosted può essere installata sulla propria infrastruttura ed è indicata dal progetto come gratuita con licenza MIT.

Questa soluzione offre maggiore controllo su dati, aggiornamenti e integrazioni, ma non è un servizio “pronto in due minuti”: servono server, database, backup, HTTPS, gestione email, monitoraggio e aggiornamenti di sicurezza. Il costo del software può essere nullo, mentre restano i costi dell’infrastruttura e del lavoro sistemistico.

Vantaggi di Chatwoot

  • Community Edition open source;
  • possibilità di ospitare i dati sulla propria infrastruttura;
  • live chat e gestione multicanale;
  • API e possibilità di personalizzazione;
  • adatta a integrazioni avanzate e team tecnici.

Limiti di Chatwoot

  • installazione e manutenzione più complesse;
  • necessità di aggiornamenti, backup e monitoraggio;
  • supporto premium e funzioni enterprise sono separati;
  • non è la scelta migliore per chi non gestisce server.

Consigliata per: aziende con personale tecnico, agenzie, provider e organizzazioni che vogliono controllare direttamente infrastruttura e dati.

Quale live chat gratuita scegliere

La scelta dipende soprattutto dal numero di operatori e dall’obiettivo:

  • tawk.to: migliore rapporto tra funzioni e gratuità;
  • Crisp: migliore per un team di una o due persone;
  • Tidio: migliore per e-commerce e prime automazioni;
  • HubSpot: migliore per integrare chat, contatti e vendite;
  • Chaport: migliore per semplicità e chat essenziale;
  • Chatwoot: migliore per self-hosting e controllo tecnico.

Prima di scegliere, prova il widget su smartphone, verifica le notifiche e controlla cosa accade quando nessun operatore è online. Una buona chat deve trasformarsi in modulo offline o ticket, senza far credere al visitatore che la risposta sia immediata.

Come installare una live chat su WordPress

La maggior parte dei servizi può essere installata in due modi.

Installazione tramite plugin

  1. crea un account sul servizio scelto;
  2. installa il plugin ufficiale dalla directory WordPress;
  3. collega l’account o inserisci l’identificativo della proprietà;
  4. configura colore, posizione, lingua e orari;
  5. svuota la cache e verifica il widget in navigazione anonima.

Utilizza preferibilmente il plugin ufficiale del fornitore. Evita plugin non mantenuti che si limitano a iniettare script senza documentazione.

Installazione con codice JavaScript

Il fornitore mette generalmente a disposizione uno script da inserire prima della chiusura di </body>. Su WordPress puoi utilizzare un sistema di gestione degli script o un child theme, evitando modifiche dirette al tema principale.

Dopo l’installazione controlla che lo script non venga duplicato dal plugin, dal tema e dal tag manager.

Live chat, privacy e GDPR

Una chat può raccogliere indirizzo IP, nome, email, contenuto dei messaggi, dati del browser, pagina visitata e identificatori tecnici. Prima dell’attivazione:

  • consulta informativa privacy, DPA e localizzazione dei dati del fornitore;
  • aggiorna l’informativa privacy del sito;
  • verifica se lo script imposta cookie o identificatori prima del consenso;
  • configura tempi di conservazione e permessi degli operatori;
  • non chiedere in chat password, dati di pagamento o informazioni sensibili;
  • abilita autenticazione a due fattori dove disponibile;
  • definisci una procedura per esportazione e cancellazione dei dati.

Le esigenze cambiano in base al sito e al tipo di dati trattati. Per valutazioni legali specifiche è necessario rivolgersi a un professionista.

Come evitare che la chat rallenti il sito

Il widget aggiunge JavaScript esterno e connessioni verso domini di terze parti. Per ridurre l’impatto:

  • carica la chat dopo l’interazione dell’utente o con un leggero ritardo;
  • evita più widget di messaggistica contemporaneamente;
  • non duplicare lo script attraverso plugin e tag manager;
  • misura Core Web Vitals prima e dopo l’attivazione;
  • escludi dalla cache soltanto ciò che è realmente necessario;
  • controlla il comportamento su rete mobile lenta;
  • disattiva funzioni non utilizzate come video, tracking avanzato o animazioni.

Con LiteSpeed Cache è possibile ritardare alcuni script esterni, ma occorre verificare che il pulsante compaia e che notifiche e apertura della chat continuino a funzionare.

Errori da evitare

  • mostrare “siamo online” quando nessuno può rispondere;
  • installare una chat senza notifiche mobile o desktop;
  • lasciare messaggi automatici aggressivi su ogni pagina;
  • raccogliere dati senza aggiornare privacy e consenso;
  • valutare soltanto il prezzo e non la qualità delle notifiche;
  • usare chatbot che fingono di essere operatori umani;
  • caricare più servizi di chat sullo stesso sito;
  • non verificare periodicamente limiti e condizioni del piano gratuito.

