Nel mese di Agosto sono usciti molti temi per WordPress, noi abbiamo selezionato dieci tra questi temi che secondo noi sono i più belli e i più versatili, tra cui temi business, temi per chiese, temi adatti per fotografia e qualche tema per blog personali.
Foursquare
Foursquare ha sviluppato un tema semplice e flessibile per WordPress per iniziare a lavorare con un sito web in pochi minuti.
Per il mese di Agosto sono stati selezionati dal team di Xlogic 10 nuovi temi Free per WordPress. Per poter visualizzare l’anteprima del tema e per poterlo scaricare bisogna cliccare direttamente sul “nome”.
Hosting ottimizzato con CloudLinux e Litespeed per Wordpress a partire da 12€ l’anno. Scopri le caratteristiche del miglior hosting per WordPress su server Linux.
WordPress Fast
I nostri server sono ottimizzati per WordPress, grazie a CloudLinux e Litespeed i siti sono molto più stabili e veloci rispetto ad Apache.
Pannello di Controllo
Mettiamo a disposizione cPanel, il migliore tra i pannelli di controllo per la gestione e l’amministrazione di siti web su internet.
PHP CageFS
Tramite CageFS della CloudLinux l’utente potrà selezionare la versione PHP desiderata e le varie estensioni: Leggi l’articolo.
Softaculous
Softaculous è un installatore automatico di Cms e Scripts che consente di installare moltissime applicazioni popolari con un click. Guida
eMail illimitate
eMail illimitate Pop3/Imap, tutte con incluso servizio webmail, inoltro, risposte automatiche, alias email e mailing list.
AntiVirus e AntiSpam
L’AntiVirus disponibile è ClamAntiVirus, inoltre offriamo SpamAssassin per il filtraggio delle e-mail contenenti spam.
Database mySql
Illimitati database MySQL, che possono essere amministrati da remoto o in locale utilizzando cPanel e phpMyAdmin.
Statistiche Sito
La gestione delle statistiche del Sito Web è affidata a AwStats, analizza gli accessi ai siti web fornendo una grafica molto accattivante.
Come convertire un sito HTML in WordPress. Hai un sito realizzato in html e vorresti convertirlo in un sito WordPress? Tutto questo è possibile grazie ad un processo non banale ma nemmeno impossibile da effettuare che ti permetterà di trasformare un sito web statico (html) in un sito web dinamico (WordPress).
Con un sito WordPress avrai la possibilità di installare semplicemente con due click ogni tipo di plugin, widget o tema che ti permetterà di personalizzare il tuo sito senza la necessità di avere alcuna conoscenza tecnica sui linguaggi di programmazione.
Ma qual’è esattamente la differenza tra un sito web statico ed uno dinamico?
Sito Web Statico: In un sito web statico non c’è bisogno di un database ed è principalmente caratterizzato dal linguaggio HTML che consente di creare pagine web molto performanti in quanto tutte le informazioni sono contenute all’interno della stessa pagina; in breve viene creata una singola pagina web per ogni unità di informazione; per esempio Xlogic è un sito web statico.
Sito Web Dinamico: La caratteristica principale di un sito web dinamico è l’interazione delle pagine del sito con un Database che contiene tutte le informazioni del sito; per un sito dinamico non è sufficiente utilizzare solo il semplice linguaggio HTML e di conseguenza dovranno essere utilizzati altri linguaggi per implementare la struttura e permettere il corretto funzionamento del sito come ad esempio i linguaggi PHP, ASP o CMS (esempio: WordPress, Joomla, Drupal, etc). Quindi in un sito dinamico le informazioni non sono contenute in ogni singola pagina ma si trovano tutte all’interno del database a cui punta il sito ed ogni volta che viene aperta una pagina web, le informazioni verranno richiamate dal Database. Per esempio il Blog di Xlogic è un sito dinamico che è stato costruito in WordPress.
Dopo aver spiegato qual’è la differenza sostanziale tra un sito web Dinamico ed uno Statico ti forniamo i principali motivi per cui dovresti trasformare il tuo sito statico in un sito WordPress:
WordPress è gratuito: E’ una piattaforma open source, questo significa che moltissimi sviluppatori lavorano gratuitamente per migliorare il CMS e può essere utilizzato da chiunque, oltre a questo avrai la possibilità di scaricare moltissimi temi e plugin gratuitamente per personalizzare il tuo sito e renderlo perfetto senza dover essere necessariamente un programmatore.
