Informazione

I codici di stato HTTP indicano il risultato di una richiesta tra client e server. Le classi 2xx segnalano successo, 3xx reindirizzamento, 4xx problemi lato richiesta o accesso e 5xx errori del server. La diagnosi deve considerare URL, header, log e comportamento dell’applicazione.

Nota di aggiornamento: Lo stesso codice può avere cause diverse. Prima di correggere controlla risposta completa, redirect, cache, proxy e log del server.

Informazioni aggiornate e controlli essenziali

Questa che segue è la lista completa dei codici di stato e dei relativi messaggi definiti per HTTP.

 

1xx Informational : Richiesta ricevuta, continua l’elaborazione.

100 Continue : Il server ha ricevuto l’header della richiesta e il client deve procedere ad inviare il corpo della richiesta (solitamente nelle richieste di tipo POST).

101 Switching Protocols : Il richiedente ha richiesto di cambiare il protocollo in uso e il server è a conoscenza di ciò che dovrà fare.

 

2xx Success : L’azione è stata ricevuta con successo, compresa ed accettata.

200 OK : Risposta standard per le richieste HTTP andate a buon fine.

201 Created

202 Accepted : La richiesta di elaborazione è stata accettata ma non è ancora terminata.

203 Non-Authoritative Information

204 No Content

205 Reset Content

206 Partial Content

207 Multi-Status : In caso di risposte XML, quando più azioni possono essere richieste, i dettagli dei singoli stati sono dati nel corpo della risposta. Vedi WebDAV (RFC 4918) per le specifiche associate.

 

3xx Redirezione : Il client deve eseguire ulteriori azioni per soddisfare la richiesta.

300 Multiple Choices

301 Moved Permanently : Questa è tutte le future richieste andranno dirette ad un altro URI (specificato nell’header Location).

302 Found : Questo è il codice più usato ma anche un classico esempio di non aderenza agli standard nella pratica quotidiana. Infatti, le specifiche di HTTP/1.0 (RFC 1945) richiederebbero che il client esegua redirezioni temporanee (la descrizione originale era “Moved Temporarily”), ma i più diffusi browser l’hanno implementata come 303 descritta di seguito. Perciò, HTTP/1.1 ha aggiunto i codici di stato 303 e 307 per distinguere tra i due comportamenti. Comunque, la maggior parte delle applicazioni e dei framework web ancora usano il codice di stato 302 come se fosse il 303.

303 See Other (da HTTP/1.1) : La risposta alla richiesta può essere trovata sotto un’altra URI usando il metodo GET.

304 Not Modified

305 Use Proxy (da HTTP/1.1) : Molti client HTTP (come Mozilla ed Internet Explorer) non gestiscono correttamente le risposte con questo codice di stato.

306 Switch Proxy : Non più usato.

307 Temporary Redirect (da HTTP/1.1) : In quest’occasione, la richiesta dovrebbe essere ripetuta con un’altra URI, ma successive richieste possono essere ancora dirette a quella originale. In contrasto con 303, la richiesta di POST originale deve essere reiterata con un’altra richiesta di tipo POST.

 

4xx Client Error : La richiesta è sintatticamente scorretta o non può essere soddisfatta.

400 Bad Request : La richiesta non può essere soddisfatta a causa di errori di sintassi.

401 Unauthorized : Simile a 403/Forbidden, ma pensato per essere usato quando l’autenticazione è possibile ma è fallita o non può essere fornita.

402 Payment Required : L’intendimento originale prevedeva un suo utilizzo per realizzare meccanismi di digital cash/micropagamento, ma questo non si è mai verificato ed il codice non è mai stato utilizzato.

403 Forbidden : La richiesta è legittima ma il server si rifiuta di soddisfarla. Contrariamente al codice 401 Unauthorized, l’autenticazione non ha effetto.

404 Not Found : La risorsa richiesta non è stata trovata ma in futuro potrebbe essere disponibile.

405 Method Not Allowed : La richiesta è stata eseguita usando un metodo non permesso. Ad esempio questo accade quando di usa il metodo GET per inviare dati da presentare con un metodo POST.

406 Not Acceptable

407 Proxy Authentication Required

408 Request Timeout : Il tempo per inviare la richiesta è scaduto e il server ha terminato la connessione.

409 Conflict

410 Gone : Indica che la risorsa richiesta non è più disponibile e non lo sarà più in futuro.

411 Length Required : La richiesta non specifica la propria dimensione come richiesto dalla risorsa richiesta.

412 Precondition Failed 413 Request Entity Too Large : La richiesta è più grande di quanto il server possa gestire.

414 Request-URI Too Long : L’URI richiesto è troppo grande per essere processato dal server.

415 Unsupported Media Type : L’entità della richiesta è di un tipo non accettato dal server o dalla risorsa richiesta.

416 Requested Range Not Satisfiable

417 Expectation Failed

418 I’m a teapot : Questo è un tipico pesce d’aprile dell’ITEF (RFC 2324). Non si aspettano implementazioni in alcun server HTTP.

426 Upgrade Required (RFC 2817) : Il client dovrebbe cambiare il protocollo ed usare ad esempio il TLS/1.0. 449 Retry With Estensione di Microsoft: The request should be retried after doing the appropriate action.

 

5xx Server Error : Il server ha fallito nel soddisfare una richiesta apparentemente valida.