Domande frequenti

Qual è la migliore live chat completamente gratuita?

tawk.to è una delle opzioni più complete perché dichiara gratuiti operatori, conversazioni e siti. Il branding e alcuni servizi aggiuntivi restano separati.

Esiste una live chat gratuita per WordPress?

Sì. tawk.to e Tidio dispongono di plugin ufficiali; HubSpot può essere integrato tramite il proprio plugin. Crisp e Chaport possono essere installati tramite integrazione o script.

Una live chat gratuita include anche un chatbot AI?

Non necessariamente. Alcuni servizi offrono una quota limitata o una prova, mentre l’AI avanzata è spesso a pagamento. Controlla sempre le quote attuali.

Posso utilizzare una chat senza mostrare cookie banner?

Dipende dagli script, dai dati trattati e dalla configurazione. Devi verificare il comportamento reale del widget e le indicazioni del fornitore, non soltanto il nome del servizio.

Chatwoot è davvero gratuito?

La Community Edition self-hosted è gratuita come software, ma richiede infrastruttura, manutenzione, backup e competenze tecniche. Le edizioni con supporto e funzioni enterprise sono a pagamento.

WhatsApp può sostituire una live chat?

Un pulsante WhatsApp è utile, ma sposta la conversazione su un servizio esterno e spesso richiede che l’utente utilizzi il proprio numero. Una live chat può invece gestire visitatori anonimi, operatori, ticket e cronologia direttamente dal sito.

Hosting veloce per siti WordPress con live chat

Una chat non compensa un sito lento. Per mantenere buoni tempi di caricamento servono hosting adeguato, cache e ottimizzazione degli script esterni.

I piani Hosting WordPress Xlogic utilizzano LiteSpeed, LSCache, CloudLinux e storage SSD NVMe. Per più domini puoi valutare l’hosting condiviso e multidominio.

Per configurazioni e problemi tecnici consulta il Centro Assistenza Xlogic oppure le altre guide del Blog Xlogic. L’assistenza Xlogic viene fornita tramite ticket ed email.

Per scoprire quale CMS usa un sito puoi partire da un rilevatore automatico come Wappalyzer, BuiltWith, WhatCMS o WhatRuns. Se il risultato non è chiaro, controlla il codice sorgente, le richieste di rete, i cookie, gli header HTTP e i percorsi tipici del pannello di amministrazione.

Nessun metodo è infallibile: cache, CDN, reverse proxy, applicazioni headless e personalizzazioni possono nascondere parte della tecnologia utilizzata. Per questo conviene confrontare almeno due segnali prima di considerare attendibile il risultato.

Come capire quale CMS usa un sito: tabella rapida

MetodoCosa rilevaDifficoltàAffidabilità
WappalyzerCMS, framework, analytics, CDN, e-commerce e altre tecnologieBassaAlta quando i segnali sono visibili
BuiltWithProfilo tecnologico, hosting, strumenti marketing e infrastrutturaBassaAlta per una prima analisi
WhatCMSCMS e piattaforma principaleBassaBuona per controlli veloci
WhatRunsCMS, plugin, font, strumenti analytics e librerieBassaBuona tramite estensione browser
Codice sorgenteCartelle, meta tag, file CSS e JavaScript caratteristiciMediaAlta se sai quali indicatori cercare
DevTools e reteEndpoint API, script, cookie, header e richieste esterneMediaMolto alta con più segnali concordanti

Che cos’è un CMS

Un CMS, acronimo di Content Management System, è un software che consente di creare e gestire pagine, articoli, immagini, utenti e altre parti di un sito senza dover programmare ogni funzione da zero.

WordPress, Joomla, Drupal e PrestaShop sono esempi di CMS. Shopify, Wix e Webflow sono invece piattaforme gestite che comprendono editor, hosting e servizi integrati. Un sito può anche essere sviluppato su misura oppure utilizzare un’architettura headless, nella quale il CMS gestisce i contenuti ma il frontend viene prodotto con un framework separato.

Capire la tecnologia utilizzata può essere utile per valutare una migrazione, analizzare un concorrente, identificare un tema, stimare la complessità di un progetto o diagnosticare un problema tecnico. Il rilevamento deve però basarsi soltanto su informazioni pubblicamente esposte dal sito.

1. Usare Wappalyzer

Wappalyzer è uno degli strumenti più conosciuti per identificare le tecnologie presenti in un sito. Puoi utilizzare la ricerca dal sito ufficiale oppure installare l’estensione per il browser.

L’estensione analizza diversi segnali pubblici, tra cui HTML, script, cookie, richieste di rete e certificati. Il risultato può includere:

  • CMS e piattaforma e-commerce;
  • framework JavaScript e librerie;
  • web server, CDN e sistemi di cache;
  • strumenti di analisi e marketing;
  • widget, sistemi di pagamento e live chat.

