Performance e sicurezza

Un sito lento può dipendere da rete, hosting, database, CMS, codice, immagini o servizi esterni. La diagnosi deve separare tempo di risposta del server, caricamento delle risorse e interazione nel browser. Questo articolo aiuta a trovare la causa; la guida collegata a WordPress tratta invece gli interventi specifici sul CMS.

Perché il mio sito è lento? La lentezza di un sito web può essere causata da moltissimi fattori, l’importante è riuscire a risolvere il problema perché oltre ad essere frustrante, un sito lento comporta la perdita di traffico, non piace ai motori di ricerca e di conseguenza viene penalizzato.

Ci sono moltissime ragioni per cui un sito potrebbe essere lento, vediamole insieme:

  • Sito dinamico senza cache
  • Sito dinamico pieno di Plugin e temi
  • Sito pieno di immagini non ottimizzate
  • Database non ottimizzato
  • Sono presenti molte chiamate esterne (esempio: Twitter, Facebook, Youtube, etc)
  • Problemi di connettività
  • Un elevato picco di traffico

 

Questi fattori possono essere raggruppati in tre categorie:

 

Problemi di traffico e di connettività

Uno dei problemi comuni che affligge gli utenti è la densità di traffico; la maggior parte delle volte il traffico aumenta drasticamente perché un sito web sta avendo successo, quindi per poter continuare ad utilizzarlo nel migliore dei modi ed a offrire i migliori servizi ai visitatori bisogna:

  • Aggiornare il piano Hosting
  • Utilizzare un servizio di Caching come Cloudflare (Possiamo configurarlo gratuitamente noi solo se sei nostro cliente)
  • Utilizzare gli strumenti in questa pagina

Puoi effettuare dei controlli con questi tool:

  • Internet Supervision: Consente all’utente di visualizzare il funzionamento della propria connessione ADSL da diverse località sparse in tutto il mondo.
  • Traceroute: Questa funzionalità permette all’utente di vedere il percorso che segue la connessione ADSL per arrivare ad un determinato sito web.

 

Ottimizzazione sito web

L’ottimizzazione di un sito web è un fattore molto importante per permetterti di ottenere successo nel Web facendo viaggiare i visitatori più velocemente e venendo premiato dai motori di ricerca.

La maggior parte dei siti web sono dinamici, ciò significa che per essere sviluppati hanno bisogno di un database e dei files che richiamino quest’ultimo; Se il codice dei files o il database non sono ottimizzati, noterai un rallentamento nel caricamento del tuo sito web.

Di seguito ti forniremo i migliori strumenti che ti permetteranno di analizzare le pagine che dovrai ottimizzare per poter rendere il tuo sito web veloce e performante:

  • Page speed grader: Analizza il caricamento del sito web specificando quali sono gli elementi da ottimizzare.
  • Web Page Test: E’ simile al tool sopra riportato ma permette all’utente di visualizzare gli elementi da ottimizzare in una maniera più semplice ed esaustiva.
  • Yslow Plug: E’ un plugin per i Browser che permette di analizzare la velocità in locale.
  • Pagespeed Google: E’ il tool offerto dal colosso Google, simile a Page speed grader ed a Web Page Test.
  • Pingdom Tools: E’ uno strumento completo e molto semplice da utilizzare.
  • WebSite Grader: E’ un tool completo che offre un quadro molto completo del sito web.

Ti consigliamo di leggere il seguente articolo:

Se dopo questi accorgimenti noti ancora dei rallentamenti, sarebbe opportuno contattare uno sviluppatore che ti aiuterà ad ottimizzare il sito web.

Altrimenti se noti che hai problemi di rallentamento causati da una mole elevata di visitatori, dovresti iniziare a considerare l’acquisto di un piano VPS SSD o di un Hosting Dedicato.

Con questi piani la velocità del tuo sito web aumenterà di circa il 40% rispetto ad un sito web residente su un Server condiviso, questo perché le risorse (CPU, RAM, etc) saranno dedicate esclusivamente al tuo sito e non verranno più condivise tra i vari utenti.

Scopri perché dovresti scegliere Xlogic Hosting!

 

Problemi di configurazione del dominio e problemi IP

Se noti rallentamenti o addirittura non visualizzi il tuo sito web potresti avere un problema DNS, ciò significa che probabilmente il tuo dominio non punta correttamente al piano Hosting oppure che il Registrar ha bloccato temporaneamente il dominio per qualche motivo.

I DNS non impostati correttamente potrebbero causare problemi di caricamento per il fatto che il Server non dispone di informazioni di Routing corrette per servire il tuo sito web.

E’ possibile controllare i DNS attraverso questi tools:

  • LeafDNS: Fornisce informazioni dettagliate su potenziali problemi di configurazione DNS in un formato grafico facilmente intuibile.
  • intoDNS: E’ molto simile a LeafDNS con la sola differenza che mostra le informazioni in un formato differente.
  • Network Tools (risorsa non più disponibile): Questo tool permette di aiutare ad individuare i problemi DNS mostrando le zone ed il file di configurazione DNS.

A volte succede che un utente non riesca a visualizzare il proprio sito web con la propria connessione ma da altre connessioni lo visualizza correttamente, questo significa il più delle volte che l’utente ha un problema di connettività in quanto potrebbe avere problemi con la propria connessione ADSL oppure potrebbe essere che l’IP della connessione sia stato bloccato dal Provider.

Perché succede questo? Perché la maggior parte dei Provider possiedono un Firewall che controlla le connessioni nel Server, se quest’ultime sono ripetute, il Firewall considera l’ip da cui provengono le connessioni come una minaccia e lo inserisce nella blacklist del Server.

La maggior parte delle persone non se ne accorge nemmeno, nel senso che magari per errore prova ad accedere a cPanel, via ftp oppure ad i suoi indirizzi mail, inserendo le credenziali sbagliate per N volte, questo comporta il blocco del proprio IP.

Per risolvere il problema puoi semplicemente riavviare il router se hai un IP DINAMICO altrimenti dovrai fornire al tuo Provider il tuo IP che potrai rilevare dal sito web MIOIP.

 

Problemi di Server

Questi problemi sono rari, ma potrebbero presentarsi nel corso della vita di un sito web; a volte può succedere che non visualizzi il tuo sito web o noti dei rallentamenti non per causa di una configurazione errata del sito web ma perché il Server potrebbe avere momentaneamente dei problemi e di conseguenza rilevi dei rallentamenti.

Quali sono i problemi più frequenti di un Server?

  • Server Down: Il server non funziona momentaneamente più, questo significa che tutti gli utenti presenti sullo stesso server non visualizzeranno il proprio sito web.
  • Problemi di sovraccarico: Questo problema può succedere prevalentemente nei Server condivisi, cioè dove risiedono più utenti e tutte le risorse vengono condivise fra di loro; può capitare che ci siano problemi di sovraccarico causati da uno o più utenti e di conseguenza tutti gli utenti residenti sullo stesso Server rileveranno problemi di rallentamento per i propri siti web.

La Xlogic dispone di una SLA del 99.9%, ma siamo lieti di confermare che da inizio anno tutti i nostri server hanno avuto il 100% di uptime, non abbiamo subito downtime,  questo perché il nostro sistema con CloudLinux e Litespeed è molto stabile e i nostri tecnici controllano costantemente la rete per renderli sempre più performanti e sicuri.

 

Alcune nozioni da rispettare

Mantenere un sito web è abbastanza complicato, ancor di più se lo devi costantemente aggiornare ed ottimizzare, proprio per questo voglio aiutarti dandoti delle nozioni da rispettare assolutamente per permetterti di mantenere il tuo sito web veloce e performante:

 

Alla prossima!

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: web.dev: Web Vitals.

Domande frequenti

Come capire se il problema è il server?

Controlla TTFB, utilizzo CPU e RAM, log, query e comportamento di una pagina semplice rispetto a una dinamica.

PageSpeed indica sempre la causa?

No. Fornisce segnali utili, ma deve essere affiancato da waterfall, dati reali, log e misure ripetute.

Perché il sito è lento solo a volte?

Picchi di traffico, cron, backup, query, API esterne o contesa delle risorse possono causare rallentamenti intermittenti.