WordPress è facile da utilizzare: Questo CMS è molto semplice da utilizzare, ovviamente dovrai studiarlo un pò ma comunque con la pazienza e la volontà tutti potranno riuscire a creare un proprio sito WordPress.
Google ama WordPress: I contenuti di un sito WordPress vengono indicizzati meglio rispetto ai contenuti di altri siti che utilizzano altri CMS, questo perché WordPress è stato sviluppato per essere indicizzato correttamente nei motori di ricerca.
WordPress è flessibile e personalizzabile: Oltre a tutti i temi ed i plugin che potrai scaricare gratuitamente, avrai anche la possibilità di modificarli a tuo piacimento mettendo mano al codice, ovviamente in questo caso dovrai masticare un pò di HTML, PHP e dovrai conoscere la struttura dei CSS.
Si stima che circa il 60% dei siti presenti nel Web siano stati creati con WordPress mentre i siti web statici stanno pian piano scomparendo, questo succede perché ormai con un sito web dinamico avrai la possibilità di effettuare delle modifiche e di installare tutto ciò che vorrai senza alcuna difficoltà, inoltre i tuoi contenuti verranno indicizzati nel migliore dei modi nei motori di ricerca, cosa che non è possibile fare con un sito web statico se non con un gran lavoro manuale alle spalle.
NB: un sito realizzato in HTML è molto sicuro, mentre WordPress se non aggiornato può essere facilmente compromesso, quindi wordpress e i suoi componenti devono essere sempre aggiornati.
Comunque tornando a noi, oggi ti spieghiamo il metodo migliore per trasformare il tuo sito statico (html) in un sito dinamico (WordPress):
Per far questo dovrai conoscere perfettamente il codice HTML del tuo sito web statico; dovrai accedere nella directory tramite FTP ed utilizzare il codice esistente come punto di partenza.
Dopo di che dovrai creare manualmente i files necessari per far funzionare WordPress e copiare il codice da un’installazione pulita del CMS.
I passi per trasformare un sito statico in un sito WordPress:
Installa nel tuo piano Hosting WordPress.
Crea una cartella in locale chiamandola con il nome del tuo sito e crea i seguenti files:
Separa il codice HTML attuale, WordPress utilizza il linguaggio PHP per chiamare e recuperare le informazioni necessarie dal database, l’insieme dei files di WordPress collegati al database permetteranno la corretta visualizzazione del proprio sito web dinamico.
Apri il file index.html del tuo sito web statico e copia il codice dalla parte superiore del file all’apertura “class = “principale” div” ed incolla tutto all’interno del file header.php.
Copia dal file index.html tutto il paragrafo dalla classe sidebar fino alla chiusura ed incollalo nel file sidebar.php.
Copia tutto il codice dopo il paragrafo sidebar ed incollalo nel file footer.php.
Copia tutto il codice che non è stato ancora copiato dal file index.html ed incollalo nel file index.php; nella parte superiore del file index.php inserisci la seguente riga di codice:
< ?php get_header(); ?>
Mentre nella parte finale del file incolla:
< ?php get_sidebar(); ?>
< ?php get_footer(); ?>
Successivamente non ti rimarrà che copiare all’interno del file il seguente codice:
< ?php if ( have_posts() ) : ?>
< ?php while ( have_posts() ) : the_post(); ?>
>
< ?php the_time( 'M j y' ); ?>
<a href="<?php the_permalink(); ?>" rel="bookmark" title="Permanent Link to < ?php the_title_attribute(); ?>">< ?php the_title(); ?></a>
< ?php endwhile; /* rewind or continue if all posts have been fetched */ ?>
< ?php next_posts_link( 'Older Entries' ); ?>
< ?php previous_posts_link( 'Newer Entries' ); ?>
< ?php else : ?>
< ?php endif; ?>
Importa il tuo tema, accedi via FTP all’interno del tuo sito web e nella cartella wp-content/themes carica la cartella dei tuoi files, dopo di che accedi nel backend di WordPress in WP Admin > Aspetto > Temi ed attiva il tema appena creato.