Wappalyzer è particolarmente comodo quando devi esaminare molti siti durante la navigazione. Il risultato va comunque verificato manualmente se il CMS non viene rilevato o se compaiono più tecnologie sovrapposte.

2. Analizzare il sito con BuiltWith

BuiltWith genera un profilo tecnologico del dominio. Oltre al CMS può mostrare strumenti pubblicitari, analytics, servizi email, CDN, widget, hosting e componenti del frontend.

Per un controllo rapido basta inserire il dominio. BuiltWith dispone anche di estensioni per Chrome, Firefox ed Edge. Alcune informazioni avanzate sono riservate ai piani a pagamento, ma il profilo gratuito è spesso sufficiente per riconoscere la piattaforma principale.

Questo strumento è utile soprattutto quando vuoi capire non soltanto con quale CMS è stato realizzato il sito, ma anche quali servizi esterni compongono il suo stack.

3. Controllare con WhatCMS

WhatCMS è focalizzato sul riconoscimento del sistema di gestione dei contenuti. Inserisci l’indirizzo del sito e avvia l’analisi: se sono presenti indicatori sufficienti, il servizio restituisce il CMS rilevato e altre tecnologie associate.

È una buona seconda verifica quando Wappalyzer o BuiltWith forniscono un risultato incerto. WhatCMS dichiara di basarsi su pattern e artefatti lasciati pubblicamente dai software, quindi può non riconoscere installazioni fortemente personalizzate o protette.

4. Utilizzare WhatRuns nel browser

WhatRuns è un’estensione browser che mostra le tecnologie rilevate nella pagina aperta. Può identificare CMS, plugin WordPress, font, sistemi di tracciamento, framework e servizi esterni.

È utile quando desideri controllare rapidamente più pagine dello stesso sito. Apri anche una pagina articolo, una pagina prodotto e il checkout: alcune tecnologie vengono caricate soltanto in sezioni specifiche.

5. Cercare gli indizi nel codice sorgente

Il metodo manuale più semplice consiste nell’aprire il sorgente HTML della pagina. In Chrome, Firefox ed Edge puoi usare la voce Visualizza sorgente pagina; in alternativa apri gli strumenti per sviluppatori.

Cerca stringhe e percorsi caratteristici:

  • wp-content, wp-includes o wp-json indicano spesso WordPress;
  • /media/system/, riferimenti a Joomla o specifici meta generator possono indicare Joomla;
  • /sites/default/files/ è un segnale frequente di Drupal;
  • cdn.shopify.com e oggetti JavaScript Shopify indicano normalmente un negozio Shopify;
  • static.wixstatic.com è associato ai siti Wix;
  • asset e attributi con riferimenti a Webflow possono rivelare un progetto Webflow;
  • percorsi come /themes/ e moduli specifici possono aiutare a riconoscere PrestaShop.

Un singolo percorso non costituisce sempre una prova. Un sito potrebbe conservare vecchi file dopo una migrazione oppure caricare risorse da un servizio esterno. Cerca quindi almeno due indicatori concordanti.

6. Controllare meta generator, cookie e header HTTP

Alcuni CMS inseriscono nel codice un meta tag simile a:

<meta name="generator" content="WordPress">

Molti siti lo rimuovono per pulizia o sicurezza, quindi la sua assenza non dimostra che il CMS non sia presente.

Nei DevTools del browser apri le sezioni Application o Storage per osservare i cookie e la sezione Network per gli header delle risposte. Nomi di cookie, endpoint REST, intestazioni e file caricati possono fornire ulteriori indizi.

Evita di basarti soltanto sull’header Server: indica generalmente il web server o il proxy, non il CMS. Inoltre può essere modificato o nascosto.

7. Esaminare richieste di rete e API

Apri gli strumenti per sviluppatori, seleziona Network e ricarica la pagina. Filtra le richieste per fetch, xhr, js e css.

Puoi trovare:

  • endpoint REST di WordPress;
  • richieste GraphQL;
  • file di temi e plugin;
  • API di piattaforme e-commerce;
  • script di framework come Next.js, Nuxt o altri frontend moderni.

Questo passaggio è particolarmente importante per i siti headless. In questi casi il frontend può sembrare un’applicazione JavaScript generica, mentre i contenuti provengono da WordPress, Drupal o da un CMS headless tramite API.

8. Verificare i percorsi tipici con cautela

Alcuni sistemi utilizzano percorsi amministrativi riconoscibili, per esempio /wp-admin/ per WordPress o /administrator/ per Joomla. Tuttavia il percorso può essere modificato, protetto o bloccato.

Non utilizzare scanner invasivi, tentativi di accesso o enumerazioni automatiche senza autorizzazione. Per identificare un CMS sono sufficienti richieste normali verso risorse pubbliche. La presenza di una pagina vuota o di un errore non è una prova affidabile della tecnologia utilizzata.