500 Internal Server Error : Messaggio di errore generico senza alcun dettaglio.

501 Not Implemented : Il server non è in grado di soddisfare il metodo della richiesta.

502 Bad Gateway

503 Service Unavailable : Il server non è al momento disponibile. Generalmente è una condizione temporanea.

504 Gateway Timeout

505 HTTP Version Not Supported : Il server non supporta la versione HTTP della richiesta.

509 Bandwidth Limit Exceeded : Questo codice di stato, benché usato da molti server, non è un codice di stato ufficiale in quanto non è specificato in alcuna RFC.

 

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: MDN: codici di stato HTTP.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra 404 e 410?

404 indica risorsa non trovata o non disponibile; 410 comunica che la risorsa è stata rimossa intenzionalmente e in modo presumibilmente definitivo.

Cosa significa errore 500?

È una risposta generica del server. Per individuarne la causa servono log applicativi e web server, modalità debug controllata e verifica delle modifiche recenti.

Un redirect 301 è sempre corretto?

Solo quando lo spostamento è permanente e la destinazione è realmente equivalente. Catene e redirect inutili possono creare problemi.

Quando un sito web è in blacklist bisogna identificare chi lo segnala, mettere in sicurezza l’installazione, conservare log, rimuovere contenuti malevoli e correggere la vulnerabilità. La richiesta di revisione va inviata soltanto dopo una bonifica completa.

Nota di aggiornamento: Non affidarti a un singolo scanner. Browser, motori di ricerca, antivirus e provider possono usare liste e criteri differenti.

Un hacker potrebbe non causare danni evidenti durante l’infiltrazione nel tuo sito web. Non si noterà alcun cambiamento nelle prestazioni o nella perdita dei dati.

Ma ciò non significa che tutto sia a posto. Utilizzare un sito web compromesso può distribuire Malware. Il Malware viene incorporato nelle pagine del tuo sito Web e può infettare qualsiasi visitatore del sito. Gli hacker lo fanno iniettando codice dannoso nel database e/o nelle pagine Web. I visitatori vengono reindirizzati a siti dannosi e scaricano inavvertitamente Trojan.

Cosa fare se il tuo sito web è in Blacklist

Cosa fare se il tuo sito web è in Blacklist

Se un’antivirus online rileva un sito che ospita malware, inserirà nella lista nera (blacklist) il sito aggiungendolo al suo database di siti Web dannosi. Gli utenti dello stesso antivirus visualizzeranno un’avviso quando visiteranno il sito infetto.

Google fornisce anche in browser popolari, come Chrome, Safari, Firefox e Opera elenchi di siti dannosi che rileva durante la scansione e l’indicizzazione del proprio motore di ricerca. I browser che utilizzano le loro liste nere bloccano i siti infetti.

Essere nella lista nera in uno di questi modi distrugge la reputazione di un sito. I siti Web con una cattiva reputazione vedranno un calo del numero di visitatori. I motori di ricerca smettono anche di indicizzare il sito in modo che non venga visualizzato nei risultati di ricerca. Ciò danneggerà gravemente i profitti.

E’ possibile controllare la reputazione di un sito Web utilizzando VirusTotal.com. Una volta ripulito il sito Web, è necessario rimuoverlo dalle liste nere il più presto possibile.

Come rimuovere un sito dalle Blacklist

Se un sito è finito all’interno di qualche Blacklist è necessario effettuare la richiesta manualmente per poterlo rimuovere perché sfortunatamente non c’è un modo per automatizzare il processo.

Per effettuare questa operazione è necessario inviare ai fornitori di Antivirus il tuo sito web ed a seconda del fornitore, il completamento del processo può richiedere fino ad un mese, nel frattempo però, devi essere sicuro che il tuo sito sia privo di malware.

Un sito verrà inserito nella whitelist solo quando:

  1. non contiene più nessun virus o malware e quindi è pulito
  2. hai inviato una segnalazione agli organi competenti
  3. il fornitore dell’antivirus ha approvato il rapporto
  4. il fornitore dell’antivirus rimuove il dominio dalla propria blacklist
  5. il fornitore dell’antivirus rilascia un database aggiornato a VirusTotal

Ecco i fornitori di antivirus approvati che accettano invii per la rimozione di blacklist, sia come upload che come come e-mail o richieste di moduli.

Antivirus Hosting

URL Upload

Invio modulo

Invio eMail

Motori di ricerca
Accedere con le credenziali per i webmaster del sito.

Blacklist Social Network

  • Facebook: Se reputi che un contenuto, una pagina sia stato bloccata ingiustamente puoi contattare Facebook per richiederne la rimozione dalla propria blacklist.
  • VK: Se reputi che un contenuto, una pagina sia stato bloccata ingiustamente puoi contattare VK per richiederne la rimozione dalla propria blacklist.

 

 

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Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Google Search Console: problemi di sicurezza.

Domande frequenti

Come verificare la segnalazione?

Controlla avviso del browser, Search Console, log, file modificati, utenti e scanner affidabili, distinguendo dominio, URL e IP.

Basta richiedere la rimozione?

No. Senza correggere infezione e punto di ingresso, la segnalazione può tornare rapidamente.

Quanto dura la revisione?

Dipende dal servizio. Invia la richiesta solo dopo aver verificato tutte le pagine e documentato gli interventi.

Il file robots.txt comunica ai crawler quali percorsi possono o non possono visitare. Non protegge contenuti riservati e non garantisce la rimozione dall’indice: per questo servono autenticazione, noindex o gestione degli URL secondo il caso.

Nota di aggiornamento: Una regola errata può bloccare risorse o sezioni importanti. Prima della pubblicazione verifica sintassi, maiuscole, percorsi e comportamento con gli strumenti del motore di ricerca.

