Sicurezza Domini nel 2026: Guida Definitiva contro DNS Hijacking e Furto del Dominio

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Sicurezza domini nel 2026 contro DNS hijacking e furto del dominio.

Sicurezza domini nel 2026 significa proteggere non soltanto il nome a dominio, ma anche account registrar, DNS, email, nameserver e tutti i servizi che dipendono da quell’identità digitale.

Un dominio compromesso può infatti permettere a un attaccante di deviare il traffico verso server controllati, intercettare comunicazioni, modificare la posta elettronica o rendere indisponibili sito e servizi.

Secondo ICANN, trasferimenti non autorizzati possono derivare anche da domain hijacking o dalla compromissione delle credenziali associate al dominio. (icann.org)

In questa guida vediamo quali sono gli attacchi principali e come proteggere un dominio utilizzando 2FA, Domain Lock, DNSSEC, SPF, DKIM, DMARC e buone pratiche operative.


Cos’è il domain hijacking?

Il domain hijacking, o furto del dominio, è la compromissione che permette a un soggetto non autorizzato di ottenere il controllo amministrativo di un nome a dominio.

Quando questo accade, il legittimo titolare può perdere il controllo non soltanto del sito Web ma anche degli altri servizi collegati al dominio.

Cloudflare evidenzia che, quando un dominio viene sottratto al proprietario, possono essere coinvolti sito, email e altre applicazioni che dipendono da quel nome. (cloudflare.com)

Il problema è quindi molto più grave di una semplice modifica alla homepage.

Un dominio è spesso il punto di accesso a:

  • sito Web;
  • posta elettronica;
  • pannelli amministrativi;
  • servizi SaaS;
  • API;
  • applicazioni;
  • autenticazioni;
  • sottodomini;
  • sistemi aziendali.

Proteggere il dominio significa quindi proteggere una parte fondamentale dell’infrastruttura digitale.


Domain hijacking e DNS hijacking sono la stessa cosa?

No.

I termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma indicano problemi differenti.

Domain hijacking

Nel domain hijacking l’attaccante ottiene il controllo amministrativo del dominio o riesce a modificarne la registrazione.

Può quindi tentare di:

  • cambiare nameserver;
  • modificare contatti;
  • trasferire il dominio;
  • modificare configurazioni;
  • bloccare l’accesso al proprietario.

DNS hijacking

Nel DNS hijacking vengono invece alterate le informazioni utilizzate per la risoluzione DNS o viene modificato il percorso delle richieste.

Cloudflare descrive il DNS hijacking come una modifica non autorizzata dei record DNS effettivi oppure un reindirizzamento verso nameserver differenti. (cloudflare.com)

La differenza può essere riassunta così:

MinacciaCosa viene compromesso
Domain hijackingControllo amministrativo del dominio
DNS hijackingConfigurazione o risoluzione DNS
DNS spoofingInformazioni false nella cache DNS
Account takeoverCredenziali del registrar o provider
Email spoofingUtilizzo abusivo del dominio nella posta

Una compromissione dell’account del registrar può naturalmente portare anche a una modifica dei nameserver e quindi provocare un DNS hijacking.


Cos’è il DNS e perché è così importante?

Il Domain Name System, o DNS, permette di convertire un nome leggibile come example.com nell’indirizzo IP necessario per raggiungere il server corretto.

In pratica, quando un utente digita un dominio, il sistema DNS indica dove deve essere indirizzata la richiesta.

Cloudflare definisce la risoluzione DNS come il processo che converte un hostname nel relativo indirizzo IP. (cloudflare.com)

Sul DNS vengono inoltre pubblicate informazioni utilizzate per:

  • sito Web;
  • posta elettronica;
  • verifica di servizi;
  • sottodomini;
  • autenticazione email;
  • applicazioni esterne.

Tra i record più comuni troviamo:

  • A;
  • AAAA;
  • CNAME;
  • MX;
  • TXT;
  • NS;
  • SRV.

Xlogic mette a disposizione una pagina dedicata alla gestione DNS e configurazione dei record del dominio.


Come può essere rubato un dominio?

Non esiste un solo metodo.

La compromissione può avvenire in diversi punti della catena.