Come riconoscere tema e plugin di WordPress

Quando il sito usa WordPress, nel sorgente potresti trovare URL simili a:

/wp-content/themes/nome-tema/
/wp-content/plugins/nome-plugin/

Il nome della directory può suggerire il tema o il plugin, ma non garantisce che il componente sia ancora attivo. Ottimizzazioni, minificazione e CDN possono inoltre riscrivere gli URL degli asset.

Per il tema puoi controllare il foglio style.css pubblico, se accessibile, oppure utilizzare un rilevatore dedicato. Per i plugin confronta più pagine: un’estensione e-commerce potrebbe caricare i propri file soltanto nel catalogo o nel carrello.

Come riconoscere i CMS più comuni

WordPress

I segnali più frequenti sono wp-content, wp-includes, l’endpoint /wp-json/, classi CSS tipiche e riferimenti a temi o plugin.

Joomla

Può esporre riferimenti a directory, script, meta generator e al percorso amministrativo. Non considerare una pagina bianca come conferma: servono indicatori più solidi.

Drupal

File sotto /sites/default/files/, attributi e classi specifiche, cookie e header possono consentire il riconoscimento.

Shopify

Gli asset serviti dai domini Shopify, gli script del negozio e le strutture del checkout sono normalmente segnali evidenti. Il dominio personalizzato non nasconde necessariamente la piattaforma.

Wix e Webflow

Entrambe le piattaforme caricano asset e markup caratteristici. Gli strumenti automatici le riconoscono solitamente con facilità, salvo proxy o esportazioni statiche.

PrestaShop e Adobe Commerce

Nei negozi online puoi trovare percorsi di moduli, temi, cookie e script specifici. Verifica il risultato su pagine prodotto, categoria e carrello.

Perché il CMS può non essere rilevato

Un rilevatore può restituire “sconosciuto” anche quando il sito utilizza un CMS comune. Le cause principali sono:

  • cache e minificazione che rinominano o combinano i file;
  • CDN o reverse proxy che nascondono gli header originali;
  • tema completamente personalizzato;
  • rimozione del meta generator e dei riferimenti visibili;
  • frontend headless separato dal CMS;
  • sito statico generato a partire da un CMS;
  • regole di sicurezza che bloccano i bot di rilevamento;
  • più tecnologie utilizzate contemporaneamente.

In questi casi confronta il risultato di due strumenti e completa l’analisi con sorgente e pannello Network.

Il metodo più affidabile

La procedura consigliata è:

  1. controllare il dominio con Wappalyzer;
  2. confrontare il risultato con BuiltWith o WhatCMS;
  3. aprire il sorgente e cercare percorsi caratteristici;
  4. analizzare cookie e richieste di rete;
  5. verificare il risultato su più pagine del sito.

Se tutti i segnali concordano, l’identificazione è normalmente attendibile. Se i risultati sono discordanti, descrivi la tecnologia come “probabile” anziché certa.

Domande frequenti

È possibile sapere con certezza quale CMS usa un sito?

Non sempre. Le tecnologie esposte pubblicamente possono essere nascoste, modificate o filtrate. La certezza assoluta richiede accesso autorizzato al codice o al pannello di gestione.

Come capire se un sito è fatto con WordPress?

Cerca wp-content, wp-includes, wp-json, percorsi di temi e plugin oppure usa Wappalyzer. La presenza di più segnali rende il risultato più affidabile.

Posso scoprire quale tema WordPress viene usato?

Talvolta sì, se il nome del tema compare negli URL degli asset o nel foglio di stile. Un tema child o una personalizzazione possono però nascondere il prodotto originale.

Wappalyzer e BuiltWith sono sempre corretti?

No. Sono strumenti di rilevamento basati su indicatori pubblici e possono produrre falsi positivi, dati incompleti o tecnologie non più attive.

Rilevare il CMS di un sito è legale?

Osservare informazioni pubblicamente fornite al browser è una normale attività di analisi. Non devi però tentare accessi, scansioni invasive o azioni non autorizzate.

Hosting WordPress e assistenza tecnica Xlogic

Hai identificato WordPress e devi trasferire o ottimizzare il sito? Consulta i piani Hosting WordPress Xlogic, basati su LiteSpeed, LSCache, CloudLinux e storage SSD NVMe.

Per altre procedure tecniche puoi consultare il Blog Xlogic e il Centro Assistenza Xlogic. Per un progetto con più siti sono disponibili anche i piani hosting condiviso e multidominio.

La PEC obbligatoria per imprese e professionisti rientra nel sistema italiano dei domicili digitali. Il vecchio riferimento alla scadenza del 29 novembre apparteneva al contesto normativo del 2011 e non descrive da solo gli adempimenti attuali.

Le regole dipendono da forma giuridica, iscrizione ad albi o registri e ruolo ricoperto. Questa guida offre un quadro operativo generale, non sostituisce il parere di Camera di Commercio, ordine professionale o consulente.

