Faq – Domini .IT : domini

Che cosa di intende per “stato” del nome a dominio?

Lo “stato” è la condizione operativa di un dominio: serve a indicare le operazioni che sono state fatte e quelle in corso. A ogni dominio sono associati uno o più stati che possono essere verificati interrogando il WHOIS.
Stato dei Domini (Whois)

Che cosa si intende per TLD?

I TLD (Top Level Domain) sono i domini di primo livello e si suddividono in due gruppi:

  • i ccTLD (country code Top Level Domain) che fanno riferimento a paesi, nazioni o aree geografiche come .it, .de, .fr, .uk o .eu (esempio registro.it).
  • i gTLD (generic Top Level Domain) che hanno carattere generico come .net, .com. o .org. (esempio fao.org)

Per saperne di più: http://www.icann.org/

Chi è un Registrante?

Un Registrante è un soggetto (persona fisica o giuridica) che chiede la registrazione di un dominio o che ne ha ottenuto l’assegnazione. Il Registrante è l’unico responsabile della richiesta di assegnazione, dell’uso del dominio e dei servizi attivati su di esso, e ha quindi l’obbligo di comunicare tempestivamente al Registrar qualsiasi variazione sui dati dichiarati in fase di registrazione.

Chi è un Registrar?

Il Registrar è un fornitore di servizi Internet che ha un contratto con il Registro in base al quale può registrare e gestire i domini .it – per conto proprio o conto terzi – in tempo reale.

Cosa significa DNS?

Il DNS (Domain Name System) è il sistema utilizzato per associare gli indirizzi numerici necessari per muoversi in rete (lunghi e difficili da memorizzare) a un nome e viceversa. Su questo principio funzionano il web, la posta elettronica e molti altri servizi Internet (esempio www.registro.it corrisponde all’indirizzo numerico 192.12.172.239).

Quanto può essere lungo un nome a dominio?

Un dominio .it ha una  lunghezza minima e una massima consentita:

  • la lunghezza minima stabilita è di 3 caratteri (es.: cnr.it)
  •  la lunghezza massima è di 63 caratteri

 

Chi può registrare un dominio .it?

Un dominio .it può essere registrato da cittadini maggiorenni, liberi professionisti, e organizzazioni (società, enti, associazioni, ecc. ) appartenenti a uno dei 27 paesi membri dell’ Unione Europea.

Come si controlla se un dominio è già stato registrato?

Per sapere se un dominio .it è libero o registrato è possibile consultare il database WHOIS inserendo nell’apposito spazio il nome da controllare seguito completo del .it (es. “pippo.it”, senza farlo precedere da “www”.)

Cosa è l’Authinfo?

L’authinfo è un codice che viene assegnato al momento della registrazione e che identifica in modo univoco il dominio. Il Registrar è tenuto a comunicare al Registrante questo codice, indispensabile per poter eseguire tutte le operazioni.

Quali sono i caratteri ammessi in un nome a dominio?

Si possono utilizzare tutte le cifre (0-9), le lettere (a-z) (ASCII) e il trattino (-).
Il nome non può iniziare o terminare con il simbolo del trattino (-) e i primi quattro caratteri non possono avere la sequenza “xn--“.

Quando scade un nome a dominio?

I domini .it hanno una durata annuale, che:

  • decorre dalla data di registrazione del dominio stesso;
  • o dalla data dell’ultima modifica (di Maintainer o di Registrante. Es.: Un dominio registrato in data 30 giugno 2009 per la Paperino Srl e successivamente trasferito in data 1 febbraio 2010 alla Topolino Spa scadrà in data 1 febbraio 2011).

 

Quanti domini .it si possono registrare?

Non esistono limitazioni sul numero dei nomi a dominio registrabili.

Come posso cancellare un dominio?

Rivolgendosi al Registrar.

E’ possibile modificare i dati del Registrante?

Si, rivolgendosi al Registrar.

E’ possibile modificare il Registrante di un nome a dominio già registrato?

Si e in questo il vecchio Registrante deve comunicare l’Authinfo al nuovo Registrante. Il nuovo Registrante deve rivolgersi al Registrar per la modifica.

E’ possibile modificare insieme il Registrar e il Registrante?

Sì e in questo caso il vecchio Registrante deve comunicare l’Authinfo al nuovo Registrante. Il nuovo Registrante deve a sua volta rivolgersi al nuovo Registrar per la modifica.

 

Questa che segue è la lista completa dei codici di stato e dei relativi messaggi definiti per HTTP.