Furto delle credenziali

Un attaccante può ottenere username e password tramite:

  • phishing;
  • malware;
  • password riutilizzate;
  • data breach;
  • social engineering;
  • dispositivi compromessi.

Se le stesse credenziali vengono utilizzate su più servizi, una violazione esterna può mettere a rischio anche l’account associato al dominio.

Compromissione dell’email

L’email utilizzata per gestire il registrar è particolarmente importante.

Se un attaccante prende il controllo della casella può tentare:

  • reset password;
  • modifiche dell’account;
  • conferme di trasferimento;
  • recupero di credenziali.

Per questo l’email amministrativa di un dominio deve essere protetta almeno quanto il dominio stesso.

Phishing contro amministratori

Un messaggio può simulare:

  • rinnovo dominio;
  • scadenza imminente;
  • verifica del registrar;
  • pagamento fallito;
  • richiesta ICANN;
  • sospensione del dominio.

L’obiettivo è portare l’utente su una pagina falsa e ottenere le credenziali.

Compromissione del provider DNS

Anche senza trasferire il dominio, l’accesso non autorizzato al pannello DNS può permettere di modificare record importanti.

Un attaccante potrebbe per esempio sostituire:

A

AAAA

CNAME

MX

oppure direttamente i nameserver.


Cosa può succedere dopo un domain hijacking?

Le conseguenze possono essere molto serie.

Reindirizzamento del sito

Il dominio può essere indirizzato verso un server controllato dall’attaccante.

L’utente continua a digitare il dominio corretto ma visualizza un contenuto differente.

Phishing

Una copia del sito originale potrebbe essere utilizzata per raccogliere:

  • password;
  • dati personali;
  • dati di pagamento;
  • credenziali aziendali.

Compromissione email

Modificando i record MX, un attaccante può tentare di interferire con il percorso della posta elettronica.

Interruzione dei servizi

Un cambio DNS errato o intenzionale può rendere indisponibile:

  • sito;
  • email;
  • API;
  • sottodomini;
  • applicazioni.

Danni alla reputazione

Gli utenti vedono il dominio come parte dell’identità dell’azienda.

Un dominio che mostra phishing, malware o contenuti fraudolenti può quindi danneggiare seriamente la fiducia nel brand.


Come proteggere un dominio nel 2026

Non esiste una singola protezione sufficiente.

La strategia migliore consiste nell’utilizzare più livelli di sicurezza.


1. Attiva l’autenticazione a due fattori

La 2FA, Two-Factor Authentication, aggiunge un secondo elemento di verifica oltre alla password.

Anche se un attaccante ottiene la password, dovrebbe quindi superare un ulteriore controllo per accedere.

Quando disponibile, abilita la 2FA almeno su:

  • account registrar;
  • provider DNS;
  • account hosting;
  • email amministrativa;
  • Cloudflare;
  • cPanel;
  • pannelli aziendali.

Evita inoltre di condividere un singolo account amministrativo tra più persone quando il servizio permette account separati.


2. Utilizza password uniche

La password utilizzata per il registrar non dovrebbe essere riutilizzata su altri siti.

Una buona strategia consiste nell’utilizzare:

  • password lunghe;
  • password casuali;
  • password manager;
  • credenziali differenti per ogni servizio.

Il riutilizzo delle password trasforma la compromissione di un singolo servizio in un rischio per molti altri account.


3. Proteggi l’email amministrativa

La casella collegata al dominio è una delle risorse più importanti.

Dovrebbe utilizzare:

  • password unica;
  • 2FA;
  • metodi di recupero aggiornati;
  • controllo degli accessi;
  • sessioni verificate periodicamente.

Quando possibile, è utile evitare che la stessa casella venga utilizzata indiscriminatamente per servizi non correlati.


4. Attiva il Domain Lock

Molti registrar permettono di impostare uno stato di blocco che limita i trasferimenti non autorizzati.

ICANN raccomanda di utilizzare il transfer lock come ulteriore livello di protezione, pur precisando che non rappresenta da solo una difesa assoluta contro il domain hijacking. (icann.org)

Tra gli stati EPP che si possono incontrare troviamo per esempio:

clientTransferProhibited

Questo stato indica generalmente che il trasferimento del dominio è bloccato dal registrar.