Che cos’è la PEC

La Posta Elettronica Certificata attesta invio e consegna tramite ricevute generate dai gestori. Per conservare il valore probatorio non basta stampare il messaggio: conserva messaggio originale, ricevute e allegati nel formato previsto.

Che cos’è il domicilio digitale

È un indirizzo elettronico eletto per ricevere comunicazioni con valore legale. Per imprese e professionisti gli indirizzi sono consultabili tramite INI-PEC nei casi previsti; cittadini e altri soggetti possono eleggere un domicilio in INAD secondo le regole applicabili.

Imprese

Le imprese iscritte nel Registro delle Imprese devono disporre e comunicare il domicilio digitale secondo la normativa applicabile. La casella deve restare attiva, accessibile e aggiornata: non leggerla non impedisce gli effetti di una comunicazione consegnata.

Professionisti

I professionisti iscritti ad albi o elenchi comunicano il domicilio digitale all’ordine o collegio competente. Verifica che l’indirizzo pubblicato sia corretto e che rinnovo e credenziali siano sotto controllo.

Amministratori di società

La legge di bilancio 2025 ha esteso obblighi relativi al domicilio digitale degli amministratori di imprese costituite in forma societaria. Indicazioni e termini sono stati oggetto di note e aggiornamenti ministeriali: usa la pagina del Registro delle Imprese del MIMIT e la Camera di Commercio competente per la situazione concreta.

Non affidarti a una data riportata in un vecchio articolo. Verifica forma societaria, data di costituzione, nomina o rinnovo dell’amministratore e istruzioni operative correnti.

INI-PEC e INAD

INI-PEC raccoglie domicili digitali di imprese e professionisti. INAD consente ai soggetti previsti, comprese persone fisiche maggiorenni, di eleggere il domicilio digitale. Il portale ufficiale è domiciliodigitale.gov.it.

Come gestire correttamente la casella

  • usa un indirizzo controllato quotidianamente;
  • attiva notifiche su un recapito secondario, senza considerarle sostitutive;
  • mantieni spazio libero e rinnovo attivo;
  • usa password unica e autenticazione a due fattori se disponibile;
  • definisci deleghe e sostituzioni in caso di assenza;
  • conserva messaggi e ricevute con backup separato;
  • aggiorna tempestivamente il registro competente quando cambia l’indirizzo.

Ricevuta di accettazione e consegna

La ricevuta di accettazione conferma che il gestore del mittente ha preso in carico il messaggio; la ricevuta di avvenuta consegna documenta la consegna alla casella destinataria. Un avviso di mancata consegna richiede attenzione e può avere cause diverse.

PEC e email ordinaria

Una casella email normale non sostituisce il domicilio digitale previsto. Inviare da PEC verso un indirizzo ordinario può non produrre lo stesso ciclo di ricevute. Per comunicazioni rilevanti verifica destinatario e requisiti.

Spazio esaurito e casella scaduta

Monitora quota e rinnovo prima della scadenza. Archiviare localmente non significa cancellare senza criterio: conserva messaggi e ricevute necessari e definisci tempi di conservazione coerenti agli obblighi.

Phishing via PEC

La provenienza da una PEC non rende automaticamente affidabile contenuto o allegato. Controlla mittente, dominio, oggetto e riferimenti tramite un canale indipendente; non inserire credenziali da link inattesi.

Checklist

  1. verifica l’obbligo per soggetto e ruolo;
  2. controlla l’indirizzo nel registro competente;
  3. prova accesso, invio e ricezione;
  4. configura sicurezza e deleghe;
  5. monitora quota e scadenza;
  6. conserva messaggi e ricevute originali;
  7. consulta fonti ufficiali per ogni nuova scadenza.

Conclusione

PEC e domicilio digitale sono strumenti continuativi, non un adempimento da dimenticare dopo l’attivazione. Imprese e professionisti devono mantenere l’indirizzo aggiornato e funzionante; per amministratori e casi specifici occorre verificare le indicazioni correnti del MIMIT e della Camera di Commercio.

Site Builder Xlogic permette di creare un sito attraverso modelli e strumenti visuali senza sviluppare tutto il codice. Prima di iniziare conviene definire pagine, navigazione, testi, immagini, dominio, contatti e obiettivo del sito.

Nota di aggiornamento: Interfaccia, modelli e funzioni possono cambiare. Verifica disponibilità e caratteristiche attuali del servizio prima di basare il progetto sulle schermate storiche.

Il Website Builder o più semplicemente Site Builder è un CMS già preimpostato che permette all’utente di creare e gestire il proprio sito web senza dover conoscere il codice e senza aver bisogno di nessuna particolare competenza informatica.

Site Builder di Xlogic Hosting è il servizio ideale per costruire e pubblicare siti web in totale autonomia e senza alcuna difficoltà, infatti è possibile creare un sito web pienamente funzionale attraverso un’interfaccia intuitiva e semplice dove sarà possibile inserire il testo, articoli, immagini e contenuti multimediali con pochi click.