 

1xx Informational : Richiesta ricevuta, continua l’elaborazione.

100 Continue : Il server ha ricevuto l’header della richiesta e il client deve procedere ad inviare il corpo della richiesta (solitamente nelle richieste di tipo POST).

101 Switching Protocols : Il richiedente ha richiesto di cambiare il protocollo in uso e il server è a conoscenza di ciò che dovrà fare.

 

2xx Success : L’azione è stata ricevuta con successo, compresa ed accettata.

200 OK : Risposta standard per le richieste HTTP andate a buon fine.

201 Created

202 Accepted : La richiesta di elaborazione è stata accettata ma non è ancora terminata.

203 Non-Authoritative Information

204 No Content

205 Reset Content

206 Partial Content

207 Multi-Status : In caso di risposte XML, quando più azioni possono essere richieste, i dettagli dei singoli stati sono dati nel corpo della risposta. Vedi WebDAV (RFC 4918) per le specifiche associate.

 

3xx Redirezione : Il client deve eseguire ulteriori azioni per soddisfare la richiesta.

300 Multiple Choices

301 Moved Permanently : Questa è tutte le future richieste andranno dirette ad un altro URI (specificato nell’header Location).

302 Found : Questo è il codice più usato ma anche un classico esempio di non aderenza agli standard nella pratica quotidiana. Infatti, le specifiche di HTTP/1.0 (RFC 1945) richiederebbero che il client esegua redirezioni temporanee (la descrizione originale era “Moved Temporarily”), ma i più diffusi browser l’hanno implementata come 303 descritta di seguito. Perciò, HTTP/1.1 ha aggiunto i codici di stato 303 e 307 per distinguere tra i due comportamenti. Comunque, la maggior parte delle applicazioni e dei framework web ancora usano il codice di stato 302 come se fosse il 303.

303 See Other (da HTTP/1.1) : La risposta alla richiesta può essere trovata sotto un’altra URI usando il metodo GET.

304 Not Modified

305 Use Proxy (da HTTP/1.1) : Molti client HTTP (come Mozilla ed Internet Explorer) non gestiscono correttamente le risposte con questo codice di stato.

306 Switch Proxy : Non più usato.

307 Temporary Redirect (da HTTP/1.1) : In quest’occasione, la richiesta dovrebbe essere ripetuta con un’altra URI, ma successive richieste possono essere ancora dirette a quella originale. In contrasto con 303, la richiesta di POST originale deve essere reiterata con un’altra richiesta di tipo POST.

 

4xx Client Error : La richiesta è sintatticamente scorretta o non può essere soddisfatta.

400 Bad Request : La richiesta non può essere soddisfatta a causa di errori di sintassi.

401 Unauthorized : Simile a 403/Forbidden, ma pensato per essere usato quando l’autenticazione è possibile ma è fallita o non può essere fornita.

402 Payment Required : L’intendimento originale prevedeva un suo utilizzo per realizzare meccanismi di digital cash/micropagamento, ma questo non si è mai verificato ed il codice non è mai stato utilizzato.

403 Forbidden : La richiesta è legittima ma il server si rifiuta di soddisfarla. Contrariamente al codice 401 Unauthorized, l’autenticazione non ha effetto.

404 Not Found : La risorsa richiesta non è stata trovata ma in futuro potrebbe essere disponibile.

405 Method Not Allowed : La richiesta è stata eseguita usando un metodo non permesso. Ad esempio questo accade quando di usa il metodo GET per inviare dati da presentare con un metodo POST.

406 Not Acceptable

407 Proxy Authentication Required

408 Request Timeout : Il tempo per inviare la richiesta è scaduto e il server ha terminato la connessione.

409 Conflict

410 Gone : Indica che la risorsa richiesta non è più disponibile e non lo sarà più in futuro.

411 Length Required : La richiesta non specifica la propria dimensione come richiesto dalla risorsa richiesta.

412 Precondition Failed 413 Request Entity Too Large : La richiesta è più grande di quanto il server possa gestire.

414 Request-URI Too Long : L’URI richiesto è troppo grande per essere processato dal server.

415 Unsupported Media Type : L’entità della richiesta è di un tipo non accettato dal server o dalla risorsa richiesta.

416 Requested Range Not Satisfiable

417 Expectation Failed

418 I’m a teapot : Questo è un tipico pesce d’aprile dell’ITEF (RFC 2324). Non si aspettano implementazioni in alcun server HTTP.

426 Upgrade Required (RFC 2817) : Il client dovrebbe cambiare il protocollo ed usare ad esempio il TLS/1.0. 449 Retry With Estensione di Microsoft: The request should be retried after doing the appropriate action.

