WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3 sono piattaforme diverse, con comunità, tecnologie e storie differenti.
Da qualche tempo, però, le organizzazioni che le rappresentano stanno collaborando all’interno della Open Website Alliance, un’iniziativa dedicata ai CMS open source e più in generale alla tutela e allo sviluppo del Web aperto.
La notizia è tornata particolarmente attuale il 21 settembre 2026, quando WordPress ha annunciato che Mary Hubbard, in rappresentanza della WordPress Foundation, ha assunto la presidenza a rotazione dell’Alliance.
Questo non significa che WordPress abbia comprato Joomla, che Drupal venga integrato in WordPress o che i quattro CMS stiano per diventare un’unica piattaforma.
La Open Website Alliance è invece un organismo di collaborazione attraverso il quale le organizzazioni dietro alcuni dei principali CMS open source possono confrontarsi su temi comuni come:
- open source;
- sicurezza;
- qualità del software;
- regolamentazione;
- standard aperti;
- libertà di scelta;
- futuro del Web.
Vediamo quindi cos’è realmente la Open Website Alliance, chi ne fa parte e cosa potrebbe significare per chi gestisce un sito Web.
Cos’è la Open Website Alliance?
La Open Website Alliance, abbreviata spesso in OWA, è un organismo nato per facilitare la collaborazione tra progetti di Content Management System gratuiti e open source.
Il sito ufficiale la definisce come una:
community of communities
cioè una comunità formata da altre comunità.
L’obiettivo dichiarato è permettere ai diversi progetti di:
- condividere buone pratiche;
- collaborare su questioni comuni;
- promuovere i principi dell’open source;
- discutere sicurezza e affidabilità;
- affrontare temi normativi;
- sostenere un Web aperto e decentralizzato.
Puoi consultare direttamente il sito ufficiale della Open Website Alliance.
Chi fa parte della Open Website Alliance?
I membri indicati ufficialmente sono rappresentati dalle rispettive organizzazioni internazionali.
| CMS | Organizzazione rappresentante |
|---|---|
| WordPress | WordPress Foundation |
| Drupal | Drupal Association |
| Joomla | Open Source Matters |
| TYPO3 | TYPO3 Association |
Non sono quindi semplicemente quattro aziende commerciali che hanno firmato un accordo.
A partecipare sono le organizzazioni comunitarie che rappresentano i rispettivi progetti open source.
WordPress ora presiede la Open Website Alliance?
Sì, ma è importante capire cosa significa.
Il 21 settembre 2026 Mary Hubbard ha annunciato di aver assunto la presidenza della Open Website Alliance in rappresentanza della WordPress Foundation.
La presidenza non è permanente.
Secondo WordPress, si tratta infatti di un ruolo che ruota tra i membri dell’Alliance.
Non significa quindi che WordPress controlli Drupal, Joomla o TYPO3.
La struttura è pensata per mantenere l’indipendenza dei diversi membri.
La notizia completa è disponibile nell’annuncio ufficiale WordPress Takes Its Turn Leading the Open Website Alliance.
La Open Website Alliance è una nuova società?
No.
Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti da chiarire.
Lo statuto ufficiale specifica che la Open Website Alliance:
non è un’entità legale.
È un organismo di collaborazione.
Questo significa che l’Alliance non può:
- prendere decisioni per conto di WordPress;
- prendere decisioni per conto di Drupal;
- prendere decisioni per conto di Joomla;
- prendere decisioni per conto di TYPO3;
- firmare contratti al posto dei membri;
- controllare direttamente lo sviluppo dei CMS.
Ogni progetto continua quindi a mantenere la propria organizzazione e governance.
Il testo completo è disponibile nel Charter ufficiale della Open Website Alliance.
WordPress, Joomla, Drupal e TYPO3 si stanno fondendo?
No.
WordPress rimane WordPress.
Drupal rimane Drupal.
Joomla rimane Joomla.
TYPO3 rimane TYPO3.
I quattro CMS continuano ad avere:
- codice differente;
- comunità differenti;
- release differenti;
- plugin o estensioni differenti;
- architetture differenti;
- roadmap indipendenti.
La collaborazione riguarda principalmente temi nei quali questi progetti condividono interessi comuni.
Perché CMS concorrenti dovrebbero collaborare?
Perché non tutti i problemi del Web riguardano la competizione tra piattaforme.
Ci sono temi che interessano contemporaneamente praticamente tutti i CMS.
Per esempio:
- sicurezza del software;
- normative;
- standard Web;
- accessibilità;
- software open source;
- privacy;
- qualità delle comunità;
- sostenibilità dei progetti.