ICANN pubblica una guida specifica agli EPP Status Codes dei domini.


5. Proteggi il codice AuthInfo/EPP

Il codice EPP o AuthInfo viene utilizzato in molti trasferimenti di dominio.

Deve essere trattato come una credenziale sensibile.

Non deve essere:

  • pubblicato;
  • inviato in chat non sicure;
  • salvato in documenti condivisi indiscriminatamente;
  • comunicato a persone non autorizzate.

Se sospetti che sia stato esposto, valuta la possibilità di rigenerarlo prima di qualsiasi trasferimento.


6. Controlla periodicamente i nameserver

I nameserver indicano quali server DNS sono autorevoli per il dominio.

Una modifica non autorizzata può essere un segnale estremamente importante.

Controlla periodicamente che:

  • i nameserver siano quelli previsti;
  • non siano comparsi NS sconosciuti;
  • i record DNS principali non siano stati modificati.

Per comprendere meglio le informazioni associate alla registrazione puoi consultare anche la guida Xlogic su che cos’è il WHOIS e come leggerlo.


7. Attiva DNSSEC quando appropriato

DNSSEC, Domain Name System Security Extensions, aggiunge firme crittografiche ai dati DNS.

Il suo scopo è permettere ai resolver compatibili di verificare che i record ricevuti provengano effettivamente dalla zona DNS prevista e non siano stati modificati lungo il percorso.

Cloudflare spiega che DNSSEC aggiunge firme crittografiche ai record DNS esistenti e permette di verificarne autenticità e integrità. (cloudflare.com)

Cosa protegge DNSSEC?

DNSSEC aiuta contro alcune forme di:

  • DNS spoofing;
  • cache poisoning;
  • manipolazione delle risposte DNS.

Cosa non protegge DNSSEC?

DNSSEC non impedisce automaticamente:

  • furto della password del registrar;
  • compromissione dell’account;
  • phishing;
  • malware sul computer;
  • trasferimenti autorizzati con credenziali rubate;
  • compromissione diretta del pannello DNS.

Questo punto è importante.

DNSSEC è un livello di sicurezza del sistema DNS, non una soluzione universale contro ogni tipo di domain hijacking.

Per configurarlo correttamente puoi seguire la guida Xlogic DNSSEC: come attivarlo con cPanel e Cloudflare.


Attenzione agli errori DNSSEC

Una configurazione DNSSEC incoerente può rendere il dominio irraggiungibile.

Questo può succedere, per esempio, quando:

  • cambia il provider DNS;
  • vengono modificati i nameserver;
  • il record DS rimane configurato con valori precedenti;
  • le chiavi DNSSEC non corrispondono.

Prima di cambiare nameserver è quindi essenziale controllare lo stato DNSSEC.

Se incontri problemi dopo una modifica DNS puoi consultare la guida Xlogic sugli errori DNS più comuni e relative soluzioni.


8. Proteggi anche l’email con SPF, DKIM e DMARC

La sicurezza del dominio comprende anche la posta elettronica.

Tre tecnologie particolarmente importanti sono:

SPF

Specifica quali server sono autorizzati a inviare email per un dominio.

DKIM

Utilizza una firma crittografica che permette al destinatario di verificare alcuni aspetti dell’autenticità e dell’integrità del messaggio.

DMARC

Definisce una policy basata sull’allineamento di SPF e/o DKIM e permette di indicare come gestire i messaggi che non superano i controlli previsti.

Google continua a utilizzare SPF, DKIM e DMARC tra i parametri di autenticazione e compliance della posta. (developers.google.com)

Su Xlogic puoi approfondire con:


DNSSEC, SPF, DKIM e DMARC fanno la stessa cosa?

No.

È utile distinguere chiaramente i diversi livelli.

TecnologiaFunzione principale
DNSSECVerifica autenticità/integrità dei dati DNS
SPFIndica i server autorizzati all’invio
DKIMFirma i messaggi email
DMARCApplica policy e allineamento dell’autenticazione email
2FAProtegge l’accesso agli account
Domain LockLimita trasferimenti del dominio

Utilizzare una tecnologia non elimina quindi la necessità delle altre.