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  • Interfaccia Site Builder Drag & Drop
  • Supporto multilingua
  • Personalizza ogni singolo elemento (immagini, layout e contenuti)
  • Compatibile con tutti i browser
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Che cosa puoi fare con il Web Site Builder di Xlogic

  • Scegli il template che preferisci
  • Aggiungi le pagine, gli articoli, i prodotti e servizi
  • Aggiungi il Form di contatto
  • Inserisci testi, immagini ed i files multimediali
  • Visualizza l’anteprima e pubblica immediatamente il sito online

 


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Site Builder Xlogic: scegli il miglior Web Builder per il tuo sito web

 

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Site Builder Xlogic: la guida completa su come costruire il tuo sito web

 

Per utilizzare il Web Builder di Xlogic è necessario acquistare un piano Hosting (a partire dal piano LITE) e registrare un nome a dominio.

In questo modo potrai costruire il tuo sito web utilizzando il tuo dominio personalizzato e non un sottodominio (utilizzerai tuodominio.it e NON tuodominio.xlogic.org), cosi facendo il tuo sito potrà essere indicizzato meglio sui motori di ricerca e con il passare del tempo potrai crescere e far finire il contenuto del tuo sito nelle prime posizioni delle pagine su Google.

Per iniziare ad utilizzare il SiteBuilder è necessario accedere nel pannello di controllo di Xlogic, cPanel Hosting (una volta attivato il piano hosting su Xlogic riceverai una mail contenente il link e le credenziali per accedere su cPanel)

CPANEL > XLOGIC WEBSITE BUILDER THEMES

 

Guida su come creare il tuo sito con il Web Site Builder di Xlogic

  1. Apri il Site Builder Xlogic
  2. Accetta le condizioni
  3. Inserisci i tuoi dati per creare il sito tramite il Web Site Builder
  4. Installazione completata
  5. Il sito è stato installato
  6. Vai al pannello di controllo Site Builder
  7. Personalizza il tuo sito web
    1. Scegli il Template
    2. Gestione, creazione e modifica pagine web
    3. Blog sito web: Gestione articoli, categorie e tag
    4. Gestione files multimediali
    5. Gestione del Menu
    6. Impostazione sito web
    7. Sicurezza sito web

 

Apri il Site Builder Xlogic

Accedi all’interno di cPanel Hosting e vai alla sezione Xlogic Website Builder per poter creare il tuo sito web.

Scelta del modello nel Site Builder Xlogic

Accetta le condizioni

Dopo aver scelto il tema (che potrai modificare successivamente senza alcun problema), dovrai accettare le condizioni del Site Builder che ti avvisa di aver aggiornato il proprio editor; ti consigliamo di utilizzare l’editor nuovo che è più completo ed avanzato, quindi clicca sulla voce “Don’t show again”.

Editor visuale del Site Builder Xlogic

Inserisci i tuoi dati per creare il sito tramite il Web Site Builder

Inserisci i tuoi dati che potrai sempre modificare successivamente ed una volta inseriti clicca sul pulsante “Proceed with install”.

Configurazione delle pagine nel Site Builder Xlogic

Installazione completata

Al termine dell’operazione riceverai questo avviso che ti indica che l’installazione del sito web è stata effettuata.

Personalizzazione dei contenuti nel Site Builder Xlogic

Il sito è stato installato

A questo punto potrai iniziare a personalizzare il tema, le pagine e le impostazioni del tuo sito web aggiungendo moduli di contatto, testi, articoli e molto altro.

Impostazioni grafiche del Site Builder Xlogic

Vai al pannello di controllo Site Builder

Per accedere nel pannello di controllo è necessario scorrere il cursore del mouse sopra l’immagine e cliccare sul pulsante “Login to the site”.

Anteprima mobile del Site Builder Xlogic

Personalizza il tuo sito web

All’interno del pannello del Web Site Builder di Xlogic potrai modificare il tema, le impostazioni, creare pagine, gestire blog creando categorie, tag, articoli, inoltre avrai la possibilità di creare un menu personalizzato, tutto questo in pochi click.

Vediamo insieme come creare e gestire il tuo sito con il nostro SiteBuilder.

Pubblicazione del sito con Site Builder Xlogic

 

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Google SEO Starter Guide.

Domande frequenti

Per quali siti è adatto un builder?

Per siti informativi e progetti che richiedono pubblicazione rapida. Esigenze personalizzate o integrazioni complesse possono richiedere altre soluzioni.

Il sito sarà visibile su smartphone?

Va verificato su dispositivi reali. Modelli responsive aiutano, ma testi, immagini, menu e moduli devono essere controllati.

Posso collegare un dominio personale?

Dipende dal piano e dalla configurazione del servizio. Controlla dominio, DNS, SSL e modalità di pubblicazione.