Per rimuovere un IP dalla blacklist Microsoft non basta inviare il modulo: bisogna prima fermare la causa del traffico indesiderato. Controlla code, log, account compromessi, autenticazioni SPF, DKIM e DMARC, reverse DNS e volumi anomali. Una nuova richiesta senza correzione può essere respinta o seguita da un nuovo blocco.

Nota di aggiornamento: Moduli, criteri e portali Microsoft possono cambiare; usa sempre i collegamenti ufficiali.

Cosa fare prima della richiesta di delisting

Microsoft ha le proprie blacklist interne che vengono utilizzate per rifiutare le e-mail provenienti da indirizzi IP specifici. Tutti gli IP elencati nella Blacklist di Spamhaus sono anche nella lista Blacklist di Microsoft. Per quanto ne sappiamo, questa è l’unica Blacklist esterna (basata su DNS) utilizzata da Microsoft. Il resto degli IP nella Blacklist si basa sui criteri di Microsoft. Questi elenchi non sono molto trasparenti e sfortunatamente includono una grande quantità di falsi positivi.

Esistono due Blacklist distinte che Microsoft utilizza, ciascuna per piattaforme diverse. Una è utilizzata da outlook.com, hotmail.com, live.com e msn.com. L’altra è utilizzata da Office365.

Come rimuovere un IP dalla blacklist Microsoft

Se ricevi un messaggio di errore da Microsoft quando invii e-mail da un server che hai con noi, controlla il messaggio di errore per scoprire in quale lista nera si trova l’IP. Assicurati che il tuo server non stia inviando spam e che il tuo IP non sia elencato in nessuna blacklist basata su DNS. Assicurati inoltre che le tue e-mail siano conformi alle politiche, alle pratiche e alle linee guida Microsoft trovate sul loro sito Web: http://mail.live.com/mail/policies.aspx

Dopo averlo fatto, puoi seguire le istruzioni di seguito per rimuovere il tuo IP dalla Blacklist.

OUTLOOK

Se un IP è elencato nella lista nera di Outlook, le email provenienti da quell’IP verranno rifiutate con il seguente messaggio di errore:

550 5.7.1 Unfortunately, messages from [x.x.x.x] weren't sent. Please contact your Internet service provider since part of their network is on our block list (S3140). You can also refer your provider to http://mail.live.com/mail/troubleshooting.aspx#errors.

Per rimuovere gli IP da questa lista nera, compila il seguente modulo: http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=614866&clcid

Una volta compilato il modulo, dovresti ricevere una risposta automatica che conferma la tua richiesta. A volte sono necessari solo pochi minuti per ottenere questa risposta automatica, ma possono essere necessarie anche alcune ore.

Successivamente, e di solito entro 12 ore, riceverai un’altra risposta. Questa volta, verrai informato se l’IP è stato rimosso dall’elenco, cosa che Microsoft chiama “mitigazione” o “condizionatamente mitigata”. Se l’e-mail dice “non qualificato per la mitigazione”, significa che l’IP non è stato rimosso dall’elenco.

Questa email è il risultato di un processo automatizzato in Microsoft. Questa decisione iniziale è stata presa da un bot, quindi se l’IP non viene rimosso, rispondi e chiedi ulteriori informazioni. Quando lo fai, il ticket verrà intensificato e un membro effettivo dello staff di Microsoft esaminerà il tuo IP. Nella maggior parte dei casi, rimuoveranno manualmente l’IP.

Se si rifiutano ancora di rimuovere l’IP e ti è stato assegnato solo di recente l’IP, dovresti dirglielo. Richiederanno quindi un’e-mail o una conferma da parte nostra, l’ISP, con informazioni su quando è stato assegnato l’IP. Per richiederci questa conferma, contatta il nostro team di supporto aprendo una richiesta di supporto tramite la tua interfaccia di amministrazione e facci sapere esattamente di cosa ha bisogno Microsoft.

In quei rari casi in cui tutto quanto sopra non riesce, possiamo compilare il modulo di delisting per il tuo IP. Non abbiamo contatti speciali in Microsoft, ma il loro supporto a volte risponderà in modo diverso a una nuova richiesta di cancellazione. Se anche questo non funziona per noi, l’unica soluzione è cambiare l’IP.

OFFICE 365

Se un IP è elencato nella lista nera di Office365, le e-mail provenienti da quell’IP verranno rifiutate con il seguente messaggio di errore:

550 5.7.606 Access denied, banned sending IP [x.x.x.x]. To request removal from this list please visit https://sender.office.com/ and follow the directions. For more information please go to http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=526655 (AS16012609)

Per rimuovere gli IP da questa lista nera, compila il modulo collegato nel messaggio di errore: https://sender.office.com/

Il messaggio di errore contiene anche un collegamento al flusso di lavoro per rimuovere l’IP dall’elenco: http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=526655

Se segui le istruzioni, l’IP dovrebbe essere cancellato automaticamente.

Recentemente, è stato osservato anche un secondo tipo di messaggio di errore per gli account Office365:

550 5.7.511 Access denied, banned sender[x.x.x.x]. To request removal from this list please forward this message to delist@messaging.microsoft.com. For more information please go to http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=526653. AS(1410) [VE1EUR01FT060.eop-EUR01.prod.protection.outlook.com]

Quando contatti l’indirizzo e-mail menzionato in questo messaggio, una risposta ti dirà di compilare il modulo di cancellazione dall’elenco di Office365 o di inoltrare un messaggio di errore recente:

Please ensure that you have resolved any issues generating malicious or abusive traffic from the IP in question and utilize the portal found at https://sender.office.com/ <https://sender.office.com/> to complete the process of IP removal.

Then please wait for 1-2-hour delay before this change propagates through our entire system. After waiting of 1-2 hour try to send email again.

If you continue to receive Non-Delivery Receipts (NDRs), or "bounce messages," that indicate that the IP address is still blocked by our spam filtering system, please forward one of the most recent and complete error message to us and we will investigate further.

Se il modulo di cancellazione di Office365 indica che il tuo IP non è nella lista nera, inoltra un messaggio di errore recente a delist@messaging.microsoft.com.

Nei rari casi in cui Microsoft non rimuoverà ancora l’IP, contatta il nostro team di supporto inviando una richiesta tramite l’interfaccia di amministrazione. Non abbiamo contatti speciali in Microsoft e possiamo solo compilare anche il modulo di cancellazione. Se anche questo non funziona per noi, l’unica soluzione è cambiare l’IP.

SNDS

Questo programma ti consente di monitorare lo “stato di salute” e la reputazione dei tuoi IP registrati fornendo dati sul traffico come il volume della posta e i tassi di reclamo visti provenienti dai tuoi IP. Questi dati vengono forniti solo per gli IP che inviano più di 100 e-mail al giorno agli account Microsoft.

Per registrarsi, visitare: https://sendersupport.olc.protection.outlook.com/snds/

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: Microsoft Sender Support.

Domande frequenti

Quanto dura la rimozione?

Non esiste un tempo garantito. Dipende dal tipo di blocco, dalla reputazione e dalle verifiche del provider destinatario.

SPF e DKIM eliminano ogni blocco?

No. Migliorano autenticazione e tracciabilità, ma non compensano spam, liste non autorizzate o account compromessi.

Quando contattare il provider hosting?

Quando non hai accesso ai log e alla coda, l’IP è condiviso o sospetti un problema a livello server.

Per rimuovere malware WordPress bisogna prima limitare i danni: isolare il sito, conservare log e copia forense, cambiare credenziali da un dispositivo sicuro e individuare il punto d’ingresso. La sola cancellazione di un file sospetto non basta, perché possono esistere backdoor, utenti nascosti, attività pianificate o modifiche al database. Nei casi complessi è consigliato l’intervento di un professionista.

Nota di aggiornamento: La pulizia di un sito compromesso è un’attività delicata: evita cancellazioni irreversibili senza backup e raccolta delle evidenze.

Guida per ripulire un Blog WordPress infetto da Malware – Può succedere che all’interno di un sito web siano presenti uno o più Virus / Malware.

Un Virus può infiltrarsi all’interno di un sito web a causa di diversi motivi:

  • Installazione Plugin / Tema contenente codice malevolo
  • Aggiornamento Plugin / Tema contenente codice malevolo
  • Mancato aggiornamento all’ultima versione dei Plugin / Temi
  • Mancato aggiornamento all’ultima versione del CMS

Un Virus o Malware non può propagarsi negli altri siti web su un nostro Server Condiviso perché utilizziamo CageFS della Cloudlinux, una tecnologia che permette di isolare ogni singolo Account:

Il problema principale causato dal Malware è legato allo Spam, in pratica dall’Account del sito web infettato vengono inviate automaticamente migliaia di emails Spam senza che l’utente se ne accorga.

