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E’ disponibile sui nostri server CageFS della CloudLinux. CageFS fornisce un ambiente di web hosting più sicuro grazie ad un file di sistema virtualizzato che è in grado di mantenere ogni utente nella propria zona, in questo modo gli utenti non potranno rilevare la presenza di altri utenti sul server e non saranno in grado di visualizzare la configurazione dei file del server.

Ogni utente avrà il proprio CageFS completamente funzionale, con tutti i file di sistema, strumenti, etc ..

I benefici di CageFS sono:

•  File binari di sicurezza disponibili per l’utente
•  L’utente non visualizza gli altri utenti, e non ha modo di rilevare la presenza di altri utenti e i loro nomi utente sul server.
•  L’utente non è in grado di vedere i file di configurazione del server, come ad esempio i file di configurazione di Apache o Litespeed.
•  L’utente ha visione limitata del file system /proc, e non è in grado di vedere gli altri processi utenti.

Allo stesso tempo, l’ambiente dell’utente sarà completamente funzionale e non limitato.

Vediamo come funziona lato utente: ci colleghiamo a cPanel, clicchiamo su Select PHP nella Sezione Software, verrà visualizzata una pagina come quella in figura.

php53

In questa pagina possiamo vedere tutte le estensioni abilitati a livello di server, senza apportare alcuna modifica questi sono i valori di default impostati nel server. Selezionando le opzioni disponibili e cliccando su “Salva” verranno abilitate le estensioni per il proprio account, mentre cliccando su Show PHP Setting sarà possibile impostare i valori PHP.

Le versioni disponibili di PHP sono la 4.4, 5.2, 5.3 , 5.4, 5.5, 5.6 e la 7.0 selezionabili dal menu a discesa.

php55

 

In alcuni casi isolati, abbiamo rilevato dei problemi relativi alla versione di PHP selezionata, come ad esempio, l’errore HTTP del caricamento delle immagini di WordPress, per ovviare al problema è necessario selezionare PHP Native.

php-native

Ricordiamo ai nostri clienti che è possibile modificare i parametri PHP anche tramite .htaccess nei nostri server Litespeed e con file php.ini nei nostri server con Apache.

 

Alla Prossima.

 

Dal giorno 16 Dicembre 2022 al 7 Gennaio 2023 per le Feste di Natale sarà possibile utilizzare il codice promozionale del 70% per acquistare i nostri piani Hosting per il primo anno senza obbligo di rinnovo.

I piani Hosting compresi nella Promozione sono:

Hosting Condiviso

(Mini, Lite, Plus, Power, Base, Premium, Master e Business)
  • Per maggiori informazioni sul piano clicca qui
  • Per vedere i costi e le caratteristiche clicca qui

Hosting Dedicato

(Hosting Mail, Hosting Semidedicato, Hosting Dedicato, Hosting Dedicato Plus)

Hosting Reseller

(R-100, R-200, R-300, R-400)
  • Per maggiori informazioni sul piano clicca qui
  • Per vedere i costi e le caratteristiche clicca qui

Hosting WordPress

(WP01, WP02, WP03, WP04)
  • Per maggiori informazioni sul piano clicca qui
  • Per vedere i costi e le caratteristiche clicca qui

Hosting eCommerce

(EC01,EC02 , EC03, EC04)
  • Per vedere i costi e le caratteristiche clicca qui

 

Validità della Promozione

La promozione sarà valida dal giorno 16 Dicembre 2022 al 7 Gennaio 2023 e potrà essere utilizzata solamente sugli acquisti dei piani Hosting indicati.

La promozione non è valida nei seguenti casi:

  • Su piani Hosting non indicati
  • Sul rinnovo dei piani Hosting
  • Sulla registrazione / trasferimento / rinnovo dei Domini
  • Sull’acquisto dei servizi aggiuntivi

Utilizza il Codice Promozionale

Che cosa stai aspettando? Affrettati ed utilizza il codice promozionale inserendolo in fase d’ordine per acquistare il piano Hosting scontato per il primo anno al 70% senza obbligo di rinnovo!

Codice Sconto: Natale_2022_XL

Potrai utilizzare lo stesso codice promozionale più volte per acquistare più piani Hosting nel periodo indicato.

