Wordpress

Come ottimizzare le performance del vostro blog WordPress per migliorarne la velocità e il caricamento delle pagine?

Semplice!  In questo articolo abbiamo messo a confronto 2 Plugin per WordPress.

Invece in questa mini-guida vi spieghiamo come configurare al meglio Wp-SuperCache che sembra più performante (secondo noi) rispetto a W3-TotalCache citato nell’articolo precedente.

 

Installare Wp-SuperCache

Per installare Wp-SuperCache, bisogna prima di tutto scaricarlo, si può scaricare da qui o installare dalla pagina dei Plugin cliccando su “Aggiungi Nuovo”.

Una volta installato Wp Supercache, bisogna abilitarlo cliccando su Cache Attiva ed Aggiorna lo stato. (Vedi Figura)

 

 

Subito dopo, andiamo nella pagina Avanzato, clicchiamo su Utilizza mod_rewrite per servire i file in cache, su Compressione delle pagine in modo che esse siano servite più rapidamente ai visitatori, su Non servire pagine cache per gli utenti conosciuti, su Rigenerazione cache, clicchiamo su Aggiorna Stato.

Per finire clicchiamo su Aggiorna le regole Mod_Rewrite e Aggiorna lo Stato.

 

Bene, arrivati a questo punto, andiamo nella pagina Pre-Carica, modifichiamo Ricarica i file della cache da 0 a 3600, clicchiamo su  Modalità pre-carica e Aggiorna Impostazioni

 

La configurazione è finita, provate adesso a navigare nel vostro sito, noterete subito il cambiamento di velocità nell’apertura delle pagine.

Insieme a Wp-SuperCache consigliamo anche di installare WP Minify riduce il numero dei file serviti dal server unendo insieme i file Javascript e CSS.

 

Nel caso in cui avete installato Wp-SuperCache e Wp-Minify e rilevate un errore di visualizzazione tipo questo:

Sarà necessario disattivare la voce Compressione delle pagine… poi svuotare la cache.

 

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Alla Prossima.

 

 

Trasferire WordPress con Duplicator permette di copiare file, database, temi, plugin e configurazione su un nuovo hosting o dominio attraverso un archivio e un programma di installazione guidato. La procedura è accessibile anche senza lavorare manualmente sulle query SQL, ma richiede attenzione: una migrazione può sovrascrivere dati e i file dell’installer non devono restare pubblici.

Questa guida descrive il flusso classico disponibile con Duplicator. Le voci dell’interfaccia possono variare leggermente fra versione Lite e Pro.

Prima del trasferimento: cosa serve

  • accesso amministratore al WordPress di origine;
  • File Manager, SFTP o FTP per origine e destinazione;
  • un database vuoto con nome, utente, password e host;
  • spazio disco sufficiente per archivio ed estrazione;
  • versione PHP e database compatibili con il sito;
  • una finestra di manutenzione se il sito riceve ordini o nuovi contenuti.

Prima di iniziare aggiorna Duplicator da una fonte ufficiale e crea un backup indipendente. Scarica il backup anche sul computer o su uno storage esterno: lasciare l’unica copia nello stesso account non protegge da guasti o cancellazioni.

1. Preparare il sito di origine

Elimina soltanto cache e file temporanei ricostruibili, quindi controlla spazio occupato e dimensione del database. Non cancellare media o backup senza averne verificato il contenuto. Metti in pausa attività che cambiano continuamente i dati, come ordini e pubblicazione, durante la copia finale.

Controllare requisiti e compatibilità

Annota versione PHP, estensioni necessarie, configurazione del database, cron, regole personalizzate e servizi esterni. Se il nuovo server usa una versione PHP diversa, prova prima il sito in staging. Un trasferimento completato non garantisce che plugin e tema siano compatibili con il nuovo ambiente.

Valutare cosa escludere

Cache, vecchi backup e log molto grandi possono rendere il pacchetto inutilmente pesante. Escludili solo se sai che non servono al sito. Non escludere wp-content/uploads, plugin personalizzati o file applicativi senza un piano per copiarli separatamente.

2. Creare il backup con Duplicator

Nel pannello WordPress apri Duplicator > Backups e crea un nuovo backup. Inserisci un nome riconoscibile, verifica filtri e avvia la scansione. Leggi tutti gli avvisi: dimensioni elevate, file non leggibili, nomi particolari o timeout possono richiedere una correzione prima della creazione.