A volte l’utente può accorgersi che sta succedendo qualcosa di insolito per i seguenti motivi:

  • Il sito web è stato sospeso
  • Il sito web viene segnato da Google come dannoso e pericoloso
  • Ricezione continua di email d’errore che indicano che dalla casella di posta è partita una determinata mail che non è stata mai ricevuta dal destinatario.

Se è presente un Virus / Malware all’interno dell’account, il sito deve essere immediatamente sospeso perché risulta essere una minaccia vera e propria per il Server in quanto c’è il rischio che l’IP del server condiviso finisca in blacklist a causa dell’attività di Spam svolta dall’account, in questo caso tutti gli utenti residenti sullo stesso Server avranno problemi di posta fino a quando l’IP del Server non verrà rimosso dalla sospensione (Solitamente ci vogliono 2-3 giorni dalla richiesta agli organi competenti).

Ovviamente non possiamo permetterci di compromettere il funzionamento di un intero Server Condiviso a causa di un singolo Account ed è proprio per questo motivo che il sistema sospenderà automaticamente tutti gli Account degli utenti che effettueranno Spam.

Ripulire un sito web dai Virus non è semplice, ma in un modo o nell’altro il problema deve essere risolto.

Di seguito i passi da seguire per cercare di ripulire il sito web dai Virus / Malware:

Backup dei files e del database

E’ fondamentale effettuare periodicamente un Backup completo del proprio Sito Web; per effettuare questa operazione è possibile farla manualmente da cPanel oppure acquistare il servizio di Backup Automatico (Jet Backup).

In ogni caso è molto importante effettuare un Backup almeno ogni 2 giorni anche se sarebbe perfetto effettuarlo giornalmente, in questo modo, per ogni problema, potrai sempre ripristinare una copia di backup funzionante in un batter d’occhio.

Scansione Antivirus da cPanel

Effettua una scansione Antivirus da cPanel, se non visualizzi il programma Antivirus significa che non è incluso nel tuo piano Hosting, scopri come effettuare una scansione antivirus:

Scansione Antivirus sul Web

Prova ad effettuare una scansione Antivirus anche dai tools presenti sul Web, scopri come:

Scansione Antivirus dal Computer

Oltre alla scansione Antivirus effettuata da cPanel (nonostante il risultato), scarica un Backup completo del tuo sito web all’interno del tuo PC ed effettua una scansione con il programma Antivirus del tuo Computer.

Esamina i files del Backup

Oltre ad effettuare la scansione antivirus è necessario esaminare ogni singolo files del sito web, in particolar modo i files .php.

Se per esempio rilevi un file .php con un nome insolito ed all’interno dello stesso visualizzi un codice criptato composto da caratteri alfanumerici senza un ordine logico e senza un codice vero e proprio, significa che quel files è un Virus/Malware e deve essere immediatamente rimosso o comunque rinominato (esempio: da 1.php a 1.php-VIRUS), in questo modo l’estensione non sarà più .php e da quel files non potranno più partire le mails in Spam.

Oltre ad effettuare questo controllo è necessario visualizzare i seguenti files:

Cancella tutti i files e le cartelle dalla Public_html

Se effettuando le operazioni appena citate non riesci a risolvere il problema, prova a cancellare l’intero contenuto della cartella principale del sito web, la cartella Public_html (tranne la cartella cgi-bin).

Puoi effettuare questa operazione accedendo via FTP, scopri come:

Se possiedi un Hosting multidominio ed hai altri domini che puntano al tuo piano Hosting non devi cancellare tutte le cartelle ed i files presenti all’interno della cartella public_html perché altrimenti cancellerai anche il contenuto dei siti web che puntano al piano Hosting.

Cambia le password

Modifica le password al tuo Account cPanel (FTP), inoltre modifica anche la password a tutti i tuoi indirizzi mail, scopri come:

Reinstalla WordPress

Dopo aver cancellato tutti i files e le cartelle presenti all’interno della cartella Public_html, prova a reinstallare WordPress, scopri come:

Reinstalla i Plugin ed il tema

Installa nuovamente tutti i Plugin senza copiarli dal backup del sito web, effettua la stessa operazione per il tema.

Copia i files dal Backup

Accedi via ftp e copia tutte i files del sito web prelevandoli da un Backup completo; puoi copiare e sostituire direttamente la cartella dei files presente all’interno della cartella wp-content.

Scansione Antivirus dal Computer

Effettua nuovamente una scansione Antivirus dal tuo Computer per vedere se sono presenti ancora Virus o Malware.

Plugin per la sicurezza

Il team di Xlogic ti consiglia di installare solo ed esclusivamente i Plugin dalla Directory ufficiale di WordPress e soprattutto di tenere solamente quelli che servono davvero, tutti gli altri non li installare o comunque cancellali.

Stessa cosa per i temi, mantieni attivo solamente il tema che stai utilizzando.

Richiesta di riconsiderazione a Google

Se il tuo sito web viene considerato da Google come dannoso o pericoloso è necessario effettuare una richiesta di riconsiderazione dopo aver risolto il problema.

Per effettuare questa operazione puoi seguire questa guida:

Se non sei riuscito a risolvere il problema…

Se non sei riuscito a risolvere il problema puoi:

  • Contattare un Webmaster che ti risolva il problema

Oppure

  • Attivare il servizio annuale di Imunify Security offerto da Xlogic

Scopri che cos’è Imunify Security!

Sospensione Account

Se il tuo Account verrà sospeso dovrai aprire un ticket all’assistenza richiedendo la rimozione della sospensione, dopo di che i nostri tecnici rimuoveranno l’account dalla sospensione e potrai effettuare tutte le verifiche del caso.

Il sistema sospenderà nuovamente in maniera automatica il sito web se da esso partono le emails Spam, in questo caso i nostri tecnici toglieranno nuovamente dalla sospensione l’Account ma dovrai risolvere definitivamente il problema anche perché stai mettendo a rischio la sicurezza dell’intero Server.

Nel caso l’account venisse nuovamente sospeso, i nostri tecnici potranno effettuare le seguenti operazioni:

  • Mantenere sospeso l’account
  • Resettare interamente l’account cancellando tutti i files

oppure

  • Cambiare i permessi dei files e delle cartelle in maniera tale da bloccare il Virus, in questo modo il tuo sito non sarà visibile ma comunque potrai continuare a lavorare per risolvere definitivamente il problema

 

Approfondimenti correlati

Fonte ufficiale: WordPress: il sito è stato compromesso.

Domande frequenti

È sufficiente reinstallare WordPress?

No. La reinstallazione del core non rimuove necessariamente file malevoli in plugin, temi, upload, database o account compromessi.

Quando conviene ripristinare un backup?

Solo quando il backup è precedente alla compromissione e viene verificato. Dopo il ripristino bisogna correggere la vulnerabilità che ha causato l’incidente.

Quali password devono essere cambiate?

Account WordPress, hosting, FTP/SFTP, database, email amministrative, API e servizi collegati. Le nuove password vanno impostate da un dispositivo affidabile.

ERR_CONNECTION_RESET compare quando la connessione tra il browser e il sito viene interrotta improvvisamente prima che la pagina possa essere caricata. In pratica, il collegamento era stato avviato, ma uno dei dispositivi coinvolti — computer, router, firewall, proxy, CDN o server web — lo ha chiuso forzatamente.

Risposta rapida: per risolvere ERR_CONNECTION_RESET prova prima a ricaricare la pagina, aprirla da un’altra rete o dispositivo, riavviare router e computer e disattivare temporaneamente VPN o proxy. Se gestisci il sito, controlla firewall, porte 80 e 443, record DNS, stato del web server, log, Cloudflare e configurazione WordPress.

L’errore può dipendere dal dispositivo del visitatore oppure dal sito. Per evitare modifiche inutili, conviene prima capire se il problema riguarda una sola postazione, un’intera rete o tutti gli utenti.

Indice

Che cosa significa ERR_CONNECTION_RESET

Il termine connection reset indica che una connessione di rete già avviata è stata azzerata o chiusa bruscamente. Il browser non riceve quindi una risposta HTTP completa e mostra il messaggio “Impossibile raggiungere il sito” accompagnato dal codice ERR_CONNECTION_RESET.