Informazioni aggiornate e controlli essenziali

Il file robots.txt è un semplice file di testo che contiene delle regole usate dagli Spider (Crawler) per applicare restrizioni sulle pagine di un sito web. I Web Crawler sono dei software programmati che effettuano ricerche sul Web e indicizzazioni per i motori di ricerca, quando analizzano un sito web controllano l’esistenza del file Robots.txt e se vi trovano delle regole o restrizioni le applicano.

Il file robots.txt viene inserito nella directory principale di un sito web ed è puramente consultivo, non tutti gli Spider applicano le regole inserite in esso.

 

Perché è un file robots.txt è importante?

Per evitare lo spreco di risorse del server, molti, se non la maggior parte dei siti web, hanno degli script che girano sul loro sito web che non hanno nessuna utilità pratica per un motore di ricerca, quando i robot dei motori  indicizzano il sito è possibile tramite il file robots.txt impedire agli spider l’indicizzazione di tali script, riducendo il carico sul server e eliminando le esecuzioni non necessarie.

 

Ridurre la larghezza di banda

Se guardate le statistiche del vostro sito web, troverete molte richieste per il Robots.txt da parte degli spider dei motori di ricerca. I motori di ricerca tentano di recuperare il robots.txt prima di indicizzare il sito web, per vedere se ha istruzioni per loro.

Se non si dispone di un file robots.txt, il server restituisce una pagina di errore 404 per il motore, questo causa l’utilizzo di molta banda a causa delle sue ripetute richieste per recuperare il file 404.

Qualche motore di ricerca indicizza anche i file grafici tipo .Gif, .Jpg e .Png, se si desidera bloccarli per risparmiare banda, lo si può fare usando il file robots.txt.

 

Come impostare un file robots.txt

Scrivere un file robots.txt è estremamente semplice. E’ solo un file di testo ASCII che si colloca alla radice del vostro dominio. Ad esempio, se il dominio è www.esempio.com, bisognerà inserire il file in www.esempio.com/robots.txt.

Per coloro che non sanno cosa sia un file di testo ASCII, è solo un file di testo che si crea con un editor di testo. Se utilizzate Windows, è già presente un editor di testo sul vostro sistema, chiamato Blocco note.

Il file Robots.txt elenca fondamentalmente i nomi degli Spider su una linea, seguito da un elenco di directory o file da non indicizzare.

Ogni riga del file contiene un record. Ogni record ha la seguente sintassi :

<campo> : <valore>

I campi disponibili sono :

User-Agent il valore di questo campo contiene il nome del robot che si deve attenere alle restrizioni. Con il carattere * la regola viene applicata a qualsiasi robot.

Disallow il valore di questo campo contiene le pagine del sito che devono essere escluse dai robot durante l’indicizzazione. Si può indicare un URL specifico o una serie di URL appartenenti ad un pattern. Per ogni User-Agent è possibile specificare una o più restrizioni tramite Disallow.

Il file robots.txt è case sensitive quindi se blocchiamo la pagina /PAGINA_DA_BLOCCARE sarà differente da bloccare la pagina /pagina_da_bloccare.

 

Esempio (1) file robots.txt

Per permettere l’accesso a tutto il sito web, non indicare nulla nella direttiva Disallow. Alcuni crawler supportano anche la direttiva Allow

User-agent: *
Disallow:

Per bloccare un intero sito, utilizza una barra.

User-agent: *
Disallow: /

Per bloccare una directory e il relativo contenuto, fai seguire il nome della directory da una barra.

User-agent: *
Disallow: /private_directory/

Per bloccare una pagina, indica tale pagina.

User-agent: *
Disallow: /private_file.html

Per segnalare il file Sitemap del sito.

Sitemap: http://www.esempio.com/sitemap.xml

 

Esempio (2) file robots.txt

User-agent: *
Disallow: /cgi-bin/

Le due righe sopra, inserite in un file robots.txt, informano tutti i robot che non sono autorizzati ad accedere nella directory e nelle sottodirectory di cgi-bin.

 

E’ possibile, bloccare i robot che indicizzano le immagini, tipo Google Image Search, inserendo le righe seguenti:

User-agent: Googlebot-Image
Disallow: /

Ciò significa che il robot di Google Image Search, non dovrebbe tentare di accedere a qualsiasi file nella directory radice / e in tutte le sue sottodirectory.

 

È possibile avere più linee Disallow per ogni user agent (cioè, per ogni spider). Ecco un esempio di file robots.txt più lungo:

User-agent: *
Disallow: /images/
Disallow: /cgi-bin/
User-agent: Googlebot-Image
Disallow: /

 

E’ possibile escludere l’indicizzazione di un determinato file. Per esempio, se non volete fare indicizzare l’immagine test.jpg, dovrete aggiungere le seguenti righe:

User-agent: Googlebot-Image
Disallow: /images/test.jpg

 

Senza restrizioni

Se si desidera che tutte le directory vengano indicizzate da tutti i motori di ricerca, basta un semplice file robots con le seguenti righe:

User-agent: *
Disallow:

 

Alla prossima.

 

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Google Search Central: robots.txt.

Domande frequenti

Robots.txt rimuove una pagina da Google?

Non in modo affidabile. Blocca la scansione, ma un URL può essere conosciuto tramite collegamenti. Per la deindicizzazione occorrono strumenti appropriati.

Si possono inserire dati riservati nel robots.txt?

No. Il file è pubblico e non è un sistema di sicurezza. Le aree private devono essere protette con autenticazione e permessi.

Dove si trova il file?

Normalmente nella radice del protocollo e host, ad esempio https://example.com/robots.txt. Le regole valgono soltanto per quello specifico host.