Avvia la generazione e attendi il completamento senza chiudere forzatamente la richiesta. Se la procedura fallisce, consulta il log di Duplicator e i log PHP; non ripetere molte volte lasciando pacchetti incompleti sul server.

3. Scaricare archivio e installer

Al termine scarica entrambi i file del flusso classico:

  • l’archivio, normalmente in formato .zip o .daf;
  • il file installer.php.

Conserva i nomi originali e verifica che i download siano completi. Questi file contengono l’intero sito e il database: trattali come dati sensibili, non inviarli tramite canali non protetti e non conservarli in cartelle pubbliche più del necessario.

Il produttore descrive i passaggi nella documentazione ufficiale per la Classic Installation di Duplicator.

4. Preparare il nuovo hosting

Crea il dominio o sottodominio nel pannello hosting e individua la sua document root. Per un’installazione classica la directory di destinazione dovrebbe essere vuota, fatta eccezione per archivio e installer. Se contiene già un sito, non sovrascriverlo senza backup: la modalità overwrite ha conseguenze diverse.

Creare il database

Crea un database e un utente dedicato, assegna tutti i privilegi necessari sul solo database interessato e annota l’host MySQL. Su molti hosting l’host è localhost, ma non è una regola universale.

Controllare spazio e limiti PHP

L’estrazione può richiedere molto più spazio della dimensione compressa. Verifica quota, inode, tempo massimo di esecuzione e permessi di scrittura. Se il pacchetto è molto grande, valuta il caricamento via SFTP e le opzioni di estrazione offerte dal provider.

5. Caricare i file e avviare installer.php

Carica archivio e installer.php nella directory corretta. Apri nel browser un indirizzo simile a:

https://esempio.it/installer.php

Usa HTTPS quando disponibile e limita l’esposizione dell’installer. Duplicator esegue una validazione dell’ambiente: leggi avvisi e dettagli prima di accettare le condizioni e proseguire.

Inserire le credenziali del database

Immetti host, nome database, utente e password creati in precedenza, quindi usa il test di connessione. Assicurati di aver selezionato il database giusto: l’installazione può rimuovere o sovrascrivere tabelle esistenti.

Verificare URL e percorsi

Controlla attentamente vecchio e nuovo indirizzo, protocollo, percorso e titolo. Duplicator aggiorna i riferimenti serializzati nel database con una procedura compatibile con WordPress; evitare sostituzioni SQL manuali riduce il rischio di danneggiare dati serializzati.

6. Provare il sito prima del cambio DNS

Quando possibile testa la copia usando un URL temporaneo, una preview del provider o una modifica locale del file hosts. In questo modo puoi controllare il nuovo server senza indirizzare subito tutti i visitatori.

Verifica almeno:

  • home page, pagine interne e permalink;
  • accesso a wp-admin e salvataggio dei contenuti;
  • immagini, CSS, JavaScript e font;
  • moduli email, SMTP, account e reimpostazione password;
  • carrello, checkout, pagamenti e webhook se presenti;
  • cache, cron, backup e certificato SSL;
  • assenza di riferimenti al vecchio dominio nel codice generato.

Se emerge un errore critico, non cancellare subito la copia di origine. La guida Xlogic sul crash causato da un plugin WordPress spiega come leggere i log e disattivare il componente in modo reversibile.

7. Cambiare DNS riducendo il disservizio

Prima del cambio abbassa il TTL con sufficiente anticipo, se la configurazione lo consente. Esegui una sincronizzazione finale dei dati quando il sito riceve ordini, commenti o registrazioni; altrimenti le modifiche avvenute dopo la creazione del pacchetto resteranno sul vecchio server.

Aggiorna i record necessari senza eliminare servizi estranei, come posta e verifiche di dominio. La propagazione non è istantanea per tutti i resolver. Mantieni attivo il vecchio hosting finché traffico, email e funzioni principali risultano stabili sul nuovo ambiente.

8. Rimuovere i file di installazione

Al termine accedi alla bacheca e usa la funzione di Duplicator per eliminare i file d’installazione. Controlla poi con File Manager che archivio, installer.php, log e file temporanei non siano più raggiungibili dal web.

Questo passaggio è obbligatorio: l’archivio può contenere database, utenti, configurazioni e altre informazioni riservate. Se la pulizia automatica non riesce, rimuovi manualmente soltanto i file elencati da Duplicator dopo aver verificato che il sito funzioni.