9. Configura Cloudflare senza perdere i record importanti

Quando si sposta un dominio su Cloudflare o si modificano i nameserver è fondamentale verificare la zona DNS prima di completare la modifica.

Devono essere preservati, quando necessari:

  • A;
  • AAAA;
  • CNAME;
  • MX;
  • SPF;
  • DKIM;
  • DMARC;
  • record di verifica;
  • sottodomini.

Una modifica incompleta può lasciare il sito funzionante ma interrompere la posta elettronica.

Per questo Xlogic ha pubblicato la guida Cloudflare con Xlogic: cPanel, FTP, Webmail e posta, che include anche i controlli sui record SPF, DKIM e DMARC.


10. Mantieni aggiornati i dati del registrante

I dati associati alla registrazione devono essere corretti e aggiornati.

Un indirizzo email non più accessibile può diventare un problema proprio quando serve recuperare l’account o verificare la titolarità.

Controlla periodicamente:

  • nome intestatario;
  • organizzazione;
  • email;
  • recapiti;
  • data di scadenza;
  • registrar;
  • nameserver.

Su Xlogic la responsabilità di mantenere corretti i dati forniti per la registrazione resta del cliente, come specificato anche nei termini di servizio.


11. Evita la scadenza accidentale del dominio

Un dominio che scade può causare:

  • interruzione del sito;
  • mancata ricezione delle email;
  • perdita di servizi;
  • rischio di perdita definitiva del nome.

Imposta quindi:

  • rinnovo automatico quando disponibile;
  • metodo di pagamento aggiornato;
  • email amministrativa funzionante;
  • promemoria sulla scadenza.

Per nuovi progetti puoi verificare le estensioni disponibili nella pagina Registrazione Domini Xlogic.


Come riconoscere un possibile DNS hijacking

Alcuni segnali richiedono una verifica immediata.

Il sito mostra contenuti sconosciuti

Controlla prima di tutto:

  • record A;
  • record AAAA;
  • CNAME;
  • nameserver.

Il dominio porta verso un altro sito

Verifica la risoluzione DNS da reti differenti e confrontala con la configurazione prevista.

La posta smette improvvisamente di funzionare

Controlla:

  • MX;
  • SPF;
  • DKIM;
  • DMARC;
  • nameserver.

Arrivano notifiche di modifica mai richieste

Non ignorare email relative a:

  • cambio password;
  • cambio nameserver;
  • modifica contatti;
  • trasferimento dominio;
  • eliminazione del lock.

Accedi direttamente al sito ufficiale del provider senza utilizzare il link ricevuto nell’email.


Cosa fare se sospetti il furto del dominio

Se pensi che il dominio sia stato compromesso, agisci rapidamente.

1. Cambia le credenziali

Modifica immediatamente:

  • password registrar;
  • email amministrativa;
  • provider DNS;
  • hosting;
  • Cloudflare;
  • altri account collegati.

2. Revoca le sessioni

Se possibile disconnetti tutte le sessioni già aperte.

3. Attiva o rigenera la 2FA

Verifica che nessun dispositivo o token sconosciuto sia autorizzato.

4. Controlla i nameserver

Confrontali con la configurazione prevista.

5. Verifica tutti i record DNS

Controlla soprattutto:

  • A;
  • AAAA;
  • MX;
  • CNAME;
  • TXT.

6. Contatta immediatamente il registrar

Se il dominio è stato trasferito senza autorizzazione, informa il registrar il prima possibile.

ICANN dispone anche di documentazione specifica relativa ai domini persi e ai trasferimenti non autorizzati.

7. Conserva le prove

Salva:

  • email;
  • timestamp;
  • screenshot;
  • log;
  • indirizzi IP;
  • notifiche;
  • dati WHOIS/RDAP;
  • ticket aperti.

Queste informazioni possono essere importanti durante il recupero.