L’hosting illimitato non elimina i limiti fisici e operativi. Anche quando spazio o traffico non hanno una quota nominale, restano soglie su CPU, memoria, processi, inode, database, posta, uso corretto e impatto sugli altri account.

Nota di aggiornamento: Le condizioni variano tra provider. Prima dell’acquisto leggi termini, policy di utilizzo, limiti tecnici e procedure in caso di superamento.

Informazioni aggiornate e controlli essenziali

Molti clienti ci chiedono perchè non offriamo Spazio Hosting illimitato, la risposta è semplice: non è possibile e di seguito ti spiego il perchè.

Stai cercando di realizzare un sito web? La concorrenza sul web hosting è spietata, devi sapere che quasi tutte le classifiche che vedi in rete sono a pagamento, certo più alta è la posizione in classifica e più paghi, quindi non fidarti delle classifiche hosting, non sono attendibili, anche perchè nessuno di questi recensori ha mai provato i server dei provider che sta recensendo, ma sono semplicemente degli affiliati.

Ormai, il web è inquinato da classifiche e da recensioni positive a pagamento, la realtà è ben diversa quando poi trasferisci il tuo sito web e devi accontentarti di quello che ti offrono.

Confronto con un’offerta di hosting illimitato

Ma, oggi parliamo delle risorse “illimitate”. Avrai spazio su disco illimitato, forse. Puoi ospitare siti Web illimitati. E grazie alla larghezza di banda illimitata, ciascuno dei tuoi siti Web illimitati dovrebbe essere in grado di gestire un numero illimitato di visitatori. Evviva!

Se stai cercando un pacchetto di hosting condiviso, è probabile che non ti serva nulla di “illimitato”. Un Gigabyte di spazio web è sufficiente per costruire un sito enorme, ad esempio molti siti web personali o di piccole imprese riceveranno qualche migliaio di visitatori al mese, al massimo.

Tuttavia, poiché quasi nessuno sa quante risorse richiederà il proprio sito, la parola “illimitato” può sembrare molto, molto allettante. Perché optare per un piano con 5 GB di spazio di archiviazione, ad esempio, quando puoi ottenere un hosting “illimitato” a un prezzo simile? Avrai meno probabilità di incorrere in fastidiosi limiti e avrai spazio per far crescere il tuo sito, giusto?

Sfortunatamente, la realtà non è quasi mai così semplice. Gli host usano parole come “illimitato” in base alle loro esigenze di marketing, non alle definizioni del dizionario. Spesso hanno enormi restrizioni in altre aree, che potresti non notare fino a quando non è troppo tardi. E questo prima di arrivare a tutti i limiti nascosti nelle scritte in piccolo.

Se trovi un hosting che promette “tutto illimitato”, allora stai attento e scava un po’ più a fondo, prima di acquistare. Continua a leggere e ti spiegheremo cosa devi sapere.

Limiti tecnici nascosti in un piano hosting

Politiche di utilizzo corretto

Qualunque sia la variante di ‘illimitato’ che un hosting utilizza per descrivere il suo servizio significa quasi sicuramente ‘soggetto alla propria politica di utilizzo equo e/o accettabile’, e questo può fare un’enorme differenza.

Ad esempio, molti Provider scrivono che: “Lo spazio di hosting condiviso può essere utilizzato solo per file Web, posta elettronica attiva e contenuto dei siti Web degli utenti. Lo spazio di hosting condiviso non può essere utilizzato per l’archiviazione (di media, e-mail o altri dati), incluso l’archiviazione fuori sede di file elettronici, e-mail o host FTP. In altre parole, file HTML e CSS, script, immagini e contenuti simili vanno bene, ma video, archivi, backup e file correlati NO. Quindi? come uso lo spazio illimitato se non posso utilizzarlo?

Il contratto o regolamento hosting ha molte clausole interessanti in questo senso, quindi controlla i dettagli prima di acquistare. I pezzi si trovano normalmente in una “Politica di utilizzo corretto” o “Politica di utilizzo accettabile”, ma sfoglia anche la pagina dei Termini di servizio generali, che spesso contiene utili dettagli correlati.

Risorse effettive di un servizio di web hosting

Limiti tecnici

Sebbene gli host siano generalmente molto vaghi su ciò che l’hosting “illimitato” ti offre, controllare alcuni limiti tecnici chiave può dirti di più.

L’inode è un buon punto di partenza. Un inode è una voce in un indice del file system che memorizza i dettagli di un file o di una directory. Un hosting potrebbe dire che offre spazio di archiviazione illimitato, ma quasi sicuramente limiterà il numero totale di inode che puoi utilizzare, impostando effettivamente un numero massimo di file.

La standard inode è di circa 250.000, quindi questo potrebbe non sembrare un grosso problema. Ma può variare notevolmente tra i fornitori. Molti partono da 150.000, ad esempio, mentre altri hanno dei limiti di 50.000 per gli account cPanel. Anche le e-mail richiedono un inode ciascuna, quindi 50 caselle di posta IMAP con 1.000 e-mail ciascuna utilizzerebbero 50.000 inode tutte da sole.

Le email hanno spesso ulteriori limiti nascosti. Molti Provider offrono “account e-mail illimitati”, ad esempio, ma i singoli account ottengono uno spazio di archiviazione massimo di 1 GB e c’è un limite totale di 10 GB per coprire tutti gli account. Se speri di creare 100 e-mail, sono solo 100 MB ciascuna, è piuttosto limitato.

Non credere all’illimitato

Quando acquisterai il prossimo web hosting, sii scettico, in particolare riguardo alle affermazioni che otterrai su qualsiasi cosa “illimitata”.

