WebP vs AVIF nel 2026: quale formato scegliere?

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WebP vs AVIF nel 2026: confronto tra formati immagini per velocità, qualità e prestazioni del sito web

WebP vs AVIF: quale formato conviene utilizzare nel 2026 per le immagini di un sito web? La scelta non riguarda soltanto la qualità visiva. Peso dei file, velocità di caricamento, compatibilità dei browser e Core Web Vitals possono cambiare sensibilmente in base al formato utilizzato.

Per molti anni JPEG e PNG sono stati lo standard praticamente indiscusso del Web. Oggi, però, formati più moderni come WebP e AVIF permettono di ottenere immagini di qualità elevata riducendo in molti casi la quantità di dati che il browser deve scaricare.

Questo può tradursi in pagine più leggere, caricamenti più rapidi e un’esperienza migliore soprattutto su smartphone e connessioni mobili.

Non significa però che AVIF sia sempre migliore di WebP o che JPEG e PNG debbano essere eliminati completamente.

In questa guida confrontiamo WebP vs AVIF nel 2026 per capire quale formato utilizzare per fotografie, ecommerce, blog, siti aziendali e applicazioni web.

WebP vs AVIF: le differenze principali

WebP e AVIF sono entrambi formati moderni progettati per offrire una compressione più efficiente rispetto ai tradizionali JPEG e PNG.

Entrambi permettono di gestire:

  • compressione con perdita di qualità, detta lossy;
  • compressione senza perdita, detta lossless;
  • trasparenza;
  • immagini a colori;
  • animazioni;
  • utilizzo all’interno delle normali pagine HTML.

La differenza principale riguarda la tecnologia di compressione utilizzata e il rapporto tra qualità, peso del file e costo di codifica o decodifica.

WebP è ormai un formato molto maturo e diffusamente supportato.

AVIF è più recente e può ottenere una compressione particolarmente efficace, soprattutto con fotografie e immagini complesse, ma il risultato dipende sempre dall’immagine e dalle impostazioni utilizzate durante la conversione.

Cos’è WebP

WebP è un formato di immagine sviluppato originariamente da Google con l’obiettivo di ridurre il peso delle immagini sul Web.

Può essere utilizzato sia in modalità lossy sia lossless e supporta anche il canale alpha per la trasparenza.

Questo significa che WebP può sostituire, a seconda dei casi:

  • JPEG per le fotografie;
  • PNG per molte immagini con trasparenza;
  • GIF per alcune animazioni.

Una delle caratteristiche che ne ha favorito la diffusione è la sua versatilità.

Lo stesso formato può essere utilizzato per fotografie, screenshot, elementi grafici e immagini trasparenti senza dover necessariamente mantenere formati diversi per ogni categoria.

Google dedica una guida specifica all’utilizzo delle immagini WebP sul Web.

Cos’è AVIF

AVIF significa AV1 Image File Format.

Il formato utilizza tecnologie derivate dal codec video AV1 ed è progettato per ottenere una compressione molto efficiente mantenendo un’elevata qualità visiva.

AVIF supporta:

  • compressione lossy;
  • compressione lossless;
  • trasparenza alpha;
  • profondità colore elevate;
  • HDR;
  • profili colore;
  • animazioni.

Per le immagini fotografiche AVIF può spesso ottenere un file più piccolo rispetto a WebP mantenendo una qualità percepita simile.

Questo vantaggio non è però identico per qualsiasi immagine e dipende fortemente dal contenuto e dai parametri di compressione.

La documentazione tecnica dei formati immagine è disponibile anche nella guida MDN sui formati immagine.

WebP vs AVIF: tabella di confronto

CaratteristicaWebPAVIFJPEGPNG
Compressione lossyNo
Compressione losslessNo
TrasparenzaNo
AnimazioniNoPossibile con APNG
Compatibilità browser moderniOttimaOttimaUniversaleUniversale
Compressione fotografieMolto buonaGeneralmente eccellenteBuonaPoco adatta
Velocità di codificaGeneralmente buonaPuò essere più impegnativaMolto buonaBuona
Scelta consigliata nel 2026Fallback / casi specificiGrafica lossless / casi specifici

AVIF comprime meglio di WebP?

In molti scenari fotografici AVIF può produrre file più piccoli di WebP mantenendo una qualità visiva comparabile.

Non bisogna però trasformare questa caratteristica in una regola matematica.

Il risultato cambia in base a:

  • tipo di immagine;
  • risoluzione;
  • presenza di dettagli fini;
  • gradienti;
  • rumore fotografico;
  • livello di qualità scelto;
  • encoder utilizzato;
  • impostazioni di compressione.