XLOGIC HOSTING

 

Il Garante della Privacy in Italia ha dichiarato che le misure tecniche di conformità fornite da Google Analytics sono insufficienti, in quanto il trasferimento dei dati verso gli Stati Uniti viola il GDPR.

Possiamo dedurre che le possibili conseguenze legali siano le seguenti:

  1. L’ordine di identificare delle misure tecniche aggiuntive entro 60 giorni (CNIL) o 90 giorni (Garante)
  2. L’ordine di smettere di utilizzare il servizio

Attualmente il Garante non ha emanato alcuna sanzione economica per l’uso di Google Analytics


Dal momento che il problema è legato principalmente al trasferimento dei dati europei in America, per non incorrere in rischi e sanzioni, sarebbe una buona idea utilizzare un altro strumento di analisi dati che non trasferisca i dati fuori dall’Unione Europea

Perché dovresti considerare di utilizzare un’alternativa a Google Analytics?

  1. Google viola il GDPR (per maggiori informazioni consulta l’articolo dedicato)
  2. Google non è semplice da utilizzare
  3. Google offre gratuitamente i propri servizi ma diciamo addio alla nostra Privacy

Quali sono le migliori alternative a Google Analytics?

Vediamo insieme i competitor principali di Google Analytics che potrai utilizzare senza problemi perché rispettano il GDPR e non violano alcuna legge:

  1. Matomo
  2. Woopra
  3. Hitsteps
  4. MixPanel

 

Matomo

Matomo è un potente software di analisi che ha a cuore la Privacy delle persone, infatti la loro mission è quella di guidare la strada per consentire alle persone di riprendere il pieno controllo dei propri dati con una piattaforma di analisi rivoluzionaria.

Uno dei punti di forza di Matomo consiste nel NON UTILIZZARE il campionamento dei dati.

Ma che cosa significa campionamento dei dati? E’ il metodo di analisi statistica (utilizzato anche da Google) che ha il compito di prelevare un campione dei dati, di analizzarlo e di estrapolare ciò che si scopre, in questo modo il software ti fornirà i dati di cui hai bisogno ma non in maniera precisa.

Invece Matomo non utilizza il campionamento dei dati ma analizza effettivamente tutti i dati, in modo da poter essere sicuri al 100% che i dati visualizzati corrispondono alla realtà.

Woopra

Woopra non si limita a mostrare le metriche ma ti aiuta a capire come questi dati si relazionino l’uno con l’altro; consigliamo l’utilizzo di questo software ad utenti esperti che hanno bisogno di visualizzare ed ottimizzare ogni passaggio.

Hitsteps

Oltre a mostrare le metriche, Hitsteps offre analisi in tempo reale con funzioni come heatmap, analisi delle pagine, profili aziendali, visualizzazione dei profili e molto altro ancora.

Consigliamo questo software agli utenti che desiderano effettuare delle analisi più approfondite e che possano ottenere delle informazioni che vadano oltre alle nozioni di base.

Mixpanel

Mixpanel utilizza un sistema basato su eventi che collega ogni singola interazione con i singoli utenti; è una piattaforma che consente di analizzare le interazioni degli utenti in tempo reale sia per applicazioni Mobile che sul Web.

Conclusioni

Google Analytics è senza alcun dubbio lo strumenti di analisi più popolare ma non è l’unico strumenti disponibile per tenere traccia dei propri dati; da come hai potuto leggere, Google Analytics attualmente non rispetta la Privacy perché trasferisce i dati negli Stati Uniti senza alcuna autorizzazione.

Per evitare problemi ti consigliamo di utilizzare un’altra piattaforma di analisi dati. Stai già utilizzando un altro strumento di analisi?

A presto, il team di Xlogic

Le autorità per la Protezione dei Dati danese, francese, austriaca ed italiana (Garante Privacy) hanno dichiarato che le misure tecniche di conformità fornite da Google Analytics 3 (o Universal Analytics) sono insufficienti.

Google Analytics è illegale in Italia?

No! Non è illecito Google Analytics ma è illegale il trasferimento dei dati effettuati verso gli Stati Uniti attraverso GA che viola il GDPR.

Perché per il Garante della Privacy non è legale trasferire i dati in America?

Le Autorità per la protezione dei dati hanno scoperto che il sistema legale degli Stati Uniti non garantisce lo stesso livello di protezione dell’UE (Unione Europea).