Importa i contenuti del tuo sito web statico nel tuo sito WordPress:
– Import Html Pages, con questo plugin avrai la possibilità di importare tutti i contenuti del tuo sito web statico nel tuo nuovo sito WordPress.
Questo metodo richiede un importante esperienza nel campo della programmazione ed un’ottima conoscenza del linguaggio HTML, CSS e PHP.
Come scritto in precedenza su alcuni articoli, Litespeed è uno dei migliori Web Server disponibili attualmente sul mercato. Lo sviluppo dei plugin per la gestione della cache tra cui LSCache per WordPress e LiteMage per Magento ha dato degli ottimi risultati, attualmente sono i migliori per performance e stabilità sul mercato.
Avevamo già parlato di Litespeed nei seguenti articoli:
Ma non è finita qui, Litespeed oltre a LSCache e LiteMage ha sviluppato dei plugin per la maggior parte dei CMS più utilizzati nel mondo, di seguito potrai scaricare e testare i nuovi plugin sviluppati da Litespeed.
Attenzione: i seguenti Plugin non sono utilizzabili su un server con un sistema Apache o Nginx, ma richiedono esclusivamente un server con Litespeed, noi utilizziamo questo web server dal 2011.
WordPress – Magento – Joomla
LSCache Plugin per WordPress
Il plug-in LiteSpeed Cache è molto più di un plug-in di gestione della cache. È ricco di una varietà di funzionalità progettate per offrire prestazioni superiori ai tuoi siti WordPress.
LiteMage è un'estensione di Magento che con la sua cache integrata accelera il tuo negozio Magento 2. LiteMage diminuisce lo stack del server e alleggerisce il carico.
Soluzione cache lato server, con cache pubblica e privata, ESI, crawler della cache e altro. Migliora drasticamente le prestazioni del tuo sito Joomla riducendo il carico.
LiteSpeed Cache per PrestaShop 1.6 e 1.7 supporta più negozi, multi-lingua, multi-valuta, geolocalizzazione e mobile. Il sofisticato sistema basato su tag consente l'attivazione è l'eliminazione della cache mirata.
LiteSpeed Cache per OpenCart 2.3 e versioni successive include una struttura basata su tag. Questo sistema consente di attivare l'eliminazione della cache mirata quando i dati del prodotto, categoria o il produttore, sono cambiati.
Il modulo cache LiteSpeed per Drupal 8.x fornisce un sofisticato sistema di gestione della cache basato su tag che serve sia utenti connessi che non connessi, garantendo prestazioni migliori e un'esperienza utente superiore.
Il componente aggiuntivo LiteSpeed Cache per XenForo 2.x è un componente aggiuntivo basato su PHP che comunica con l'installazione del server Web LiteSpeed e con la cache della pagina integrata.
L'estensione LiteSpeed Cache per MediaWiki consente alle richieste della pagina della tua wiki di bypassare completamente PHP e di fornire risultati rapidi sia agli utenti che hanno effettuato il login!
LiteSpeed per Laravel fornisce un sistema di gestione della cache basato su tag che può essere utilizzato con il modulo cache incorporato del server Web per elaborare la cache pubblica e privata per i siti.
Xlogic si conferma essere uno tra i migliori Provider Hosting presenti sul mercato, oltre al piano Hosting WordPress offre molte altre soluzioni, vediamole insieme:
L’errore DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN appare quando il browser non riesce a ottenere dal DNS un indirizzo valido per il dominio richiesto.
Può dipendere da un semplice errore di digitazione, dalla cache del dispositivo, dal resolver utilizzato, da nameserver non corretti oppure da una zona DNS incompleta. In altri casi il dominio è scaduto, non registrato o presenta un problema di delega o DNSSEC.
La soluzione corretta dipende soprattutto da una domanda: il sito non funziona soltanto sul tuo dispositivo oppure è irraggiungibile per tutti?
Questa guida mostra come distinguere i due scenari e come risolvere l’errore su Chrome, Windows, macOS, Linux, router, Cloudflare, cPanel e server autorevoli.
Risposta rapida: NXDOMAIN significa “dominio inesistente” dal punto di vista del resolver interrogato. Non implica necessariamente che il dominio non sia registrato: può anche indicare una risposta negativa conservata in cache, una delega errata o l’assenza del record richiesto.