Un file AVIF configurato male può essere più pesante o visivamente peggiore di un WebP ben ottimizzato.

Il confronto corretto deve quindi essere eseguito a qualità visiva equivalente, non semplicemente impostando lo stesso numero di qualità nei due encoder.

WebP rimane ancora utile nel 2026?

Assolutamente sì.

L’arrivo di AVIF non rende WebP obsoleto.

WebP ha diversi vantaggi pratici:

  • supporto estremamente diffuso;
  • ecosistema maturo;
  • conversione relativamente semplice;
  • buon rapporto qualità/peso;
  • supporto lossless;
  • supporto della trasparenza;
  • ampia integrazione nei CMS e nei sistemi di ottimizzazione.

Per molti siti WebP rimane una soluzione eccellente e può rappresentare il miglior compromesso tra compatibilità, semplicità operativa e riduzione del peso delle immagini.

Compatibilità WebP e AVIF nel 2026

Nel 2026 sia WebP sia AVIF sono supportati dai principali browser moderni.

WebP dispone di una compatibilità particolarmente ampia grazie alla sua presenza sul mercato da molti anni.

Anche AVIF è ormai supportato nelle versioni moderne di Chrome, Edge, Firefox, Safari e degli altri principali browser.

Per progetti che devono supportare browser particolarmente vecchi o specifici client integrati è comunque possibile utilizzare un’immagine JPEG o PNG come fallback.

Come usare AVIF, WebP e JPEG insieme

HTML permette di proporre più formati al browser utilizzando l’elemento <picture>.

Un esempio può essere:

<picture>
    <source srcset="foto.avif" type="image/avif">
    <source srcset="foto.webp" type="image/webp">
    <img src="foto.jpg"
         alt="Descrizione della fotografia"
         width="1200"
         height="800">
</picture>

Il browser analizza le sorgenti nell’ordine indicato.

Se supporta AVIF utilizzerà foto.avif.

Se non può utilizzare AVIF ma supporta WebP caricherà foto.webp.

Come ultima possibilità rimane il JPEG specificato nell’elemento <img>.

Questa tecnica permette di utilizzare formati moderni mantenendo contemporaneamente un fallback tradizionale.

WebP vs AVIF e Core Web Vitals

La scelta del formato immagine può incidere indirettamente anche sui Core Web Vitals.

Le immagini rappresentano spesso una parte considerevole del peso complessivo di una pagina.

Se l’immagine principale della pagina è anche il Largest Contentful Paint, ridurne il peso può diminuire il tempo necessario affinché venga scaricata e visualizzata.

Questo è particolarmente importante per:

  • hero image;
  • banner principali;
  • fotografie prodotto;
  • immagini di apertura degli articoli;
  • visual di landing page.

Il formato, tuttavia, è soltanto uno degli elementi.

Un’immagine AVIF da 3000 pixel mostrata a 600 pixel può comunque essere uno spreco.

La risoluzione conta quanto il formato

Uno degli errori più frequenti consiste nel convertire una fotografia enorme in WebP o AVIF pensando che il problema sia automaticamente risolto.

Immaginiamo una fotografia larga 5000 pixel che viene visualizzata nella pagina con una larghezza massima di 800 pixel.

Anche se convertita in AVIF, il browser potrebbe scaricare molti più dati di quelli realmente necessari.

È quindi importante combinare il formato moderno con un corretto ridimensionamento.

Il principio è semplice:

non servire al browser molti più pixel di quelli che può realmente mostrare.

Responsive images con srcset

HTML permette di fornire differenti dimensioni della stessa immagine attraverso srcset.

Per esempio:

<img
    src="foto-800.webp"
    srcset="
        foto-400.webp 400w,
        foto-800.webp 800w,
        foto-1200.webp 1200w
    "
    sizes="(max-width: 768px) 100vw, 800px"
    width="800"
    height="533"
    alt="Descrizione immagine">

Il browser può selezionare la risorsa più adatta in base alla dimensione dello schermo e al layout della pagina.

Questa ottimizzazione può produrre un beneficio maggiore rispetto alla semplice conversione da JPEG a un formato moderno.

Perché width e height sono importanti

Gli attributi width e height non servono soltanto a specificare le dimensioni dell’immagine.

Permettono al browser di conoscere anticipatamente il rapporto d’aspetto e riservare lo spazio necessario prima che il file sia stato scaricato.

Questo contribuisce a evitare spostamenti improvvisi degli elementi della pagina durante il caricamento.