Se un hosting afferma che una qualsiasi delle sue risorse è illimitata o qualcosa di simile, cerca le definizioni sulla pagina, in caratteri piccoli e forse nelle pagine di supporto. La ricerca nella knowledge base di frasi come “limiti di posta elettronica” può spesso rivelare contenuti utili.

La soluzione

La soluzione è optare per l’hosting che ti offre una quota fissa di risorse. Saprai esattamente cosa stai ricevendo e poiché è facile da gestire per l’hosting, anche il tuo sito potrebbe essere più veloce e affidabile.

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Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Documentazione cPanel.

Domande frequenti

Cosa significa davvero illimitato?

Di solito significa assenza di una quota commerciale su una voce, non disponibilità infinita. Le risorse del server restano condivise e finite.

Quali limiti controllare?

CPU, RAM, processi simultanei, I/O, inode, database, messaggi email, traffico anomalo e policy sui file di backup.

Un piano con limiti dichiarati è peggiore?

Non necessariamente. Limiti chiari permettono di dimensionare il progetto e capire quando serve un upgrade.

Lo stato dei domini WHOIS descrive operazioni consentite o bloccate nel registro, come trasferimento, aggiornamento, rinnovo e cancellazione. I codici possono essere impostati dal registrar o dal registry e spesso iniziano con client o server. Prima di intervenire è importante verificare estensione, scadenza e regole specifiche del TLD.

Cosa indicano gli stati di un dominio

active

Dominio registrato disponibile per qualsiasi operazione. Questo stato identifica i nomi a dominio attivi ed è attribuito di default a tutti i nomi a dominio al momento della registrazione.

autoRenewPeriod

Periodo di tempo di 15 (quindici) giorni immediatamente successivi alla scadenza del dominio.

bulk-transfer

Dominio per il quale è in corso un’operazione di Trasferimento Bulk.

cancelled-request

Dominio per cui il Registro ha ricevuto una LAR valida per cui il Registrante ha chiesto successivamente il suo annullamento. Il dominio è disponibile immediatamente per libera assegnazione.

challenged

Dominio registrato contestato da una terza parte, non disponibile per un’operazione di modifica del Registrante. Questo stato identifica tutti i nomi a dominio per cui è attiva una procedura di opposizione.

clientTransferProhibited

Vincolo imposto dal Registrar per impedire il trasferimento del nome a dominio ad altro Registrar. Il Registrar può porre il veto alla modifica del Registrar soltanto nel caso in cui abbia ricevuto, per tale nome a dominio, un provvedimento dalle autorità competenti, notificato nelle forme di legge.

clientUpdateProhibited

Vincolo imposto dal Registrar per impedire la modifica di un dominio. Unica operazione consentita, rimozione del suddetto vincolo. Il Registrar non può porre questo vincolo per impedire al Registrante la richiesta di modifica di un dominio, se non in presenza di valide motivazioni.

deleted

Dominio per cui il Registro ha completato una cancellazione, DNS inattivo. Il dominio è disponibile per libera assegnazione.

expired-request

Dominio per cui il Registro ha ricevuto una LAR valida, ma che non è stata completata entro i termini previsti da un modulo tecnico da parte del Maintainer. Il dominio è disponibile immediatamente per libera assegnazione.

geographic

Dominio facente parte della struttura geografica predefinita. Non assegnabile a terze parti.

grace-period

Dominio registrato. Questo stato evidenzia il “grace period” di 15 (quindici) giorni immediatamente successivi alla data di expire del dominio stesso inactive/clientHold Dominio per il quale il Registrar ha sospeso l’operatività e inibito qualsiasi operazione di modifica, a seguito dell’apertura di un provvedimento giudiziario sul dominio relativo all’uso e/o all’assegnazione dello stesso. Unica operazione consentita: rimozione del “clientHold” da parte del Registrar.

inactive/dnsHold

Dominio registrato ma non ancora attivo poiché in attesa di un controllo di configurazione del DNS con esito positivo. Questo stato è attribuito di default a tutti i nomi a dominio al momento della registrazione. Il dominio rimane in tale stato per un periodo massimo di 30 (trenta) giorni, dopodiché, se il controllo di configurazione del DNS ha ancora esito negativo, il dominio viene cancellato

inactive/noRegistrar

Nome a dominio per il quale il Registrar non ha più un contratto attivo con il Registro o per il quale un’operazione di “Modifica del Registrar” si è conclusa negativamente oltre il periodo di autoRenewPeriod. Il nome a dominio ha raggiunto la scadenza del campo expire e rimane in tale stato per 60 (sessanta) giorni. Uniche operazioni consentite: modifica del Registrar (eventualmente contestuale ad una modifica del Registrante) da parte del Registrante o recupero del nome a dominio dal parte del Registrar se quest’ultimo ha un contratto attivo con il Registro. Non delegato

inactive/notRenewed

Nome a dominio che ha raggiunto la scadenza del campo expire e che non è stato rinnovato automaticamente a causa del credito insufficiente del Registrar. I nomi a dominio in tale stato sono automaticamente recuperati non appena il credito del Registrar lo permette. Il nome a dominio rimane in tale stato per 30 (trenta) giorni. Uniche operazioni consentite: recupero automatico da parte del sistema non appena il credito del Registrar lo permette e modifica del Registrar (eventualmente contestuale ad una modifica del Registrante) da parte del Registrante.

inactive/revoked

Nome a dominio revocato dal Registro; lo stesso non è disponibile immediatamente per libera assegnazione.

inactive/serverHold

Dominio per il quale il Registro ha ravvisato la necessità di non permettere alcuna operazione, mantenendone inalterati i dati associati nel DBNA. Unica operazione consentita: rimozione del “serverHold” da parte del Registro.