Cosa significa DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN?
La sigla può essere divisa in due parti:
DNS_PROBE_FINISHED: la verifica DNS del browser è terminata;
NXDOMAIN: il resolver ha risposto che il nome richiesto non esiste.
Il browser conosce il nome digitato, per esempio www.esempio.it, ma non riceve un indirizzo IP o una catena di record valida per raggiungere il server.
L’errore avviene prima della normale connessione HTTP o HTTPS. Per questo, in genere, non viene causato da:
tema WordPress;
plugin WordPress;
database MySQL;
certificato SSL scaduto;
errore PHP;
pagina 404;
errore 500 del server web.
Questi componenti entrano in gioco dopo che il nome è stato risolto e il browser ha raggiunto il server.
NXDOMAIN non significa sempre dominio non registrato
Il resolver può restituire NXDOMAIN anche quando:
il sottodominio richiesto non esiste;
la zona DNS non è disponibile;
i nameserver non rispondono correttamente;
la delega è incompleta;
una risposta negativa è ancora in cache;
DNSSEC non è coerente;
il resolver applica un filtro;
il file hosts o il software locale interferiscono con la richiesta.
Cloudflare descrive l’errore come il risultato di una ricerca DNS completata nella quale il resolver determina che il dominio non ha record DNS associati.
Prima di modificare DNS, router e computer bisogna capire l’estensione del problema.
Il sito non funziona soltanto sul tuo dispositivo
Le cause più probabili sono:
cache DNS locale;
cache del browser;
resolver del provider Internet;
VPN o proxy;
antivirus o filtro DNS;
file hosts;
configurazione di rete;
estensione del browser.
Il sito non funziona su nessuna rete
Le cause più probabili sono:
dominio scaduto o non registrato;
nameserver errati;
zona DNS assente;
record eliminato;
delega non valida;
DNSSEC errato;
nameserver non raggiungibili;
sottodominio mai configurato.
Test iniziale consigliato
controlla attentamente il nome del dominio;
apri il sito dal telefono usando la rete mobile, non il Wi-Fi;
prova un browser differente;
interroga due resolver pubblici;
controlla i nameserver autorevoli;
verifica il record direttamente sull’autorità DNS.
Risultato
Interpretazione probabile
Funziona su rete mobile ma non sul Wi-Fi
Cache, router o resolver della rete locale
Funziona con un resolver ma non con un altro
Cache negativa o problema del resolver
Non funziona nemmeno sul nameserver autorevole
Zona o record da correggere
Il dominio principale funziona ma il sottodominio no
Record del sottodominio assente o errato
Il dominio restituisce SERVFAIL
Problema differente da NXDOMAIN, spesso DNSSEC o autorità
Cause principali di DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN
Le cause possono essere suddivise in quattro gruppi.
Problemi del nome richiesto
errore di digitazione;
sottodominio inesistente;
dominio non registrato;
dominio scaduto;
estensione sbagliata.
Problemi locali
cache DNS obsoleta;
cache negativa;
configurazione del browser;
file hosts;
VPN;
proxy;
firewall;
software di sicurezza;
rete domestica.
Problemi della zona DNS
record A, AAAA o CNAME mancante;
record eliminato accidentalmente;
zona creata nel provider sbagliato;
nameserver non delegati;
zona non caricata sui nameserver;
CNAME non valido;
dominio principale configurato in modo incompatibile.
Problemi di delega e sicurezza
glue record mancanti;
nameserver non raggiungibili;
DS ancora presente dopo la disattivazione di DNSSEC;
chiavi DNSSEC non corrispondenti;
configurazione incoerente tra registrar e provider DNS.
1. Controllare dominio e URL
La prima verifica sembra banale, ma elimina immediatamente molti casi.
Controlla:
lettere mancanti o invertite;
estensione corretta, come .it o .com;
presenza di caratteri aggiuntivi;
sottodominio corretto;
eventuali spazi copiati insieme all’indirizzo;
collegamenti salvati nei preferiti;
URL presenti in email o documenti.
Dominio principale e www sono nomi differenti
esempio.it e www.esempio.it sono due hostname distinti. Entrambi devono essere configurati tramite record DNS appropriati.