Su queste questioni può avere senso per progetti differenti confrontarsi e condividere esperienze.
Cosa c’entra il Cyber Resilience Act?
La collaborazione tra le comunità di WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3 si era rafforzata anche durante il confronto relativo al Cyber Resilience Act dell’Unione Europea.
WordPress spiega che le quattro comunità avevano lavorato insieme per comunicare ai responsabili delle politiche europee le caratteristiche particolari dei grandi progetti open source.
Il tema è importante perché un CMS open source non funziona necessariamente come un produttore tradizionale di software proprietario.
Il codice può essere sviluppato da:
- dipendenti;
- aziende;
- freelance;
- volontari;
- traduttori;
- designer;
- ricercatori;
- intere comunità.
Cos’è il Cyber Resilience Act?
Il Cyber Resilience Act, spesso abbreviato in CRA, è una normativa europea dedicata alla sicurezza dei prodotti con elementi digitali.
Tra gli obiettivi dichiarati dalla Commissione europea vi sono requisiti di sicurezza durante il ciclo di vita dei prodotti e procedure per la gestione e la segnalazione di determinate vulnerabilità e incidenti.
Dall’11 settembre 2026 sono diventati applicabili specifici obblighi di segnalazione relativi alle vulnerabilità attivamente sfruttate e agli incidenti gravi previsti dal regolamento.
Le principali disposizioni del CRA diventeranno invece applicabili dall’11 dicembre 2027.
Per i dettagli normativi è opportuno consultare le fonti ufficiali della Commissione europea sul Cyber Resilience Act.
Perché il Cyber Resilience Act interessa l’open source?
Il software open source presenta caratteristiche particolari.
Non sempre esiste una singola azienda che:
- possiede tutto il codice;
- impiega tutti gli sviluppatori;
- vende direttamente il prodotto;
- controlla ogni distribuzione;
- decide autonomamente la roadmap.
Molti progetti sono sviluppati attraverso comunità internazionali e possono essere utilizzati liberamente da aziende e utenti differenti.
Per questo le organizzazioni open source hanno partecipato al confronto pubblico per chiarire ai legislatori come funzionano realmente questi ecosistemi.
La Open Website Alliance fa politica?
L’Alliance svolge anche attività di advocacy sui temi che riguardano open source e Web aperto.
Nel proprio statuto dichiara infatti di voler promuovere e difendere i diritti dei progetti open source e contribuire al dibattito sui temi che li riguardano.
Questo può includere il confronto con istituzioni e decisori pubblici quando normative o politiche digitali possono avere conseguenze sui progetti rappresentati.
Ogni iniziativa concreta va però valutata separatamente sulla base delle posizioni ufficialmente pubblicate dall’Alliance e dai singoli membri.
Cos’è il Web aperto?
Il concetto di open web non significa semplicemente “sito gratuito”.
Nel manifesto della Open Website Alliance vengono evidenziati alcuni principi.
Tra questi:
- libertà di utilizzare e modificare tecnologie;
- decentralizzazione;
- partecipazione;
- accessibilità;
- possibilità di scelta;
- privacy;
- sicurezza.
L’Alliance presenta questi elementi come parte della propria visione del Web e del ruolo che il software open source dovrebbe avere al suo interno.
Open source significa necessariamente gratuito?
No.
È possibile che un software open source sia disponibile gratuitamente, ma il concetto di open source riguarda soprattutto la licenza e le libertà concesse sul codice.
Intorno a un progetto open source possono esistere servizi commerciali come:
- hosting;
- sviluppo;
- assistenza;
- plugin premium;
- temi;
- consulenza;
- sicurezza;
- backup;
- manutenzione.
WordPress ne è probabilmente l’esempio più conosciuto.
Open source e piattaforme proprietarie: qual è la differenza?
In una piattaforma proprietaria, normalmente il fornitore controlla tecnologia, infrastruttura e condizioni di utilizzo del servizio.
Con un CMS open source, invece, il software può generalmente essere installato su infrastrutture differenti nel rispetto della relativa licenza.
Questo può rendere più semplice separare:
software → hosting → dominio.
Per esempio, un sito WordPress self-hosted può essere trasferito da un provider a un altro portando con sé file e database.
Naturalmente la facilità della migrazione dipende anche da plugin, configurazioni e servizi esterni utilizzati.
La Open Website Alliance vuole eliminare i sistemi proprietari?
Lo statuto dell’Alliance esprime una posizione chiaramente favorevole all’adozione di software open source e afferma che i membri intendono promuoverne i benefici rispetto ai sistemi proprietari.