 

5xx Server Error : Il server ha fallito nel soddisfare una richiesta apparentemente valida.

500 Internal Server Error : Messaggio di errore generico senza alcun dettaglio.

501 Not Implemented : Il server non è in grado di soddisfare il metodo della richiesta.

502 Bad Gateway

503 Service Unavailable : Il server non è al momento disponibile. Generalmente è una condizione temporanea.

504 Gateway Timeout

505 HTTP Version Not Supported : Il server non supporta la versione HTTP della richiesta.

509 Bandwidth Limit Exceeded : Questo codice di stato, benché usato da molti server, non è un codice di stato ufficiale in quanto non è specificato in alcuna RFC.

 

 

Registrare un dominio attribuisce in modo univoco un nome ad uno spazio web in modo da rendere l’indirizzo del sito web unico. Tramite la registrazione del dominio acquistate in esclusiva il nome del vostro sito web.

Scegliere il nome giusto di un dominio è fondamentale per il futuro del vostro sito web e della vostra attività. Un nome troppo lungo, la gente non sarà in grado di ricordarlo, scegliendone uno che non si adatta alla vostra attività, potrebbe danneggiarvi nel lungo periodo.

Un nome di dominio deve essere breve, facile da ricordare e facile da pronunciare. Non deve contenere trattini e numeri, che possono complicare la memorizzazione. Si deve adattare bene sui vostri biglietti da visita o qualsiasi altra pubblicità intendiate utilizzare: annunci di giornale, pagine gialle, annunci radio o altro.

Quando qualcuno viene a conoscenza del vostro dominio per la prima volta, dovrebbero essere già in grado di indovinare istantaneamente e con precisione al tipo di contenuto che può essere trovato sul vostro sito, quindi scegliete delle parole che riconducano direttamente alla vostra attività e se è possibile al vostro settore.

Per finire, è consigliabile registrare un’estensione conosciuta, la maggior parte della gente memorizza con facilità le classiche estensioni .it .eu .com .net .org

 

Vuoi registrare un dominio?

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L’ente internazionale preposto ai nomi a dominio Icann ha stabilito che le compagnie private potranno utilizzare il proprio nome come suffisso dei propri siti web. Gli esperti: “Il più grande cambiamento dalla creazione del dotcom”

SINGAPORE – Le imprese private su internet d’ora in poi potranno utilizzare il loro nome nel suffisso del dominio, per esempio al posto dei suffissi .org o .net: lo ha stabilito l’ente internazionale preposto ai nomi a dominio Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), il cui consiglio di amministrazione si è riunito oggi a Singapore.

“Si tratta del maggiore cambiamento concernente i nomi di dominio dalla creazione di ‘dotcom’ (.com) 26 anni fa”, ha spiegato Theo Hnarakis, direttore del Melbourne It Digital Brand Services, società con sede in California specializzata in servizi internet. Insomma non solo più “.com” o “.gov”, nasceranno i siti “.apple” o “.fiat”. “L’Icann ha aperto il sistema dei nomi per scatenare l’immaginazione globale – ha detto il consiglio dell’ente alla fine della riunion e- La decisione di oggi rispetta il diritto dei gruppi di creare domini a livello massimo in ogni lingua o scrittura”. “Speriamo che questa permetta al sistema dei nomi a dominio di servire meglio tutta l’umanità”, ha spiegato il presidente dell’Icann Rod Beckstrom.

Le richieste verranno accolte a partire dal 12 gennaio 2012. Secondo gli esperti i primi a fare domanda saranno le grandi corporation e le città, per registrare i domini generici (gTLD) di marchi famosi, o nomi di luoghi, come “.newyork”. Al momento esistono solo 22 gTLD (come “.com”, “.info”, “.org”), più circa 250 domini con nomi di paesi (come “.it”, “.uk”). Dopo questo cambiamento si attendono centinaia di nuovi gTLD.

A beneficiare di più di questa novità saranno le “grandi marche con un marketing chiaro e una strategia orientata verso i clienti, che consente loro di sfuttare il proprio nome in modo competitivo”, dice Hnarakis. Grandi gruppi come Apple, Toyota o Bmw, ad esempio, potranno lanciare a pagamento siti con il loro nome a suffisso.

La Icann, nata nel 1998, è un’azienda no profit che conta partecipanti da tutto il mondo e opera nell’intento di rendere internet sicura e stabile, coordinando gli indirizzi della rete in tutto il mondo.

Fonte repubblica.it