È quindi possibile che:
il dominio senza www funzioni;
la versione www restituisca NXDOMAIN;
oppure avvenga il contrario.
Controllare il sottodominio
Un sottodominio come shop.esempio.it non viene creato automaticamente soltanto perché esiste il dominio principale.
Serve un record specifico oppure una configurazione wildcard prevista dal progetto.
2. Verificare registrazione e scadenza del dominio
Un dominio scaduto può perdere la normale risoluzione DNS oppure essere sostituito da record temporanei del registrar.
Controlla:
che il dominio risulti registrato;
la data di scadenza;
lo stato del dominio;
eventuali stati hold;
i nameserver pubblicati;
gli avvisi ricevuti dal provider.
Per le estensioni generiche è possibile utilizzare ICANN Lookup. Per i domini .it è disponibile il servizio del Registro .it.
Rinnovo e propagazione
Dopo il rinnovo, il ripristino della risoluzione può non essere immediato. Dipende dallo stato del dominio, dal registrar, dal registro e dalle cache DNS.
Non modificare casualmente i record durante il ripristino: prima verifica se il problema riguarda la registrazione oppure la zona.
3. Provare un’altra rete o un altro dispositivo
Questo è uno dei test più utili perché separa rapidamente un problema locale da uno generale.
Test consigliato
disattiva il Wi-Fi sullo smartphone;
usa la rete mobile;
apri lo stesso dominio;
prova anche da un secondo computer;
verifica con un resolver differente.
Se il sito funziona sulla rete mobile ma non sul Wi-Fi, il dominio e il server autorevole potrebbero essere corretti. Il problema può trovarsi in:
router;
resolver del provider;
cache locale;
configurazione della rete;
filtro DNS aziendale.
4. Riavviare browser, dispositivo e router
Il riavvio non corregge una zona DNS errata, ma può eliminare stati temporanei e forzare nuove richieste.
Ordine consigliato
chiudi completamente il browser;
riaprilo e prova di nuovo;
riavvia il dispositivo;
riavvia il router soltanto se il problema interessa la rete locale;
attendi che la connessione sia ristabilita;
ripeti la verifica.
Su reti aziendali o gestite non riavviare apparati condivisi senza autorizzazione.
5. Svuotare la cache DNS di Chrome
Chrome può conservare informazioni di rete proprie oltre alla cache del sistema operativo.
Una procedura comunemente utilizzata consiste nel:
aprire Chrome;
digitare chrome://net-internals/#dns nella barra degli indirizzi;
selezionare Clear host cache;
chiudere e riaprire il browser;
provare nuovamente il dominio.
L’interfaccia interna può cambiare tra versioni del browser. Se la pagina non è disponibile, chiudi completamente Chrome, svuota la cache DNS del sistema e riaprilo.
Modalità anonima
La modalità anonima può escludere alcune estensioni e dati della sessione, ma non sostituisce una diagnosi DNS completa e non garantisce l’eliminazione di tutte le cache di sistema.
Disattivare le estensioni per prova
Estensioni VPN, sicurezza, filtro contenuti e privacy possono modificare o bloccare le richieste. Disattivale temporaneamente soltanto per il test e riattivale al termine.
6. Svuotare la cache DNS del sistema operativo
Windows
Apri il Prompt dei comandi o PowerShell e usa:
ipconfig /flushdns
Microsoft documenta che l’opzione /flushdns svuota e reimposta la cache del resolver DNS, incluse le risposte negative conservate localmente.
La procedura dipende dal resolver locale installato. Alcuni sistemi utilizzano:
NetworkManager;
dnsmasq;
nscd;
unbound;
systemd-resolved;
nessuna cache locale persistente.
Non riavviare servizi a caso su un server di produzione. Identifica prima quale componente gestisce la risoluzione.
7. Cambiare temporaneamente resolver DNS
Se il resolver del provider Internet conserva una risposta negativa errata o non risponde correttamente, è possibile provare un resolver pubblico.
Servizio
IPv4 principale
IPv4 secondario
Cloudflare
1.1.1.1
1.0.0.1
Google Public DNS
8.8.8.8
8.8.4.4
Quad9
9.9.9.9
149.112.112.112
Il cambio di resolver è un test, non una correzione della zona
Se il nameserver autorevole restituisce NXDOMAIN, utilizzare un resolver differente non crea il record mancante.