Questa è la posizione dell’organizzazione.
Per chi deve scegliere una piattaforma, la decisione concreta dipende invece da diversi elementi:
- tipo di progetto;
- competenze disponibili;
- budget;
- necessità di personalizzazione;
- portabilità;
- manutenzione;
- integrazioni;
- supporto richiesto.
Cosa cambia oggi per un normale sito WordPress?
Nell’immediato, probabilmente nulla dal punto di vista tecnico.
Un sito WordPress non deve:
- installare un nuovo plugin;
- cambiare tema;
- modificare database;
- cambiare hosting;
- attivare una funzione OWA;
- migrare verso Joomla o Drupal.
La Open Website Alliance opera a livello di collaborazione tra le organizzazioni che rappresentano i progetti.
Cambieranno gli aggiornamenti di WordPress?
Non c’è alcuna indicazione secondo cui l’Alliance debba unificare i sistemi di aggiornamento dei quattro CMS.
WordPress continuerà a pubblicare le proprie release.
Drupal continuerà con il proprio ciclo di sviluppo.
Lo stesso vale per Joomla e TYPO3.
La collaborazione può eventualmente permettere alle comunità di condividere esperienze e buone pratiche, ma non significa avere una roadmap tecnica unica.
La sicurezza potrebbe beneficiare della collaborazione?
La sicurezza è uno dei temi sui quali comunità open source differenti possono condividere esperienze.
I CMS affrontano problemi simili:
- vulnerabilità;
- responsible disclosure;
- patch;
- aggiornamenti;
- estensioni di terze parti;
- dipendenze;
- incident response;
- comunicazione agli utenti.
Condividere pratiche e informazioni generali può quindi essere utile pur mantenendo team di sicurezza separati.
WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3 restano concorrenti?
Sì, nel senso che continuano a essere soluzioni differenti che possono essere scelte per realizzare un sito.
Ogni piattaforma ha:
- un proprio ecosistema;
- una propria community;
- un proprio modello di sviluppo;
- proprie estensioni;
- proprie caratteristiche tecniche.
La collaborazione attraverso la Open Website Alliance non elimina queste differenze.
Perché WordPress partecipa alla Open Website Alliance?
Nell’annuncio del settembre 2026, WordPress collega la partecipazione all’Alliance alla propria missione di democratizzare la pubblicazione e alla difesa delle libertà associate all’open source.
WordPress aveva annunciato la propria partecipazione alla Open Website Alliance già nel 2024.
L’assunzione della presidenza nel 2026 rappresenta quindi una nuova fase di una collaborazione iniziata precedentemente.
Che ruolo ha Mary Hubbard?
Mary Hubbard rappresenta la WordPress Foundation nella Open Website Alliance ed è indicata sul sito ufficiale come presidente attuale.
Il ruolo è però previsto come incarico a rotazione tra i membri.
Questo modello mira a evitare che l’Alliance venga identificata permanentemente con un unico CMS.
La Open Website Alliance può decidere cosa farà WordPress?
No.
Il Charter è molto chiaro.
L’Alliance non può prendere decisioni per conto dei propri membri.
Non può quindi imporre a WordPress:
- nuove funzioni;
- una particolare release;
- una licenza differente;
- una modifica del core;
- un modello commerciale.
Lo stesso principio vale per Drupal, Joomla e TYPO3.
Possono entrare altri CMS?
Lo statuto prevede la possibilità di nuovi membri.
Per essere ammesso, un progetto deve soddisfare i requisiti previsti dal Charter.
Tra questi c’è la necessità di essere un sistema di gestione dei contenuti Web libero e open source distribuito esclusivamente tramite una o più licenze approvate dalla Open Source Initiative.
Esistono anche gli affiliati
Oltre ai membri, il Charter prevede lo status di affiliate.
Gli affiliati possono partecipare alle riunioni, ma non dispongono del diritto di voto previsto per i membri.
Il sito ufficiale indica attualmente tra gli affiliati anche FAIR Package Manager.
Open Website Alliance e AI
L’intelligenza artificiale rappresenta inevitabilmente uno dei temi che stanno cambiando il Web.
Oggi l’AI può già:
- generare siti;
- scrivere codice;
- creare immagini;
- produrre contenuti;
- interagire con CMS;
- automatizzare attività;
- interrogare API;
- modificare pagine.
Questo rende ancora più importante il dibattito su interoperabilità, standard aperti, controllo dei dati e possibilità di migrare tra piattaforme.
L’AI renderà inutili i CMS?
Non necessariamente.