Secondo la documentazione di Google Chrome, questo errore può essere collegato a una connessione Internet instabile, a un browser non aggiornato, a una VPN oppure a un software di sicurezza che blocca la pagina. Tuttavia, quando il problema interessa tutti i visitatori, la causa può trovarsi anche sul server, nel firewall, nel web server o nella CDN.

Le cause più comuni sono:

  • connessione Wi-Fi o rete mobile instabile;
  • router o modem in uno stato anomalo;
  • VPN, proxy o filtro aziendale che interrompe il traffico;
  • antivirus, firewall locale o sistema di sicurezza troppo restrittivo;
  • stack TCP/IP o catalogo Winsock danneggiato su Windows;
  • record DNS non corretti, soprattutto dopo una migrazione;
  • porta 80 o 443 filtrata;
  • firewall server che blocca l’indirizzo IP del visitatore o della CDN;
  • LiteSpeed, Apache, Nginx o PHP che terminano la connessione;
  • plugin WordPress di sicurezza, cache o redirect configurati male;
  • problemi tra Cloudflare e il server di origine;
  • errori TLS, HTTP/2, intestazioni anomale o risposte incomplete.

Differenza tra ERR_CONNECTION_RESET, REFUSED e TIMED_OUT

ErroreChe cosa succedeCause tipiche
ERR_CONNECTION_RESETLa connessione viene avviata ma poi chiusa improvvisamente.Rete instabile, VPN, firewall, reset TCP, web server o CDN.
ERR_CONNECTION_REFUSEDIl server o un dispositivo intermedio rifiuta subito la connessione.Servizio non in ascolto, porte chiuse, firewall o server offline.
ERR_CONNECTION_TIMED_OUTIl browser attende una risposta ma supera il tempo massimo.Server lento, rete irraggiungibile, carico elevato o pacchetti filtrati.
DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAINIl dominio non viene risolto in un indirizzo IP valido.Record DNS mancanti, nameserver errati, dominio inesistente o cache DNS.

Consulta anche le guide Xlogic dedicate a ERR_CONNECTION_TIMED_OUT, DNS_PROBE_FINISHED_NXDOMAIN e ai principali record DNS.

Come capire se il problema è locale o dipende dal sito

Prima di modificare configurazioni avanzate, esegui questi test nell’ordine indicato:

  1. Apri un altro sito: se nessun sito funziona, il problema è probabilmente nella connessione locale.
  2. Prova un altro browser: se il sito funziona altrove, controlla cache, estensioni e impostazioni del browser interessato.
  3. Usa la navigazione in incognito: aiuta a escludere estensioni, cookie e dati temporanei.
  4. Prova un altro dispositivo sulla stessa rete: se fallisce anche quello, verifica router, DNS, proxy o firewall di rete.
  5. Prova la rete mobile: se il sito funziona con il telefono ma non con il Wi-Fi, il problema riguarda la rete o l’indirizzo IP pubblico.
  6. Controlla il sito da una rete esterna: se non funziona per nessuno, passa ai controlli server.
Risultato del testInterpretazione probabile
Il problema riguarda un solo browserCache, estensione, proxy o impostazione del browser.
Il problema riguarda un solo dispositivoFirewall locale, antivirus, rete o stack TCP/IP.
Il problema riguarda tutta la stessa reteRouter, DNS, proxy, filtro ISP o IP bloccato.
Il problema riguarda soltanto un dominioConfigurazione del sito, DNS, firewall, CDN o server.
Il problema riguarda tutti gli utentiServer web, firewall, rete del datacenter o origine Cloudflare.

Soluzioni per chi visita il sito

1. Ricarica la pagina e attendi qualche minuto

Un reset può essere temporaneo. Ricarica la pagina con Ctrl + F5 su Windows oppure Cmd + Shift + R su macOS, in modo da richiedere nuovamente le risorse senza utilizzare la copia memorizzata dal browser.

2. Riavvia browser, computer e router

Chiudi completamente il browser, riavvia il dispositivo e scollega il router per circa trenta secondi. Questa operazione rinnova molte connessioni, chiude sessioni bloccate e può ottenere un nuovo indirizzo IP pubblico quando previsto dal provider.

3. Controlla la stabilità della rete

Se utilizzi il Wi-Fi, avvicinati al router oppure prova un collegamento Ethernet. Una connessione che perde pacchetti può interrompere il trasferimento e produrre l’errore anche quando la navigazione sembra generalmente funzionante.

4. Disattiva temporaneamente VPN e proxy

Una VPN o un proxy aggiunge un nodo intermedio tra browser e sito. Disconnettilo temporaneamente e ripeti il test. Se il sito torna raggiungibile, cambia server VPN, aggiorna il client oppure verifica le regole del proxy.

In una rete aziendale non modificare il proxy senza autorizzazione: contatta l’amministratore indicando dominio, orario e messaggio visualizzato.

5. Controlla antivirus e firewall locale

Alcuni software di sicurezza analizzano il traffico HTTPS e possono interrompere connessioni considerate sospette. Verifica il registro degli eventi del prodotto e assicurati che il browser sia autorizzato.

La disattivazione deve essere soltanto temporanea e usata come prova. Riattiva subito la protezione dopo il test. È preferibile creare un’eccezione mirata anziché lasciare disabilitato il firewall.

6. Cancella cache e cookie del sito

Dati corrotti, cookie molto grandi o una sessione non valida possono generare risposte anomale. Cancella inizialmente soltanto i dati del dominio interessato, quindi riapri la pagina.

7. Aggiorna il browser e disattiva le estensioni

Installa gli aggiornamenti disponibili. Prova poi la modalità in incognito oppure disattiva temporaneamente estensioni che modificano il traffico, come VPN, ad blocker, strumenti di privacy, proxy e software di ispezione HTTPS.

8. Cambia temporaneamente rete

Prova la rete mobile o una connessione differente. Se il sito funziona, il tuo indirizzo IP potrebbe essere bloccato dal firewall del server oppure il problema potrebbe dipendere dal router, dal DNS o dall’ISP.

Come risolvere ERR_CONNECTION_RESET su Windows

9. Svuota la cache DNS

Apri il Prompt dei comandi come amministratore ed esegui:

ipconfig /flushdns

Questa operazione elimina le risoluzioni DNS memorizzate localmente. È utile quando il sito ha cambiato indirizzo IP o la cache contiene informazioni non più valide.

10. Reimposta il catalogo Winsock

Se proxy, antivirus o componenti di rete hanno alterato Winsock, esegui come amministratore:

netsh winsock reset

Riavvia poi Windows. Microsoft specifica che il comando riporta il catalogo Winsock a uno stato pulito rimuovendo i provider personalizzati che possono causare problemi di rete.

11. Reimposta lo stack TCP/IP soltanto se necessario

Quando il problema interessa più applicazioni e non soltanto il browser, puoi valutare:

netsh int ip reset

Il comando modifica impostazioni di rete del sistema. Usalo con cautela su computer aziendali, server, configurazioni con IP statico o VPN gestite, perché potrebbe richiedere il ripristino manuale di parametri personalizzati.

12. Controlla il proxy di Windows

Apri le impostazioni di rete e verifica che non sia configurato un proxy non previsto. Nelle reti gestite, non rimuovere configurazioni assegnate dall’organizzazione.

Soluzioni su macOS e Linux

13. Svuota la cache DNS su macOS

Su molte versioni recenti di macOS puoi utilizzare:

sudo dscacheutil -flushcache
sudo killall -HUP mDNSResponder

Il comando potrebbe non mostrare un messaggio di conferma. Riavvia poi il browser e ripeti il test.

14. Controlla proxy e filtri su macOS

Apri le impostazioni di rete, seleziona la connessione attiva e verifica la sezione Proxy. Controlla inoltre VPN, filtri dei contenuti e applicazioni di sicurezza che installano estensioni di rete.

15. Svuota la cache DNS su Linux

Nei sistemi che utilizzano systemd-resolved:

sudo resolvectl flush-caches

Il comando disponibile dipende dalla distribuzione e dal servizio DNS installato. Se non esiste, verifica se la macchina usa NetworkManager, dnsmasq, nscd oppure un resolver differente.