9. Operazioni successive alla migrazione

  1. salva nuovamente i permalink solo se le riscritture non funzionano;
  2. rigenera cache e asset ottimizzati;
  3. controlla cron, DNS, SSL, email e backup automatici;
  4. verifica proprietà e permessi di file e cartelle;
  5. esegui una scansione dei log per errori PHP e HTTP;
  6. crea un nuovo backup sul server di destinazione;
  7. rimuovi pacchetti residui anche dal sito di origine quando non servono più.

Errori comuni durante il trasferimento

Timeout durante creazione o estrazione

Riduci il pacchetto escludendo cache e backup, controlla risorse e spazio, oppure usa il formato archivio e le modalità consigliate dalla documentazione del plugin. Non aumentare indiscriminatamente i limiti su un hosting condiviso.

Errore di connessione al database

Ricontrolla host, nome completo del database, nome completo dell’utente, password e privilegi. Nei pannelli hosting può essere aggiunto automaticamente un prefisso ai nomi.

Redirect continui o contenuti misti

Controlla URL WordPress, URL sito, regole HTTPS, proxy/CDN e cache. Evita più sistemi che forzano il protocollo contemporaneamente. Cerca vecchi riferimenti soltanto con strumenti compatibili con i dati serializzati.

Conclusione

Trasferire WordPress con Duplicator è affidabile quando il pacchetto viene preparato con cura, il nuovo ambiente è compatibile e la copia viene testata prima del cambio DNS. Backup esterno, database corretto e rimozione immediata dei file d’installazione sono i tre controlli che non devono mai mancare.

E’ stata ufficialmente rilasciata la versione 3.3 di WordPress, denominata “Sonny” in onore del grande sassofonista jazz Sonny Stitt. In questa versione, gli sviluppatori si sono concentrati in particolare sul miglioramento delle prestazioni, compatibilità del backend con i nuovi standard Web, menu a tendina, top menu modificato con integrazione del template e dei plugin più utilizzati, inoltre è stato implementato un nuovo motore JQuery, una performante gestione del permalink e l’editor di nuove API.

Video – WordPress 3.3 Sonny

 

WordPress 3.3 è disponibile tramite l’aggiornamento automatico oppure tramite il seguente link: http://wordpress.org/download/.

Al seguente link è possibile visualizzare l’elenco di tutti i miglioramenti apportati in questa versione: http://codex.wordpress.org/Version_3.3

Prima di eseguire l’aggiornamento a WordPress 3.3 è consigliabile effettuare un backup di sicurezza del vostro spazio web e del database, inoltre controllate che i vostri plugin siano compatibili con questa versione.

NB: Aggiornare alla versione Inglese non crea alcun problema, troverete alcune scritte non tradotte in Italiano e le stesse le troverete in Italiano non appena aggiornerete alla versione Italiana.

 

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Alla Prossima.

 

Oggi vi proponiamo alcune applicazioni che permettono di gestire WordPress tramite Mobile.

WordPress per iOS

WordPress per iOS è un applicazione che permette di scrivere messaggi, caricare foto, modificare pagine e gestire i commenti sul tuo blog con iPhone, iPad o iPod touch.

Per saperne di più | Scarica

 

WordPress per Android

Scrivi nuovi messaggi per il tuo blog WordPress, modifica i contenuti e gestisci i commenti, tutto sul tuo dispositivo Android.

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WordPress per BlackBerry

Posta sul tuo blog WordPress dal tuo BlackBerry. Gestione dei commenti e dei media, caricamento video con questa app nativa per BlackBerry.

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WordPress per Windows Phone 7

WordPress per Windows Phone 7 rende semplice gestire il tuo blog. Scrivere e modificare dei post o delle pagine è un gioco da ragazzi, oltre ad essere in grado di moderare i commenti e controllare le statistiche.

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WordPress per Nokia

WordPress per Nokia permette di modificare i contenuti esistenti del blog, aggiungere nuovi post e pagine, gestire i commenti e molto altro – direttamente dal vostro S60 o Maemo-powered Nokia.

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WordPress per WebOS

WordPress per webOS rappresenta un nuovo modo di fare blog. Esso utilizza pannelli scorrevoli che rende la gestione dei contenuti esistenti sul tuo blog intuitivo e potente. E quando sei pronto per iniziare a postare, l’editor visuale aiuta a comporre i messaggi.

Per saperne di più | Scarica

 

Alla Prossima.