In altre parole, una corretta gestione delle dimensioni può contribuire a ridurre il Cumulative Layout Shift (CLS).

Lazy loading: utile, ma non per tutte le immagini

L’attributo:

loading="lazy"

permette al browser di posticipare il caricamento delle immagini che si trovano lontano dall’area inizialmente visibile.

È particolarmente utile per:

  • gallerie;
  • cataloghi;
  • articoli lunghi;
  • pagine con numerose fotografie;
  • immagini collocate nella parte bassa della pagina.

Non dovrebbe però essere applicato indiscriminatamente all’immagine principale visibile immediatamente all’apertura della pagina.

Se l’immagine hero è candidata al LCP, ritardarne volutamente il caricamento può peggiorare anziché migliorare le prestazioni.

L’immagine LCP non dovrebbe essere caricata in lazy loading

Per l’immagine principale sopra la piega è generalmente preferibile permettere al browser di iniziare il download rapidamente.

In determinati casi è possibile utilizzare anche:

fetchpriority="high"

per segnalare che la risorsa ha un’elevata priorità.

Non bisogna però aggiungere fetchpriority="high" a tutte le immagini della pagina, perché se tutto diventa prioritario il browser perde la possibilità di stabilire correttamente cosa caricare prima.

Quando utilizzare WebP

WebP è un’ottima scelta quando si cerca:

  • un formato moderno e molto compatibile;
  • buona compressione fotografica;
  • trasparenza;
  • supporto lossless;
  • conversione semplice;
  • compatibilità con un’ampia gamma di strumenti;
  • un sostituto pratico di JPEG e PNG.

Per moltissimi siti può essere utilizzato come formato principale senza particolari complicazioni.

Quando utilizzare AVIF

AVIF è particolarmente interessante quando l’obiettivo principale è ottenere file molto compatti mantenendo una buona qualità visiva.

Può essere adatto a:

  • fotografie ad alta risoluzione;
  • immagini hero;
  • cataloghi con molte fotografie;
  • ecommerce;
  • portali editoriali;
  • siti con molto traffico mobile;
  • progetti in cui ogni kilobyte trasferito è importante.

Prima di adottarlo su larga scala è comunque opportuno controllare il risultato visivo e i tempi richiesti dal processo di generazione delle immagini.

Quando JPEG ha ancora senso

JPEG non è improvvisamente diventato un formato inutilizzabile.

Rimane estremamente compatibile ed è ancora valido come fallback.

Può inoltre essere utile quando:

  • è richiesta compatibilità con software molto vecchio;
  • le immagini devono essere scaricate e utilizzate fuori dal browser;
  • non esiste una pipeline automatica di conversione;
  • un’applicazione specifica non supporta formati moderni.

Per il normale caricamento di fotografie su un sito moderno, tuttavia, WebP e AVIF meritano quasi sempre di essere valutati.

Quando PNG rimane la scelta giusta

PNG continua a essere molto utile per immagini che richiedono una conservazione lossless estremamente prevedibile.

Può avere senso per:

  • determinati screenshot;
  • grafica tecnica;
  • asset che devono essere modificati successivamente;
  • workflow esterni che richiedono PNG;
  • alcune immagini con trasparenza.

Per loghi, icone e grafica geometrica è però opportuno valutare anche SVG, che essendo vettoriale può adattarsi a differenti risoluzioni senza perdere definizione.

WebP vs AVIF per un ecommerce

In un ecommerce il peso delle immagini può diventare enorme perché ogni prodotto può avere diverse fotografie e varianti.

Una categoria con 30 prodotti può richiedere decine di immagini già nella prima visualizzazione.

In questo scenario AVIF può essere molto interessante per ridurre il trasferimento complessivo dei dati.

WebP rimane però una soluzione estremamente efficace e semplice da gestire.

La priorità dovrebbe essere:

  1. ridimensionare correttamente le immagini;
  2. generare thumbnail adeguate;
  3. utilizzare WebP o AVIF;
  4. configurare immagini responsive;
  5. applicare lazy loading soltanto quando appropriato;
  6. evitare immagini inutilmente pesanti nella parte iniziale della pagina.

WebP vs AVIF per un blog

Per un blog il problema principale è spesso rappresentato dalle immagini in evidenza e dalle fotografie inserite negli articoli.

Se ogni immagine JPEG pesa 1 o 2 MB, un articolo con dieci immagini può diventare estremamente pesante.

Convertire le immagini in WebP o AVIF e ridimensionarle in base all’effettiva area di visualizzazione può diminuire notevolmente il trasferimento dati.