Il cambio è utile quando:
un resolver conserva una vecchia risposta negativa;
il resolver del provider è temporaneamente problematico;
un filtro DNS altera le risposte;
vuoi confrontare risultati differenti.
Verificare prima di lasciare la modifica permanente
Su reti aziendali, scolastiche o con servizi interni, cambiare DNS può impedire la risoluzione di nomi privati o aggirare criteri di sicurezza. In questi ambienti contatta l’amministratore.
8. Disattivare temporaneamente VPN, proxy e filtri DNS
VPN e software di sicurezza possono sostituire il resolver DNS oppure intercettare le richieste.
Per una prova controllata:
annota la configurazione attuale;
disconnetti temporaneamente la VPN;
disattiva il proxy nel browser o nel sistema;
ripeti la risoluzione;
riattiva subito le protezioni al termine del test.
Se il dominio funziona soltanto senza VPN, verifica:
resolver assegnato dal tunnel;
split DNS;
policy aziendali;
filtri di sicurezza;
blocchi geografici;
configurazione del client.
Sicurezza: non disattivare protezioni su reti non affidabili e non modificare dispositivi aziendali senza autorizzazione.
9. Controllare il file hosts
Il file hosts permette di associare localmente un hostname a un indirizzo, ignorando la normale risposta DNS per quel dispositivo.
Percorso su Windows
C:\Windows\System32\drivers\etc\hosts
Percorso su macOS e Linux
/etc/hosts
Cerca righe che contengono il dominio interessato.
Esempio:
192.0.2.10 esempio.it www.esempio.it
L’indirizzo 192.0.2.10 è riservato alla documentazione e non deve essere utilizzato in produzione.
Quando il file hosts è utile?
testare una migrazione prima del cambio DNS;
aprire il nuovo server mantenendo pubblica la versione precedente;
verificare un virtual host;
eseguire test locali.
Quando causa problemi?
Una vecchia riga dimenticata può indirizzare il dominio verso un server non più attivo. Rimuovi soltanto le righe che riconosci e conserva una copia del file prima della modifica.
10. Verificare nameserver e delega DNS
Se l’errore riguarda tutti gli utenti, controlla quali nameserver risultano delegati presso il registrar.
dig esempio.it NS
Oppure:
nslookup -type=ns esempio.it
Domande da verificare
i nameserver sono quelli attesi?
sono scritti correttamente?
rispondono da reti differenti?
contengono la zona del dominio?
la zona è coerente su tutti i nameserver?
i glue record sono presenti quando necessari?
Modificare la zona nel pannello sbagliato
Se il dominio utilizza nameserver Cloudflare, modificare la zona in cPanel non cambia la risposta pubblica. Se utilizza i nameserver del server cPanel, modificare Cloudflare non produce effetto.
Prima di ogni intervento identifica l’autorità effettiva.
Interrogare direttamente un nameserver
dig @ns1.provider.example esempio.it A
Ripeti il test per ogni nameserver autorevole. Se uno risponde correttamente e l’altro restituisce NXDOMAIN, la zona non è sincronizzata.
11. Controllare i record A, AAAA e CNAME
Il dominio deve avere una catena di risoluzione valida.
Record A
esempio.it. 3600 A 192.0.2.10
Record AAAA
esempio.it. 3600 AAAA 2001:db8::10
Record CNAME
www.esempio.it. 3600 CNAME esempio.it.
Gli indirizzi sono riservati agli esempi.
Errori da cercare
record del dominio principale mancante;
record www mancante;
CNAME verso un hostname inesistente;
CNAME scritto con un errore;
record creato nella zona sbagliata;
sottodominio mai aggiunto;
record cancellato durante una migrazione;
CNAME incompatibile con altri record sullo stesso nome.
I record MX non rendono raggiungibile un sito web. Un dominio può ricevere email ma non avere un record A, AAAA o CNAME valido per il web.
12. Verificare DNSSEC
DNSSEC aggiunge firme crittografiche alle risposte DNS. Una configurazione incoerente può produrre errori di validazione.
Spesso il risultato visibile non è NXDOMAIN ma SERVFAIL. Tuttavia, quando l’errore compare dopo un cambio di nameserver, DNSSEC deve essere controllato.