Checklist sicurezza domini nel 2026

Per verificare rapidamente la protezione di un dominio controlla questi punti:

  1. password unica sul registrar;
  2. 2FA attiva;
  3. email amministrativa protetta con 2FA;
  4. Domain Lock attivo;
  5. AuthInfo/EPP conservato in modo sicuro;
  6. nameserver verificati;
  7. record DNS controllati;
  8. DNSSEC attivo quando appropriato;
  9. record DS coerente con la zona DNS;
  10. SPF configurato;
  11. DKIM configurato;
  12. DMARC configurato;
  13. dati registrante aggiornati;
  14. rinnovo del dominio sotto controllo;
  15. notifiche di sicurezza abilitate;
  16. accessi amministrativi limitati;
  17. account inutilizzati rimossi;
  18. modifiche DNS documentate.

Sicurezza domini e hosting

Dominio e hosting sono servizi distinti, ma strettamente collegati.

Un server perfettamente protetto non può impedire che il traffico venga deviato se un attaccante riesce a modificare i nameserver del dominio.

Allo stesso modo, un dominio correttamente protetto non risolve una vulnerabilità presente nel sito o nel server.

Una strategia completa deve quindi proteggere contemporaneamente:

Dominio → DNS → Hosting → CMS → Email → Account amministrativi

Per approfondire la gestione dei DNS puoi consultare la pagina Xlogic dedicata alla gestione DNS e la Knowledge Base Xlogic.


Domande frequenti sulla sicurezza dei domini

Cos’è il domain hijacking?

Il domain hijacking è l’acquisizione non autorizzata del controllo amministrativo di un dominio.

Può permettere all’attaccante di modificare nameserver, configurazioni e servizi collegati.

Cos’è il DNS hijacking?

Il DNS hijacking consiste nella modifica non autorizzata della configurazione DNS o nel reindirizzamento delle richieste verso infrastrutture differenti.

DNSSEC impedisce il furto del dominio?

No.

DNSSEC protegge autenticità e integrità dei dati DNS, ma non impedisce il furto delle credenziali del registrar o la compromissione dell’account.

La 2FA protegge un dominio?

La 2FA riduce significativamente il rischio che la sola conoscenza della password permetta di accedere all’account.

Deve essere utilizzata sul registrar, sull’email amministrativa e sugli altri servizi critici quando disponibile.

Cos’è il Domain Lock?

Il Domain Lock è un blocco che può impedire o limitare il trasferimento del dominio finché non viene rimosso.

ICANN lo indica come uno dei livelli di protezione utili contro trasferimenti non autorizzati.

SPF, DKIM e DMARC proteggono il sito Web?

No.

Sono principalmente tecnologie di autenticazione e policy per la posta elettronica.

Non sostituiscono DNSSEC, 2FA o la sicurezza dell’hosting.

Cosa devo controllare prima di cambiare nameserver?

Prima della modifica controlla:

  • zona DNS completa;
  • A e AAAA;
  • MX;
  • SPF;
  • DKIM;
  • DMARC;
  • sottodomini;
  • DNSSEC e record DS.

La guida Xlogic su Cloudflare e Xlogic mostra anche come preservare i record della posta durante la configurazione.

Come posso registrare un dominio con Xlogic?

Puoi verificare disponibilità ed estensioni dalla pagina Registrazione Domini Xlogic, che comprende estensioni nazionali, internazionali e tematiche.


Conclusioni

La sicurezza domini nel 2026 non può basarsi su una sola tecnologia.

DNSSEC è importante, ma non protegge le credenziali.

Il Domain Lock aiuta contro trasferimenti non autorizzati, ma non sostituisce la 2FA.

SPF, DKIM e DMARC proteggono l’identità email, ma non impediscono un account takeover.

La strategia più efficace è quindi una difesa a più livelli:

  • password uniche;
  • 2FA;
  • Domain Lock;
  • protezione dell’email;
  • DNSSEC;
  • controllo dei nameserver;
  • SPF, DKIM e DMARC;
  • monitoraggio delle modifiche;
  • dati registrante aggiornati.

Il dominio rappresenta uno dei punti centrali dell’identità digitale di un’azienda.

Proteggerlo significa proteggere contemporaneamente sito Web, email, reputazione e continuità dei servizi online.

Sicurezza Domini nel 2026: Guida Definitiva contro DNS Hijacking e Furto del Dominio ultima modifica: 2026-08-10T01:44:26+02:00 da Team tecnico Xlogic

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