Un’intelligenza artificiale può generare una pagina, ma un sito reale continua ad avere bisogno di strutture per gestire:
- contenuti;
- utenti;
- permessi;
- media;
- database;
- revisioni;
- SEO;
- sicurezza;
- pubblicazione.
I CMS potrebbero quindi evolversi integrando sempre più strumenti AI invece di essere semplicemente sostituiti.
Open source e AI: perché la portabilità diventa importante?
Quando un sito viene creato interamente dentro una singola piattaforma proprietaria, potrebbe essere più difficile trasferire l’intero progetto altrove.
Con sistemi basati su file, database e standard documentati, invece, possono esistere più possibilità di migrazione.
La portabilità reale dipende comunque dall’architettura utilizzata.
Anche un sito open source può diventare fortemente dipendente da:
- plugin proprietari;
- API esterne;
- builder;
- servizi SaaS;
- integrazioni specifiche.
Non basta quindi installare un CMS open source per garantire automaticamente completa indipendenza tecnologica.
Open Website Alliance e hosting
Un altro aspetto importante riguarda la separazione tra CMS e infrastruttura.
WordPress, Joomla, Drupal e TYPO3 sono software.
Per funzionare hanno comunque bisogno di un ambiente che fornisca elementi come:
- server Web;
- PHP;
- database;
- storage;
- DNS;
- SSL;
- backup;
- email;
- sicurezza.
La scelta del CMS e quella del provider hosting rimangono quindi due decisioni differenti.
Un CMS open source permette di cambiare hosting?
Uno dei vantaggi pratici dei CMS self-hosted è normalmente la possibilità di trasferire file e database su un’altra infrastruttura compatibile.
Per WordPress, per esempio, una migrazione comprende generalmente:
- file;
- database;
- configurazione;
- DNS;
- SSL;
- email, se ospitate sullo stesso provider.
Un sito ben progettato dovrebbe quindi essere costruito pensando anche alla possibilità futura di migrazione.
Hosting e open source su Xlogic
Xlogic utilizza un’infrastruttura compatibile con i principali CMS PHP e mette a disposizione, sui servizi previsti, tecnologie come:
- cPanel;
- LiteSpeed Enterprise;
- LSCache;
- CloudLinux;
- SSD NVMe;
- Imunify360;
- JetBackup.
Questo permette di mantenere separati il software utilizzato per il sito e l’infrastruttura che lo ospita.
Puoi consultare le caratteristiche dei piani Hosting WordPress Xlogic oppure dei piani Hosting Condiviso.
La libertà di cambiare provider è parte del Web aperto?
La Open Website Alliance pone particolare attenzione a concetti come scelta, decentralizzazione e controllo.
Dal punto di vista pratico, per il proprietario di un sito è utile mantenere sempre il controllo di:
- dominio;
- file;
- database;
- backup;
- credenziali;
- codice;
- dati.
Questi elementi facilitano eventuali migrazioni future.
Open Website Alliance e sicurezza dei plugin
Uno dei problemi più complessi per qualsiasi CMS moderno è l’ecosistema delle estensioni.
WordPress ha plugin.
Joomla utilizza estensioni.
Drupal dispone di moduli.
TYPO3 utilizza extensions.
L’ecosistema di terze parti amplia enormemente le possibilità dei CMS, ma aumenta anche il numero di componenti da mantenere aggiornati.
Per questo sicurezza e qualità sono temi comuni alle diverse comunità.
Open source significa più sicuro?
Non automaticamente.
La possibilità di ispezionare il codice è una caratteristica dell’open source, ma la sicurezza reale dipende anche da:
- qualità del codice;
- rapidità delle patch;
- manutenzione;
- configurazione;
- aggiornamenti;
- infrastruttura;
- comportamento degli utenti.
Allo stesso modo, software proprietario non significa automaticamente software più o meno sicuro.
Ogni prodotto deve essere valutato sulla base delle proprie caratteristiche concrete.
Cosa dovrebbe fare oggi chi utilizza WordPress?
L’annuncio della Open Website Alliance non richiede alcuna modifica particolare al proprio sito.
Le priorità rimangono quelle consuete:
- aggiornare WordPress;
- aggiornare plugin;
- aggiornare il tema;
- utilizzare PHP supportato;
- mantenere backup recenti;
- proteggere gli account;
- controllare periodicamente la sicurezza.
Puoi approfondire, per esempio, nella nostra guida dedicata a WordPress 7.1.2 e agli aggiornamenti di sicurezza.
Open Website Alliance: cosa potrebbe cambiare nel tempo?