Questa situazione deriva da una serie di leggi statunitensi che permettono alle organizzazioni governative di richiedere l’accesso ai dati di servizi con sede negli Stati Uniti, a prescindere da dove si trovino i centri dati o i server.

Perché è rischioso trasferire i dati negli Stati Uniti?

Secondo il Garante della Privacy, il rischio consiste nel far accedere ai nostri dati personali le autorità governative e le agenzie di intelligence statunitensi.

Le misure adottate da Google che integrano gli strumenti di trasferimento non garantiscono un livello adeguato di protezione dei dati personali degli utenti.

Garante privacy: stop a uso di Google Analytics

La violazione delle norme non riguarda solo Google Analytics ma fa riferimento a tutti i gestori italiani di siti web, pubblici e privati, che utilizzano lo strumento Analytics.

Le indagini hanno rivelato che le organizzazioni che usano Google Analytics raccolgono dati su come gli utenti interagiscono con i siti web, gli indirizzi IP del dispositivo, il sistema operativo, i dettagli del browser, la lingua selezionata, la risoluzione dello schermo e la data e l’ora della visita al sito web.

Dal comunicato ufficiale del Garante della Privacy Italiano, si evince che il sito web che utilizza il servizio Google Analytics (GA), senza le garanzie previste dal Regolamento Ue, viola la normativa sulla protezione dei dati perché trasferisce negli Stati Uniti, Paese privo di un adeguato livello di protezione, i dati degli utenti.

La decisione di bloccare l’uso di Google Analytics arriva al termine di un’attività di istruttoria nei confronti di Caffeina Media S.r.l, proprietaria del sito internet Caffeina magazine, riguardo l’uso illecito di Analytics.

La società non è stata multata, ma entro 90 giorni dovrà adeguare il trasferimento dei dati secondo le direttive del GDPR (General Data Protection Regulation), pena la sospensione dei flussi di dati effettuati.

“Allo scadere del termine di 90 giorni assegnato alla società destinataria del provvedimento, il Garante procederà, anche sulla base di specifiche attività ispettive, a verificare la conformità al Regolamento Ue dei trasferimenti di dati effettuati dai titolari”

Perché il Garante ha ammonito questa azienda?

Il Garante della Privacy ha preso questa decisione principalmente per due motivi:

  1. L’azienda non ha fornito le informazioni necessarie nella sua privacy policy, violando l’articolo 13 del GDPR; in quanto tutti gli utenti devono essere informati di ogni intenzione di trasferire i dati personali fuori dall’UE
  2. Il modo in cui l’azienda utilizza Google Analytics per trattare i dati personali degli utenti è illegale perché viola gli Articoli 44 e 46 del GDPR, che governano il trasferimento dei dati al di fuori dell’UE

Devo rimuovere Google Analytics?

Ad oggi il Garante della Privacy ha solamente comunicato che è necessario rispettare delle misure tecniche di sicurezza se si vuole continuare ad utilizzare Google Analytics.

Quali sono i possibili rischi se continuo ad utilizzare Google Analytics?

Possiamo dedurre che le possibili conseguenza legali siano le seguenti:

  1. L’ordine di identificare delle misure tecniche aggiuntive entro 60 giorni (CNIL) o 90 giorni (Garante)
  2. L’ordine di smettere di utilizzare il servizio

Attualmente il Garante non ha emanato alcuna sanzione economica per l’uso di Google Analytics.

Google Analytics: che cosa devo fare adesso?

Essendo che l’indagine è ancora in corso non è ancora chiaro che cosa bisogna esattamente fare, ma alcune autorità come il Garante Italiano, hanno affermato che se scegli di continuare ad utilizzare Google Analytics sono necessarie delle misure di sicurezza aggiuntive.

Dal momento che il problema è legato principalmente al trasferimento dei dati europei in America, sarebbe una buona idea:

1. Utilizzare un altro strumento di analisi dati che non trasferisca i dati fuori dall’Unione Europea (Visualizza l’articolo: le migliori alternative a Google Analytics)

oppure per essere più conforme possibile alla normativa, potresti:

2. Passare a Google Analytics 4 (GA4) ed applicare delle misure aggiuntive (limitare la raccolta di dati utilizzando i controlli della privacy di Google – disattivare la raccolta dei dati granulari in base alla posizione – disattivare la raccolta di dati di Google Signals)

Conclusioni

Che cosa pensi della decisione presa dal Garante della Privacy? Preferisci attendere una risposta dalle autorità o utilizzerai un altro strumento analytics al posto di Google?