Controlli per il proprietario del sito

16. Verifica la risposta dall’esterno con curl

curl -I https://www.esempio.it/
curl -v https://www.esempio.it/ -o /dev/null

Con -I controlli le intestazioni HTTP; con -v visualizzi dettagli su DNS, connessione TCP, TLS, richiesta e risposta. Non pubblicare log contenenti cookie, token, header di autenticazione o dati riservati.

17. Controlla i record A e AAAA

dig +short A esempio.it
dig +short AAAA esempio.it
dig +short CNAME www.esempio.it

Verifica che gli indirizzi restituiti corrispondano al server corretto. Un record AAAA configurato verso un server che non gestisce correttamente IPv6 può causare errori soltanto ad alcuni visitatori.

Per approfondire consulta la guida ai record DNS.

18. Verifica le porte 80 e 443

nc -vz esempio.it 80
nc -vz esempio.it 443

Se le porte non rispondono, controlla web server, firewall, NAT, security group e configurazione del provider. Un servizio in ascolto soltanto su localhost non è raggiungibile dall’esterno.

19. Controlla che il web server sia in ascolto

ss -lntp | grep -E ':(80|443)\b'

Su un server LiteSpeed verifica inoltre lo stato del servizio e i relativi log. Per Apache o Nginx usa i comandi previsti dalla distribuzione, senza riavviare alla cieca un server di produzione prima di aver controllato configurazione e processi attivi.

20. Controlla firewall e blocchi IP

Esamina CSF, Imunify360, ModSecurity, firewall del sistema, regole del datacenter e sistemi anti-DDoS. Un reset può essere inviato quando una regola interrompe attivamente la connessione.

Controlla se:

  • l’IP del visitatore è bloccato;
  • gli IP della CDN sono autorizzati;
  • una regola WAF scatta su URL, cookie o user agent specifici;
  • è stato raggiunto un limite di connessioni;
  • la protezione anti-bot sta interrompendo richieste legittime.

21. Analizza i log del web server

Confronta l’orario dell’errore con access log, error log e log di sicurezza. Se la richiesta non compare, il reset avviene probabilmente prima del web server. Se compare senza risposta completa, controlla applicazione, PHP, upstream e limiti di risorse.

Su sistemi diversi i percorsi cambiano. Esempi comuni:

/usr/local/lsws/logs/error.log
/var/log/apache2/error.log
/var/log/httpd/error_log
/var/log/nginx/error.log

22. Controlla CPU, memoria e limiti di processo

Un server saturo può chiudere connessioni o terminare processi prima di completare la risposta. Controlla load average, memoria disponibile, swap, processi PHP, connessioni al database e limiti CloudLinux.

uptime
free -h
top
ps aux --sort=-%cpu | head
ps aux --sort=-%mem | head

23. Verifica TLS e certificato SSL

openssl s_client -connect esempio.it:443 -servername esempio.it

Controlla che il certificato corrisponda al dominio, che la catena sia completa e che il server risponda correttamente con SNI. Errori TLS possono manifestarsi in modo diverso a seconda del browser, del sistema operativo o del dispositivo intermedio.

ERR_CONNECTION_RESET su WordPress

Quando l’errore compare soltanto su pagine WordPress, nel pannello di amministrazione o durante operazioni specifiche, verifica:

  • plugin installati o aggiornati poco prima del problema;
  • plugin di sicurezza, firewall, redirect e cache;
  • regole nel file .htaccess;
  • versione PHP e relativi errori;
  • limiti di memoria, processi, CPU e I/O;
  • richieste AJAX, REST API e operazioni lunghe;
  • loop di redirect tra HTTP e HTTPS;
  • cache server, cache del plugin e cache CDN non allineate.

24. Controlla il registro degli errori PHP

Dal pannello cPanel consulta la sezione degli errori oppure il file error_log presente nella cartella del sito. Cerca errori fatali, memoria esaurita, timeout, processi terminati e riferimenti a plugin o temi.

25. Disattiva soltanto il componente sospetto

Se il problema è iniziato dopo un aggiornamento, disattiva temporaneamente il plugin interessato. Evita di disattivare indiscriminatamente tutti i sistemi di sicurezza su un sito in produzione.

Quando la bacheca non è accessibile, rinomina la cartella del singolo plugin da Gestione file. Ripristina il nome dopo il test.

26. Rigenera il file .htaccess

Prima crea una copia di sicurezza. Rinomina temporaneamente .htaccess e verifica il sito. Se torna raggiungibile, entra in WordPress e salva nuovamente la struttura dei permalink per generare regole pulite.

27. Svuota le cache nell’ordine corretto

Dopo una correzione, svuota:

  1. cache del plugin WordPress;
  2. cache LiteSpeed o del web server;
  3. eventuale cache CDN;
  4. cache del browser.

Per un sito WordPress professionale puoi valutare i piani Hosting WordPress Xlogic, basati su LiteSpeed Enterprise, LSCache, CloudLinux, storage NVMe, Redis, JetBackup e protezione Imunify360.

ERR_CONNECTION_RESET e Cloudflare

Quando il dominio utilizza Cloudflare, il reset può verificarsi tra visitatore ed edge Cloudflare oppure tra Cloudflare e il server di origine. Per isolare il problema:

  1. controlla gli eventi di sicurezza e le regole WAF;
  2. verifica che il firewall di origine autorizzi gli intervalli IP ufficiali di Cloudflare;
  3. controlla che il record DNS punti all’IP corretto;
  4. esamina i log del server all’orario esatto;
  5. prova l’origine direttamente soltanto in modo controllato;
  6. verifica intestazioni, HTTP/2, TLS e dimensione dei cookie.

Cloudflare descrive l’errore 520 come una risposta generica quando il server di origine restituisce qualcosa di inatteso, una risposta vuota o intestazioni non valide. Un firewall che blocca gli IP Cloudflare, un’origine non correttamente configurata o un processo che termina la risposta possono quindi produrre sintomi simili.

Non disattivare permanentemente il proxy Cloudflare come soluzione. La modalità “DNS only” può essere usata per una prova controllata, valutando prima sicurezza, esposizione dell’IP di origine e impatto sulla produzione.

Comandi utili per la diagnostica

ObiettivoComando
Controllare intestazioni HTTPcurl -I https://esempio.it/
Visualizzare connessione e TLScurl -v https://esempio.it/ -o /dev/null
Verificare IPv4dig +short A esempio.it
Verificare IPv6dig +short AAAA esempio.it
Testare porta HTTPSnc -vz esempio.it 443
Controllare TLS e SNIopenssl s_client -connect esempio.it:443 -servername esempio.it
Verificare servizi in ascoltoss -lntp | grep -E ':(80|443)\b'
Analizzare il percorso di retemtr -rw esempio.it

Per un confronto più preciso, esegui i test sia dalla rete problematica sia da un server esterno. Conserva orario, IP pubblico, dominio, URL completo, browser e risultato dei comandi.

Checklist finale

  • Il sito funziona da un’altra rete?
  • Il problema interessa uno o tutti i browser?
  • VPN e proxy sono stati esclusi?
  • Il router è stato riavviato?
  • La cache DNS è stata svuotata?
  • Su Windows è stato verificato Winsock?
  • I record A e AAAA puntano al server corretto?
  • Le porte 80 e 443 sono raggiungibili?
  • Il web server è attivo e in ascolto?
  • Firewall e WAF mostrano blocchi?
  • I log contengono la richiesta?
  • CPU, memoria e processi sono nella norma?
  • Il certificato e la catena TLS sono corretti?
  • Cloudflare raggiunge correttamente l’origine?
  • WordPress mostra errori PHP, plugin o redirect?

Quando contattare il provider hosting

Contatta il provider quando il problema interessa più reti o utenti, le porte non rispondono, il server non è raggiungibile oppure non puoi consultare firewall e log di sistema.

Fornisci:

  • dominio e URL completo;
  • data e ora dell’errore;
  • indirizzo IP pubblico della rete interessata;
  • browser e sistema operativo;
  • screenshot del messaggio;
  • risultato di curl -v, dig e degli altri test eseguiti;
  • eventuali modifiche recenti a DNS, Cloudflare, plugin o server.

Non inviare password, chiavi private, token, cookie di sessione o file di configurazione contenenti credenziali.

Domande frequenti su ERR_CONNECTION_RESET

Che cosa vuol dire ERR_CONNECTION_RESET?