 

In WordPress la funzionalità di Manutenzione non è integrata di default e questo è molto scomodo per i webmaster che stanno realizzando un blog o cambiando le caratteristiche del proprio sito, perchè l’utente potrebbe vedere la pagina in un modo non voluto o peggio trovarsi di fronte ad un errore.

Per rimediare a questa mancanza sono stati creati degli ottimi plugin che consentono di mettere il sito in manutenzione con pochissimi clic. Noi ne abbiamo provati alcuni e oggi dopo varie prove recensiamo il migliore (secondo noi).

 

ThemeFuse Maintenance Mode

ThemeFuse Maintenance Mode è un plugin che permette di informare gli utenti quando il tuo nuovo sito sarà messo online, mentre si sta lavorando sulla costruzione di esso.

Guarda la demo dal vivo

Caratteristiche principali:

Integrazione Twitter
Form Newsletter
Conto alla rovescia tempo residuo
Messaggio personalizzato amministratore
Sfondo personalizzato
Logo personalizzato

 

Altri Plugin per la Manuntenzione:

Maintenance Mode

WP Maintenance Mode

CGC Maintenance Mode

 

Alla Prossima.

 

Se utilizzate WordPress e volete presentare il contenuto del vostro Blog in più lingue è possibile trasformarlo in un sito web multilingue tramite l’uso di Plugin specifici.

Oggi vi presentiamo 5 plugin che svolgono egregiamente questo lavoro, sono Wpml, ZdMultiLang, qTranslate, xLanguage e WordPress Language Switcher.

 

Attenzione: scegliere l’ URL è la prima considerazione da fare prima di lanciare un sito multilingue. Dal punto di vista SEO, avendo un URL differente si otterranno maggiori vantaggi e si eviteranno contenuti duplicati.

Oltre il contenuto, l’URL tradotto è anche molto importante. Ci sono due modi diversi di presentare il vostro URL:

  1. E’ possibile avere il permalink stesso per il contenuto tradotto e aggiungere una bandierina della lingua e alla fine della URL (es: www.dominio.it/multi-language-article/?lang=en, www.dominio.it/multi- lingua-articolo/? lang =es, www.dominio.com/multi-language-article/?lang=zh) (in alcuni casi genera contenuti duplicati)
  2. Il contenuto tradotto avrà URL assolutamente diverse.

 

Ecco i 5 plugin WordPress per gestire il sito web multilingue.

 

1. WPML

A nostro parere  WPML  è uno dei più potenti plugin per WordPress, permette di tradurre ogni aspetto del vostro sito in più lingue.

In pratica è in grado di restituire gli articoli e le pagine del sito per le lingue che avete scelto con il titolo, URL, contenuto e metatag.  E’ possibile anche tradurre categorie e tag, mentre per la parte pubblica è disponibile un widget con bandierine e nome lingua per scegliere la propria. Ampie le possibilità di personalizzazione del plugin: disponibile un portale di supporto, dove stati creati anche plugin del plugin per alcune particolari funzionalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. ZdMultiLang

È possibile definire più lingue e tradurre post, tag e categorie,  utilizzando l’interfaccia aggiunta al pannello di amministrazione di WordPress.Aggiungere una nuova lingua definita dall’utente è molto semplice attraverso il pannello di amministrazione, ma ci sono un paio di cose importanti da verificare prima di aggiungere una nuova lingua.Ad esempio, il codice della lingua e il permalink lingua.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. qTranslate

qTranslate è un altro potente plugin multilingua per WordPress. Come WPML ha dei vantaggi,  perché consente agli utenti di aggiungere nuove lingue nel sistema attraverso la pagina di configurazione. In termini di struttura degli URL, qTranslate fornisce tre modalità per rendere il vostro URL Seo friendly.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4. xLanguage

xLanguage è un altro plugin completo che vi permetterà di avere un blog multilingua. xLanguage agisce sui post del blog, pagine, tag e categorie. xLanguage utilizza i tag per differenziare le diverse lingue e servire il contenuto per l’utente in base alla loro lingua selezionata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. WordPress Language Switcher Plugin

Configurare questo plugin richiede molto lavoro e non è semplice, sul sito ufficiale troverete una guida molto completa che comprende l’installazione, le modifiche al plugin e al tema, il suo utilizzo, etc.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esistono molti altri plugin per il multilingua di WordPress è possibile trovarli nella Plugin Directory