Alla prossima!

Microsoft ha le proprie blacklist interne che vengono utilizzate per rifiutare le e-mail provenienti da indirizzi IP specifici. Tutti gli IP elencati nella Blacklist di Spamhaus sono anche nella lista Blacklist di Microsoft. Per quanto ne sappiamo, questa è l’unica Blacklist esterna (basata su DNS) utilizzata da Microsoft. Il resto degli IP nella Blacklist si basa sui criteri di Microsoft. Questi elenchi non sono molto trasparenti e sfortunatamente includono una grande quantità di falsi positivi.

Esistono due Blacklist distinte che Microsoft utilizza, ciascuna per piattaforme diverse. Una è utilizzata da outlook.com, hotmail.com, live.com e msn.com. L’altra è utilizzata da Office365.

Se ricevi un messaggio di errore da Microsoft quando invii e-mail da un server che hai con noi, controlla il messaggio di errore per scoprire in quale lista nera si trova l’IP. Assicurati che il tuo server non stia inviando spam e che il tuo IP non sia elencato in nessuna blacklist basata su DNS. Assicurati inoltre che le tue e-mail siano conformi alle politiche, alle pratiche e alle linee guida Microsoft trovate sul loro sito Web: http://mail.live.com/mail/policies.aspx

Dopo averlo fatto, puoi seguire le istruzioni di seguito per rimuovere il tuo IP dalla Blacklist.

OUTLOOK

Se un IP è elencato nella lista nera di Outlook, le email provenienti da quell’IP verranno rifiutate con il seguente messaggio di errore:

550 5.7.1 Unfortunately, messages from [x.x.x.x] weren't sent. Please contact your Internet service provider since part of their network is on our block list (S3140). You can also refer your provider to http://mail.live.com/mail/troubleshooting.aspx#errors.

Per rimuovere gli IP da questa lista nera, compila il seguente modulo: http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=614866&clcid

Una volta compilato il modulo, dovresti ricevere una risposta automatica che conferma la tua richiesta. A volte sono necessari solo pochi minuti per ottenere questa risposta automatica, ma possono essere necessarie anche alcune ore.

Successivamente, e di solito entro 12 ore, riceverai un’altra risposta. Questa volta, verrai informato se l’IP è stato rimosso dall’elenco, cosa che Microsoft chiama “mitigazione” o “condizionatamente mitigata”. Se l’e-mail dice “non qualificato per la mitigazione”, significa che l’IP non è stato rimosso dall’elenco.

Questa email è il risultato di un processo automatizzato in Microsoft. Questa decisione iniziale è stata presa da un bot, quindi se l’IP non viene rimosso, rispondi e chiedi ulteriori informazioni. Quando lo fai, il ticket verrà intensificato e un membro effettivo dello staff di Microsoft esaminerà il tuo IP. Nella maggior parte dei casi, rimuoveranno manualmente l’IP.

Se si rifiutano ancora di rimuovere l’IP e ti è stato assegnato solo di recente l’IP, dovresti dirglielo. Richiederanno quindi un’e-mail o una conferma da parte nostra, l’ISP, con informazioni su quando è stato assegnato l’IP. Per richiederci questa conferma, contatta il nostro team di supporto aprendo una richiesta di supporto tramite la tua interfaccia di amministrazione e facci sapere esattamente di cosa ha bisogno Microsoft.

In quei rari casi in cui tutto quanto sopra non riesce, possiamo compilare il modulo di delisting per il tuo IP. Non abbiamo contatti speciali in Microsoft, ma il loro supporto a volte risponderà in modo diverso a una nuova richiesta di cancellazione. Se anche questo non funziona per noi, l’unica soluzione è cambiare l’IP.

OFFICE 365

Se un IP è elencato nella lista nera di Office365, le e-mail provenienti da quell’IP verranno rifiutate con il seguente messaggio di errore:

550 5.7.606 Access denied, banned sending IP [x.x.x.x]. To request removal from this list please visit https://sender.office.com/ and follow the directions. For more information please go to http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=526655 (AS16012609)

Per rimuovere gli IP da questa lista nera, compila il modulo collegato nel messaggio di errore: https://sender.office.com/

Il messaggio di errore contiene anche un collegamento al flusso di lavoro per rimuovere l’IP dall’elenco: http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=526655

Se segui le istruzioni, l’IP dovrebbe essere cancellato automaticamente.