Per un blog generalista, WebP offre spesso un equilibrio eccellente tra semplicità e prestazioni.

AVIF può essere utilizzato quando il sistema di pubblicazione permette di generarlo automaticamente senza complicare il flusso editoriale.

Qualità immagini: non comprimere troppo

Ottimizzare non significa ottenere il file più piccolo possibile a qualsiasi costo.

Una compressione eccessiva può produrre:

  • perdita di dettagli;
  • gradienti irregolari;
  • artefatti;
  • bordi poco definiti;
  • colori alterati;
  • testi difficili da leggere nelle immagini.

L’obiettivo dovrebbe essere trovare il punto in cui un’ulteriore riduzione del peso produce un deterioramento visivo non più accettabile.

Per questo non esiste un valore di qualità universale valido per tutte le immagini.

WebP vs AVIF: non confrontare soltanto il numero della qualità

Un errore frequente consiste nel generare:

WebP qualità 80

e:

AVIF qualità 80

per poi confrontare semplicemente il peso dei due file.

Le scale di qualità dei diversi encoder non sono necessariamente equivalenti.

Il confronto corretto deve essere visivo.

Prima si individua una qualità percepita comparabile, poi si confrontano le dimensioni.

Le immagini influenzano davvero la velocità del sito?

Sì, soprattutto nelle pagine ricche di contenuti visivi.

Un server veloce può generare il documento HTML in pochi millisecondi, ma se il browser deve successivamente scaricare diversi megabyte di fotografie l’utente continuerà a percepire una pagina pesante.

Le prestazioni reali dipendono quindi dall’intera catena:

server → HTML → CSS e JavaScript → font → immagini → rendering del browser.

Per questo l’ottimizzazione delle immagini completa, ma non sostituisce, una buona infrastruttura hosting.

LiteSpeed e ottimizzazione delle immagini

LiteSpeed offre tecnologie dedicate alla cache e all’ottimizzazione dei contenuti web.

Xlogic utilizza LiteSpeed Web Server sui servizi compatibili ed è presente nella directory ufficiale dei partner LiteSpeed Technologies.

Per approfondire l’infrastruttura puoi leggere l’articolo Xlogic partner ufficiale LiteSpeed Technologies.

Per chi utilizza gli strumenti LSCache è inoltre disponibile la guida Xlogic Come ottimizzare LiteSpeed Cache, che comprende anche le funzionalità dedicate all’ottimizzazione delle immagini.

È importante comunque distinguere il formato dell’immagine dalla cache della pagina: sono ottimizzazioni differenti e complementari.

Un hosting veloce rende inutili WebP e AVIF?

No.

Un’infrastruttura performante può ridurre i tempi di elaborazione e risposta del server, ma il peso delle immagini deve comunque essere trasferito attraverso la rete fino al dispositivo dell’utente.

Una fotografia da 3 MB rimane una fotografia da 3 MB anche se viene servita da un server molto veloce.

Per questo è preferibile combinare:

hosting performante + cache + immagini ottimizzate + formati moderni + dimensioni responsive.

Per progetti che richiedono un ambiente hosting completo è possibile consultare i piani Hosting Condiviso Xlogic.

Errori da evitare nell’ottimizzazione delle immagini

Tra gli errori più comuni troviamo:

  • caricare fotografie direttamente dalla fotocamera senza ridimensionarle;
  • utilizzare PNG per grandi fotografie;
  • pensare che convertire in AVIF risolva automaticamente ogni problema;
  • comprimere eccessivamente le immagini;
  • dimenticare gli attributi width e height;
  • applicare lazy loading all’immagine LCP;
  • generare decine di dimensioni inutilizzate;
  • non controllare la qualità dopo la conversione;
  • servire la stessa immagine enorme a desktop e smartphone;
  • non utilizzare srcset quando il layout lo richiede.

WebP vs AVIF: quale scegliere nel 2026?

Nel confronto WebP vs AVIF non esiste un vincitore assoluto per qualsiasi sito.

Scegli WebP se vuoi un formato moderno, molto diffuso, versatile e semplice da integrare.

Scegli AVIF quando vuoi spingere maggiormente sulla compressione e la tua pipeline di pubblicazione lo gestisce correttamente.

Una strategia ancora più completa può essere:

AVIF → WebP → JPEG/PNG fallback.

Il browser riceve così il formato migliore tra quelli che può utilizzare.