inactive/toBeReassigned

Nome a dominio per il quale si è conclusa positivamente una procedura di riassegnazione o di opposizione. Il nome a dominio può essere registrato, entro 30 (trenta) giorni, soltanto a chi ha promosso l’opposizione.

no-provider

Dominio registrato. Operazioni consentite: recupero tramite modifica semplice da parte del Maintainer associato al dominio o tramite modifica del Maintainer e/o del Registrante. Sono altresì permesse le operazioni di cancellazione e revoca. Il dominio può rimanere in questo stato sino alla scadenza annuale del dominio (expire), decorsa la quale, in assenza di una delle suddette operazioni, passa nello stato di REDEMPTION-NO-PROVIDER.

ok

Dominio registrato, attivo e disponibile per qualsiasi operazione.

ok/noRegistrar

Nome a dominio per il quale il Registrar non ha più un contratto attivo con il Registro. Il nome a dominio rimane in tale stato sino alla scadenza del campo expire. Unica operazione consentita: modifica del Registrar (eventualmente contestuale ad una modifica del Registrante) da parte del Registrante.

pending-create

Dominio in registrazione. Questo stato identifica i nomi a dominio per cui il Registro ha ricevuto una LAR valida e corretta.

pending-delete

Dominio registrato; nessuna operazione consentita. Evidenzia il periodo antecedente la definitiva cancellazione del dominio (procedura random) dal DBNA del Registro che dovrà avvenire entro 5 (cinque) giorni

pendingDelete/redemptionPeriod

Dominio registrato per il quale il Registrar ha richiesto un’operazione di cancellazione per conto del Registrante. Unica operazione consentita, recupero da parte dello stesso Registrar entro 30 (trenta) giorni dalla data di passaggio in tale stato.

pendingTransfer

Dominio per il quale è in corso un’operazione di modifica del Registrar. Il “vecchio” Registrar può porre il veto alla modifica del Registrar soltanto nel caso in cui abbia ricevuto, per tale dominio, un provvedimento dalle autorità preposte, notificato nelle forme di legge. Il dominio rimane in tale stato per un periodo massimo di 5 (cinque) giorni. Se entro questo termine la modifica del Registrar non viene esplicitamente annullata dal nuovo Registrar o rigettata dal vecchio Registrar, essa è automaticamente approvata dal Registro.

pendingTransfer/Bulk

Dominio per il quale è in corso un’operazione di Trasferimento Bulk.

pendingUpdate

Dominio per il quale è stata richiesta una modifica dei nameserver autoritativi e in attesa di un controllo di configurazione del DNS con esito positivo. Il dominio rimane in tale stato per un periodo massimo di 5 (cinque) giorni. Se entro tale termine la nuova configurazione del DNS non viene validata dal Registro con esito positivo, essa viene abbandonata. Il dominio ritorna nello stato precedente.

redemption-no-provider

Dominio registrato. Operazioni consentite: recupero tramite modifica semplice da parte del Maintainer associato al dominio o tramite modifica del Maintainer. Il dominio può rimanere in questo stato per massimo 60 (sessanta) giorni dalla data di passaggio in tale stato. Se durante tale periodo non si verifica alcuna operazione di recupero, il dominio passa nello stato di PENDING-DELETE.

redemption-period

Dominio registrato. Unica operazione consentita: recupero tramite modifica semplice da parte del Maintainer associato al dominio, entro 30 (trenta) giorni dalla data di passaggio in tale stato. Se durante tale periodo non si verifica alcuna operazione di recupero, il dominio passa nello stato di PENDING-DELETE.

registrant-hold

Dominio registrato per il quale il Registrante ha chiesto al Registro di sospenderne la sua operatività mantenendo la titolarità dell’assegnazione.

registrant-transfer

Dominio registrato per il quale è in corso una procedura di modifica del Registrante.

registrar-hold

Dominio registrato per il quale il Maintainer ha chiesto al Registro di sospenderne la sua operatività a seguito dell’apertura di un provvedimento giudiziario per il dominio relativo all’uso e/o all’assegnazione dello stesso.

registrar-lock

Dominio registrato per il quale il Maintainer ha chiesto al Registro di inibire qualsiasi operazione di modifica del Maintainer e di modifica di qualsiasi dato presente nel DBNA ad esso associato a seguito dell’apertura di un provvedimento giudiziario per il dominio relativo all’uso e/o all’assegnazione dello stesso.

registrar-transfer

Dominio registrato per il quale è in corso una procedura di modifica del Maintainer.

registry-hold

Dominio registrato per il quale il Registro ha ravvisato la necessità di renderlo inattivo, mantenendone inalterati i dati associati nel DBNA e non consentendo su di esso alcuna operazione.

registry-lock

Dominio registrato per il quale il Registro ha ravvisato la necessità di mantenere inalterati i dati associati nel DBNA e non consentendo su di esso alcuna operazione

rejected-request

Dominio per cui il Registro ha ricevuto una LAR non valida. Il dominio è disponibile immediatamente per libera assegnazione.

reserved

Dominio non registrato, riservato a favore di un determinato Registrante.

revoked

Dominio per il quale il Registro ha provveduto a revocare il dominio e lo stesso non è disponibile immediatamente per libera assegnazione.

serverDeleteProhibited

Vincolo imposto dal Registro per impedire la cancellazione di un nome a dominio.

serverTransferProhibited

Vincolo imposto dal Registro per impedire per impedire il trasferimento del dominio ad altro Registrar.

serverUpdateProhibited

Vincolo imposto dal Registro per impedire la modifica di un nome a dominio.

thirdparty-hold

Dominio registrato per il quale il Registro ha ricevuto una richiesta di inibizione all’uso, da parte di un’autorità preposta e non consentendo su di esso alcuna operazione.

to-be-reassigned

Dominio per il quale si è conclusa positivamente una procedura di riassegnazione o di opposizione. Il dominio può essere registrato, entro 30 (trenta) giorni, soltanto a chi ha promosso l’opposizione. unassignable Nome a dominio non assegnabile ad alcun registrante.