Recentemente, è stato osservato anche un secondo tipo di messaggio di errore per gli account Office365:

550 5.7.511 Access denied, banned sender[x.x.x.x]. To request removal from this list please forward this message to delist@messaging.microsoft.com. For more information please go to http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=526653. AS(1410) [VE1EUR01FT060.eop-EUR01.prod.protection.outlook.com]

Quando contatti l’indirizzo e-mail menzionato in questo messaggio, una risposta ti dirà di compilare il modulo di cancellazione dall’elenco di Office365 o di inoltrare un messaggio di errore recente:

Please ensure that you have resolved any issues generating malicious or abusive traffic from the IP in question and utilize the portal found at https://sender.office.com/ <https://sender.office.com/> to complete the process of IP removal.

Then please wait for 1-2-hour delay before this change propagates through our entire system. After waiting of 1-2 hour try to send email again.

If you continue to receive Non-Delivery Receipts (NDRs), or "bounce messages," that indicate that the IP address is still blocked by our spam filtering system, please forward one of the most recent and complete error message to us and we will investigate further.

Se il modulo di cancellazione di Office365 indica che il tuo IP non è nella lista nera, inoltra un messaggio di errore recente a delist@messaging.microsoft.com.

Nei rari casi in cui Microsoft non rimuoverà ancora l’IP, contatta il nostro team di supporto inviando una richiesta tramite l’interfaccia di amministrazione. Non abbiamo contatti speciali in Microsoft e possiamo solo compilare anche il modulo di cancellazione. Se anche questo non funziona per noi, l’unica soluzione è cambiare l’IP.

SNDS

Questo programma ti consente di monitorare lo “stato di salute” e la reputazione dei tuoi IP registrati fornendo dati sul traffico come il volume della posta e i tassi di reclamo visti provenienti dai tuoi IP. Questi dati vengono forniti solo per gli IP che inviano più di 100 e-mail al giorno agli account Microsoft.

Per registrarsi, visitare: https://sendersupport.olc.protection.outlook.com/snds/

C’eravamo lasciati con un aggiornamento importante come quello annunciato a Gennaio ed operativo da Maggio, Google Page Experience, che ha avuto il compito di inserire nuovi fattori (Metriche Core Web Vitals SEOUX) da tenere in considerazione per determinare il ranking dei siti web.

Ma l’introduzione del nuovo algoritmo di Google operativo in due periodi differenti (Giugno e Luglio 2021), ha fatto fare un balzo tecnologico, perché questo algoritmo che si chiama MUM, è mille volte più potente dell’algoritmo attuale di Google, BERT.

 

Indice dei contenuti

  1. Che cos’è e cosa significa MUM
  2. Come funziona MUM, il nuovo algoritmo di Google
  3. MUM, come cambieranno le ricerche su Google
  4. MUM ucciderà la SEO?

Nuovo algoritmo Google MUM: Core update Luglio 2021

Scopriamo insieme come funziona e quali sono i criteri e fattori che Google terrà in considerazione a partire da Giugno e Luglio per determinare il ranking di tutti i siti web.

Che cos’è e cosa significa MUM

MUM è uno strumento di intelligenza artificiale ed è l’acronimo di Multitask Unified Model; gli sviluppatori affermano che MUM sia 1000 volte più potente del precedente (BERT – Bidirectional Encoder Representations from Transformers).

Questa cifra (1000) non è stata scelta per effettuare un confronto tra i due algoritmi ma rappresenta il numero dei nodi della rete neurale creata sulla base del funzionamento delle sinapsi nel cervello umano.

Come funziona MUM, il nuovo algoritmo di Google

MUM sarà in grado di comprendere query complesse e di restituire risposte formate da elenchi di link a pagine con contenuti di diversa natura.

Riportiamo l’esempio fatto dal vicepresidente di Google Search (Pandu Nayak), di una richiesta complessa che ora Google potrà soddisfare:

“Prendi questo scenario: hai scalato il Monte Adams. Ora vuoi scalare il Monte Fuji il prossimo autunno e vuoi sapere cosa fare diversamente per prepararti.”