Un plugin manutenzione WordPress mostra una pagina temporanea mentre amministratori e tecnici lavorano al sito. Deve consentire accesso autorizzato, risposta HTTP coerente, messaggio chiaro e disattivazione semplice senza bloccare accidentalmente il frontend.

Nota di aggiornamento: Disponibilità e funzioni dei plugin citati possono cambiare. Verifica repository, compatibilità e data dell’ultimo aggiornamento prima dell’uso.

Stai per creare un nuovo sito web o stai ricostruendo quello attuale? E’ molto importante non rendere pubblico il sito quando stai effettuando delle operazioni o modifiche, per non renderlo visibile puoi utilizzare uno tra i seguenti plugin gratuiti per la messa in manutenzione del sito WP che sono elencati in questo articolo.

I migliori plugin per la messa in manutenzione del sito WordPress

I migliori plugin per la messa in manutenzione del sito WordPress

I plugin per la messa in manutenzione permettono di proteggere il tuo sito rendendo solamente visibile una pagina di manutenzione al pubblico, ma alcuni plugin non si limitano ad effettuare questa operazione ma addirittura ti permettono di acquisire informazioni dai visitatori e di collegarti tramite i Social Media.

Minimal Coming Soon and Maintenance Mode

Minimal Coming Soon & Maintenance Mode

Questo plugin di manutenzione sito WordPress offre delle pagine di manutenzione molto eleganti e moderne, di seguito le caratteristiche e le funzionalità offerte da questo plugin:

  • Responsive Design
  • Tiene traccia dei visitatori con il codice di Google Analytics
  • Integra la Mailing List
  • Inserimento logo e favicon
  • Opzione di sovrapposizione del contenuto
  • Diverse opzioni di testo (colore, dimensioni, posizionamento, etc)
  • Possibilità di modificare il modulo di attivazione in base alle tue preferenze (colore, dimensione del testo, dimensione del pulsante)
  • Personalizzazione codice HTML o CSS

Under Construction Page

Under Construction

Under Construction Page è un plugin WordPress gratuito che ti aiuta a costruire una pagina di manutenzione senza alcuna conoscenza tecnica, ti basterà semplicemente selezionare un tema, collegare i Social Media ed aggiungere alcuni dettagli nella pagina ed attivare la modalità di manutenzione.

Il plugin Under Construction ti consente di scegliere tra diversi temi ed è anche possibile personalizzarli aggiungendo il codice CSS.

Questo plugin viene costantemente aggiornato, di conseguenza è possibile che vengano aggiunte delle nuove funzionalità di tanto in tanto.

Coming Soon Page & Maintenance Mode by SeedProd

Coming Soon Page & Maintenance Mode

Questo plugin WordPress ha una vasta gamma di funzioni di personalizzazione disponibili, di seguito le principali funzioni che si possono utilizzare nella versione free:

  • Responsive Design
  • Inserimento di titolo, titolo SEO e meta descrizione
  • Tieni traccia del traffico e del comportamento degli utenti utilizzando il codice di Google Analytics
  • Carica un logo o un’immagine teaser
  • Cambia il colore di sfondo o aggiungi un immagine
  • Scegli i colori del testo, link ed i titoli che completano il tuo marchio
  • Aggiungi CSS personalizzato

Coming Soon and Maintenance Mode

Coming soon and Maintenance mode

Coming Soon and Maintenance Mode è un plugin WordPress completo e professionale ma a differenza del plugin sopra riportato non offre tutte le funzionalità nella versione free, quindi noi consigliamo di utilizzare il plugin Coming Soon Page & Maintenance Mode, di seguito le caratteristiche e funzionalità incluse nella versione free:

  • Caricamento logo aziendale
  • Inserimento di titolo, titolo SEO e meta descrizione
  • Link agli account dei social Network

Nella versione PRO è possibile personalizzare il colore, la dimensione e la posizione dei caratteri, inoltre è anche possibile inserire la funzione del conto alla rovescia, una barra di avanzamento o un modulo di iscrizione per la mailing list.

WP Maintenance Mode

WP Maintenance Mode

WP Maintenance Mode è un plugin WordPress davvero popolare, basti pensare che conta oltre 1 milione di download, questo plugin offre dei temi preimpostati molto carini e professionali, puoi vederne alcuni cliccando su questo link.

Inoltre è possibile impostare l’opzione del conto alla rovescia per annunciare quando il sito sarà visibile al pubblico.

 

Conclusioni

In questo articolo ti abbiamo mostrato i migliori plugin free di WordPress per la messa in manutenzione il sito, in questo modo potrai informare i tuoi visitatori di quando il sito sarà di nuovo attivo, inoltre potrai raccogliere i loro dati per farli ad esempio iscrivere alla tua newsletter o indirizzarli sui tuoi canali Social.

Utilizzi un altro plugin di manutenzione che non abbiamo citato in questo articolo? Condividi con noi la tua esperienza, lasciandoci un commento, saremo ben lieti di poterti rispondere.

