Una scansione malware sito web può individuare blacklist, script sospetti e modifiche visibili dall’esterno, ma nessun tool remoto vede tutto ciò che accade in file, database e processi. Per una diagnosi affidabile combina controlli esterni, scansione lato server, log e confronto con copie pulite.
Prima di usare uno scanner pubblico
Non inviare URL riservati, pannelli, token o file contenenti dati personali. Leggi le condizioni del servizio: campioni e risultati possono essere conservati o condivisi.
1. Google Safe Browsing
Il Site Status Tool di Google Safe Browsing segnala se Google ha rilevato contenuti pericolosi. Per un sito verificato, Search Console può mostrare problemi di sicurezza e richieste di revisione. L’assenza di avvisi non prova che il sito sia pulito.
2. VirusTotal
Confronta valutazioni di più motori per URL, domini e file. Usa la funzione URL per pagine pubbliche; non caricare archivi privati o backup del sito.
3. Sucuri SiteCheck
Scansiona le pagine accessibili, cerca firme note, defacement e blacklist. Può non vedere backdoor PHP, cron o contenuti mostrati soltanto a utenti specifici.
4. Quttera
Offre una scansione remota con classificazione di contenuti sospetti. Verifica manualmente i risultati, perché codice minificato o offuscato legittimo può produrre falsi positivi.
5. URLhaus
Raccoglie URL associati alla distribuzione di malware. È utile per verificare indicatori noti, non per certificare l’intero sito.
6. SecurityHeaders.com
Non cerca malware, ma controlla header del browser che possono ridurre alcune classi di attacco. Una CSP va progettata e testata; copiarla da un generatore può bloccare risorse legittime.
7. SSL Labs
Analizza TLS e certificati. Anche questo non è uno scanner malware, ma aiuta a scoprire protocolli o catene deboli. HTTPS non impedisce che un sito compromesso distribuisca contenuti dannosi.
8. Scanner lato hosting
Strumenti come Imunify360 possono analizzare file nell’account e applicare regole di protezione. Controlla percorso, firma, data e azione proposta prima di eliminare o ripristinare file.
Segnali di compromissione
- redirect verso domini estranei;
- nuovi amministratori o chiavi API;
- file PHP in cartelle upload;
- cron e attività pianificate sconosciute;
- pagine spam nei risultati di ricerca;
- picchi di email, CPU o richieste;
- file core modificati;
- JavaScript offuscato inserito in tema o database.
Procedura se trovi malware
- limita l’accesso senza distruggere le prove;
- salva log, timestamp e copia dei file sospetti in area protetta;
- identifica il vettore: plugin, password, upload, account o server;
- ruota password, sessioni, chiavi e token da un dispositivo pulito;
- aggiorna o rimuovi il componente vulnerabile;
- sostituisci core e dipendenze con pacchetti ufficiali;
- ripristina dati da una copia sicuramente precedente all’infezione;
- controlla database, utenti, cron, DNS, email e altri siti dell’account;
- adempi agli obblighi applicabili per eventuali dati coinvolti;
- monitora dopo la riapertura e richiedi la revisione delle blacklist.
Perché cancellare solo il file non basta
Una backdoor secondaria può rigenerarlo; un account compromesso può reinserirlo; il database può contenere payload. La bonifica deve rimuovere persistenza e causa, non soltanto il sintomo rilevato.
Prevenzione
- aggiornamenti tempestivi;
- plugin e temi da fonti ufficiali;
- 2FA e minimo privilegio;
- backup separati e testati;
- permessi corretti;
- monitoraggio di file, log e utenti;
- isolamento tra siti e account.
Conclusione
Gli strumenti di scansione malware del sito web sono utili per raccogliere segnali, ma una risposta “pulito” non è una garanzia. Incrocia più fonti, analizza il server e, in caso di incidente, rimuovi vettore e persistenza prima di chiedere la revisione.