{"id":7342,"date":"2014-08-09T13:49:21","date_gmt":"2014-08-09T11:49:21","guid":{"rendered":"http:\/\/xlogic.org\/blog\/?p=7342"},"modified":"2023-12-29T16:36:45","modified_gmt":"2023-12-29T15:36:45","slug":"rendere-piu-frequenti-le-scansioni-dei-motori-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xlogic.org\/blog\/rendere-piu-frequenti-le-scansioni-dei-motori-ricerca.html\/","title":{"rendered":"Come aumentare la frequenza di scansione di Google"},"content":{"rendered":"<p>Non esiste un comando capace di obbligare Google a visitare un sito a intervalli prestabiliti. \u00c8 per\u00f2 possibile <strong>aumentare la frequenza di scansione di Google<\/strong> eliminando gli ostacoli tecnici, segnalando correttamente le pagine importanti e pubblicando contenuti che meritano di essere rivisitati.<\/p>\n<p>Scansione e indicizzazione non sono sinonimi: Googlebot pu\u00f2 scaricare una pagina senza inserirla nell\u2019indice, oppure pu\u00f2 scegliere una versione canonica diversa. Prima di cercare pi\u00f9 visite del crawler bisogna quindi verificare che le URL siano accessibili, utili e coerenti.<\/p>\n<h2>Come funziona la scansione di Google<\/h2>\n<p>Googlebot scopre le URL soprattutto attraverso i link presenti nelle pagine gi\u00e0 note e attraverso le sitemap XML. Le URL scoperte entrano in una coda: priorit\u00e0, frequenza e risorse dedicate dipendono da numerosi segnali, tra cui importanza della pagina, aggiornamenti, qualit\u00e0 complessiva del sito e capacit\u00e0 del server di rispondere senza errori.<\/p>\n<p>Una scansione frequente non garantisce un posizionamento migliore. Il vero obiettivo \u00e8 consentire al motore di ricerca di trovare rapidamente le pagine nuove o modificate e di interpretarne senza ambiguit\u00e0 contenuto, canonical e collegamenti.<\/p>\n<h2>1. Controllare che la pagina sia accessibile e indicizzabile<\/h2>\n<p>La prima verifica riguarda la risposta HTTP. Una pagina destinata ai risultati di ricerca dovrebbe restituire normalmente <code>200 OK<\/code>. Redirect concatenati, errori <code>404<\/code>, <code>403<\/code> o <code>5xx<\/code> consumano risorse e possono rallentare la scoperta delle pagine importanti.<\/p>\n<h3>Robots.txt e meta robots<\/h3>\n<p>Controlla che la URL non sia bloccata accidentalmente in <code>robots.txt<\/code> e che nel codice HTML non compaia una direttiva <code>noindex<\/code>. Il file robots.txt regola l\u2019accesso del crawler, ma non \u00e8 lo strumento corretto per rimuovere una pagina dall\u2019indice.<\/p>\n<h3>Canonical coerente<\/h3>\n<p>Ogni pagina dovrebbe indicare una canonical valida. Se la canonical punta a un\u2019altra URL, Google pu\u00f2 considerare quella visitata una duplicata e concentrare la scansione sulla versione preferita. Evita varianti inutili dovute a parametri, filtri, protocolli o slash incoerenti.<\/p>\n<h2>2. Usare una sitemap XML aggiornata<\/h2>\n<p>La sitemap aiuta i motori di ricerca a conoscere le URL canoniche che ritieni importanti. Inserisci solo pagine pubbliche, indicizzabili e con risposta corretta; non includere redirect, errori, pagine <code>noindex<\/code> o duplicati.<\/p>\n<p>Il campo <code>lastmod<\/code> deve cambiare soltanto quando il contenuto subisce una modifica significativa. Aggiornarlo ogni giorno senza ragione riduce l\u2019affidabilit\u00e0 del segnale. Invia la sitemap tramite Google Search Console e controlla periodicamente eventuali errori di lettura.<\/p>\n<p>Consulta la documentazione ufficiale su come <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/sitemaps\/build-sitemap\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">creare e inviare una sitemap<\/a>.<\/p>\n<h2>3. Migliorare i link interni<\/h2>\n<p>Una pagina orfana, cio\u00e8 priva di collegamenti interni, \u00e8 pi\u00f9 difficile da scoprire e riceve meno segnali sul proprio ruolo. Collega le nuove risorse da pagine tematicamente affini, categorie utili e sezioni realmente raggiungibili dalla navigazione.<\/p>\n<h3>Ridurre la profondit\u00e0 di navigazione<\/h3>\n<p>Le pagine strategiche non dovrebbero richiedere una lunga sequenza di clic dalla home page. Una struttura semplice aiuta utenti e crawler, distribuisce meglio i segnali interni e rende pi\u00f9 evidente la gerarchia dei contenuti.<\/p>\n<h3>Usare anchor text descrittivi<\/h3>\n<p>Il testo del link dovrebbe spiegare la destinazione. Espressioni come \u201cclicca qui\u201d aggiungono poco contesto; un\u2019anchor descrittiva chiarisce invece la relazione fra le due pagine. Non serve ripetere in modo artificiale la stessa parola chiave in ogni collegamento.<\/p>\n<h2>4. Pubblicare aggiornamenti sostanziali<\/h2>\n<p>Modificare una data o poche parole non rende automaticamente una pagina pi\u00f9 meritevole di scansione. Aggiorna procedure, esempi, schermate, dati e riferimenti quando diventano obsoleti. Un calendario editoriale regolare pu\u00f2 aiutare, ma la qualit\u00e0 resta pi\u00f9 importante della quantit\u00e0.