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: ICANN: EPP Status Codes.

Domande frequenti

Cosa significa clientTransferProhibited?

Di solito indica un blocco al trasferimento impostato dal registrar. Va rimosso dall’area cliente prima di richiedere il codice di autorizzazione.

Uno stato pendingDelete è recuperabile?

Dipende dalla fase e dall’estensione. In alcuni casi il dominio è vicino alla cancellazione e non può più essere rinnovato normalmente.

Dove controllare i dati del dominio?

Usa il servizio RDAP o lookup indicato dal registry e il pannello del registrar, perché alcuni dati WHOIS sono oscurati.

Un progetto PrestaShop eCommerce richiede catalogo strutturato, hosting adeguato, pagamenti sicuri, spedizioni configurate, gestione fiscale e procedure di backup. Prima di installare moduli o temi bisogna verificarne compatibilità e manutenzione. Le prestazioni dipendono anche da immagini, query, cache e numero di combinazioni prodotto.

Nota di aggiornamento: Versioni, requisiti e compatibilità dei moduli cambiano: verifica la documentazione relativa alla versione installata.

Cosa serve per avviare un eCommerce PrestaShop

Che cos’è l’e-Commerce?

L’e-commerce è una forma di commercio che si effettua su Internet attraverso piattaforme CMS di diverso genere a seconda del servizio offerto.
Ormai vi è la possibilità di trovare nel web, siti e-Commerce di ogni genere: a partire dai siti che vendono prodotti tecnologici fino ad arrivare a siti che vendono abbigliamento;
Ad oggi possiamo considerare lo shopping online uno strumento che si sta evolvendo sempre più e che soprattutto viene utilizzato da moltissime persone.

 

Quali sono i vantaggi per le aziende che vendono prodotti e servizi su internet?

Il venditore ha la possibilità di farsi conoscere in ogni zona del web e quindi permette allo stesso di farsi pubblicità e non limitarsi a vendere nella zona fisica in cui risiede; oltre a questo ha il coltello dalla parte del manico, nel senso che se riesce a rendere attraente l’home page del proprio sito, vi è una maggiore possibilità che il visitatore sia attratto e che quindi rimanga a visitarlo, siccome la maggior parte degli utenti decide rapidamente se rimanere nel sito oppure no.

 

Le problematiche più diffuse che incontrano le aziende che decidono di optare per l’e-Commerce?

La quantità di normative e circolari sul tema e certi formalismi burocratici rendono a volte alcuni passaggi più complicati di quanto non sembrino essere. Quindi consiglio vivamente a tutte le persone che hanno intenzione di intraprendere questa forma di commercio di informarsi dettagliatamente su ogni norma che bisogna rispettare.

 

Quali sono gli obbiettivi principali del venditore?

1) Bisogna chiarire al cliente che il proprio sito è un e-commerce, quindi come prima cosa bisogna inserire il proprio marchio in bella vista e soprattutto bisogna inserire il pulsante “compra”.

2) Bisogna mettere in mostra i vantaggi di cui possono beneficiare i clienti nell’acquistare un prodotto; quindi bisogna mettere in primo piano le offerte speciali e i nuovi arrivi. L’obbiettivo è quello di invogliare il cliente ad acquistare il proprio prodotto e mostrare loro ciò che potrebbero perdere nel caso non acquistassero nulla.

3) E’ importante far conoscere al cliente il prodotto, quindi consiglio di inserire nella pagina ciò che si vuole vendere inserendo dettagliatamente le caratteristiche e/o la scheda tecnica dello stesso; oltre a questo è fondamentale chiarire al cliente quanto e come deve pagare, quindi bisogna mettere in primo piano gli eventuali costi di spedizione, l’IVA, le modalità di pagamento, il
servizio di consegna, le garanzie, etc..

 

Ed ora, vorrei suggerirvi alcune caratteristiche che probabilmente vi aiuteranno a migliorare la vostra attività.

1) LOGO CHIARO E VISIBILE
Quando si tratta di shopping online, un logo professionale è un simbolo rassicurante e un elemento di fiducia per i clienti.

2) OFFERTE, OMAGGI E SPEDIZIONE GRATUITA
Qualche cliente è attratto dalla spedizione gratuita, altri da svalutazioni di prodotti non recentissimi, ma quasi tutti sono interessati alle promozioni sinonimo di convenienza. Così, gli sconti e le offerte speciali sono di solito le prime cose che i visitatori cercano. Promesse allettanti e prezzi unici stimolano i visitatori a spendere, quindi, è utile posizionare banner accattivanti contenenti le offerte nella parte superiore della home page di un negozio online.

3) NEWS E OFFERTE POPOLARI
Se fate delle offerte, magari in periodi specifici dell’anno, gli acquirenti devono necessariamente essere informati del prodotto offerto, pertanto consiglio di inserire tutto ciò nella parte più alta della home page.

4) MARCHIO E PRODOTTI
Per i venditori che hanno un enorme catalogo di prodotti, è importante inserire in prima pagina i prodotti più venduti e visti dai clienti, al fine di evitare che il cliente si stanchi e non trovi il prodotto interessato in breve tempo.