 

Alla prossima!

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Directory WordPress: maintenance.

Domande frequenti

Modalità manutenzione e coming soon sono uguali?

No. La manutenzione comunica un’interruzione temporanea; una pagina coming soon viene usata prima del lancio e può avere obiettivi diversi.

Quale codice HTTP usare?

Per manutenzione temporanea è spesso appropriato 503 con Retry-After, ma il comportamento dipende dal plugin e va verificato.

Come evitare di restare bloccati?

Conserva accesso FTP o file manager e conosci il percorso del plugin, così puoi disattivarlo manualmente se il login non è raggiungibile.

Quando un sito web è in blacklist bisogna identificare chi lo segnala, mettere in sicurezza l’installazione, conservare log, rimuovere contenuti malevoli e correggere la vulnerabilità. La richiesta di revisione va inviata soltanto dopo una bonifica completa.

Nota di aggiornamento: Non affidarti a un singolo scanner. Browser, motori di ricerca, antivirus e provider possono usare liste e criteri differenti.

Un hacker potrebbe non causare danni evidenti durante l’infiltrazione nel tuo sito web. Non si noterà alcun cambiamento nelle prestazioni o nella perdita dei dati.

Ma ciò non significa che tutto sia a posto. Utilizzare un sito web compromesso può distribuire Malware. Il Malware viene incorporato nelle pagine del tuo sito Web e può infettare qualsiasi visitatore del sito. Gli hacker lo fanno iniettando codice dannoso nel database e/o nelle pagine Web. I visitatori vengono reindirizzati a siti dannosi e scaricano inavvertitamente Trojan.

Cosa fare se il tuo sito web è in Blacklist

Cosa fare se il tuo sito web è in Blacklist

Se un’antivirus online rileva un sito che ospita malware, inserirà nella lista nera (blacklist) il sito aggiungendolo al suo database di siti Web dannosi. Gli utenti dello stesso antivirus visualizzeranno un’avviso quando visiteranno il sito infetto.

Google fornisce anche in browser popolari, come Chrome, Safari, Firefox e Opera elenchi di siti dannosi che rileva durante la scansione e l’indicizzazione del proprio motore di ricerca. I browser che utilizzano le loro liste nere bloccano i siti infetti.

Essere nella lista nera in uno di questi modi distrugge la reputazione di un sito. I siti Web con una cattiva reputazione vedranno un calo del numero di visitatori. I motori di ricerca smettono anche di indicizzare il sito in modo che non venga visualizzato nei risultati di ricerca. Ciò danneggerà gravemente i profitti.

E’ possibile controllare la reputazione di un sito Web utilizzando VirusTotal.com. Una volta ripulito il sito Web, è necessario rimuoverlo dalle liste nere il più presto possibile.

Come rimuovere un sito dalle Blacklist

Se un sito è finito all’interno di qualche Blacklist è necessario effettuare la richiesta manualmente per poterlo rimuovere perché sfortunatamente non c’è un modo per automatizzare il processo.

Per effettuare questa operazione è necessario inviare ai fornitori di Antivirus il tuo sito web ed a seconda del fornitore, il completamento del processo può richiedere fino ad un mese, nel frattempo però, devi essere sicuro che il tuo sito sia privo di malware.

Un sito verrà inserito nella whitelist solo quando:

  1. non contiene più nessun virus o malware e quindi è pulito
  2. hai inviato una segnalazione agli organi competenti
  3. il fornitore dell’antivirus ha approvato il rapporto
  4. il fornitore dell’antivirus rimuove il dominio dalla propria blacklist
  5. il fornitore dell’antivirus rilascia un database aggiornato a VirusTotal

Ecco i fornitori di antivirus approvati che accettano invii per la rimozione di blacklist, sia come upload che come come e-mail o richieste di moduli.

Antivirus Hosting

URL Upload

Invio modulo

Invio eMail

Motori di ricerca
Accedere con le credenziali per i webmaster del sito.

Blacklist Social Network

  • Facebook: Se reputi che un contenuto, una pagina sia stato bloccata ingiustamente puoi contattare Facebook per richiederne la rimozione dalla propria blacklist.
  • VK: Se reputi che un contenuto, una pagina sia stato bloccata ingiustamente puoi contattare VK per richiederne la rimozione dalla propria blacklist.

 

 

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Scansione antivirus Imunify per un sito in blacklist

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Google Search Console: problemi di sicurezza.

Domande frequenti

Come verificare la segnalazione?

Controlla avviso del browser, Search Console, log, file modificati, utenti e scanner affidabili, distinguendo dominio, URL e IP.

Basta richiedere la rimozione?

No. Senza correggere infezione e punto di ingresso, la segnalazione può tornare rapidamente.

Quanto dura la revisione?

Dipende dal servizio. Invia la richiesta solo dopo aver verificato tutte le pagine e documentato gli interventi.