<\/p>\n<p>Per argomenti gi\u00e0 trattati, valuta se ampliare una guida autorevole anzich\u00e9 creare molte pagine quasi identiche. La duplicazione interna pu\u00f2 confondere canonicalizzazione e segnali, oltre a disperdere i link.<\/p>\n<h2>5. Rendere il sito veloce e stabile<\/h2>\n<p>Google adatta la propria attivit\u00e0 anche alla risposta del server. Timeout, sovraccarichi ed errori ripetuti possono indurre il crawler a ridurre temporaneamente le richieste. Un hosting stabile, cache correttamente configurata, database efficiente e immagini ottimizzate migliorano l\u2019esperienza degli utenti e la capacit\u00e0 del sito di servire i bot.<\/p>\n<h3>Controllare gli errori 5xx<\/h3>\n<p>Analizza i log web e applicativi per individuare <code>500<\/code>, <code>502<\/code>, <code>503<\/code> e <code>504<\/code>. Se gli errori coincidono con picchi di traffico o attivit\u00e0 pianificate, intervieni su risorse, cache e processi lenti prima di chiedere nuove scansioni.<\/p>\n<h3>Non bloccare CSS e JavaScript necessari<\/h3>\n<p>Google deve poter recuperare le risorse usate per renderizzare il contenuto principale. Blocchi indiscriminati in robots.txt o script che richiedono interazioni complesse possono impedire al motore di vedere ci\u00f2 che vede l\u2019utente.<\/p>\n<h2>6. Richiedere l\u2019indicizzazione delle singole URL<\/h2>\n<p>Per poche pagine nuove o aggiornate usa lo strumento Controllo URL di Search Console e seleziona la richiesta di indicizzazione. La richiesta non garantisce n\u00e9 una scansione immediata n\u00e9 l\u2019inclusione nei risultati; l\u2019elaborazione pu\u00f2 richiedere da alcuni giorni a diverse settimane.<\/p>\n<p>Google spiega limiti e funzionamento nella guida ufficiale per <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/ask-google-to-recrawl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">richiedere una nuova scansione<\/a>. Non inviare ripetutamente la stessa URL: non accelera il processo.<\/p>\n<h2>7. Leggere i rapporti di Google Search Console<\/h2>\n<p>Il rapporto Indicizzazione delle pagine mostra perch\u00e9 alcune URL non sono presenti nell\u2019indice. Il Controllo URL permette di confrontare pagina dichiarata, canonical selezionata e ultima scansione. Le statistiche di scansione aiutano invece a osservare richieste, tempi di risposta, host e codici HTTP.<\/p>\n<h3>Controllare anche i log del server<\/h3>\n<p>I log mostrano le richieste effettivamente ricevute. Verifica l\u2019identit\u00e0 di Googlebot prima di fidarti del solo user agent, che pu\u00f2 essere falsificato. Per siti molto grandi, l\u2019analisi dei log consente di scoprire sprechi su filtri, parametri e URL non strategiche.<\/p>\n<h2>8. Quando il crawl budget conta davvero<\/h2>\n<p>La maggior parte dei siti piccoli e medi non deve ottimizzare un \u201cbudget\u201d numerico. Il problema diventa rilevante soprattutto per portali con moltissime URL, aggiornamenti rapidi o grandi quantit\u00e0 di duplicati. In questi casi conviene ridurre spazi infiniti, filtri combinabili e pagine senza valore.<\/p>\n<p>Non utilizzare servizi che promettono ping automatici, traffico artificiale o backlink in massa. Possono generare rumore, costi e rischi senza migliorare la capacit\u00e0 di Google di comprendere il sito.<\/p>\n<h2>Checklist per favorire scansione e indicizzazione<\/h2>\n<ul>\n<li>la pagina restituisce <code>200 OK<\/code> ed \u00e8 raggiungibile senza autenticazione;<\/li>\n<li>robots.txt, meta robots e header HTTP non la bloccano;<\/li>\n<li>canonical e sitemap indicano la stessa URL preferita;<\/li>\n<li>esistono link interni da pagine pertinenti e gi\u00e0 note;<\/li>\n<li>il contenuto \u00e8 unico, utile e realmente aggiornato;<\/li>\n<li>server, database e cache rispondono in modo stabile;<\/li>\n<li>Search Console non segnala errori di scansione o indicizzazione;<\/li>\n<li>la richiesta manuale viene usata solo per poche URL importanti.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Conclusione<\/h2>\n<p>Per aumentare la frequenza di scansione di Google bisogna lavorare su accessibilit\u00e0, architettura, qualit\u00e0 e affidabilit\u00e0, non su scorciatoie. Una sitemap pulita, link interni sensati, aggiornamenti sostanziali e un server stabile permettono al crawler di dedicare le proprie risorse alle pagine che contano davvero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non esiste un comando capace di obbligare Google a visitare un sito a intervalli prestabiliti. \u00c8 per\u00f2 possibile aumentare la frequenza di scansione di Google eliminando gli ostacoli tecnici, segnalando correttamente le pagine importanti e pubblicando contenuti che meritano di essere rivisitati. 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