Significa che la connessione tra browser e sito è stata interrotta bruscamente prima di ricevere una risposta completa.

ERR_CONNECTION_RESET dipende sempre dal server?

No. Può dipendere anche da Wi-Fi, router, VPN, proxy, antivirus, firewall locale o configurazione TCP/IP del dispositivo.

Perché il sito funziona con la rete mobile ma non con il Wi-Fi?

La rete Wi-Fi può utilizzare DNS, proxy o filtri differenti. Inoltre l’indirizzo IP pubblico della connessione fissa potrebbe essere temporaneamente bloccato dal firewall del sito.

Svuotare la cache del browser risolve l’errore?

Può risolverlo quando il problema dipende da cookie, dati temporanei o sessioni corrotte, ma non corregge un server offline o un firewall che chiude la connessione.

Che cosa fa netsh winsock reset?

Reimposta il catalogo Winsock di Windows a uno stato pulito. È utile quando componenti di rete o provider Winsock personalizzati provocano problemi di connessione.

Cloudflare può causare ERR_CONNECTION_RESET?

Il reset può avvenire lungo il percorso che coinvolge Cloudflare, ma la causa può trovarsi anche nel server di origine, nel firewall o in una risposta non valida. Occorre confrontare log Cloudflare e log del server.

Un plugin WordPress può provocare l’errore?

Sì. Plugin di sicurezza, cache, redirect o componenti che causano errori PHP e consumo eccessivo di risorse possono interrompere la risposta.

ERR_CONNECTION_RESET e ERR_CONNECTION_REFUSED sono uguali?

No. Nel reset la connessione viene interrotta dopo essere stata avviata; nel refused il tentativo viene rifiutato immediatamente.

Devo disattivare antivirus e firewall?

Soltanto per un test breve e controllato. Riattiva subito la protezione e preferisci un’eccezione mirata se individui un falso positivo.

Come verifico se il problema riguarda tutti?

Prova da un altro dispositivo, un’altra rete e un servizio di monitoraggio esterno. Se il sito fallisce ovunque, concentra l’analisi su server, DNS, firewall e CDN.

Conclusione

ERR_CONNECTION_RESET non identifica una sola causa: segnala che la connessione è stata chiusa in modo anomalo. Il metodo più efficace consiste nel separare subito problema locale, problema di rete e problema server, quindi procedere dai controlli meno invasivi a quelli più tecnici.

Se stai cercando un’infrastruttura gestita per il tuo progetto, consulta l’Hosting Condiviso Xlogic oppure l’Hosting WordPress Xlogic.

Fonti ufficiali e approfondimenti

ERR_CONNECTION_REFUSED è un errore mostrato da Google Chrome e da altri browser quando il dispositivo riesce a individuare il server di destinazione, ma la connessione viene rifiutata prima che la pagina web possa essere caricata.

Il messaggio può comparire come “Impossibile raggiungere il sito”, “La connessione è stata rifiutata” oppure “This site can’t be reached”. Il problema può dipendere dal browser, dalla rete locale, da un firewall, da un proxy oppure direttamente dal server che ospita il sito.

In questa guida vedremo cosa significa ERR_CONNECTION_REFUSED, come individuarne la causa e quali controlli eseguire su Chrome, Windows, macOS, Linux, WordPress, LiteSpeed, Apache e Nginx.

In breve: ERR_CONNECTION_REFUSED significa che il collegamento ha raggiunto l’indirizzo di destinazione, ma sulla porta richiesta non è stato accettato. Spesso il servizio web è fermo, la porta è chiusa oppure un firewall sta rifiutando la connessione.

Che cosa significa ERR_CONNECTION_REFUSED

Quando visiti un sito, il browser risolve il nome del dominio, individua l’indirizzo IP e prova ad aprire una connessione verso una porta del server. Normalmente viene utilizzata la porta 80 per HTTP oppure la porta 443 per HTTPS.

L’errore ERR_CONNECTION_REFUSED compare quando la richiesta di connessione viene respinta. In termini pratici, può verificarsi quando:

  • il server web non è in esecuzione;
  • nessun servizio è in ascolto sulla porta richiesta;
  • il firewall del server rifiuta il collegamento;
  • il dominio punta a un indirizzo IP errato;
  • un proxy, una VPN o un antivirus blocca la connessione;
  • il server accetta connessioni soltanto da determinati indirizzi IP;
  • la configurazione HTTPS non prevede un listener sulla porta 443.

La pagina WordPress, PHP o l’applicazione web non vengono ancora eseguite: il problema si presenta prima che la richiesta possa raggiungere il CMS.

Differenza tra ERR_CONNECTION_REFUSED e ERR_CONNECTION_TIMED_OUT

I due errori possono sembrare simili, ma descrivono condizioni differenti.

ErroreSignificatoCause frequenti
ERR_CONNECTION_REFUSEDIl server o un dispositivo di rete rifiuta immediatamente la connessione.Servizio fermo, porta chiusa, firewall con regola REJECT, IP o porta errati.
ERR_CONNECTION_TIMED_OUTIl browser non riceve una risposta entro il tempo previsto.Server irraggiungibile, pacchetti scartati, problemi di rete, firewall con regola DROP.

Per approfondire il secondo caso puoi leggere la guida dedicata a ERR_CONNECTION_TIMED_OUT: cause e soluzioni.

Cause più comuni di ERR_CONNECTION_REFUSED

1. Server web non attivo

Apache, Nginx, LiteSpeed o il servizio utilizzato dal sito potrebbe essere fermo, in fase di riavvio oppure terminato a causa di un errore.

Quando nessun processo è in ascolto sulla porta 80 o 443, il sistema operativo può rifiutare immediatamente il tentativo di connessione.

2. Porta HTTP o HTTPS chiusa

Il servizio potrebbe essere attivo ma configurato su una porta differente. Un caso frequente riguarda siti raggiungibili in HTTP ma non in HTTPS perché il server non è in ascolto sulla porta 443.

Il problema può inoltre interessare pannelli di controllo, applicazioni locali o ambienti di sviluppo che utilizzano porte personalizzate come 3000, 8000, 8080 o 8443.

3. Firewall o sistema di sicurezza

Un firewall locale, aziendale o installato sul server può rifiutare la connessione. Anche antivirus, sistemi WAF, strumenti di sicurezza e regole di blocco IP possono impedire l’accesso.

Non è consigliabile disattivare permanentemente il firewall. È preferibile controllare le regole applicate e autorizzare soltanto le porte e gli indirizzi necessari.

4. Indirizzo IP del dominio errato

Un record DNS A o AAAA non aggiornato può indirizzare il browser verso un server sul quale il sito non è configurato. Questo può accadere dopo una migrazione, un cambio di hosting o una modifica dei nameserver.

Anche una cache DNS locale può conservare temporaneamente il vecchio indirizzo IP.

5. Problema con IPv6

Se il dominio possiede un record AAAA ma il server non risponde correttamente tramite IPv6, alcuni dispositivi potrebbero tentare la connessione verso l’indirizzo IPv6 e ricevere un rifiuto.

È quindi importante verificare separatamente i record A e AAAA.

6. Proxy o VPN configurati male

Un proxy manuale, una VPN o un filtro aziendale può intercettare la connessione e rifiutarla. Il problema può interessare tutti i siti oppure soltanto alcuni indirizzi e porte.

7. Estensioni o impostazioni del browser

Le estensioni che filtrano il traffico, modificano il proxy o analizzano le connessioni possono interferire con il caricamento. Anche impostazioni corrotte del browser possono generare comportamenti anomali.

8. Reverse proxy configurato in modo errato

In un’infrastruttura con Nginx, HAProxy, Cloudflare o un altro reverse proxy, il frontend potrebbe funzionare ma non riuscire a collegarsi al servizio di origine.

Per esempio, il proxy potrebbe tentare di raggiungere un’applicazione sulla porta 8080 mentre il servizio è fermo oppure ascolta soltanto su un altro indirizzo.

9. Blocco dell’indirizzo IP

Il server può rifiutare esclusivamente il tuo indirizzo IP a causa di una regola firewall, di troppi tentativi di accesso, di un blocco automatico oppure di una configurazione di sicurezza.

In questo caso il sito può risultare raggiungibile da altre reti ma non dalla tua connessione.