È ancora presto per sapere quali progetti concreti nasceranno dalla collaborazione nei prossimi anni.
Lo statuto indica comunque diverse aree nelle quali i membri intendono confrontarsi.
Tra queste:
- open source;
- qualità;
- affidabilità;
- sicurezza;
- buone pratiche;
- percezione pubblica dei progetti;
- tutela del Web aperto.
Gli eventuali risultati concreti dovranno quindi essere valutati man mano che verranno annunciati.
7 cose da ricordare sulla Open Website Alliance
- riunisce le organizzazioni dietro WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3;
- non è una nuova società che controlla i quattro CMS;
- i progetti rimangono indipendenti;
- la presidenza ruota tra i membri;
- Mary Hubbard della WordPress Foundation è la presidente attuale;
- la collaborazione si occupa soprattutto di open source, qualità, sicurezza e Web aperto;
- per i normali siti WordPress non cambia oggi alcuna configurazione tecnica.
Domande frequenti sulla Open Website Alliance
Cos’è la Open Website Alliance?
È un organismo di collaborazione tra organizzazioni che rappresentano CMS Web gratuiti e open source.
Quali CMS fanno parte della Open Website Alliance?
I membri attualmente indicati sul sito ufficiale rappresentano WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3.
Chi rappresenta WordPress?
WordPress è rappresentato dalla WordPress Foundation.
Chi rappresenta Joomla?
Joomla è rappresentato da Open Source Matters.
Chi rappresenta Drupal?
Drupal è rappresentato dalla Drupal Association.
Chi rappresenta TYPO3?
TYPO3 è rappresentato dalla TYPO3 Association.
Chi è il presidente della Open Website Alliance?
A settembre 2026 il sito ufficiale indica Mary Hubbard, in rappresentanza della WordPress Foundation.
WordPress ha comprato Joomla?
No. I CMS e le rispettive organizzazioni rimangono indipendenti.
Drupal e WordPress verranno unificati?
Non c’è alcuna indicazione in questo senso. L’Alliance è un organismo di collaborazione, non un progetto di fusione dei CMS.
Devo modificare il mio sito WordPress?
No. La partecipazione di WordPress alla Open Website Alliance non richiede alcuna modifica tecnica a un normale sito WordPress.
Cos’è il Cyber Resilience Act?
È una normativa dell’Unione Europea relativa ai requisiti di cybersicurezza per prodotti con elementi digitali. Alcuni obblighi di segnalazione sono applicabili dall’11 settembre 2026, mentre le principali disposizioni entreranno in applicazione dall’11 dicembre 2027.
La Open Website Alliance è un’azienda?
No. Il Charter ufficiale specifica che è un organismo di collaborazione e non una persona giuridica autonoma.
L’Alliance controlla WordPress?
No. Non può prendere decisioni per conto dei propri membri.
Altri CMS possono entrare?
Sì, purché soddisfino le condizioni stabilite dal Charter, comprese quelle relative al carattere open source del progetto.
Cosa significa open web?
Nel manifesto dell’Alliance il concetto comprende principi come libertà di utilizzo e sviluppo, decentralizzazione, partecipazione, privacy, sicurezza e possibilità di scelta.
Un sito WordPress può cambiare hosting?
In generale sì. Un’installazione WordPress self-hosted può essere trasferita su un’altra infrastruttura compatibile migrando file, database e configurazione.
Conclusioni
La Open Website Alliance rappresenta un caso interessante nel mondo dei CMS.
WordPress, Drupal, Joomla e TYPO3 rimangono piattaforme differenti e continueranno a competere e svilupparsi indipendentemente.
Allo stesso tempo, le organizzazioni che li rappresentano hanno individuato temi sui quali ritengono utile collaborare.
Tra questi troviamo:
- open source;
- sicurezza;
- qualità;
- regolamentazione;
- Web aperto;
- buone pratiche.
Dal 21 settembre 2026 la presidenza a rotazione è affidata a Mary Hubbard in rappresentanza della WordPress Foundation.
Per chi utilizza WordPress non cambia nulla nell’immediato: nessun nuovo plugin da installare, nessuna migrazione e nessuna modifica obbligatoria al sito.
La notizia è però significativa perché dimostra che, su alcune questioni comuni, anche comunità che sviluppano CMS differenti possono decidere di confrontarsi e collaborare.
Ed è proprio questo il punto centrale della Open Website Alliance:
non creare un unico CMS, ma permettere a progetti open source indipendenti di lavorare insieme quando affrontano problemi e obiettivi comuni.