5) IL CARRELLO DELLA SPESA E IL LOGIN D’ACCESSO
Il carrello della spesa e il login d’accesso sono di solito collocati insieme in ogni sito e-commerce. E’ quasi impossibile immaginare un negozio senza una funzione di shopping-cart incluso. La più famosa icona del carrello della spesa è un semplice cesto, quindi ha senso scegliere qualcosa di simile per il sito. Molti negozi offrono la possibilità ai loro clienti di controllare gli acquisti precedenti e ovviamente gli attuali ordini.

6) SISTEMI DI PAGAMENTO
I siti web e-commerce hanno a che fare con clienti provenienti da tutto il mondo e quindi ognuno con diversi sistemi di pagamento. Inoltre, ci potrebbero essere delle limitazioni tecniche di un metodo di pagamento o di opzione, e per questo sarebbe meglio chiarire le opzioni di pagamento in anticipo. Per esempio, alcuni siti di e-commerce non accettano carte di credito internazionali.
I negozi online utilizzano comunemente le carte di credito e di debito, buoni regalo, Contrassegno, PayPal, ecc.

7) SOCIAL MEDIA
una volta avviato il proprio sito è importante se non fondamentale inserire le proprie offerte e farsi conoscere nei Social Network come Facebook e Twitter, in quanto vi da la possibilità di farvi conoscere e di vedere cosa pensa la gente del vostro negozio.

8) RECAPITO TELEFONICO E CHAT ONLINE
E’ importante avere un’assistenza tecnica professionale, competente, gentile e sempre presente, fondamentale per ottenere la fiducia del cliente.

9) CERCA IL NEGOZIO
Se il negozio ha una vasta rete di commercio allora sarà importante creare uno strumento che permette di far trovare al cliente il negozio fisico attraverso la ricerchi di chiavi come paese, città, codice postale.

10) MARCHI DI FIDUCIA
I Marchi di fiducia sono dei loghi che mostrano una garanzia di sicurezza da parte di un soggetto esterno che indica che il vostro sito è affidabile e sicuro. Alcuni di questi marchi di fiducia provengono da soluzioni di rete, come ad esempio McAfee, Verisign, BBB, TRUSTe, GeoTrust.
Tali certificati di accreditamento offrono ai clienti un senso di sicurezza e dà loro fiducia nel condividere le loro informazioni private. I visitatori dovrebbero essere più invogliati a fare un acquisto se sanno che i loro dati di pagamento sono al sicuro.

Aprire un e-commerce però, non è uno scherzo; sei di fronte ad un pubblico infinito, e non puoi permetterti di improvvisare:

come prima cosa devi scegliere un piano di web hosting affidabile, che ti permetta di dormire sogni tranquilli e che nel caso ci fossero problemi ti risolta tutto in brevissimo tempo senza lasciarti mai da solo; per questo c’è XLOGIC, se sei interessato ad aprire un’attività e-commerce visita il nostro sito.

Dopo aver acquistato il piano Hosting, hai bisogno di vedere come costruire il proprio sito web; non c’è CMS migliore di PRESTASHOP, una piattaforma dedicata a chi ha un unico obiettivo: creare uno shop online capace di spingere gli utenti all’acquisto e modellarsi intorno alle esigenze del  prodotto.

 

Tanti sono i motivi per scegliere Prestashop:

1) Facile da usare – Un e-commerce lo immagini difficile da amministrare rispetto a un normale sito web. Sicuramente sono presenti più opzioni da gestire, ma la semplicità di questo CMS facilita ogni operazione.

2) Software integrato gestionale completo – Tutto il necessario per vendere i tuoi prodotti, per organizzare il magazzino, le spedizioni, la comunicazione, etc..

3) Personalizzazione – Vi è la possibilità di personalizzare il proprio sito attraverso una sezione del sito ufficiale dedicata a temi ed estensioni che permettono a l’utente di modificare ogni aspetto del negozio online. Inoltre con Prestashop si può anche personalizzare il logo della fattura.

4) Community – Prestashop ha questo vantaggio: lo installi, lo usi e hai sempre la community al tuo fianco. Per qualsiasi problema. Nel forum trovi le risposte ai principali problemi, e le risposte migliori ai dubbi comuni.

5) Velocità e sicurezza – Prestashop offre un CMS leggero, con tempi di caricamento del sito ridotti. E questo è un buon vantaggio per un ecommerce che deve gestire clienti. Basta un clic e aggiorni la piattaforma, senza rischi per dati e informazioni.

 

SE SEI INTERESSATO LEGGI ANCHE QUESTI ARTICOLI:

– Guida Configurazione Base PrestaShop 1.4.4.0

– Guida Installazione PrestaShop 1.4.4.0 in Italiano

– 6 Temi Free per PrestaShop 2011

– Prestashop 1.5.2 Italiano

– Come recuperare la password di PrestaShop

– Aggiornamento PrestaShop 1.4.8.2 in Italiano

Come promuovere un sito Web

 

Alla prossima.

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Documentazione ufficiale PrestaShop.

Domande frequenti

PrestaShop è adatto a cataloghi grandi?

Può gestire cataloghi articolati, ma server, database, moduli e importazioni devono essere dimensionati e testati sul carico reale.

Quanti moduli conviene installare?

Solo quelli necessari. Ogni modulo aggiunge codice, aggiornamenti e possibili conflitti, quindi va valutato per utilità, sicurezza e impatto.

Serve un ambiente di prova?

Sì. Aggiornamenti di core, tema e moduli dovrebbero essere verificati in staging prima di essere applicati al negozio in produzione.