Come risolvere ERR_CONNECTION_REFUSED dal browser

1. Controllare l’indirizzo del sito

Verifica che il dominio sia scritto correttamente e che l’URL non contenga una porta errata. Prova sia la versione HTTPS sia, soltanto per diagnosi, la versione HTTP:

https://esempio.it
http://esempio.it

Se HTTP funziona ma HTTPS restituisce ERR_CONNECTION_REFUSED, è probabile che il problema riguardi la porta 443 o la configurazione SSL del server.

2. Verificare se il problema interessa un solo sito

Apri altri siti web. Se nessun sito funziona, controlla la connessione Internet, il router e le impostazioni di rete. Se l’errore interessa un solo dominio, la causa è più probabilmente collegata al sito o al suo server.

3. Provare da un’altra rete

Utilizza temporaneamente la rete mobile oppure un’altra connessione. Se il sito funziona da una rete differente, controlla:

  • il router;
  • il DNS utilizzato;
  • eventuali filtri di rete;
  • il blocco del tuo indirizzo IP;
  • le impostazioni del provider Internet.

4. Utilizzare la modalità in incognito

Apri una finestra di navigazione in incognito. Se il sito funziona, disattiva temporaneamente le estensioni, soprattutto quelle relative a VPN, proxy, sicurezza, blocco pubblicità e filtraggio del traffico.

5. Disattivare temporaneamente proxy e VPN

Disconnetti la VPN oppure rimuovi temporaneamente il proxy manuale, quindi prova nuovamente ad aprire il sito.

Se la connessione torna a funzionare, controlla la configurazione del servizio prima di riattivarlo.

6. Riavviare browser, dispositivo e router

Un riavvio può eliminare connessioni bloccate, cache temporanee e configurazioni di rete non più valide. Riavvia prima il browser, poi il dispositivo e infine il modem o router.

Svuotare la cache DNS

Se il dominio è stato trasferito oppure il suo indirizzo IP è cambiato, la cache DNS può indirizzare il browser verso il vecchio server.

Windows

Apri il Prompt dei comandi come amministratore ed esegui:

ipconfig /flushdns

Puoi inoltre ripristinare il catalogo Winsock:

netsh winsock reset

Dopo il comando, riavvia Windows.

macOS

Apri Terminale ed esegui:

sudo dscacheutil -flushcache
sudo killall -HUP mDNSResponder

Linux con systemd-resolved

sudo resolvectl flush-caches

Su distribuzioni o configurazioni differenti potrebbe essere necessario riavviare il servizio DNS locale.

Controllare la risoluzione DNS

Per verificare l’indirizzo restituito dal DNS puoi utilizzare:

dig +short esempio.it
dig +short AAAA esempio.it

In alternativa:

nslookup esempio.it

Confronta il risultato con l’indirizzo IP assegnato dal provider di hosting. Se il dominio punta al server sbagliato, correggi i record DNS e attendi la normale propagazione.

Come diagnosticare ERR_CONNECTION_REFUSED sul server

Se amministri il server, il primo controllo consiste nel verificare se le porte HTTP e HTTPS rispondono.

Testare il sito con curl

curl -I http://esempio.it
curl -I https://esempio.it
curl -vk https://esempio.it/

L’opzione -v mostra i dettagli della connessione, mentre -k consente un test diagnostico anche in presenza di problemi con il certificato. Non deve essere utilizzata per ignorare permanentemente gli errori SSL.

Controllare le porte in ascolto

ss -ltnp | grep -E ':(80|443)\b'

Il comando dovrebbe mostrare un processo in ascolto sulle porte 80 e 443. In assenza di risultati, controlla il servizio web e la relativa configurazione.

Controllare LiteSpeed

systemctl status lsws --no-pager
/usr/local/lsws/bin/lswsctrl status

Per riavviare LiteSpeed dopo avere verificato la configurazione:

systemctl restart lsws

Controllare Apache

systemctl status httpd --no-pager
apachectl configtest

Su Debian e Ubuntu il servizio può chiamarsi apache2:

systemctl status apache2 --no-pager

Controllare Nginx

systemctl status nginx --no-pager
nginx -t

Correggi gli eventuali errori di configurazione prima di riavviare il servizio.

Testare direttamente il server locale

Per capire se il sito risponde internamente:

curl -I http://127.0.0.1 -H 'Host: esempio.it'

Per testare HTTPS collegandoti direttamente all’indirizzo del server:

curl -vk --resolve esempio.it:443:IP_SERVER https://esempio.it/

Sostituisci IP_SERVER con l’indirizzo IP corretto. Se il test locale funziona ma quello pubblico no, il problema può trovarsi nel firewall, nella rete o nel proxy posto davanti al server.

Controllare il firewall del server

Firewalld

firewall-cmd --list-all
firewall-cmd --list-services
firewall-cmd --list-ports

UFW

ufw status verbose

Regole iptables

iptables -L -n -v
iptables -S

Verifica che le porte 80 e 443 siano consentite e che l’indirizzo del visitatore o del reverse proxy non sia bloccato. Evita di disabilitare completamente il firewall su un server in produzione.

ERR_CONNECTION_REFUSED e WordPress

Quando un sito WordPress restituisce ERR_CONNECTION_REFUSED, il problema raramente dipende direttamente da un plugin, dal tema o dal database. La connessione viene infatti rifiutata prima che WordPress possa essere caricato.

È preferibile controllare nell’ordine:

  1. risoluzione DNS del dominio;
  2. raggiungibilità dell’indirizzo IP;
  3. porte 80 e 443;
  4. stato del server web;
  5. firewall e sistemi di sicurezza;
  6. reverse proxy o CDN;
  7. configurazione del virtual host;
  8. certificato e listener HTTPS.

Se utilizzi un piano di hosting WordPress gestito, comunica all’assistenza il dominio interessato, l’orario dell’errore e l’indirizzo IP dal quale stai effettuando la prova.

ERR_CONNECTION_REFUSED con localhost

L’errore è frequente anche durante lo sviluppo locale. Per esempio:

http://localhost:3000
http://127.0.0.1:8080

Controlla che l’applicazione sia stata avviata e che utilizzi la porta indicata nell’URL.

ss -ltnp | grep ':3000'
ss -ltnp | grep ':8080'

Verifica inoltre l’indirizzo di ascolto. Un’applicazione configurata soltanto su 127.0.0.1 non sarà raggiungibile da altri dispositivi della rete. Per esporla pubblicamente è necessario configurare correttamente il binding e proteggere l’accesso con firewall e autenticazione.

ERR_CONNECTION_REFUSED e Cloudflare

Quando un sito utilizza Cloudflare, il visitatore potrebbe visualizzare un errore Cloudflare 521 invece del messaggio del browser. Il codice 521 indica che il server di origine ha rifiutato la connessione proveniente da Cloudflare.

Le verifiche principali sono:

  • accertarsi che il server di origine sia online;
  • controllare che le porte 80 e 443 siano aperte;
  • verificare che LiteSpeed, Apache o Nginx siano attivi;
  • autorizzare gli indirizzi IP ufficiali di Cloudflare nel firewall;
  • controllare eventuali blocchi applicati dal sistema di sicurezza;
  • verificare la modalità SSL configurata su Cloudflare;
  • testare direttamente l’indirizzo IP del server di origine.

La documentazione ufficiale è disponibile nella pagina dedicata all’errore Cloudflare 521.

Checklist rapida per individuare la causa

ControlloInterpretazione
Il sito funziona da un’altra retePossibile blocco IP, problema del router, DNS locale o filtro del provider.
HTTP funziona ma HTTPS noPorta 443 chiusa, listener HTTPS assente o configurazione SSL errata.
Il dominio punta a un IP erratoRecord DNS non aggiornato o cache DNS obsoleta.
Nessun processo ascolta su 80/443Server web fermo o configurato su porte differenti.
Il test locale funziona, quello pubblico noFirewall, NAT, rete, proxy o regole di sicurezza.
Solo localhost non funzionaApplicazione locale non avviata o porta sbagliata.
Cloudflare mostra errore 521L’origine rifiuta le connessioni di Cloudflare.

Quando contattare il provider di hosting

Contatta l’assistenza quando il sito non è raggiungibile da più reti oppure quando non hai accesso alla configurazione del server.

