Un addon domain document root cPanel consente di ospitare un sito aggiuntivo nello stesso account usando una directory separata. La cartella scelta contiene i file pubblici di quel dominio e deve essere pianificata per evitare sovrapposizioni con altri siti.
Questa guida approfondisce addon domain document root cPanel con controlli progressivi, modifiche reversibili e verifiche finali. Non inviare password, cookie, token, chiavi private o codici 2FA nei ticket.
Che cosa significa
Nelle versioni moderne di cPanel la schermata Domains permette di scegliere se condividere il document root con il dominio principale. Deselezionando la condivisione si crea un sito separato.
Spostare successivamente il document root non sposta automaticamente file, database o URL WordPress. La modifica richiede una procedura di migrazione.
Come riconoscere il problema
- Il nuovo dominio mostra il sito principale.
- I file sono caricati nella cartella sbagliata.
- AutoSSL non valida.
- Il dominio usa una versione PHP inattesa.
- Rimuovendo il dominio restano file e database.
Cause più frequenti
1. Document root condiviso
La casella di condivisione è rimasta selezionata. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
2. Cartella errata
Il percorso non contiene l’applicazione. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
3. DNS non puntato
Il dominio raggiunge un altro server. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
4. File index assente
La cartella mostra errore o elenco negato. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
5. Versione PHP ereditata
Il dominio non usa la configurazione prevista. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
6. Sovrapposizione directory
Un addon viene creato dentro la cartella di un altro sito. Confronta questa ipotesi con il messaggio completo e con i log dell’orario interessato, evitando conclusioni basate soltanto sulla pagina mostrata dal browser.
Diagnosi passo per passo
- Apri cPanel Domains. Leggi document root e redirect. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Controlla Gestione file. Verifica wp-admin, index.php o file del sito. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Interroga DNS. Confronta A, AAAA e nameserver. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Controlla AutoSSL. Verifica validazione e certificato. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Verifica PHP. Usa Select PHP Version o lo strumento assegnato. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Controlla database e wp-config. Assicurati che il sito usi risorse proprie. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
- Verifica backup. Ogni sito aggiuntivo deve essere incluso nella strategia. Salva il risultato prima di passare al controllo seguente, così potrai identificare il punto preciso in cui il comportamento cambia.
Metodo sicuro di diagnosi
Prima di applicare modifiche, registra lo stato iniziale: URL o servizio coinvolto, messaggio completo, data e ora, rete o client, ultima operazione eseguita e risultato da un secondo strumento. Questo consente di distinguere una causa locale da una configurazione condivisa e rende possibile il rollback.
Cambia un solo elemento alla volta. Dopo ogni intervento ripeti esattamente lo stesso test, controlla i log dello stesso intervallo temporale e annota il risultato. Modificare contemporaneamente DNS, cache, PHP, plugin e firewall rende impossibile stabilire quale correzione abbia avuto effetto.
Controllo incrociato
Usa almeno due fonti indipendenti. Per HTTP confronta browser, curl e log; per WordPress confronta frontend, wp-admin e WP-CLI; per DNS interroga nameserver autoritativo e resolver pubblico; per la posta confronta header, Webmail e Track Delivery. Cache e proxy possono mostrare stati differenti per alcuni minuti.
Quando il problema sembra risolto, ripeti il test con una seconda rete o un secondo account e verifica che le protezioni restino attive. Una soluzione che disabilita globalmente TLS, WAF, autenticazione o controlli di sicurezza non è considerata definitiva.
Procedura di risoluzione
- Crea una directory separata. Deseleziona Share document root quando serve un sito indipendente. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Carica o migra i file. Usa SFTP, JetBackup o strumenti WordPress. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Configura DNS. Punta il dominio soltanto quando il sito è pronto. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Esegui AutoSSL. Assicurati che HTTP validation sia raggiungibile. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Assegna PHP e opzioni. Verifica versione, estensioni e limiti. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Correggi URL applicativi. Per WordPress aggiorna home, siteurl e riferimenti. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
- Testa prima della pubblicazione. Usa file hosts quando appropriato. Dopo la modifica ripeti il test originale e verifica che non siano comparsi nuovi errori o regressioni.
Verifica della stabilità dopo l’intervento
Non fermarti al primo test riuscito. Ripeti l’operazione dopo aver aperto una nuova sessione, svuotato soltanto la cache pertinente e atteso l’eventuale scadenza del TTL o del rate limit. Controlla inoltre che una seconda pagina, un secondo utente o un secondo destinatario non presentino ancora il problema.
Conserva per almeno il tempo necessario il backup e la configurazione precedente. Se l’anomalia ricompare, confronta orario, log e processo pianificato: una ricorrenza regolare può dipendere da cron, rinnovi, rotazioni, cache rigenerate o servizi esterni.
Controlli finali
- Dominio mostra il sito corretto.
- Document root separato.
- SSL valido.
- PHP previsto.
- Backup include file e database.
Prevenzione
- Nomi cartelle chiari.
- Documentazione domini.
- Backup separati.
- Test DNS.
- Niente sovrapposizioni.
Errori da evitare
- Non caricare file nel sito principale.
- Non cambiare root senza migrare i file.
- Non eliminare il dominio pensando che elimini ogni dato.
- Non condividere database senza necessità.
- Non dimenticare email e DNS.
Quando contattare l’assistenza Xlogic
Apri un ticket quando il problema persiste dopo i controlli di base, coinvolge più servizi o richiede log e configurazioni non disponibili nel pannello. Indica:
- dominio
- document root
- percorso file
- DNS
- errore SSL o PHP
Non inviare credenziali. URL, orari, codici, header non sensibili e messaggi di errore sono sufficienti per iniziare la diagnosi.
Fonti tecniche ufficiali
Verifica prolungata dopo la correzione
Una singola prova riuscita non dimostra che il problema sia definitivamente risolto. Ripeti l’operazione dopo una nuova sessione, da una seconda rete o con un secondo utente quando applicabile. Per DNS e posta considera anche TTL, code e cache dei resolver; per HTTP e WordPress controlla una pagina dinamica, una funzione amministrativa e il relativo registro degli errori.
Conserva temporaneamente il backup, i valori precedenti e gli estratti dei log. Se l’anomalia ricompare, confronta l’orario con cron, backup, aggiornamenti, rinnovi SSL, rotazioni DNS, code email e servizi esterni. Una ricorrenza regolare è spesso più significativa del messaggio mostrato durante il singolo evento.
Prima di chiudere l’intervento verifica inoltre che le misure di sicurezza siano ancora operative: HTTPS valido, autenticazione richiesta, WAF attivo, permessi non eccessivi e nessun endpoint di debug o manutenzione lasciato pubblico. La soluzione deve correggere la causa senza ridurre stabilmente le protezioni del servizio.
Domande frequenti su addon domain document root cPanel
Che differenza c’è tra alias e addon domain?
L’alias condivide il sito; l’addon domain usa normalmente un document root separato.
Cambiare document root sposta i file?
No, i file devono essere trasferiti e l’applicazione aggiornata.
Posso usare una versione PHP diversa?
Dipende dalla configurazione del pannello; verifica la versione assegnata al dominio.
Rimuovere il dominio cancella il database?
Non automaticamente; file e database vanno controllati separatamente.
Posso testare prima del cambio DNS?
Sì, quando appropriato usando il file hosts del proprio computer.