Caso frequente
DNSSEC era attivo presso il vecchio provider;
i nameserver vengono cambiati;
il record DS rimane pubblicato al registro;
la nuova zona non possiede le chiavi corrispondenti;
i resolver validanti rifiutano la risposta.
Controlli
dig esempio.it DS
dig esempio.it DNSKEY
dig +dnssec esempio.it A
Non eliminare o rigenerare chiavi senza conoscere la configurazione. Coordina registrar e provider DNS per evitare periodi di mancata risoluzione.
Come correggere DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN in cPanel
Questa procedura è valida soltanto quando i nameserver autorevoli utilizzano la zona gestita dal server cPanel.
Procedura con Zone Editor
accedi a cPanel;
apri Domini → Zone Editor;
individua il dominio;
seleziona Gestisci;
controlla il record del dominio principale;
controlla il record www;
verifica eventuali sottodomini;
confronta i valori con quelli forniti dal servizio;
esempio.it. A INDIRIZZO_IP_SERVER
www.esempio.it. CNAME esempio.it.
Non usare valori generici: recupera l’indirizzo corretto dal provider.
Il record esiste ma il sito non si apre
Se il nameserver autorevole restituisce correttamente l’indirizzo, NXDOMAIN può essere una vecchia risposta negativa in cache. Verifica con più resolver e attendi la scadenza prevista.
Come correggere l’errore in Cloudflare
Quando il dominio usa nameserver Cloudflare, i record devono essere presenti nella zona Cloudflare attiva.
Controlli principali
stato della zona attivo;
nameserver assegnati da Cloudflare configurati presso il registrar;
record A, AAAA o CNAME presenti;
nome del record corretto;
destinazione valida;
DNSSEC coerente;
assenza di errori nel CNAME;
record del sottodominio presente.
Zona in stato moved o pending
Se i nameserver presso il registrar non coincidono con quelli assegnati, Cloudflare può non essere l’autorità effettiva. Verifica sempre la delega pubblica con dig NS.
Nuvola arancione e NXDOMAIN
Lo stato proxied o DNS-only non crea un record inesistente. Prima deve esistere un record valido nella zona.
Cache negativa
Cloudflare documenta che un resolver può conservare una risposta NXDOMAIN ricevuta prima della creazione del record. In questo caso il nameserver autorevole può già rispondere correttamente mentre alcuni resolver continuano temporaneamente a mostrare l’errore.
Il nome può esistere ma non avere il tipo richiesto
SERVFAIL
Il resolver non riesce a ottenere o validare una risposta
REFUSED
Il server rifiuta la query
Timeout
Il server interrogato non risponde o la rete blocca la richiesta
DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN e WordPress
L’errore appare prima che WordPress venga raggiunto. Reinstallare il CMS, disattivare plugin o cambiare tema non corregge un nome che il DNS considera inesistente.
Controlli WordPress utili soltanto dopo il ripristino DNS
Quando il dominio torna a risolversi, possono emergere problemi successivi come:
URL WordPress ancora associati al vecchio dominio;
redirect verso un hostname inesistente;
contenuti misti;
certificato non ancora emesso;
cache del plugin;
regole del server;
database non aggiornato durante la migrazione.
Questi problemi producono effetti differenti e devono essere affrontati dopo aver verificato la corretta risoluzione.
wp-config.php non configura i DNS
Il file wp-config.php contiene le impostazioni dell’applicazione e del database, ma non crea i record pubblici del dominio.
Differenza tra NXDOMAIN e altri errori
DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN
Il resolver indica che il nome non esiste.
DNS_PROBE_FINISHED_NO_INTERNET
Il dispositivo non dispone di una connessione Internet funzionante oppure non riesce a raggiungere il resolver.
DNS_PROBE_FINISHED_BAD_CONFIG
Indica generalmente una configurazione DNS o di rete problematica sul dispositivo.
ERR_NAME_NOT_RESOLVED
Il browser non riesce a tradurre il nome in un indirizzo. Può condividere molte cause con NXDOMAIN.
SERVFAIL
Il resolver non riesce a completare correttamente la richiesta. DNSSEC, nameserver non raggiungibili e problemi dell’autorità sono cause comuni.