Checklist per immagini veloci nel 2026

  1. Scegli WebP o AVIF per le immagini raster quando appropriato.
  2. Ridimensiona il file alla risoluzione realmente necessaria.
  3. Genera più dimensioni per layout responsive.
  4. Utilizza srcset e sizes quando necessario.
  5. Specifica width e height.
  6. Usa lazy loading per le immagini fuori dalla prima schermata.
  7. Non ritardare l’immagine principale LCP.
  8. Controlla visivamente il risultato della compressione.
  9. Evita PNG per fotografie di grandi dimensioni.
  10. Valuta SVG per loghi e grafica vettoriale.
  11. Mantieni un fallback se il progetto deve supportare client molto vecchi.
  12. Misura il risultato con strumenti reali anziché affidarti soltanto al peso teorico.

Conclusioni

Il confronto WebP vs AVIF nel 2026 mostra chiaramente che entrambi i formati rappresentano un importante passo avanti rispetto all’utilizzo indiscriminato di JPEG e PNG.

AVIF può offrire un’eccellente efficienza di compressione e risulta particolarmente interessante per fotografie e siti con molte immagini.

WebP rimane però estremamente valido grazie alla sua maturità, alla grande compatibilità e alla semplicità con cui può essere integrato in numerosi sistemi.

La scelta del formato da sola non basta.

Una vera ottimizzazione deve tenere conto contemporaneamente di:

  • peso;
  • qualità;
  • dimensioni;
  • risoluzione;
  • responsive images;
  • lazy loading;
  • LCP;
  • CLS;
  • browser supportati;
  • infrastruttura hosting.

In molti progetti la soluzione ideale non consiste quindi nello scegliere esclusivamente WebP oppure AVIF, ma nel creare una pipeline capace di offrire automaticamente al browser il formato e la dimensione più appropriati.

Un’immagine ottimizzata non deve semplicemente pesare meno: deve offrire la qualità necessaria utilizzando la quantità minima di dati realmente utile al dispositivo dell’utente.

Domande frequenti su WebP vs AVIF

È meglio WebP o AVIF?

Dipende dal tipo di immagine e dal flusso di lavoro. AVIF può offrire una compressione particolarmente efficace, mentre WebP garantisce un eccellente equilibrio tra qualità, dimensioni, compatibilità e semplicità di gestione.

AVIF è supportato dai browser nel 2026?

Sì. Le versioni moderne dei principali browser supportano AVIF. Per applicazioni che devono funzionare con client particolarmente vecchi può comunque essere mantenuto un fallback WebP, JPEG o PNG.

WebP è ancora utile nel 2026?

Sì. WebP è un formato moderno, maturo e ampiamente supportato. Rimane una scelta eccellente per fotografie, grafica web e immagini con trasparenza.

AVIF pesa sempre meno di WebP?

No. AVIF può ottenere risultati migliori in molti scenari, ma dimensione e qualità dipendono dall’immagine, dall’encoder e dalle impostazioni utilizzate. I due formati devono essere confrontati a qualità visiva equivalente.

WebP e AVIF supportano la trasparenza?

Sì. Entrambi i formati supportano un canale alpha e possono quindi essere utilizzati anche per numerose immagini che tradizionalmente sarebbero state salvate in PNG.

Posso usare AVIF e WebP contemporaneamente?

Sì. Con l’elemento HTML <picture> è possibile proporre AVIF come prima sorgente, WebP come alternativa e JPEG o PNG come fallback.

Devo convertire tutte le immagini PNG in AVIF?

No. Il formato deve essere scelto in base al contenuto. Per fotografie AVIF o WebP sono spesso preferibili, mentre PNG può ancora essere utile per determinati contenuti lossless. Per loghi e grafica geometrica può essere ancora più appropriato SVG.

Le immagini WebP migliorano i Core Web Vitals?

Possono contribuire a migliorare le prestazioni riducendo i dati trasferiti. Tuttavia Core Web Vitals dipende anche da dimensioni corrette, priorità di caricamento, layout, JavaScript, CSS, server e molti altri fattori.

Devo usare lazy loading su tutte le immagini?

No. È utile soprattutto per le immagini non immediatamente visibili. Applicarlo all’immagine principale candidata al Largest Contentful Paint può ritardarne il caricamento e peggiorare il risultato.

Qual è la strategia migliore per le immagini nel 2026?

Per molti progetti una buona strategia consiste nel ridimensionare correttamente le immagini, utilizzare WebP o AVIF, generare varianti responsive, indicare width e height e applicare lazy loading soltanto alle immagini che si trovano fuori dalla prima schermata.

WebP vs AVIF nel 2026: quale formato scegliere? ultima modifica: 2026-08-29T16:31:48+02:00 da Team tecnico Xlogic

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