Per velocizzare la diagnosi indica:

  • nome del dominio;
  • URL esatto che restituisce l’errore;
  • data e ora del problema;
  • indirizzo IP pubblico della connessione;
  • browser e sistema operativo utilizzati;
  • eventuali modifiche DNS o migrazioni recenti;
  • risultato ottenuto da un’altra rete;
  • screenshot completo dell’errore.

Evita di inviare password o credenziali tramite messaggi non protetti.

Come prevenire nuovi errori di connessione rifiutata

Per ridurre il rischio che ERR_CONNECTION_REFUSED si ripresenti:

  • monitora lo stato del server web;
  • controlla regolarmente le porte esposte;
  • verifica le configurazioni prima di riavviare i servizi;
  • mantieni aggiornati sistema operativo e software server;
  • utilizza regole firewall documentate;
  • controlla i record DNS dopo ogni migrazione;
  • configura correttamente i listener HTTP e HTTPS;
  • monitora risorse, log e disponibilità del server;
  • mantieni una procedura di ripristino verificata.

Per progetti che richiedono risorse dedicate e pieno controllo della configurazione sono disponibili i servizi VPS SSD e server dedicati Xlogic.

Domande frequenti su ERR_CONNECTION_REFUSED

Che cosa significa ERR_CONNECTION_REFUSED?

Significa che il browser ha tentato di aprire una connessione verso il server, ma la destinazione o un dispositivo intermedio l’ha rifiutata. Spesso il servizio web è fermo, la porta è chiusa oppure una regola firewall blocca il collegamento.

ERR_CONNECTION_REFUSED dipende sempre dal server?

No. Può dipendere anche dal dispositivo, dal browser, da una VPN, da un proxy, dall’antivirus, dal router, dal DNS locale oppure dal blocco dell’indirizzo IP. Provare da un’altra rete aiuta a distinguere un problema locale da uno lato server.

Perché il sito funziona da smartphone ma non dal computer?

Il computer potrebbe utilizzare una cache DNS obsoleta, un proxy, una VPN, un’estensione del browser o una configurazione di sicurezza differente. Può inoltre essere bloccato l’indirizzo IP della rete utilizzata dal computer.

Un plugin WordPress può causare ERR_CONNECTION_REFUSED?

Normalmente no, perché l’errore avviene prima dell’esecuzione di WordPress. Tuttavia un plugin o un’operazione applicativa potrebbe indirettamente provocare un blocco o il riavvio del server se genera un consumo anomalo di risorse.

Qual è la differenza tra connection refused e connection timed out?

Connection refused indica un rifiuto immediato della connessione. Connection timed out indica invece che non è arrivata una risposta entro il tempo previsto.

Come posso verificare se la porta 443 è aperta?

Un amministratore può controllare i servizi in ascolto con il comando ss -ltnp e testare il collegamento HTTPS con curl -vk https://dominio.it/. È inoltre necessario verificare le regole del firewall.

Conclusione

ERR_CONNECTION_REFUSED indica che la connessione è stata respinta prima che il browser potesse ricevere la pagina. La diagnosi deve partire dalla rete e dal DNS, per poi proseguire con porte, firewall, server web, reverse proxy ed eventuale CDN.

Verificare sistematicamente ogni livello consente di individuare rapidamente se il problema riguarda il dispositivo del visitatore oppure l’infrastruttura che ospita il sito.

Per ulteriori procedure tecniche puoi consultare la Knowledge Base Xlogic.


Fonti tecniche:

I certificati SSL gratuiti hosting permettono di attivare HTTPS senza acquistare ogni anno un certificato base. Sui piani compatibili l’emissione, l’installazione e il rinnovo sono automatizzati; il dominio deve però puntare correttamente al server e superare la validazione.

HTTPS cifra il traffico tra browser e server e consente al visitatore di verificare il nome del sito. Non rende sicura da sola l’applicazione: aggiornamenti, password, backup e protezione da malware restano necessari.

Come funziona un certificato gratuito

Una Certification Authority verifica il controllo del dominio e rilascia un certificato per uno o più nomi. Il server lo installa con la relativa chiave privata e presenta la catena ai browser durante la connessione TLS.

Servizi ACME come Let’s Encrypt ripetono automaticamente emissione e rinnovo. La documentazione ufficiale descrive la validazione e il processo di emissione. Il rinnovo non è un semplice prolungamento: viene normalmente emesso un nuovo certificato.

Quali nomi devono essere coperti

Controlla dominio principale, variante www ed eventuali sottodomini realmente usati. Un certificato valido per example.com non copre automaticamente ogni sottodominio; un wildcard copre un livello, ma richiede un metodo di validazione compatibile.

Requisiti per l’emissione automatica

  • il dominio risolve verso il server corretto;
  • i record A e AAAA non puntano a origini diverse o dismesse;
  • la validazione HTTP o DNS può completarsi;
  • eventuali record CAA autorizzano la Certification Authority usata;
  • il dominio è aggiunto correttamente all’account hosting;
  • non esistono redirect o regole di sicurezza che bloccano la challenge.

Attivare HTTPS senza creare redirect loop

Dopo l’emissione verifica prima che la pagina HTTPS risponda correttamente. Solo dopo imposta il redirect permanente da HTTP a HTTPS. Se usi un reverse proxy o CDN, configura anche il collegamento tra proxy e server di origine.

Con Cloudflare evita la modalità Flexible quando l’origine può usare HTTPS: la configurazione consigliata è normalmente Full (strict) con certificato valido sull’origine. Redirect duplicati nel plugin, nel file .htaccess, nel server e nel CDN possono creare il messaggio “too many redirects”.

Contenuti misti

Il lucchetto può non apparire quando una pagina HTTPS carica immagini, font, script o fogli di stile tramite HTTP. Aggiorna gli URL nel database e nel tema, poi svuota le cache. Non risolvere disattivando genericamente i controlli del browser.

Controllare il certificato in cPanel

Nell’interfaccia SSL/TLS Status o nello strumento equivalente verifica lo stato dei domini. Se l’hosting utilizza AutoSSL, puoi controllare quali nomi sono inclusi o esclusi e avviare un nuovo controllo quando hai appena corretto i DNS.

Attendi il tempo necessario alla propagazione e non ripetere l’emissione di continuo: le Certification Authority applicano limiti alle richieste. Se il problema persiste, conserva il messaggio esatto del log.

Cause comuni di mancata emissione

DNS non corretto

Il record punta a un altro server, un vecchio IPv6 è ancora pubblicato o il dominio usa nameserver diversi da quelli attesi. Controlla la risposta da più resolver.

Proxy attivo durante la validazione

Una configurazione errata del proxy può rispondere al posto dell’origine. Non è sempre necessario disattivarlo, ma bisogna assicurarsi che il metodo di validazione scelto funzioni.

Record CAA restrittivo

Un record CAA può impedire l’emissione a una CA non autorizzata. Modificalo soltanto dopo aver identificato quale autorità usa il servizio.

Limite di richieste

Molti tentativi falliti o certificati duplicati possono attivare un rate limit. Correggi la causa e attendi l’intervallo indicato nel messaggio.

Il rinnovo automatico

Un certificato a vita breve è affidabile soltanto se il rinnovo è automatizzato e monitorato. Evita di disattivare il controllo periodico. Modifiche a DNS, proxy, firewall o CAA possono far fallire un rinnovo che prima funzionava.

Controlla che le notifiche dell’account hosting arrivino a un indirizzo monitorato. Per servizi critici aggiungi un controllo esterno sulla scadenza e sulla catena TLS.

HTTPS non sostituisce la sicurezza del sito

  • aggiorna CMS, plugin, temi e dipendenze;
  • usa password uniche e autenticazione a due fattori;
  • limita account e permessi;
  • mantieni backup separati e testati;
  • monitora file, log e modifiche inattese;
  • proteggi moduli e autenticazione da abuso.

Checklist finale

  1. verifica i DNS di tutti i nomi;
  2. controlla certificato, catena e corrispondenza hostname;
  3. prova HTTPS prima del redirect globale;
  4. imposta un solo flusso di redirect coerente;
  5. correggi i contenuti misti;
  6. svuota cache server, applicazione e CDN;
  7. controlla il rinnovo automatico e le notifiche.

Conclusione

I certificati SSL gratuiti nell’hosting rendono HTTPS semplice quando DNS e automazione sono corretti. Verifica copertura dei nomi, validazione, redirect e rinnovo; poi continua a proteggere applicazione, account e backup, perché la cifratura è soltanto uno strato della sicurezza.