ERR_CONNECTION_TIMED_OUT
Il nome può essere risolto correttamente, ma il server o la rete non risponde entro il tempo previsto.
404 Not Found
Il browser raggiunge il server, ma la risorsa richiesta non viene trovata. Non è un errore DNS.
Errore SSL
Il dominio viene risolto e il server raggiunto, ma il certificato o la connessione TLS presentano un problema.
Checklist per il visitatore
controlla l’indirizzo;
prova la rete mobile;
riavvia il browser;
svuota la cache DNS;
prova un resolver differente;
controlla VPN e proxy;
verifica il file hosts;
contatta il gestore del sito se il problema è generale.
Checklist per il proprietario del dominio
verifica registrazione e scadenza;
controlla i nameserver presso il registrar;
interroga tutti i nameserver autorevoli;
controlla A, AAAA e CNAME;
verifica dominio principale e www;
controlla i sottodomini;
verifica DNSSEC e record DS;
confronta più resolver;
considera la cache negativa;
non modificare record email non coinvolti;
conserva una copia della zona;
documenta ogni intervento.
Domande frequenti
Cosa significa DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN?
Significa che la ricerca DNS è terminata con una risposta secondo la quale il nome richiesto non esiste.
L’errore dipende sempre dal sito?
No. Può dipendere dalla zona DNS del dominio, ma anche dalla cache del dispositivo, dal resolver, dal router, da una VPN o dal file hosts.
Come capisco se il problema è solo mio?
Prova il dominio da uno smartphone con rete mobile, da un altro dispositivo e interrogando più resolver. Se altrove funziona, il problema è probabilmente locale.
Quanto dura DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN?
Dipende dalla causa. Un errore locale può scomparire dopo lo svuotamento della cache. Una risposta negativa può rimanere memorizzata fino alla scadenza prevista. Una zona errata richiede una correzione tecnica.
Svuotare la cache risolve sempre?
No. Funziona soltanto quando il dispositivo conserva una risposta obsoleta. Non crea record mancanti e non corregge nameserver o DNSSEC.
Quale comando devo usare su Windows?
Il comando principale è ipconfig /flushdns.
Quale comando devo usare su macOS?
Su molte versioni recenti vengono utilizzati sudo dscacheutil -flushcache e sudo killall -HUP mDNSResponder.
Cambiare DNS in 1.1.1.1 risolve l’errore?
Può risolvere un problema del resolver o di cache, ma non corregge una zona autorevole che restituisce NXDOMAIN.
Il certificato SSL può causare NXDOMAIN?
Normalmente no. Il certificato viene controllato dopo che il dominio è stato risolto e il server raggiunto.
WordPress può causare DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN?
Normalmente no. Plugin, tema e database non vengono caricati finché il browser non trova l’indirizzo del server.
Perché il dominio funziona senza www ma non con www?
Probabilmente il record relativo a www è assente, errato oppure punta a una destinazione inesistente.
Perché il nuovo sottodominio restituisce ancora NXDOMAIN?
Il record potrebbe non essere stato creato nella zona autorevole oppure un resolver potrebbe conservare la precedente risposta negativa.
NXDOMAIN e SERVFAIL sono la stessa cosa?
No. NXDOMAIN indica che il nome viene considerato inesistente. SERVFAIL indica che il resolver non è riuscito a completare o validare la risposta.
Devo aspettare 24 o 48 ore?
Non sempre. Prima verifica il TTL, il nameserver autorevole e la risposta diretta. Aspettare non corregge una configurazione errata.
Conclusioni
DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN indica che il browser non ha ottenuto una risoluzione valida per il nome richiesto.
La diagnosi deve partire dal confronto tra dispositivi, reti, resolver e nameserver autorevoli. Se il sito funziona altrove, controlla cache, router, VPN, proxy e file hosts. Se non funziona per nessuno, verifica dominio, delega, zona DNS, record e DNSSEC.
La cache negativa può mantenere temporaneamente una vecchia risposta NXDOMAIN anche dopo la creazione del record. Per questo è importante interrogare direttamente il nameserver autorevole prima di modificare nuovamente la configurazione.
Non reinstallare WordPress e non cambiare record casualmente: identifica prima il livello nel quale si verifica il problema.
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