In questo caso, per poter ottenere tutte le informazioni per capire come fare la nuova scalata, dovresti fare delle ricerche diverse su Google, invece da questo momento, grazie a MUM sarà possibile ottenere una risposta esaustiva direttamente da Google, un pò come farebbe un esperto di escursionismo.

Il vicepresidente Nayak ha riassunto l’obiettivo del nuovo algoritmo con le seguenti parole:

“I motori di ricerca di oggi non sono abbastanza sofisticati per rispondere come farebbe un esperto. Ma con una nuova tecnologia chiamata Multitask Unified Model, o MUM, ci stiamo avvicinando ad aiutarti con questi tipi di esigenze complesse. Quindi, in futuro, avrai bisogno di meno ricerche per fare le cose.” 

Quindi, tornando all’esempio dell’escursionismo, L’algoritmo di Google MUM dovrebbe essere in grado di capire che l’utente vorrebbe una risposta basata sul confronto tra il monte Adams e il monte Fuji e, quindi, gli restituirebbe risposte inerenti all’altitudine, al percorso, alla preparazione fisica e alle attrezzature necessarie per affrontare la scalata.

MUM, come cambieranno le ricerche su Google

Inizialmente non si vedranno cambiamenti sostanziali, più precisamente, il motore di ricerca continuerà a fare ciò che sta facendo ora ma in maniera più performante e precisa.

L’intelligenza artificiale di MUM è stata addestrata sottoponendole 75 lingue diverse, cosi da permetterle di capire e comprendere quali fossero le interazioni tra le parole, e di conseguenza, il vero senso delle frasi comprese quelle ambigue ed articolate.

Lo scopo principale è quello di abbattere le barriere linguistiche, infatti Nayak di che MUM è capace di generare il linguaggio e non solo di comprenderlo:

“Diciamo che ci sono informazioni davvero utili sul Monte Fuji scritte in giapponese; oggi, probabilmente non le troveresti se non cercassi in giapponese. Ma MUM potrebbe trasferire la conoscenza da fonti in diverse lingue e utilizzare tali informazioni per trovare i risultati più pertinenti nella tua lingua preferita. Quindi, in futuro, quando cercherai informazioni su come visitare il Monte Fuji, potresti vedere risultati come dove godersi le migliori viste sulla montagna, onsen nella zona e famosi negozi di souvenir: tutte informazioni che si trovano più comunemente durante la ricerca in giapponese.”

Ma la nuova tecnologia di Google sarà anche in grado di trarre informazioni da altri tipi di contenuti, come ad esempio immagini e video.

Per farla breve, in un futuro che non pare così lontano, si potrà caricare una foto a supporto di una query ed ottenere una serie di risposte calzanti, esempio:

“fotografo una carota, chiedo al motore di ricerca i suoi principi nutritivi e MUM assocerà le parole all’immagine per generare una risposta esauriente”

 

MUM ucciderà la SEO?

Se hai visto delle variazioni importanti legate al posizionamento dei tuoi articoli e pagine web sappi che l’artefice è Google; infatti questo algoritmo per assicurarsi di fornire dei risultati di alto livello e pertinenti, sta rimuovendo i contenuti di bassa qualità che non rispondono alle linee guida dell’indicizzazione di Google.

Queste importanti variazioni (sia in positivo che in negativo) se non le hai ancora riscontrate per il tuo sito web, le vedrai nel mese di Luglio o al massimo di Agosto.

La domanda del paragrafo “MUM ucciderà la SEO?” è stata fatta da John Mueller di Google durante una discussione su Reddit, di seguito la risposta rassicurante:

“Non vedo davvero come questo ridurrebbe la necessità di SEO. Le cose si evolvono sempre.

Ricordi la barzelletta SEO sul cambio della lampadina? Niente di tutto questo è necessario da un po’ di tempo, il che è dovuto a sviluppi come questi, eppure le persone hanno ancora abbastanza da fare come SEO”.

La barzelletta sulla keyword stuffing richiamata nella risposta è la seguente: “Quanti esperti SEO ci vogliono per cambiare una lampadina, lampadina, luce, lampadina, lampada, illuminazione, interruttore, sesso, xxx, hardcore”.

Quindi possiamo affermare che la SEO non morirà ma si evolverà e che bisognerà semplicemente adattarsi ai nuovi parametri imposti da Google per non incorrere in penalizzazioni e perdite di posizioni.

 

Alla prossima!